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Museo sardo di antropologia ed etnografia

Il Museo &è; in grado di offrire al visitatore un prezioso sunto dell’evoluzione umana e della cultura in Sardegna
28 novembre 2006
Tra le strutture dell’Università di Cagliari che fanno capo al “Centro interdipartimentale dei musei e dell’archivio storico” (CIMAS - via Is Mirrionis 1, tel. 070.675.7040) che recepisce tutte le attività museali dell’ateneo, spicca il Museo sardo di antropologia ed etnografia, fondato nel 1953, e ospitato a Monserrato presso il Dipartimento di biologia sperimentale.
 
Il Museo sardo di antropologia ed etnografia, quale sintesi tra componenti biologiche e culturali, ha il duplice scopo di raccogliere materiale antropologico che illustri le caratteristiche fisiche dei Sardi dalla protostoria ad oggi e di conservare elementi sempre più rari del patrimonio culturale.
Il Museo è in grado di offrire al visitatore un prezioso sunto dell’evoluzione umana, vi si possono scoprire le caratteristiche scheletriche più tipiche degli abitanti della Sardegna, nozioni di anatomia umana come le differenze di sesso o età rilevabili dall’esame dei crani e le caratteristiche della cultura del nostro passato.
In tal modo il Museo svolge la sua fondamentale funzione didattico-educativa, ponendosi come tramite tra la collettività ed il mondo scientifico ed offrendo possibilità di studio e ricerca a cultori sia dell’antropologia fisica che di quella culturale.
  
Nell’ambito del materiale collezionato nel Museo spiccano per importanza le seguenti raccolte:
  • reperti scheletrici umani datati a partire dal neolitico attraverso l’eneolitico, il nuragico, il romano, il longobardo, il medievale sino al periodo moderno; la raccolta è continuamente incrementata grazie alla collaborazione che la Sezione di Scienze antropologiche fornisce durante scavi archeologici;
  • reperti scheletrici patologici: un cranio trapanato in vita dell’epoca prenuragica ed alcuni crani mostranti la mutilazione del forame occipitale;
  • costumi sardi che rappresentano la parte più interessante e più difficile da reperire nell’ambito dell’etnografia;
  • oggetti: mortai, cestelli, recipienti in sughero, forme per formaggio ecc., una serie di suppellettili fittili e non, dell’epoca protostorica: terrecotte, punte di ossidiana, zappe e mazze nuragiche;
  • una collezione di ex-voto recentemente restaurata;
  • due mummie;
  • calchi di ominidi fossili illustranti l’evoluzione dell’Homo sapiens;
  • raccolta di diapositive e film che documentano i viaggi e gli studi del prof. Carlo Maxia, il fondatore del Museo.
     
Il Museo sardo di antropologia ed etnografia nacque per l’interessamento del Prof. Carlo Maxia. Dopo aver condiviso per 45 anni i locali con la Sezione di Scienze antropologiche, è stato trasferito presso la Cittadella universitaria di Monserrato. La nuova sede, ubicata nel primo ponte del complesso monserratino, ha una superficie di circa 300 mq suddivisi in diversi ambienti.
Superata una piccola zona di accoglienza con banco e registro visitatori si accede alla sala A nella quale sono custoditi arredi realizzati in legno di castagno e intagliati a mano dove sono riprodotte scene di vita popolare della Sardegna.
Di seguito si accede alla sala B dove sono conservati i reperti scheletrici umani di varie epoche con particolari caratteristiche morfologiche e patologiche. È inoltre esposta una serie di calchi di crani di ominidi che descrivono le varie tappe dell’evoluzione dell’uomo.
La gran sala C è stata invece destinata all’esposizione dei costumi tradizionali sardi insieme ad un selezionato campionario di oggetti di valore etnografico costantemente incrementato da donazioni private. Nella piccola sala D sono state sistemate le due mummie, il feto e la cera anatomica dei gemelli siamesi, che costituiscono la parte non scheletrica della collezione antropologica del Museo.
All’interno del Museo è previsto un ambiente per la didattica, la sala E, che viene utilizzata attualmente come laboratorio attivo di antropologia sul vivente.
All’interno del Museo è possibile consultare le pubblicazioni, il materiale fotografico e reperti di varia natura e le testimonianze degli studi che il Prof. Maxia ha condotto sulla civiltà nuragica e sull’astroarcheologia. In una teca del corridoio è esposta la collezione di ex-voto.

Per informazioni e visite è possibile telefonare ai numeri 070.675.4291 e 070.675.4130.
 
 
 

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