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Premio di laurea Marini, Luisa Anedda vince la prima edizione

Con una tesi su “Valutazione del rischio teratogeno dei ferrochelanti nella beta-talassemia: un’esperienza monocentrica” discussa con Paolo Moi alla Facoltà di Medicina e chirurgia ha ottenuto il riconoscimento previsto dall'iniziativa dei coniugi Elisabetta e Franco Marini per far conoscere ai più giovani e ai disinformati meno giovani la storia della beta talassemia major e dei soggetti sardi affetti da questa patologia e incentivarne lo studio scientifico. RASSEGNA STAMPA
10 ottobre 2019
Luisa Anedda con i coniugi Marini e il Rettore Maria Del Zompo

Sergio Nuvoli

Cagliari, 10 ottobre 2019 - E’ stata vinta da Luisa Anedda la prima edizione del Premio di laurea “Alessandra e Valentina Marini”. Il riconoscimento è stato assegnato questo pomeriggio dal Rettore Maria Del Zompo e dai promotori - a seguito della valutazione compiuta dall’apposita commissione – per la tesi discussa alla Facoltà di Medicina e chirurgia con Paolo Moi, docente della Facoltà, sul tema “Valutazione del rischio teratogeno dei ferrochelanti nella beta-talassemia: un’esperienza monocentrica”. Alla neodottoressa in Medicina e chirurgia vincitrice del Premio è andato un assegno di 1500 euro.

La cerimonia di consegna del Premio di laurea “Alessandra e Valentina Marini”, nato dall’iniziativa dei coniugi Franco – già docente dell’Ateneo - ed Elisabetta Marini per far conoscere ai più giovani e ai disinformati meno giovani la storia della beta talassemia major e dei soggetti sardi affetti da questa patologia, si è svolta nella Sala Consiglio di Palazzo Belgrano.

Luisa Anedda espone il contenuto della tesi nel corso della cerimonia in Rettorato. A sinistra Giovanni Marini, avvocato e funzionario dell'Ateneo, e Giovanni Caocci, docente alla Facoltà di Medicina e chirurgia, componente della commissione esaminatrice
Luisa Anedda espone il contenuto della tesi nel corso della cerimonia in Rettorato. A sinistra Giovanni Marini, avvocato e funzionario dell'Ateneo, e Giovanni Caocci, docente alla Facoltà di Medicina e chirurgia, componente della commissione esaminatrice

L’elaborato della dott.ssa Anedda - oltre alla valenza scientifica sostenuta da una metodologia corretta e puntuale - è un indicatore prezioso del conseguimento dei livelli di studio raggiunti nell’ambito della patologia talassemica

L’elaborato - oltre alla valenza scientifica sostenuta da una metodologia corretta e puntuale - è un indicatore prezioso del conseguimento dei livelli di studio raggiunti nell’ambito della patologia talassemica, e si addentra in un’indagine impensabile soltanto qualche decennio fa. La tesi riporta gli esiti di uno studio effettuato su due gruppi di pazienti talassemiche in gravidanza nelle quali la terapia chelante (consideraAta come variabile indipendente) era stata interrotta, nel primo gruppo, all’inizio della gravidanza o prima di essa e nel secondo gruppo dopo circa un trimestre dall’inizio. La variabile dipendente era rappresentata dalla frequenza e dalla tipologia di eventuali malformazioni congenite nei neonati del secondo gruppo di madri. Il test statistico utilizzato dalla dottoressa Anedda (regressione logistica) non ha evidenziato differenze significative tra i neonati dei due gruppi di madri.

Un momento della cerimonia in Rettorato
Un momento della cerimonia in Rettorato

Il Premio assegna un riconoscimento per incoraggiare le nuove leve di medici, ricercatori e personale sanitario avviate sulla scia dei loro maestri che hanno spostato la finalità degli interventi dalla sopravvivenza a termine alla prognosi aperta

Il Premio assegna un riconoscimento per incoraggiare le nuove leve di medici, ricercatori e personale sanitario avviate sulla scia dei loro maestri e predecessori che hanno spostato la finalità degli interventi dalla sopravvivenza a termine (anni ‘60/’70/‘80) alla prognosi aperta, e anche per far sapere ai rappresentanti eletti nelle sedi istituzionali e alle realtà formative ed economiche dell’isola che l’attività medica portatrice di speranze per la vita dei talassemici necessita di integrazioni irrinunciabili sul versante della formazione, non difformi da quelle di altri soggetti, nonché di un accompagnamento competente per l’avviamento e un primo ingresso nel mondo del lavoro.

