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I sette peccati capitali dell’economia italiana

Scienze economiche, giuridiche e politiche: giovedì 12 luglio alle 18 in Aula Maria Lai (via Nicolodi) Carlo Cottarelli presenta il suo nuovo libro nell’ambito del ciclo di seminari sul mestiere dell’economista organizzati dal corso di laurea magistrale in Economia, Finanza e Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali. RASSEGNA STAMPA
12 luglio 2018
Carlo Cottarelli, economista ed ex commissario alla spending review

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 10 luglio 2018 – Sarà a Cagliari giovedì 12 luglio alle 18 in Aula Maria Lai per presentare il suo nuovo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” il professor Carlo Cottarelli. L’economista ed ex commissario alla revisione della spesa pubblica interverrà nell’ambito del ciclo di seminari sul mestiere dell’economista, organizzati dal corso di laurea magistrale in Economia, Finanza e Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Cagliari.

All’incontro, moderato da Giuseppe Meloni (giornalista de L’Unione Sarda), parteciperanno il Rettore Maria Del Zompo e il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru. I diritti d’autore del volume di Cottarelli vengono donati all’Unicef.

CHI E' CARLO COTTARELLI

Carlo Cottarelli è attualmente visiting professor all’università Bocconi di Milano e dirige l’Osservatorio sui Conti Pubblici istituito dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato dal 1981 al 1987 per il Servizio Studi della Banca d’Italia e dal 1988 fino al 2013 per il Fondo Monetario Internazionale. Nel 2013 viene nominato commissario straordinario di governo per la revisione della spesa pubblica, incarico che lascia un anno dopo, nel 2014, designato per un incarico al FMI. Carlo Cottarelli lavora al Fondo Monetario Internazionale come direttore esecutivo dal 2014 al 2017, quando torna in Italia per aprire l’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica nell’ottobre dello stesso anno. Nell’ambito di questo incarico ha, tra l’altro, analizzato le proposte in tema di economia e di finanza pubblica delle forze politiche presenti sulla scena nazionale in occasione delle recenti elezioni politiche. È autore di numerosi libri sulla politica economica e sul debito pubblico fra i quali i recenti: La lista della spesa (2015), Il Macigno (2016).

La locandina dell'incontro
La locandina dell'incontro

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA  del 12 luglio 2018
«Deficit, la Sardegna deve contribuire»
Euro e burocrazia, parla l'economista Cottarelli

