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Dal Miur mezzo milione di euro all’Università di Cagliari

Per il bando PROOF OF CONCEPT finanziati al 70% i progetti di UniCa coordinati dai docenti Sebastiano Banni, Luigi Atzori e Saturnino Spiga per attività di verifica del potenziale industriale della conoscenza sviluppata e delle innovazioni
13 giugno 2019
Da sinistra: Banni, Atzori e Spiga. Il Programma Nazionale della Ricerca 2015/2020 promuove, tra gli altri, interventi a sostegno di attività di “Proof of concept”, cioè finalizzate alla verifica delle reali ricadute degli studi effettuati

Sul totale di 20 domande finanziate ben tre sono quelle pervenute dall’Università degli Studi di Cagliari, per un contributo totale di circa 500mila euro a copertura del 70% dei costi dei progetti (restante 30% a carico di UniCa).
È questo il risultato sancito dalle graduatorie finali dell’Avviso “Proof of concept” (vedi link a fondo pagina), emanato nel 2018 dal MIUR per sostenere i ricercatori di università e enti di ricerca con sede in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna nella verifica del potenziale industriale della conoscenza da loro sviluppata.

L’Avviso era rivolto a professori e ricercatori attivi in Italia che, alla data di pubblicazione del bando, avessero richiesto e/o conseguito un brevetto o altro titolo di proprietà intellettuale. Il finanziamento consentirà ai vincitori di verificare il potenziale innovativo delle idee sviluppate, coerentemente con la strategia di valorizzazione della proprietà intellettuale condotta da Unica nell'abito delle attività legate al trasferimento tecnologico.

Ciascun beneficiario ha infatti presentato un progetto di ricerca industriale, afferente a una delle 12 Aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente e strettamente collegato con le attività di ricerca fondamentale citate. Ai ricercatori è stato inoltre richiesto un piano di sviluppo e valorizzazione delle attività di ricerca, incluso lo studio sulla possibilità di dar vita a nuove attività imprenditoriali.

Le proposte sono state presentate con il supporto del personale di UniCa Liaison Office, che ha affiancato i ricercatori durante l’iter di presentazione delle domande di finanziamento. Di seguito le schede con gli abstract originali delle proposte finanziate.

La ripartizione dei finanziamenti per le diverse Aree
La ripartizione dei finanziamenti per le diverse Aree

AREA AGRIFOOD. Caratterizzazione delle proprietà specifiche dell’acido linoleico coniugato (CLA) in forma fosfolipidica per il trattamento di patologie psichiatriche a base neuroinfiammatoria e individuazione di biomarcatori dell’efficacia terapeutica

RESPONSABILE UniCa: Professor Sebastiano Banni
Ordinario di Scienze biologiche del Dipartimento di Scienze Biomediche
FINANZIAMENTO Miur: € 197.400,00 (costo totale progetto: € 282mila)

 
Evidenze recenti dimostrano che i pazienti affetti da autismo, schizofrenia e depressione mostrano livelli elevati di citochine ematiche e attivazione della microglia cerebrale, suggerendo che esista una correlazione tra fenomeni neuroinfiammatori e queste patologie. Coerentemente, negli esseri umani le infezioni in età pre- o perinatale sono un fattore di rischio per la schizofrenia e l’autismo: diversi studi recenti, infatti, hanno riscontrato un'associazione tra autismo e infezioni materne durante il primo trimestre di gravidanza. Inoltre, l'aumento delle citochine pro-infiammatorie nel siero materno o nel liquido amniotico è associato a un aumentato rischio di autismo e psicosi nella prole. Studi su modelli animali supportano l'ipotesi che la disregolazione immunitaria nel cervello e nei tessuti periferici inizi durante lo sviluppo fetale e continui nell'età adulta.

L'evidenza epidemiologica sulle infezioni materne come fattore di rischio per l'autismo e la schizofrenia ha stimolato lo sviluppo di diversi modelli animali che riproducono l'attivazione immunitaria durante la gravidanza e inducono anomalie dello sviluppo neurologico.

