Sabato 28 gennaio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
28 January 2006

Rassegna a cura dell’Ufficio stampa e web
Segnalati 5 articoli della testata La Nuova Sardegna

 


 

 
1 – La Nuova Sardegna
Pagina 1 - Prima Pagina
Buoni voti per le nostre università

 MARCO VANNINI

Alla presenza del ministro Moratti, si è tenuta ieri a Roma la conferenza stampa di presentazione dei risultati del primo esercizio nazionale di valutazione triennale della ricerca (Vtr). Tutto è cominciato nel 1999 con la creazione del Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca): un organismo creato per mettere il nostro sistema al passo con i paesi scientificamente più evoluti (Usa, Gran Bretagna, Olanda) attraverso un ambizioso programma di valutazione del sistema della ricerca nazionale, sul modello del research assessment exercise (Rae) inglese. In pratica, per ciascuna area della ricerca, gli atenei e gli altri enti censiti hanno inviato al Civr un certo numero di prodotti (determinato in base al numero di ricercatori) selezionati in piena autonomia, perché venissero valutati secondo un processo peer reviewing, cioè per mezzo del vaglio in incognito da parte di membri autorevoli della comunità scientifica di riferimento. L’esame dei 17.329 prodotti presentati ha coinvolto 102 strutture, 64.028 ricercatori di 20 aree disciplinari, 6.661 esperti esterni (un quarto proveniente da istituzioni estere). Il tutto è costato tre milioni e mezzo di euro.

Pagina 38 - Cultura e Spettacoli
Segue dalla prima pagina. Adesso anche la Regione deve fare la sua parte
«Servono criteri certi negli aiuti alla ricerca»

 I risultati, divisi per classi dimensionali ed aree, sono consultabili all’indirizzo http://civr.it/.
 Cosa è saltato fuori? Che la qualità della ricerca italiana è mediamente di livello superiore a quanto viene comunemente percepito, ma a fronte di questo dato generale emergono significative differenze sia fra aree disciplinari sia a livello territoriale. Il Sud in particolare è quasi sempre il fanalino di coda: solo in sette casi su circa sessanta occupa il vertice delle classifiche. Uno di questi, l’unico in Sardegna, è rappresentato dall’area delle scienze economiche e statistiche dell’Università di Sassari, che ottiene il primato con un punteggio elevatissimo, frutto di un giudizio di merito che ha ritenuto eccellenti più del 70% dei prodotti presentati (la media complessiva di tutte le aree è del 30%). Fra le altre aree che hanno contribuito al buon posizionamento degli atenei della Sardegna ricordiamo, per Sassari, le scienze fisiche e le scienze biologiche, l’ingegneria industriale e dell’informazione, le scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche; mentre per Cagliari ottengono valutazioni superiori alla media le scienze e tecnologie dei nano/microsistemi, quelle per per la qualità e la sicurezza degli alimenti, le scienze mediche e le scienze dell’ingegneria e dell’informazione.
 Rispetto ad altri tentativi di valutazione, fondati su indicatori indiretti, questo scrutinio toglie argomenti ai soliti scettici interessati che rifiutano le classifiche con argomentazioni di comodo. Invece di arrampicarsi sugli specchi per negare l’evidenza, sarebbe opportuno accettare il verdetto e pensare alle contromisure. Certo, in alcuni casi la presenza di facoltà giovani con poco personale affogato dalla didattica può spiegare il magro risultato. Guardando i titoli presentati, inoltre, notiamo scelte autolesionistiche e tipicamente baronali, che in molte aree hanno portato a selezionare i prodotti dei docenti più potenti a prescindere dalla qualità. In generale, tuttavia, colpisce come i giudizi migliori riguardino il più delle volte studiosi giovani, che scrivono con coautori stranieri, che pubblicano su riviste internazionali dotate di sistemi di valutazione rigorosi, che si rivolgono/espongono al mondo e non al proprio vicinato, che operano in Sardegna ma non sono necessariamente sardi. Se questo è il quadro allora bisogna avere il coraggio di voltare pagina, di fare davvero i ponti d’oro a queste figure portandole al centro della vita accademica.
 Il primo passo spetta indubbiamente a chi ha la responsabilità politica del sistema della ricerca. La valutazione è stata introdotta col preciso scopo di legare ai risultati la ripartizione di una quota apprezzabile delle risorse: ora agli annunci devono seguire i fatti. Nello stesso tempo, però, occorre rimuovere l’anello debole del sistema attuale, ossia la mancanza di meccanismi espliciti e diretti che premino coloro che hanno contribuito maggiormente ai buoni risultati. E poiché qualunque risultato è frutto di impegno, fortuna e favorevoli condizioni di partenza, è evidente che servono anche meccanismi trasparenti di ridistribuzione interna fra aree emergenti e aree in difficoltà, così da assicurare completezza ed equilibrio nella crescita della conoscenza.
 Un aiuto importante in questa direzione, inoltre, potrà venire dall’uso intelligente degli strumenti regionali di sostegno alla ricerca. Pensiamo in particolare a diverse interessanti linee d’intervento contenute nella convenzione triennale fra Regione e Università della Sardegna, in cui si ventila l’istituzione di premi per i migliori ricercatori dell’isola e di programmi di visiting rivolti a docenti stranieri (o sardi di ritorno) che aiutino a sprovincializzare le nostre strutture; oppure al disegno di legge sulla ricerca in Sardegna, in cui si parla esplicitamente di valutazione della qualità come base per la distribuzione dei fondi. Guai se si dovesse ignorare la valutazione nazionale in favore di standard locali: non solo si duplicherebbero i costi ma, ne siamo certi, si ricadrebbe fatalmente negli errori del passato. Sarebbe bello invece poter fornire a chi recluta in maniera virtuosa uno strumento in più per attirare nell’isola i migliori ricercatori e convincerli a fermarsi.
 A quanti nei prossimi giorni visiteranno il sito del CIVR non sfuggirà l’incastro fra reciproche forze e debolezze delle aree della ricerca negli atenei di Cagliari e Sassari. Perché non cominciare proprio su questo terreno, vista l’importanza che la ricerca riveste per il futuro sviluppo della regione, a sperimentare una sana competizione fra i due centri, mettendo da parte, una volta tanto, logiche campanilistiche e volontà dirigistiche e centralizzatrici?
Marco Tannini

