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Gli studenti dell’Università di Napoli contro la camorra

Federico II: all’inizio di ogni lezione oggi verrà letto un documento contro la camorra elaborato dal Consiglio degli studenti, nel quale si afferma la volontà di contrapporre il sapere alla violenza
15 novembre 2006

15 novembre 2006. In tutti i corsi delle 13 facoltà dell’Università di Napoli “Federico II”, a inizio lezioni, oggi verrà letto il documento contro la camorra elaborato dal Consiglio degli studenti, nel quale si afferma la volontà di contrapporre il sapere alla violenza e si ribadisce la necessità di un impegno di tutti per contrastare la criminalità.
il rettore Guido TrombettiIn proposito il rettore Guido Trombetti - attuale presidente della CRUI - ha dichiarato “La legge e le forze dell’ordine sono l’unico antidoto alla camorra, ma ho l’impressione che a Napoli ci sia un problema anche di tipo culturale. La violenza urbana ci accomuna alle altre grandi città, in Inghilterra come in Francia. Ma qui quello che colpisce è l’atomizzazione dei comportamenti illeciti che partono dalla microviolazione delle illegalità, come fumare dove non è consentito, per arrivare, step by step, alle grandi illegalità... Gli studenti oggi si fanno portavoce della lotta alla illegalità, opponendovi la grande arma del sapere. I 200mila studenti di Napoli rappresentano una grande forza per la città, anche perché, come amo ripetere, laddove ci sono gli studenti la città è tranquilla. È quando scompaiono che diventa insicura”.
  


 

  
’Ora parlo io!’ Gli studenti dell’Ateneo contro la camorra
 
“Ora parlo io!” dicono gli studenti dell’Ateneo che, mercoledì 15 novembre, prenderanno la parola per leggere il documento contro la camorra elaborato dal Consiglio degli Studenti di Ateneo. Pochi minuti prima dell’inizio di tutti i corsi di tutte le Facoltà dell’Ateneo per dire no al dilagare della criminalità in città.  

“Vogliamo fare sentire la voce degli oltre centomila studenti dell’Ateneo che si leva contro gli ultimi fatti di cronaca napoletani. E’ il segnale della presenza a Napoli di tanti giovani che alla violenza chiedono di sostituire cultura e attività sociali - ha commentato Valter Corrado, presidente del Consiglio degli Studenti durante la conferenza stampa svoltasi lunedì 13 novembre in Ateneo – Il nostro sarà un appello alla libertà e alla facoltà di scegliere. La scelta come espressione di libertà sarà il cuore del messaggio che vogliamo lanciare a tutti gli studenti. Scegliere di vivere nella legalità e nella onestà è una scelta di libertà per tutti”.
Ad appoggiare l’iniziativa degli studenti, il rettore Guido Trombetti e il professore di Diritto Penale e pro-rettore dell’Ateneo Vincenzo Patalano, che hanno preso parte alla presentazione dell’evento.
 “Un’iniziativa lodevole – ha commentato il pro-rettore Patalano – che si va ad aggiungere alle altre in cantiere, come il seminario che a dicembre dedicheremo all’argomento criminalità, e che segue le tante importanti iniziative che l’Ateneo ha già promosso, come l’esonero dalle tasse universitarie per i figli di persone che hanno denunciato il racket”.
Approvato dall’intero Consiglio, il documento sarà letto dai rappresentanti degli studenti e dagli studenti a inizio di tutti i corsi, nell’orario di maggiore affluenza, tra le 10 e le 11. Anche i professori verranno invitati a unirsi agli studenti.
"Tra la Bocca del Vesuvio e l’esercito, come abbiamo scritto sul volantino, – continua Valter –  noi contrapponiamo il sapere alla violenza”.
Dunque cultura e sapere come armi contro la camorra, dicono gli studenti, facendo eco alle parole più volte pronunciate dal rettore Trombetti.  “La legge e le Forze dell’Ordine – ha commentato il rettore nel corso della conferenza stampa – sono l’unico antidoto alla camorra. Ma ho l’impressione che a Napoli ci sia un problema anche di tipo culturale. La violenza urbana ci accomuna alle altre grandi città, in Inghilterra come in Francia. Ma qui quello che colpisce è l’atomizzazione dei comportamenti illeciti che partono dalla microviolazione delle illegalità, come fumare dove non è consentito, per arrivare, step by step, alle grandi illegalità. Bisogna capire che le regole si rispettano e partire tutti dal rispettarle. Molto in questo senso possono fare le parti sociali: scuole, famiglie, parrocchie, associazioni e partiti, tutti devono fare la propria parte. Gli studenti oggi si fanno portavoce della lotta alla illegalità, opponendovi la grande arma del sapere. I 200 mila studenti della città rappresentano una grande forza per Napoli, anche perché, come amo ripetere, laddove ci sono gli studenti la città è tranquilla. È quando scompaiono che diventa insicura”. (a.m.)
 


 
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