UniCa UniCa News Press review Domenica 29 gennaio 2006

Domenica 29 gennaio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
29 January 2006
Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 8 articoli delle testate l’Unione Sarde e  La Nuova Sardegna

 

1 – L’Unione Sarda
Pagina 25 – Cagliari
università
Studenti, su internet le liste vincenti

Dopo due mesi, dallo svolgimento delle elezioni, anche i Consigli di facoltà, di classe e dei corsi di laurea, dell’ateneo di Cagliari, hanno i loro rappresentanti studenteschi. Il rettore ha emanato il decreto con l’ufficializzazione dei risultati, che possono essere consultati nel sito Internet http://csia.unica.it/notizie. La lista Ichnusa ha conquistato la maggioranza nelle facoltà di Lettere, Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia. Università per gli studenti ha vinto a Lingua e letteratura straniere, Scienze e Medicina. Farmacia e Ingegneria sono andate alle liste Ichnusa e Università per gli studenti, che detengono a pari merito la maggioranza di eletti. (m. v.)


2 – L’Unione Sarda
Pagina 45 – Planargia
Nureci. Lo chiede il Comune per una zona ricca di fossili
«Vincoli per Muru Cubeddu»
«In Marmilla si discute tanto sulle aree protette imposte dall’alto, ma dal nostro Comune arriva un esempio di percorso in controtendenza. Una programmazione dal basso per vincolare il primo museo dei fossili a cielo aperto nell’Isola». È il commento del sindaco di Nureci Fabio Zucca alla fine della riunione del consiglio comunale, che ha deliberato la richiesta alla Regione di riconoscimento di monumento naturale per la collina di Muru Cubeddu. Un sito a un chilometro dal centro abitato, che vanta una delle concentrazioni di fossili più considerevoli del bacino del Mediterraneo. «Chiediamo i vincoli per una collina che deve essere protetta e valorizzata», ha proseguito il primo cittadino. Un percorso che coinvolge l’Università di Cagliari e i docenti Carlo Spano e Sebastiano Barca. «Firmeremo presto un protocollo d’intesa ? ha annunciato Zucca ? con la Soprintendenza Archeologica e la Regione per la valorizzazione di Muru Cubeddu». Critica la minoranza. «Votiamo contro la richiesta alla Regione perché il sindaco non ci ha messo a disposizione la documentazione su Muru Cubeddu prima del consiglio», ha detto Giovannino Sedda, dell’opposizione. (an.pin.)


3 -. L’Unione Sarda
Pagina 52 – Gallura
Alà dei Sardi. Anche il piccolo centro gallurese alle prese con il problema sociale dell’interno
La cultura contro l’emigrazione
Il sindaco: «Bisogna fermare lo spopolamento»
L’università per evitare lo spopolamento del paese. Ma non solo. Il comune di Alà dei Sardi ha appena duemila abitanti ma sta facendo di tutto per arginare l’abbandono del paese da parte dei giovani. Lo sa bene don Gianni Palmas che è arrivato due mesi fa nel piccole paese. «Sono stato accolto a braccia aperte ? dice ? è bello passeggiare per le strade e salutare le persone per nome, forse un piccolo centro non ti offre molte possibilità ma di sicuro ti regala emozioni che i grandi centri non ti possono dare». Lui, oltre a celebrare messa, segue il gruppo di preghiera di Padre Pio e il catechismo. «C’è il coro polifonico ? dice ? molti i quarantenni ma anche molti ragazzi interessati alla musica e al canto». Un paese di appena 1920 abitati che tiene duro e se ne frega delle tendenze: un terzo della popolazione di Alà dei sardi ha meno trent’anni. Sono infatti 650 i residenti nati dopo il 1975, 26 quelli nati nel 2005, cinque i decessi. «I giovani ? spiega il sindaco Francesco Pitzalis ? preferiscono viaggiare per raggiungere i proprio posti di lavoro ma vivere nella tranquillità delle nostre case. Sono sempre più le giovani coppie che si sposano e decidono di venire ad Alà a mettere su famiglia». Undici i matrimoni celebrati all’interno della Chiesa parrocchiale di Sant’Agostino, appena due quelli civili. «In paese ? continua il sindaco ? i ragazzi si riuniscono per rendere più allegra la vita del paese e organizzano il carnevale, il festival del folclore e altre iniziative». Oltre all’associazione culturale Santu Franciscu, c’è anche quella dei ballerini della tradizione alaese che portano in giro per l’Isola i colori e le musiche del paese. «È in fase di costituzione la Pro Loco. Vista la tendenza dei miei cocittadini, a voler rimanere qui abbiamo pensato anche di portar loro l’università». Si tratta di lezioni in videoconferenza, un’occasione in più per i giovani studenti che non vogliono andare via di casa e preferiscono seguire il corso a casa. «Ci sono già tanti iscritti ma abbiamo appena cominciato». Entro la primavera l’amministrazione conta di inaugurare Palazzo Corda, conosciuto da tutti come il Castello, costruito nella metà dell’800 da una ricca famiglia, e ora acquistato dall’amministrazione. Il palazzo ospiterà al primo piano l’Informagiovani, al secondo la sede staccata dell’Università di Sassari della Facoltà di Giurisprudenza, all’ultimo una sala per esposizioni. «I ragazzi potranno seguire le lezioni in diretta video, dovranno poi salire a Sassari per sostenere gli esami e confrontarsi col docente. Un’occasione per innalzare il livello culturale dei nostri giovani che non se la sentono di allontanarsi da casa». L’amministrazione comunale ha speso quasi mezzo milione di euro, la maggior parte fondi della Comunità europea, per l’acquisto e la ristrutturazione dell’edificio. «Nella facciata esterna riprodurremo una scena della "Bardana", una delle tante scene degli assalti dei banditi dell’interno che venivano ad Alà per le loro razzie, sino a quando, alla fine dell’800, ci siamo ribellati e siamo riusciti a sconfiggerli. Quel murale ci ricorderà per sempre il valore dei nostri antenati, di cui qualcuno conserva ancora le medaglie al valore civile».
Antonella Manca