La ricerca di terapie alternative all’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei per la neuroinfiammazione è cruciale, poiché è stato recentemente dimostrato che questi farmaci hanno effetti collaterali gravi a carico dello sviluppo degli organi sessuali nel feto e successivamente nella vita adulta in ambo i sessi. Pertanto, un approccio terapeutico nutrizionale rappresenterebbe una alternativa risolutiva al trattamento farmacologico. L'acido linoleico coniugato (CLA), un acido grasso presente in basse concentrazioni nel latte e nei prodotti lattiero caseari in quanto prodotto durante la bioidrogenazione nel rumine, ha mostrato diversi effetti biologici sia in modelli sperimentali che nell'uomo. In particolare, il CLA, in qualità di agonista dei recettori PPAR-alfa, svolgerebbe una potente azione antiinfiammatoria.
 
Questo progetto utilizzerà un approccio multidisciplinare per valutare in diversi modelli sperimentali l’efficacia terapeutica del CLA in forma fosfolipidica per il trattamento di patologie psichiatriche a base neuroinfiammatoria. I risultati porranno delle basi solide scientifiche per l’impiego del CLA in forma di fosfolipide nel trattamento di malattie psichiatriche a base neuroinfiammatoria. Il progetto fornirà basi scientifiche innovative con l’individuazione del meccanismo d’azione specifico tramite il quale il CLA in forma di fosfolipide svolge l’attività terapeutica nel trattamento di malattie psichiatriche a base neuroinfiammatoria e l’individuazione di biomarcatori specifici della sua efficacia terapeutica.
 
Questo permetterà una possibile traslazione dei dati sull’uomo con notevoli potenzialità di rafforzamento del brevetto internazionale da parte dei ricercatori coinvolti nel progetto. Inoltre, questi dati potrebbero permettere di generare altri brevetti più specifici e mettere le basi per uno sviluppo industriale del prodotto in collaborazione con aziende che hanno mostrato un elevato interesse al progetto attive nel mercato degli integratori sia per l’uomo che per animali domestici.

Sebastiano Banni
Sebastiano Banni

AREA SALUTE. La farmacoresistenza nell’epilessia: validazione diagnostica di biomarkers per la predizione della risposta alla terapia

RESPONSABILE UniCa: Professor Luigi Atzori,
Associato di Scienze mediche del Dipartimento di Scienze Biomediche
FINANZIAMENTO Miur: € 197.694,00 (costo totale progetto: € 282.420,00)

 
Il fenomeno della farmacoresistenza rappresenta un’importante piaga in molte malattie neurologiche. Tra queste, l’epilessia spicca sicuramente per i suoi numeri con 150mila nuovi casi l’anno, e circa 30% di farmacoresistenza totale. Purtroppo la prognosi di un soggetto epilettico farmaco resistente diventa evidente solo dopo diversi anni dal primo trattamento determinando un problema cruciale nella progettazione di un piano terapeutico dato dalla combinazione razionale di due o più farmaci antiepilettici. Spesso la soluzione clinica per trovare la combinazione terapeutica migliore di farmaci richiede decenni.

La persistenza di crisi epilettiche nonostante l’impiego di farmaci di vecchia e nuova generazione (in Italia sono in totale una ventina) è altamente impattante per i pazienti determinando una significativa compromissione neuropsichiatrica e sociale. Oltre al problema dell’abbassamento della qualità della vita dei pazienti e delle persone che li circondano, la farmaco resistenza ha un grosso impatto anche a livello economico: in Europa sono stimati 6 milioni di pazienti colpiti da epilessia attiva con un costo annuale di 20 miliardi di euro. A questo si aggiunge il carico familiare e sociale correlato alla malattia. La soluzione all’epilessia farmacoresistente attualmente si basa sull’impiego di farmaci o dispositivi medici (siano essi stimolatori o basati su chirurgia dell'epilessia), ma spesso non è risolutiva. Pertanto, è forte la necessità di una strategia volta a individuare il più precocemente possibile, un paziente non idoneo a nuovi tentativi di terapia farmacologica. Precedentemente il nostro gruppo in collaborazione con la clinica Neurologica dell'AOU di Cagliari ha brevettato e pubblicato uno studio in cui venivano individuate delle biomolecole in grado di classificare i pazienti affetti da epilessia rispetto a una classe di controllo e all’interno della classe degli epilettici i responders dai non responders alla terapia. Per far ciò ci siamo avvalsi della metabolomica,  lo studio sistematico e complesso di tutti i metaboliti a basso peso molecolare come zuccheri, aminoacidi, lipidi ecc. impronte chimiche lasciate da specifici processi cellulari derivanti dall’informazione genica e dalla sua espressione contesto-dipendenti. Infatti i processi biologici non sono “isolati” ma influenzati da numerose variabili (come per esempio stati patologici, stile di vita, farmaci ecc), che interagiscono con il sistema in esame producendo modificazioni della sua attività.
La farmaco resistenza rappresenta un fenomeno descrivibile con la metabolomica grazia alla quale è possibile misurare una serie di biomarcatori simultaneamente in un unico esperimento, utili per inquadrare precocemente un individuo che può o meno rispondere ad una data terapia. Ma in realtà, prima di procedere nella pratica clinica, applicando direttamente la misurazione delle molecole selezionate e renderle parte integrante dell’iter diagnostico per la risposta alla terapia, si rende necessario validare ulteriormente l’effettiva applicabilità e utilità del test in campo clinico.
 