Sezione "Cronaca Regionale" pag. 9

L'evasione fiscale e la corruzione, assieme a un sistema che si nutre di burocrazia, sono «i mali peggiori per l'economia italiana».
L'economista Carlo Cottarelli non ha dubbi su quali siano i motivi di sofferenza di un sistema sempre più in difficoltà. Le cure non possono essere la flat tax e il reddito di cittadinanza, entrambe operazioni «troppo rischiose e per cui servono i fondi». Gli stessi che servono allo Stato per risanare la finanza pubblica, come fa la Sardegna con gli accantonamenti: «È giusto che le regioni contribuiscano, anche quelle speciali».
Cottarelli parla dei “Sette peccati capitali dell'economia italiana”, diventati il titolo di in un libro che verrà presentato questo pomeriggio alle 18, nell'Aula Maria Lai dell'Università di Cagliari. Attualmente direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici della Cattolica di Milano, è stato presidente del Consiglio in pectore. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella aveva affidato a lui il compito di formare un governo tecnico per traghettare l'Italia alle elezioni. Dopo quattro giorni di tentativi, però, è arrivata la rinuncia all'incarico e la nascita del governo Conte.
Ripensando a quei giorni ha qualche rammarico?
«No. Avevo il compito di provare a formare un governo tecnico per portare l'Italia alle elezioni».
Avere la fiducia sarebbe stato difficile.
«Sì, anche perché si era in una fase in cui è ripartito un forte dibattito sul tema dell'uscita dall'euro».
Lei da che parte sta?
«Probabilmente siamo entrati nell'euro troppo prematuramente e ne abbiamo pagato le conseguenze. Forse non eravamo pronti».
Quindi una soluzione potrebbe essere uscire dall'euro?
«Adesso ci siamo dentro, non sarebbe positiva l'uscita dell'Italia dalla moneta unica. Il costo sarebbe troppo elevato. Bisogna sicuramente ritrattare con l'Ue perché noi abbiamo condizioni diverse rispetto agli altri Paesi europei».
Esiste un vero partito anti-euro?
«La maggior parte degli italiani vuole rimanere in questo sistema. E anche i partiti che stanno al governo, a parte qualche esponente».
Quali sono i vizi capitali dell'economia?
«Evasione fiscale, corruzione, troppa burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, incapacità di stare nell'euro e il divario tra nord e sud».
Dell'euro abbiamo parlato. E la burocrazia?
«Uno dei problemi peggiori che abbiamo. Potremmo risolvere questo nodo con una riforma di semplificazione. Ridurre la burocrazia avrebbe un effetto molto forte sulla crescita».
Quali sono i risultati di questo ginepraio?
«Il fatto che gli imprenditori non investono. Al primo posto c'è il livello di tassazione, poi la burocrazia e la lentezza della giustizia civile».
A proposito di imposte: la flat tax potrebbe essere risolutiva?
«Per la sua applicazione è necessario trovare i fondi. In Italia, con i problemi economici che ci sono in questo momento storico, sarebbe troppo rischiosa».
Il binomio con il reddito di cittadinanza sarebbe fatale?
«Per la sua applicazione servono 17 miliardi, per la flat tax 50. Alcuni sostengono che tagliando le tasse e concedendo il reddito di cittadinanza l'economia possa crescere. Ma non esiste nessun Paese che è riuscito a colmare il deficit aumentando il Pil».
Su questi due temi sono state vinte le elezioni.
«I numeri sono una cosa. Altra questione sono le promesse elettorali».
È riuscito a discutere questi temi con Salvini e Di Maio?
«In quattro giorni non c'è stato il tempo. E poi, ripeto, il mio governo sarebbe stato tecnico».
Se fosse possibile la deduzione dalle tasse di più spese, ci sarebbero meno evasori?
«Se così fosse ci sarebbero anche molte meno entrate. La cosa che serve è diventare un Paese normale in cui tutti pagano le tasse».
È eccessivo che la Regione garantisca allo Stato gli accantonamenti per la finanza pubblica, nonostante si accolli spese di Sanità e Trasporti?
«È necessario che tutti contribuiscano al risanamento. Comprese le regioni a Statuto speciale. Il sistema è cambiato perché negli ultimi anni le spese dell'amministrazione centrale sono state meno compresse rispetto a quelle degli enti locali».
I tagli sono un dramma anche per le Province, sopravvissute alla riforma costituzionale. Garantire servizi senza risorse è possibile?
«Sono state tagliate molte risorse alle Province, forse troppe. Il governo centrale ha voluto prendere più iniziative e forse sarebbe servita una distribuzione più adeguata delle risorse».
Il divario tra il nord e il sud verrà mai colmato?
«Sì, ma è necessario impegnarsi molto».
Su cosa bisogna intervenire?
«Innanzitutto, l'amministrazione pubblica deve funzionare nello stesso modo dappertutto. Dovrebbe migliorare il sistema scolastico, più di quello universitario perché i ragazzi hanno la possibilità di spostarsi. Il capitale umano è più importante di quello infrastrutturale».
Basterebbe solo questo?
«Serve una maggiore flessibilità sul costo del lavoro. Dal momento che la produttività è più bassa al sud che al nord, è necessario ragionare su una corrispondenza tra contratti e produttività locale. Non mi riferisco a un'area territoriale, ma alle imprese».
Scrivere libri di economia può cambiare il sistema?
«Spero soprattutto cambi la mentalità. Ci lamentiamo sempre dei politici quando si parla di debito pubblico, ma loro vengono comunque eletti».
Quando parla di mentalità si riferisce anche ai cittadini?
«Assolutamente sì».
L'impegno della “società civile” può contribuire a una ripresa economica?
«Si tratta di un elemento fondamentale. Quando parlo di rafforzare il capitale sociale mi riferisco anche a questo aspetto. Pagare le tasse, evitare i tentativi di corruzione o per esempio fare una buona raccolta differenziata, si traduce in meno costi pubblici e quindi in un miglioramento dell'economia complessiva dello Stato».