4 – La Nuova Sardegna
Pagina 10 – Olbia
«No ai tagli regionali all’università»
Una mozione bipartisan in Provincia per stoppare le scelte di Soru
FINANZIARIA E CULTURA
TONIO BIOSA
TEMPIO. «Non si può disonorare un protocollo d’intesa sottoscritto cinque ani fa. I tagli ai finanziamenti per la sede gemmata di Tempio dell’Università di Sassari portano a privare il territorio di un’importante istituzione a fatica conquistata e al declassamento del territorio».
 Questo, all’unisono, hanno dichiarato Francesco Carbini e Luigi Pintus, membri, rispettivamente di maggioranza e di opposizione, del consiglio della provincia Olbia-Tempio. Ed è così che il dissenso e le contrarietà nei confronti dei tagli del governo regionale agli stanziamenti a favore del funzionamento dell’università in città ed in altri centri della Gallura, dopo quella del consiglio comunale di Tempio, trovano eco in un consesso più alto quale quello della Provincia. La questione era stata fatta rimbalzare da un’interpellanza di Francesco Carbini alla presidente Pietrina Murrighile. Il consigliere dello Sdi eletto nel collegio di Aggius-Trinità-Badesi, aveva chiesto se l’amministrazione provinciale fosse a conoscenza della crisi che stava per abbattersi sui corsi di “Tossicologia dell’Ambiente” e “Tecniche erboristiche” istituiti a Tempio dalla facoltà di Farmacia dell’ateneo turritano.
 I tagli nei finanziamento da parte del governo regionale ne minano infatti la continuità, con grave perdita per Tempio e l’Alta Gallura. «In base a quali criteri vengono operati i tagli? - si chiede ora Francesco Carbini-. Tutti parlano di scuola, cultura e crescita e poi si tirano indietro. Invece di potenziare tagliano. Da qui nascono la mia preoccupazione e la decisione di investire della questione la Provincia nell’intento di attivarla nella sua funzione di difesa dei diritti conquistati dal territorio. E occorre muoversi in tempo, prima di piangere sui mali accaduti». Naturalmente le lamentazioni sono rivolte alla Regione. E questa volta in termini cosiddetti bipartisan vista l’appartenenza del consigliere Carbini all’area politica del Governatore.
 «Ma è una questione che tocca tutti i galluresi perché l’andamento delle cose non può che portare all’impoverimento dell’intera Gallura» gli fa da sponda Luigi Pintus. Il consigliere tempiese dell’Udc non limita il discorso delle conseguenze dei tagli regionali ai corsi istituti dall’Università di Sassari a Tempio e ad Olbia ma l’allarga a comprendere anche l’Istituto di Scienze religiose “Euromediterraneo” presso il seminario diocesano di Tempio. Per questo come per la sede universitaria cittadina erano stati firmati a suo tempo dei protocolli con la Regione.
 «Non si può disonorare un protocollo d’intesa dopo che il Comune, e così pure per il suo lato l’istituto “Euromediterraneo”, ha fatto dei grossi investimenti per garantire strutture e servizi per il funzionamento dei corsi universitari. Con i tagli della Regione l’università a Tempio non può che esser avviata alla chiusura».