2 – La Nuova Sardegna
Pagina 38 - Cultura e Spettacoli
Scienze economiche: il primato di Sassari
Nella graduatoria del Civr l’università raggiunge un punteggio di eccellenza

 La davano in stato di coma, invece a sorpresa salta fuori che la ricerca italiana gode di ottima salute, si allinea agli standard internazionali e in più di un caso è sopra la media, con punte di eccellenza. E stupisce ancora di più scoprire come questi (rari) picchi di eccellenza si verifichino anche a casa nostra: all’università di Sassari, per esempio, che primeggia nell’ambito delle Scienze economiche e statistiche, guadagnandosi la posizione migliore tra le «piccole strutture» ma raggiungendo un punteggio che, in valori assoluti, è persino superiore a quello della Bocconi.
 I dati arrivano dalla presentazione del primo rapporto del Civr, il comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca, che ha analizzato 17mila progetti di università, enti di ricerca pubblici e privati, e stilato una graduatoria utilizzando il metodo del peer reviewing, che prende in considerazione qualità, rilevanza, originalità e innovazione dei prodotti presentati. L’indagine ha riguardato 102 strutture sull’intero territorio nazionale: 77 atenei, 12 enti pubblici di ricerca, 13 istituzioni private. Il periodo preso in esame è il triennio 2001-2003. Venti complessivamente le aree valutate: dalle Scienze matematiche e informatiche alle Scienze e tecnologie per la valutazione e la valorizzazione dei beni culturali.
 Il caso di eccellenza riscontrato a Sassari riguarda appunto le Scienze economiche e statistiche. All’interno di quest’area troviamo quattro raggruppamenti, stabiliti in base alla quantità di progetti presentati: mega strutture (più di 75 prodotti, con un unico soggetto: La Sapienza di Roma), grandi (da 25 a 74 prodotti), medie (da 10 a 24) e piccole (sino a 9). E’ in quest’ultimo raggruppamento, dove si contano 23 istituzioni, che l’università di Sassari compare al primo posto con un rating di 0,94 (la media è 0,60), che è anche il maggiore in assoluto dell’intera area delle Scienze ecnomiche e statistiche.