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

L'UNIONE SARDA del 11 luglio 2018
“I sette peccati capitali”, la lezione di Cottarelli
L'economista domani presenterà il suo nuovo libro

Sezione "Agenda Cagliari" pag. 23

Domani alle 18 nell'aula magna Maria Lai in via Nicolodi (parte alta di viale Sant'Ignazio) Carlo Cottarelli presenterà il suo nuovo libro “I sette peccati capitali dell'economia italiana”.
L'economista ed ex commissario alla revisione della spesa pubblica interverrà nell'ambito del ciclo di seminari sul mestiere dell'economista, organizzati dal corso di laurea magistrale in Economia, Finanza e Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell'Università.
All'incontro, moderato da Giuseppe Meloni (giornalista de L'Unione Sarda), parteciperanno la rettrice Maria Del Zompo e il presidente della Regione Francesco Pigliaru. I diritti d'autore del volume verranno donati all'Unicef.
L'ECONOMISTA Attualmente visiting professor all'Università Bocconi di Milano, Cottarelli dirige l'Osservatorio sui Conti pubblici istituito dalla Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato dal 1981 al 1987 per il Servizio Studi della Banca d'Italia e dal 1988 fino al 2013 per il Fondo monetario internazionale. Nel 2013 viene nominato commissario straordinario di governo per la revisione della spesa pubblica, incarico che lascia un anno dopo, nel 2014, designato per un incarico al FMI.
AL FMI Carlo Cottarelli lavora al Fondo monetario internazionale come direttore esecutivo dal 2014 al 2017, quando torna in Italia per aprire l'Osservatorio sui Conti pubblici dell'Università Cattolica nell'ottobre dello stesso anno. Nell'ambito di questo incarico ha, tra l'altro, analizzato le proposte in tema di economia e di finanza pubblica delle forze politiche presenti sulla scena nazionale in occasione delle recenti elezioni politiche. È autore di numerosi libri sulla politica economica e sul debito pubblico fra i quali i recenti: La lista della spesa (2015), Il Macigno (2016).

L'UNIONE SARDA
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L’UNIONE SARDA online
L'Università di Cagliari premia i laureati, presenta la nuova offerta e ospita Carlo Cottarelli

La presentazione della nuova offerta formativa, la premiazione dei migliori sedici laureati del corrente anno accademico e un incontro con protagonista Carlo Cottarelli: sono gli importanti appuntamenti in programma per giovedì 12 luglio all'Università di Cagliari.
Il via alle 10.30, con la conferenza stampa del rettore Maria del Zompo volta a presentare corsi di laurea, nuovi servizi e le opportunità offerte agli studenti per l’anno accademico 2018/2019.
Quindi, alle 11.30 in Aula Magna, è in programma la cerimonia di premiazione dei più brillanti "neo dottori".
Infine, alle 18, l'appuntamento è in Aula Maria Lai (via Nicolodi, parte alta di viale Sant'Ignazio) per la presentazione del nuovo libro di Carlo Cottarelli "I sette peccati capitali dell'economia italiana". L'economista ed ex commissario alla revisione della spesa pubblica interverrà nell'ambito del ciclo di seminari sul mestiere dell'economista, organizzati dal corso di laurea magistrale in Economia, Finanza e Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell'Ateneo.
All'incontro, moderato dal giornalista Giuseppe Meloni, parteciperanno il rettore Maria Del Zompo e il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

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Cottarelli a Cagliari con "i sette peccati capitali dell'economia italiana"

CAGLIARI. Carlo Cottarelli sarà a Cagliari giovedì 12 luglio alle 18 nell'aula Maria Lai (via Nicolodi, parte alta di viale Sant’Ignazio) per presentare il suo nuovo libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” Carlo Cottarelli. L’economista ed ex commissario alla revisione della spesa pubblica - premier incaricato prima dell'accordo per il governo con a capo Giuseppe Conte - interverrà nell’ambito del ciclo di seminari sul mestiere dell’economista, organizzati dal corso di laurea magistrale in Economia, Finanza e Politiche pubbliche del Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Cagliari.
All’incontro, moderato da Giuseppe Meloni (giornalista dell’Unione Sarda), parteciperanno il rettore Maria Del Zompo e il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru. I diritti d’autore del volume di Cottarelli vengono donati all’Unicef.

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