5 – La Nuova Sardegna
Pagina 15 – Cagliari
«Lavoriamo per sicurezza e tutela»
L’esigenza di fare il punto sulle opere e trovare altri finanziamenti
Emanuele Madeddu (ds) rilancia il nodo delle bonifiche nell’area degli scarti industriali e i pericoli per le frazioni vicine
GIAMPAOLO MELONI
IGLESIAS. Fanghi rossi, colore d’allarme. Per la qualità dei materiali, certo. Ma proprio per questa condizione pessima, il nodo è capire quale sia la situazione delle opere di bonifica. «Fare il punto e trovare altri finanziamenti per proseguire nella maniera più adeguata gli interventi di tutela necessari sia per quel patrimonio e in primo luogo per la salute della comunità».
 Emanuele Madeddu, consigliere provinciale dei Democratici di sinistra, riprende il filo di una lunga e difficile battaglia sul fronte dei residui industriali accumulati con status monumentale sulla strada statale 126, a ridosso dell’impianto minerario di Monteponi. Era il 1997 quando dalle frazioni di Bindua, San Giovanni Miniera, Monte Agruxau, Nebida e Masua presero corpo le prime denunce e mobilitazioni con l’obiettivo di trovare una soluzione per eliminare i guai derivati da quella montagna di veleni costruita in cento anni di attività mineraria. «Residui di piombo, cadmio, zinco disciolti nei fiumi scatenati dalle piogge attraverso un letto naturale ai bordi della strada statale con inevitabile invasione dell’abitato di Bindua. Per questo iniziammo la battaglia - ricorda Emanuele Madeddu, da allora in prima fila sia come cittadino e sia come presidente della Circoscrizione, tutta schierata con determinazione, insieme anche ad altre associazioni e al consigliere regionale Giampiero Pinna, «in quella scelta a beneficio della popolazione e dello sviluppo».
 Fu grazie a quelle iniziative che vennero sbloccati i fondi della legge numero 204, quella famosa che decreteva una sfilza di interventi di bonifica e ristrutturazioni del patrimonio minerario per “ripagare” il territorio dalla chiusura delle miniere. Ma mentre i liquami velenosi trovavano facile sbocco nei canali naturali fino alle case di chi in miniera ci aveva già abbondantemente rimesso la salute, quei denari restavano imbrigliati nelle pieghe della burocrazia locale. «Fu grazie a quella nostra mobilitazione che si riuscì a far sbloccare gli inghippi nel Comune di Iglesias».
 Era la giunta comunale del centrodestra, un dettaglio politico non secondario che spinge Madeddu a un’altra osservazione. A suscitarla è la denuncia sul pericolo rappresentato dai fanghi rossi fatta nei giorni scorsi dal consigliere comunale di Portoscuso Angelo Cremone, dall’ex consigliere comunale e provinciale Remigio Cabras e dal rappresentante dei Riformatori di Iglesias Maurizio Cerniglia. «Cercano responsabilità? Dovrebbero avere una risposta facile, essendo che al governo della città, della Regione e di Igea c’erano loro quando gli interventi sono stati avviati e fino a quando si sono bloccati». Finiti i soldi, stop al progetto. Gli argini per impedire lo scolo dei liquami nel rio San Giorgio verso Bindua non ci sono. Rischi e pericoli per la popolazione non sono tramontati. I benefici per valorizzare quel monumento trutelato da un vincolo della Soprintendenza nessuno ancora li vede.
 Lo snodo è nell’intervento delle ruspe? «Non credo, visto che si deve tenere conto dell’aspetto storico e culturale - obietta Madeddu -. Semmai si tratta di lavorare per mettere in sicurezza quei luoghi, valorizzare l’esistente nelle modalità previste e dunque portare a termine il progetto». Primo passo tenico inevitabile: chi deve fare il punto della situazione? La società Igea, che gestisce le opere di bonifica per mandato del dispositivo di legge. «Una volta chiarito come sono stati spesi i soldi, quali lavori sono stati fatti e quanto ancora è dare, si dovrà dare corso a una battaglia per acquisire altri finanziamenti e portare a compimento il progetto», conclude Madeddu.
 Uno studio dell’Università di Cagliari del 1999 parla di almeno 9 tonnellate di materiali inquinanti immesse nel rio San Giorgio annualmente, di cui 3 tonnellate di zinco, 90 chili di cadmio, 20 di piombo e 150 di manganese. Dopo una parziale bonifica, non si sa quale sia oggi la situazione.
 C’erano in ballo 4 miliardi e mezzo di vecchie lire ma non si interveniva sia con il sistema di contenimento delle polveri che con quello di canalizzazione e bonifica delle acque piovane sui fanghi.
 Irrisolto è anche un problema più a monte, forse il peggiore di tutti: gli scarti della fonderia del piombo, davanti alle poste di Monteponi. Piccola in confronto alle montagne arancio, ma non meno pericolosa.