“Col raggiungimento di questi obiettivi – spiegano i promotori - i talassemici non saranno più considerati solo come “soggetti da prendere in carico”, bensì soprattutto come cittadini capaci di contribuire al composito vivere civile dei giorni a venire”.

Alla cerimonia - oltre alle persone già nominate - hanno preso parte il Direttore Generale del nostro Ateneo, Aldo Urru, il Prorettore alla Didattica Ignazio Efisio Putzu, il Capo di Gabinetto del Rettore Elisabetta Cagetti, il docente di Pediatria e Direttore della Scuola di specializzazione in Pediatria Vassilios Fanos e i componenti della Commissione esaminatrice del Premio (Giovanni Caocci, Carlo Carcassi, Tiziana Dessì, Matteo Pusceddu). 

Aldo Urru, Direttore Generale di UniCa, e Raffaella Origa, medico che ha collaborato al progetto di ricerca dal quale è scaturito la tesi
Aldo Urru, Direttore Generale di UniCa, e Raffaella Origa, medico che ha collaborato al progetto di ricerca dal quale è scaturito la tesi

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di venerdì 11 ottobre 2019
AGENDA
Tesi di ricerca sulla beta-talassemia, onorificenza della rettrice alla laureanda

È stata vinta da Luisa Anedda la prima edizione del Premio di laurea “Alessandra e Valentina Marini”. Il riconoscimento è stato assegnato questo pomeriggio dalla rettrice Maria Del Zompo a conclusione della valutazione compiuta dall'apposita commissione per la tesi discussa alla facoltà di Medicina e chirurgia col docente Paolo Moi su “Valutazione del rischio teratogeno dei ferrochelanti nella beta-talassemia: un'esperienza monocentrica”. Alla neodottoressa è andato un assegno di 1500 euro.
L'INIZIATIVA. La cerimonia di consegna del Premio nato dall'iniziativa dei coniugi Franco, già docente dell'Ateneo ed Elisabetta Marini per far conoscere la storia della beta talassemia major e dei soggetti sardi affetti da questa patologia, si è svolta nella sala Consiglio di Palazzo Belgrano. L'elaborato è un indicatore prezioso del conseguimento dei livelli di studio raggiunti nell'ambito della patologia talassemica, e si addentra in un'indagine impensabile soltanto qualche decennio fa. La tesi riporta gli esiti di uno studio effettuato su due gruppi di pazienti talassemiche in gravidanza nelle quali la terapia chelante (considerata come variabile indipendente) era stata interrotta, nel primo gruppo, all'inizio della gravidanza o prima di essa e nel secondo gruppo dopo circa un trimestre dall'inizio.
MALFORMAZIONI. La variabile dipendente era rappresentata dalla frequenza e dalla tipologia di eventuali malformazioni congenite nei neonati del secondo gruppo di madri. Il test statistico utilizzato dalla dottoressa Anedda non ha evidenziato differenze significative tra i neonati dei due gruppi di madri. Il Premio assegna un riconoscimento per incoraggiare le nuove leve di medici, ricercatori e sanitari avviate sulla scia dei loro maestri che hanno spostato la finalità degli interventi dalla sopravvivenza a termine (anni '60, '70 e '80) alla prognosi aperta, e anche per far sapere ai rappresentanti eletti nelle sedi istituzionali e alle realtà formative dell'isola che l'attività medica portatrice di speranze per la vita dei talassemici necessita di integrazioni irrinunciabili sul versante della formazione, nonché di un accompagnamento competente per l'avviamento e un primo ingresso nel mondo del lavoro.

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

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