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Medicina, premio multidisciplinare per gli specialisti dell’ateneo

Il riconoscimento conquistato in Brasile arriva dopo aver superato oltre cinquanta lavori scientifici inerenti la diagnosi non invasiva su alterazioni osteo-muscolari. Il lavoro è stato coordinato dal tandem italoargentino composto da Fernanda Velluzzi e Antonio Dell’Osa
03 luglio 2019
Da sinistra, Fernanda Velluzzi, Valeria Corsale (laureanda medicina), Elisabetta Loi (infermiera, facoltà medicina), Antonio dell Osa e Andrea Deledda (dottorato nutrizione clinica)

Prestigioso riconoscimento internazionale.

Mario Frongia

Come quasi sempre, il frutto della cooperazione e del confronto su scala mondiale, le relazioni con i centri di ricerca, la reputazione e i contatti con accademie e laboratori, conducono a risultati di pregio. Stavolta, la comunità medico-sanitaria brinda al lavoro scaturito dalla collaborazione scientifica fra gli specialisti di Argentina e Italia. Infatti, lo studio coordinato dall‘endocrinologa Fernanda  Velluzzi (responsabile Centro diagnosi e cura multidisciplinare dell’obesità, San Giovanni di Dio, Azienda ospedaliera universitaria Cagliari) e dall’ingegnere biomedico Antonio Dell’Osa (Universidad nacional di Ushuaia), ha ricevuto il primo premio Best paper of the conferenc a Joinville in Brasile. L’assegnazione si è tenuta al termine della 17^ International conference on electrical bioimpedance (Icebi). La ricerca si è imposta su oltre cinquanta contributi sperimentali. “Il metodo Electrical impedance spectroscopy (Eis) potrà misurare in modo assolutamente non invasivo la salute dell’osso, quasi al livello molecolare, senza necessità di sottoporre a raggi o biopsie - spiega la professoressa Velluzzi - i pazienti affetti da patologia degenerative dell'apparato scheletrico”.

 

Joinville (Bra). Antonio Dall'Oso mentre presenta il progetto premiato dalla giuria della conferenza Icebi
Joinville (Bra). Antonio Dall'Oso mentre presenta il progetto premiato dalla giuria della conferenza Icebi

Multidisciplinarietà universitaria, clinica e alterazioni osteo-muscolari.

La tematica alla base dello studio del duo coordinatore Velluzzi-Dell’Osa riguarda l’applicazione della bioimpedenza elettrica per la diagnosi non invasiva delle alterazioni osteo-muscolari degli arti. Nei lavori sono stati coinvolti vari team. Dunque, afferenze multidisciplinari di caratura ed esperienze internazionali con in prima fila Antonio Capone (direttore clinica ortopedica, ospedale Marino) e Giuseppe Marongiu (ortopedico, ospedale Marino), Andrea Loviselli (direttore clinica endocrinologica, Aou Monserrato), gli endocrinologi Efisio Cossu e Antonio Salcuni, Quirico Mela (responsabile centro diagnosi e cura artropatie internistiche, Aou Monserrato). Un gruppo di specialisti che, oltre ad aver curato la componente clinica del progetto e opera al Policlinico Duilio Casula. “Abbiamo posto una seria opzione ad acquisire una posizione apicale nella ricerca delle applicazioni cliniche della Electrical impedance Spectroscoppy. Attualmente - spiega il professor Loviselli - le ricerche procedono spedite in numerosi e prestigiosi laboratori internazionali il che fa ben sperare, tra l’altro, in una virtuosa ricaduta di trasferimenti tecnologici nell’ambito dell’industria 4.0.

 

Monserrato. Staff al lavoro nell'area di endocrinologia e nutrizione clinica
Monserrato. Staff al lavoro nell'area di endocrinologia e nutrizione clinica

Innovazione, applicazioni e relazioni internazionali curate da Alessandra Carucci

Per quanto riguarda la sperimentazione bioingegneristica e la prototipazione del dispositivo per l’applicazione dell’Eis, hanno contribuito il laboratorio di prototipazione per medical devices della 2C Technologies srl (2Ct), spin-off accademico dell’Università di Cagliari (amministratore Alberto Concu), la Nomadyca ltd che ha prodotto il software (ceo Andrea Fois) con sede a Kampala in Uganda e l’Universidad nacional de Tierra del Fuego, Antártida e Islas del Atlántico Sur (Untdf) di Ushuaia (Argentina). Anche grazie all’interessamento del pro rettore all’Internazionalizzazione, Alessandra Carucci, il rapporto con l’ateneo argentino è stato rinforzato con l’acquisizione pro tempore (sei mesi) di Antonio dell’Osa, ingegnere biomedico in co-tutoraggio tra la professoressa Velluzzi e Fernando Dobarro (docente di Untdf e full professor di matematica). “Il dottor Dall’Osa ha operato nelle strutture dell’Aou e della 2Ct e ha potuto sfruttare una borsa di studio attribuitagli dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Abbiamo sviluppato un phantom per Eis, utilizzando reperti ossei bovini in agar agar. Di fatto, sono state acquisite - conclude Fernanda Velluzzi - le cognizioni biofisiche di base necessarie alla prototipazione del dispositivo di misura”.

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