6 – La Nuova Sardegna
Pagina 24 – Sassari
L’università incontra gli studenti per la scelta del corso di laurea
SASSARI. Anche quest’anno l’Università promuove un incontro con gli studenti iscritti all’ultimo anno delle scuole superiori della Sardegna, per favorire una scelta consapevole del corso di laurea. La manifestazione «Studiare a Sassari: informazione e orientamento all’Università», giunta ormai alla terza edizione, si terrà dal 6 al 10 febbraio nel complesso didattico della facoltà di Scienze matematiche in via Vienna 2. Alla manifetazione è stata invitata a partecipare anche l’università di Cagliari, nell’intento di offrire agli studenti le notizie riguardanti tutta l’offerta formativa della Sardegna. All’iniziativa hanno già dato preliminare adesione oltre 3.500 studenti, afferenti a circa 40 istituti secondari superiori, prevalentemente licei e istituti tecnici delle province di Sassari, Nuoro e Oristano che rappresentano il maggior bacino di utenza dell’ateneo. Gli studenti, per consuetudine, saranno ricevuti secondo un preciso calendario che è stato concordato con le scuole. Gli incontri degli studenti con i docenti delle diverse facoltà, si svolgeranno tra gruppi ristretti, favorendo, in tal modo un’interazione che renderà la visita non solo più produttiva ma anche più vantaggiosa per l’acquisizione delle informazioni necessarie. Ogni facoltà, autonomamente, gestirà la presentazione della propria offerta formativa e delle relative prospettive occupazionali, tramite i propri docenti e avvalendosi dell’ausilio di studenti tutor e di materiale informativo a disposizione degli ospiti. Tutti gli studenti provenienti da istituti non ubicati in città che parteciperanno alla manifestazione potranno usufruire del servizio di mensa universitaria, gestito dall’Ersu e offerto gratuitamente dall’ateneo sassarese. Particolare attenzione, visto il grande successo riscontrato nelle precedenti edizioni, sarà riservata al counseling in entrata, offerto gratuitamente da parte dell’Università.
 Il servizio, attraverso test psico-attitudinali e la conseguente analisi degli stessi da parte di psicologi, fornirà a tutti i partecipanti un orientamento sulla scelta del percorso formativo sulla base delle loro attitudini. Negli anni scorsi il counseling ha riscontrato un notevole successo, con un’utenza di quasi 8.000 studenti. Per questo motivo, anche quest’anno si prevede di potenziare il counseling in itinere e uscita, al fine di facilitare il percorso formativo e l’inserimento nel mondo del lavoro degli studenti dell’ateneo.