3 – La Nuova Sardegna
Pagina 32 – Sassari
Una nave dell’antica Roma solcherà le acque del Golfo

 PORTO TORRES. Solcherà il mare seguendo le antiche rotte che collegavano la colonia di Turris Libisonis al porto di Ostia, all’Etruria e alla Sicilia. Sarà la fedele riproduzione di una nave oneraria romana di epoca imperiale e consentirà di effettuare studi sulle antiche tecniche di navigazione e sui risvolti antropologici legati alla vita che si conduceva a bordo.
 Il progetto di archeologia sperimentale lanciato da un’equipe di studiosi dell’università degli studi di Sassari è il primo in Italia ad avere una tale importanza scientifica.
 L’obiettivo è quello di condurre uno studio dettagliato sulle tecniche costruttive e sui modelli di imbarcazione del periodo romano per riprodurre, a grandezza naturale, una imbarcazione commerciale del quinto secolo dopo Cristo. Una nave oneraria lunga circa venti metri, adatta al trasporto di olio, grano e vino, che verrà interamente realizzata a Porto Torres grazie al lavoro di una squadra di costruttori navali e di carpentieri locali.
 L’idea del progetto è partita in ambito accademico. Un costruttore di navi di Porto Torres, Ennio Vanoli, aveva già realizzato alcuni anni fa un modello di nave commerciale romana con lo scopo di riprodurlo in scala uno ad uno. Ma l’università voleva che questa proposta avesse innanzitutto una grande valenza scientifica. Prendendo spunto dai più recenti ritrovamenti di navi onerarie venuti alla luce negli scavi archeologici di Olbia e di Pisa e sulla base delle iconografie, bisognava costruire una nave nella maniera più fedele possibile alle imbarcazioni originali. Per il comitato di promozione “Naviculari Turritani”, che si è riunito in questi giorni per la prima volta, si tratta di una importante sfida. Coordinato dal professor Fabio Mura, studioso di psicologia dinamica ed esperto di formazione interdisciplinare, il comitato conta figure professionali di primo livello: rappresentanti del mondo accademico, archeologi navali, esperti di antropologia, ingegneri navali, carpentieri e appassionati di archeologia subacquea. Un progetto ambizioso che richiede costi particolarmente elevati. Per questo il comitato chiederà il patrocinio del ministero dei Beni culturali, della Regione Sardegna e della Provincia di Sassari. Tra i soggetti pubblici, oltre alla collaborazione della Sovrintendenza archeologica delle province di Sassari e Nuoro, potranno partecipare al progetto l’Istituto nautico e il Comune di Porto Torres. Anche perché la realizzazione in città di un modello navigante di nave romana rappresenterà un notevole richiamo turistico e culturale. Un richiamo alla storia dell’antica Turris Libisonis, dotata in età romana di un porto fluviale e conosciuta, in ambito commerciale, per lo sviluppo della sua marineria.
Federica Cubeddu


4 – La Nuova Sardegna
Pagina 24 – Sassari
L’Ersu cerca nuove case per gli studenti
Approvata la modifica al progetto negli ex locali della Brigata Sassari
Il cda presieduto da Antonello Mattone si è riunito dopo tre mesi: ok anche alla richiesta di un mutuo per completare la sistemazione della residenza universitaria in via Coppino

