Raccolte

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Le Collezioni

La preziosa biodiversità dei molteplici ambienti naturali sardi è rappresentata dalla ricchissima Collezione Ornitologica conservata nel museo. Questa importante collezione, nella sua parte più antica, può essere fatta risalire alla collezione del “Gabinetto di Storia Naturale” che il viceré di Sardegna Carlo Felice donò alla Regia Università di Cagliari nel 1806. La collezione si inquadra in un periodo compreso per lo più fra la seconda metà del XIX e i primi decenni del XX secolo, pur con qualche più recente ingresso risalente agli anni ‘70.

La collezione ornitologica oltre che per la sua rappresentatività dell’avifauna sarda, riveste un’importanza storica in quanto raccoglie esemplari schedati in un arco di quasi due secoli. È probabile che un primo nucleo originario (purtroppo non più identificabile) risalga ai tempi del viceré di Sardegna Carlo Felice ma certamente un suo forte ampliamento si deve al contributo di Gaetano Cara che vi entrò come preparatore fin dal 1827 (all’età di 24 anni) e che fu direttore del Museo dal 1840 al 1858. Dopo la gestione di Cara diversi naturalisti si successero alla guida del Museo ampliandone la collezione fino ai primi anni del ‘900. Negli anni successivi la collezione andò incontro a gravi danneggiamenti e a parziale dispersione soprattutto a causa degli eventi bellici e venne arricchita, sia pure con un numero modesto di esemplari, fra gli anni ’70 e gli anni ’90 del secolo scorso.

Ornitologia sarda

La collezione comprende principalmente esemplari rappresentativi della fauna sarda ma anche una discreta raccolta di uccelli esotici, marini e terrestri, provenienti da diverse aree del pianeta. Essa conserva ancora circa 1000 dei 1.135 esemplari che compaiono nell’inventario dei beni del Museo compilato fra il 1875 e i primi anni del’900. Purtroppo essendosi persa traccia dell’originario archivio di Cara e di eventuali precedenti cataloghi, le informazioni sulle circostanze di rinvenimento degli esemplari, salvo di quei pochi che le riportano sui cartellini, sono per lo più perdute e solo in piccola parte ricostruibili attraverso riferimenti diretti o indiretti dei diversi studiosi che, a partire dalla seconda metà dell’800, hanno esaminato o arricchito la collezione. Attualmente solo per una piccola parte della collezione si è riusciti a risalire in modo preciso alla data e/o alla località di cattura.

Nonostante questi limiti, e benché impoverita rispetto al passato, la collezione include gran parte delle oltre 350 specie della fauna sarda, includendo anche diverse specie rare o accidentali per l’Isola, come la Gazza marina (Alca torda), lo Zigolo minore (Emberiza pusilla), lo Storno roseo (Pastor roseus) o il Corrione biondo (Cursorius cursor), tutti individui presi in Sardegna come si può desumere dai cartellini e dalla consultazione della bibliografia ornitologica. Sono inoltre presenti diverse specie ormai scomparse dalla Sardegna, come l’Aquila di mare (Haliae etusalbicilla), l’Avvoltoio monaco (Aegypius monachus), il Gipeto (Gypaetus barbatus), l’Aquila di Bonelli (Aquila fasciata), il Gobbo rugginoso (Oxyura leucocephala), la Monachella nera (Oenanthe leucura) o dall’intero pianeta, come la Colomba migratrice (Ectopistes migratorius), specie nordamericana un tempo molto comune ed estintasi totalmente ai primi del ‘900.

Questionario e social

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