7 – La Nuova Sardegna
Pagina 24 – Sassari
LEZIONE DI ECONOMIA
Francesco Pigliaru spiega i “numeri” della Regione
 SASSARI. Aula magna del Quadrilatero, ore 18,30, lezione di Economia. In cattedra, l’assessore regionale al Bilancio Francesco Pigliaru. Di fronte, un folto pubblico di studenti, amministratori e curiosi. L’argomento della lezione, a tutta prima molto noioso, diventa una bella occasione per capire come la Regione ha impostato la manovra di bilancio appena passata in Commissione. Il plauso è per le parole semplici e gli esempi calzanti che l’assessore Pigliaru, docente universitario prima che amministratore, conosce e sa come usare. Il risultato è la facile comprensione di una materia tanto ostica quanto antipatica e non per questo meno importante. Le note dolenti arrivano quando entra nel dettaglio e allora dalla platea parte più di un commento salace. Concluse le premesse, il consigliere regionale Mario Bruno, moderatore dell’incontro, dà la parola all’assessore, che annuncia: «Abbiamo poco più di 6 milioni di euro, ora dobbiamo decidere come spenderli, ma attenzione, perché ci sono da considerare le spese obbligatorie sulle entrate correnti che sfiorano il 90 per cento dell’intera somma». L’auditorio ascolta interessato, consapevole che alla squadra di governo guidata da Renato Soru non resta molta fantasia. «Stiamo migliorando - garantisce Francesco Pigliaru - e miglioreremo ancora, ma al momento dobbiamo ragionare con questi dati». «Chi ha seguito le cronache degli ultimi mesi - prosegue - si sarà reso conto che la nostra azione è stata caratterizzata da operazioni di razionalizzazione funzionali a risanare una situazione non più sostenibile». Quando arriva alla vertenza sulle entrate, avviata di recente col governo centrale, sono in tanti a drizzare le orecchie: «In bilancio - dice l’assessore - stiamo prevedendo quel 70 per cento dell’Iva che lo stato dovrebbe darci e che abbiamo chiesto in base allo Statuto». Il sospiro di sollievo è corale dopo il passaggio su istruzione e politiche sociali. La manovra prevede infatti un finanziamento di 13 milioni e mezzo di euro per far fronte alla dispersione scolastica e altrettanti per l’università. «Per gli atenei - precisa Pigliaru - la condizione è il miglioramento della didattica e la qualità della ricerca». Sulle politiche sociali sono in arrivo 13 milioni in più per gli handicap gravi e cinque milioni per avviare un progetto che si chiama “Gli anziani a casa”. Settanta milioni andranno all’edilizia abitativa per favorire le fasce deboli e le coppie a reddito basso. Un passo importante è quello legato al prestito d’onore che avrà qualcosa come due milioni e mezzo in più. All’apertura del dibattito gli interventi sono tanti. Francesco Pigliaru annota pazientemente e risponde a tutti. L’iniziativa ha l’approvazione del pubblico. Unico neo, quel clima rovente. Ma la Finanziaria non c’entra niente, il riscaldamento è decisamente troppo alto.
Antonio Meloni


8 – La Nuova Sardegna
Pagina 6 – Sardegna
Perdasdefogu, nel poligono interforze la ricerca sui nuovi caccia
Eurofighter e Tornado: arrivano 18 milioni
PERDASDEFOGU E’ di 18 milioni di euro la somma stanziata dal Ministero della Difesa per condurre nel poligono di Perdasdefogu - Salto di Quirra (Pisq) le sperimentazioni e la ricerca sul nuovo caccia Eurofighter e sul Tornado. Lo hanno reso noto fonti dell’Aeronautica Militare, sottolineando come lo stanziamento, nonostante i tagli al bilancio della Difesa, permetterà di mantenere gli impegni presi e la situazione occupazionale. In particolare è stato sottolineato che è risultato premiante il lavoro svolto dall’Aeronautica Militare per specializzare ad altissimi livelli professionali il proprio personale in servizio nel Pisq che è l’unico in Italia ad essere dotato di un centro di calcolo in grado di risolvere i complessi problemi legati allo studio degli inviluppi di volo dei velivoli e delle interazioni con i loro sistemi d’arma. I fondi per il mantenimento dei programmi di ricerca e sviluppo saranno impiegati nell’ambito dei progetti dell’agenzia Netma della Nato per lo sviluppo proprio del nuovo caccia europeo di superiorità aerea e la modernizzazione del cacciabombardiere Tornado. Grazie al mantenimento dei programmi previsti per il poligono sardo si stima una ricaduta economica per il territorio di tre milioni di euro. E’ previsto, inoltre, l’incremento delle sinergie con le Università e i centri di ricerca sardi per lo sviluppo di progetti che coinvolgono le Agenzie spaziali italiana e europea. Ancora irrisolta, invece, la questione della sperimentazione del velivolo senza pilota dell’Alenia.

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