 di Silvia Sanna

SASSARI. Subito al lavoro dopo più di tre mesi di latitanza: il consiglio d’amministrazione dell’Ersu non ha altro tempo da perdere e già dalla prima seduta ha posto i sigilli a due atti importanti. È stata approvata la richiesta di un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per completare la sistemazione della nuova casa dello studente all’interno dell’area ex Cedisa in via Coppino. Contemporaneamente, il Cda presieduto da Antonello Mattone ha messo l’acceleratore alla pratica che riguarda la Fondazione Brigata Sassari, approvando la modifica al progetto originario respinto dalla Regione.
 Una porzione dell’area sulla quale sorgeva il Pastificio Pesce, appartiene ufficialmente all’Ersu dal luglio 2002: nella residenza universitaria saranno ricavati 200 posti letto. Il mutuo verrà erogato in tempi ragionevoli: è concreta la possibilità che già in autunno gli studenti possano trasferirsi in via Coppino. In questo modo verrebbero liberati gli appartamenti che l’Ente per il diritto allo studio ha attualmente in affitto in viale Italia e in viale Umberto.
 Molto più tormentata la vicenda degli ex locali della Brigata Sassari. La telenovela va avanti da anni, rimbalzando tra le varie amministrazioni comunali che si sono succedute e puntualmente arenandosi di fronte a intoppi di vario genere. Il primo accordo, siglato nel 1996 tra il sindaco di Sassari Anna Sanna e il presidente dell’Ersu, prevedeva il passaggio della struttura all’ente, per realizzarvi 99 posti letto. Gli otto miliardi di lire stanziati all’epoca dalla Regione, con l’andare del tempo si sono rivelati insufficienti.
 Per questo motivo, da Cagliari è arrivato alcuni mesi fa l’invito a ridimensionare il progetto iniziale. La modifica apportata dal Cda prevede la riduzione dei posti letto da 90 a 40: un taglio doloroso ma indispensabile, considerato il tentativo inutile di spremere ulteriormente le casse regionali. Ieri la modifica è stata approvata e spedita a Cagliari: la prossima settimana è in programma un incontro tra Antonello Mattone e l’assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni per fare il punto della situazione. Impossibile stabilire i tempi, anche se lo scoglio più importante sembra che sia stato aggirato.
 La fame di alloggi, però, non si placa. L’obiettivo del presidente del consiglio d’amministrazione è toccare quota 800 posti. Sarebbe possibile attraverso l’acquisto di un’altra casa dello studente, di concerto con l’amministrazione comunale. Proprio qualche giorno fa il sindaco Ganau ha manifestato l’intenzione di rivitalizzare il centro storico anche attraverso una massiccia iniezione di studenti universitari. Una possibilità che l’Ersu è disposto a vagliare soltanto se sarà inserita in un generale piano di recupero del centro. Ad ogni modo, molto dipenderà dalla prossima legge finanziaria regionale: quest’anno l’intera torta sassarese è andata al Polo d’eccellenza delle facoltà di Veterinaria e Agraria che dovrebbe sorgere a Mamuntanas (Alghero).
 Nel frattempo l’Ersu guarda anche verso la Riviera del Corallo. Ad Alghero si sta valutando la possibilità di acquistare alcuni appartamenti da assegnare agli studenti della Facoltà di Architettura: i posti letto necessari sono almeno una ventina.
 Infine, un’altra novità che farà sicuramente piacere agli universitari sassaresi stanchi delle lunghe file. Il cda dell’Ersu ha annunciato l’imminente riapertura della mensa di via Padre Manzella, che offrirà una valida alternativa a quella di via Dei Mille.


5 – La Nuova Sardegna
Pagina 36 – Nazionale
Lingua sarda, l’Università presenta il terzo master di traduzione e comunicazione

MARIA GIOVANNA FOSSATI

NUORO. “La lingua sarda è la più importante di tutte le lingue neolatine, si è imposta prestissimo come lingua pubblica, sfortunata col passare dei secoli, tradita dagli stessi sardi: finalmente torna ad avere un ruolo”: Sergio Salvi, studioso di minoranze linguistiche, 40 anni dopo il primo viaggio in Sardegna - che voleva essere di stimolo all’uso del sardo come lingua ufficiale - torna a Nuoro per presentare il terzo master di traduzione e comunicazione della lingua sarda, gestito dal Consorzio universitario nuorese.
 Sono lontani i tempi in cui Salvi fu bollato da qualche sindaco sardo come sovvertitore delle regole linguistiche nazionali. “Per il primo anno il master è interamente finanziato dal Consorzio universitario - ha detto il presidente Bachisio Porru -, ma è venuta a mancare la collaborazione della Provincia anche attraverso lo stop all’Ufficio della lingua sarda”.
 Nota dolente che non fa venire meno l’impegno iniziale: “Abbiamo diritto di concludere il percorso di politiche culturali intrapreso con l’Università autonoma di Barcellona, lo faremo con i 30 iscritti desiderosi di tuffarsi in questa esperienza che porteremo a termine nel migliore dei modi”.
 Al direttore del master Diego Corraine il compito di spiegare il contenuto degli studi: “Con la legge 482 del 1999 si è aperto un percorso che ha consentito il progresso di una lingua che è stata maltrattata per decenni. Novanta persone in tre anni confermano la volontà di studiare e diffondere l’uso della lingua attraverso la traduzione e le nuove tecnologie. Quest’anno gli operatori-studenti apriranno dei siti internet in lingua, per applicare lo studio della lingua al giornalismo web”.
 Per Bachisio Porru dopo anni di sofferenze il Consorzio universitario vive di vita propria e si apre a nuove esperienze. Con orgoglio ha annunciato: “Abbiamo appena firmato un protocollo d’intesa con l’Università di Firenze per aprire a Nuoro le porte dell’università telematica”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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