Il nostro progetto si chiamerà FREE (Ph(F)armacoResistanceEpilepsyEvaluation) e l’obiettivo finale di tale validazione sarà quello di espandere i pannelli di esami attualmente a disposizione sul mercato per individuare e classificare i pazienti epilettici non rispondenti ad una data terapia con tutti i benefici che questo può comportare. Col nostro progetto FREE proponiamo la validazione del test diagnostico ampliando la coorte di pazienti su cui dosare i metaboliti brevettati definendone i valori soglia con una metodica analitica sensibile e affidabile come la spettrometria di massa con triplo quadrupolo. Lo scopo di tale progetto è dunque quello di potenziare un test diagnostico altamente impattante nella gestione clinica di pazienti affetti da epilessia farmaco resistente. Il fine ultimo sarà quello di valutare, in futuro, l’utilità clinica e i possibili benefici per l’individuo (e per la comunità) che derivano dall’utilizzo del nuovo test.

Luigi Atzori
Luigi Atzori

AREA SALUTE. Metodo per la visualizzazione e caratterizzazione dei neuroni umani (post-mortem) attraverso la combinazione della procedura per l'impregnazione metallica e l'immunofluorescenza

RESPONSABILE UniCa: Professor Saturnino Spiga
Associato di Scienze biologiche del Dip.to di Scienze della Vita e dell'Ambiente
FINANZIAMENTO Miur: 96.600,00 (costo totale progetto: € 138mila)


L'impregnazione metallica (conosciuta come “metodi di Golgi”) è ancora uno dei metodi più utilizzati per lo studio del sistema nervoso centrale a livello microscopico. La sua capacità di "colorare" i neuroni in maniera molto dettagliata ne fa uno strumento a basso costo alla portata anche alla portata dei più piccoli laboratori di ricerca. La completa assenza di informazioni biochimiche che si accompagnano a questo metodo ne limitano però enormemente l'utilizzo; queste informazioni vengono fornite da procedure di immunocitochimica.
 
In precedenza queste procedure venivano usate in alternativa ai metodi di Golgi costringendo l'investigatore alla rinuncia del dettaglio morfologico. Il gruppo di ricerca ha brevettato un metodo che combina le due procedure ottenendo sia il dettaglio morfologico che le informazioni biochimiche del preparato istologico. Questa procedura ha però il limite di essere applicabile esclusivamente su animali da esperimento a causa delle procedure di fissazione utilizzate.

Con questo progetto si intende sperimentare il proof of concept del brevetto anche attraverso uno sviluppo (impregnazione metallica + immunofluorescenza) che sia applicabile a campioni umani post mortem, che spesso vengono conservati, anche per molto tempo, in attesa della possibilità di essere utilizzati. Lo scopo del progetto, quindi, è quello di fornire al mondo della ricerca scientifica uno strumento per lo studio neuro-anatomico di una grande quantità di malattie neurodegenerative direttamente sull'uomo.

 

(Ivo Cabiddu, 13/6/2019)

Saturnino Spiga
Saturnino Spiga

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