Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura

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Pier Francesco Cherchi è professore associato in Composizione Architettonica e Urbana presso il
dipartimento DICAAR dell’Università di Cagliari. Architetto, Ingegnere e Dottore di Ricerca, Pier
Francesco Cherchi si laurea a Roma nel 1999 e a Cagliari nel 1995. Consegue il dottorato di ricerca
in architettura nel 2003. La sua attività didattica e di ricerca è prevalentemente incentrata sui
temi del progetto della rigenerazione della città, dei territori abbandonati e dell’esistente in disuso.

Dal 2017 ad oggi sviluppa in ambito didattico e di ricerca i temi del progetto di riuso dei paesaggi
della produzione dismessi, con speciale attenzione ai territori dei compendi minerari della
Sardegna. Fanno parte di questo filone di ricerca gli studi sulle archeologie minerarie dell’abitato di
Buggerru e il progetto di riuso di un fabbricato della ex miniera di Serbariu a Carbonia. Nel 2018 la
ricerca-progetto di Carbonia è stata esposta nel padiglione Italia della XVI Biennale di Architettura
di Venezia (Arcipelago Italia. Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018) (riferimenti
bibliografici:http://hdl.handle.net/11584/248314).

Dal 2012 studia i complessi ospedalieri storici in abbandono. Su questi temi, ha sviluppato una
ricerca che è stata affrontata, sia riferendosi al quadro europeo, considerando le migliori esperienze
e i casi più significativi, e sia analizzando, sul piano locale, il caso notevole dell’ospedale
ottocentesco San Giovanni di Dio di Cagliari. Gli esiti di questa ricerca sono stati presentati in
diversi convegni internazionali, sono stati pubblicati su Domus (n°990) e sono confluiti nella
monografia intitolata: Typological shift. Adaptive reuse of abandoned historical hospitals in Europe
(Riuso degli ospedali storici abbandonati in Europa) edita da Letteraventidue (riferimenti
bibliografici: http://hdl.handle.net/11584/185406).

Nel 2011 e nel 2012 partecipa al progetto di ricerca istituzionale “Studio per il recupero e la
riqualificazione del sistema degli scali minerari della costa dell’iglesiente”, finanziato dalla Provincia
di Carbonia-Iglesias. In questa ricerca ha curato lo studio e il progetto per la conoscenza e la riqualificazione 
dello scalo minerario di Nebida e delle laverie storiche adiacenti. I risultati sono
stati pubblicati in The coastal-mining landscape of Sulcis in Sardinia. The ruins of the landing and
of the laveria Lamarmora of Nebida, perspectives of preservation and reuse reuse (riferimenti
bibliografici:http://hdl.handle.net/11584/280482).

Nel biennio 2009/2010 fonda il laboratorio di ricerca RI_AB_LAB (riabitare la città), dove indaga
le problematiche e opportunità di modificazione e sviluppo dei territori urbani inutilizzati e dismessi.
Introduce queste tematiche nei laboratori didattici e di tesi, analizzando i casi delle periferie interne
e degli spazi in disuso della città consolidata.

Tra il 2007 e il 2008 l’attività didattica e di ricerca si concentra sui temi dell’”abitare sociale”:
avvia ricerche sulla città dell’edilizia abitativa a basso costo che culminano nella pubblicazione di 
Architettura Citta, e Paesaggio (a cura di Cherchi P.F. e Cocco G.B.). Il libro raccoglie gli esiti delle
ricerche e delle proposte progettuali maturate intorno al quartiere di edilizia sociale Sant’Elia di
Cagliari, in quegli anni oggetto di workshop, laboratori didattici, progetti urbani sviluppati dallo
studio O.M.A.  e progetti alla scala architettonica come quello per il museo Betile di Zaha Hadid.

Nel 2007 è nominato “responsabile di progetto” (con il prof.G.M.Chiri, arch.S.Dessi,
arch.M.Cubeddu), per la facoltà di Architettura di Cagliari, del SEW07, Sant’Elia Workshop, 
Laboratorio Internazionale di Progettazione, con la partecipazione dello studio Office for
Metropolitan Architecture (OMA) di Rem Koolhaas e del Politecnico di Milano(riferimenti
bibliografici: http://hdl.handle.net/11584/68454).

Nel triennio 2005/2007 fa parte del gruppo di ricerca coordinato dal prof. Antonello Sanna sul
“caso Carbonia”, città di fondazione del Sulcis in Sardegna. Nel 2011 questa ricerca ha contribuito
in misura determinante all’assegnazione al “caso Carbonia” il Premio del Paesaggio del Consiglio
d’Europa. In questo frangente è uno dei quattro componenti del gruppo di progettisti, che vede
come capogruppo e coordinatore il prof. Luigi Snozzi, incaricati di progettare il Nuovo Centro
Intermodale di Carbonia.

Negli anni successivi alla formazione universitaria (1999-2012), l’attività didattica e di ricerca si è
intrecciata e affiancata a quella di progettista, svolta come singolo e in forma associata all’interno
dello studio di architettura C+C04STUDIO www.cc04.net. Nella pratica professionale i temi del
progetto sono stati incentrati sui programmi dell’insediamento e dell’abitare e sono riconducibili a
due principali filoni: i progetti di residenze collettive in ambiente urbano, e i progetti di strutture
ricettive e produttive che si confrontano con la dimensione del paesaggio sardo. I primi sono
collocati nella difficile e disordinata condizione della città periferica; i secondi con la dimensione del
territorio, in certi casi aspro e inviolato, in altri manomesso da interventi degradanti che
costituiscono un ricorrente termine di confronto e di verifica dell’efficacia degli esiti del progetto
come strumento di interpretazione e di rigenerazione del dato esistente. I progetti elaborati
all’interno dello studio sono confluiti in una monografia, C+C04STUDIO Forme dell’abitare, che è
introdotta da un saggio con cui Pier Francesco Cherchi descrive l’approccio al progetto e lo sfondo
teorico dell’operato di C+C04STUDIO (riferimenti bibliografici:
http://hdl.handle.net/11584/201180).

 

 

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