UniCa UniCa News Press review Mercoledì 25 gennaio 2006

Mercoledì 25 gennaio 2006

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
25 January 2006
Rassegna a cura dell’ufficio stampa e web
Segnalati 7 articoli delle testate: L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna

 
 
 
1 - L’Unione Sarda
Pagina 41 - Lettere & Opinioni
All’Università di Cagliari
Progetti speciali, 70 posti da salvare
Siamo circa 70 persone che lavorano presso l’Università degli Studi di Cagliari nell’ambito dei Progetti speciali per l’occupazione. Prestiamo servizio in vari Dipartimenti per svolgere attività di ricerca, screening e prevenzione e con diverse qualifiche: medici, biologi, tecnici di laboratorio, amministrativi, ausiliari. Abbiamo iniziato a lavorare in questo progetto dal 1997, dopo un concorso pubblico bandito dall’Università; avevamo un contratto di lavoro di tipo subordinato e a tempo pieno per 3 anni, successivamente rinnovato per ulteriori 3 anni a partire dal 2002. Abbiamo acquisito in questo periodo competenze che ci sembra doveroso valorizzare. L’assessore alla Sanità sostiene l’impossibilità di rifinanziare i progetti, in quanto erano a termine. Asserisce inoltre che i ricercatori coinvolti non hanno prestato attenzione ai bandi di finanziamento previsti dall’assessorato alla Programmazione per la ricerca. Ma i bandi e i progetti ai quali fa riferimento l’assessore non erano a noi accessibili, perché gran parte della cifra erogata doveva essere utilizzata per l’acquisto di strumentazione e materiali, perché non erano sufficienti. Ci sentiamo indignati e offesi poiché l’assessore sostiene che si era già chiuso un occhio nel 2002, in riferimento al rinnovo dei contratti triennali. Questo rinnovo non solo ha permesso di proseguire i lavori di ricerca già avviati, ma anche di intraprenderne di nuovi offrendo la possibilità di lavorare ad altri specialisti. Vorremmo sapere se per l’assessore è motivo d’orgoglio creare nuovi disoccupati altamente specializzati. Pur consapevoli del fatto che i contratti fossero a termine e che ora la stabilizzazione di tutto il personale (70 persone e non 20!) rappresenti un problema, non ci sembra inopportuno né inadeguato sperare in un proseguo del rapporto di lavoro. Speriamo che l’assessore si renda conto che il nostro lavoro non è fine a se stesso ma ha come obiettivo il raggiungimento di quei risultati che tanti malati attendono con ansia, avendo riposto in noi fiducia e aspettative.
Francesco Altea e altre 41 firme
             
2 - L’unione Sarda
Pagina 14 - Lavoro e Opportunità
Tirocinio a Sassari
Dagli Atenei. Scienze politiche. La Facoltà di Scienze politiche di Sassari offre un tirocinio a un laureato da non più di 18 mesi o laureando dei corsi in Scienze politiche, Scienze dell’amministrazione e gestione delle risorse umane e Scienze della comunicazione e giornalismo. Lo stage durerà 3 mesi e si svolgerà a Sassari da Sviluppo Italia Sardegna Spa. La domanda, indirizzata a Servizio tirocini, Facoltà di Scienze politiche, piazza Università 11, Sassari, scade entro le 12 di giovedì 26 gennaio. Informazioni nel sito www.uniss.it/facolta/scipol, sezione tirocini.
(r. f.)
 

3 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
Partono otto nuovi corsi di laurea. Architettura apre anche a Cagliari
Le nuove opportunità formative spaziano da Agraria a Lettere Via ad alleanze strategiche
Sassari.
Otto nuovi corsi di laurea per il prossimo anno accademico, che amplieranno l’offerta formativa dell’ateneo sassarese e in particolare delle facoltà di Agraria, Architettura, Lettere e Filosofia e Scienze Politiche. La proposta di istituzione è stata presentata ieri alle forze sociali dal rettore Alessandro Maida, dal pro rettore Attilio Mastino e dai rappresentanti delle facoltà. Presenti i rappresentanti di Confindustria e Apisarda, i presidenti degli ordini professionali.
Agronomi, Architetti, Ingegneri, Veterinari e Commercialisti, i rappresentanti degli studenti, i presidi di facoltà e i presidenti dei corsi di laurea, gli assessori alla Pubblica Istruzione di Tempio e Nuoro, e il presidente della Provincia di Oristano Pasquale Onida. A partire dal prossimo anno accademico l’università di Sassari dovrebbe potenziare la propria offerta con i corsi di laurea specialistica in “Scienze viticole ed enologiche” e “Scienze e Tecnologie alimentari” nella facoltà di Agraria. “Questa istituzione si pone in prosecuzione alla formazione dei giovani che stanno completando il ciclo triennale della sede di Oristano ma anche per gli altri corsi della facoltà - ha spiegato il preside Pietro Luciano - con una scelta ben motivata e inserita in un quadro regionale in cui i due settori di specializzazione stanno mostrando grande impulso e crescita”. Il progetto di crescita della facoltà di Architettura rimanda all’istituzione di un nuovo corso di laurea triennale in “Disegno industriale” che sarà completato dalla specialistica in “Disegno industriale: valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale”, e altre due specialistiche in Architettura del paesaggio e Pianificazione e politiche per l’ambiente. “Si tratta di una strategia - ha spiegato il professor Azzena - che rappresenta il logico completamento del percorso della nostra facoltà a cinque anni dall’attivazione. Questi nuovi corsi ci consentono l’adeguamento agli standard delle grandi scuole di architettura, e un confronto alla pari con le più prestigiose università europee ed extraeuropee, oltre a caratterizzarci nel panorama nazionale ed europeo, dato l’orientamento verso il territorio, il paesaggio e l’ambiente, per la formazione di professionisti dei mestieri del futuro”.
Per la facoltà di Lettere e Filosofia il preside Giuseppe Meloni ha illustrato la proposta di istituzione del corso specialistico in Filosofia e forme del sapere, inserendo anche una seconda proposta per la modifica, ancora da sottoporre a verifica, del quadro didattico del corso in Servizio sociale da attivare, eventualmente, sotto nuova forma. “Abbiamo già il corso triennale in Fiolosofia- ha spiegato il preside - e con questo nuovo, in convenzione con l’università di Pisa, crediamo di colmare la lacuna che sbarra la strada allo sbocco specialistico per gli studenti del corso base”.
Infine, per la facoltà di Scienze politiche è stata proposta l’istituzione del corso di laurea in Scienze dell’amministrazione, in convenzione con l’università di Cagliari, che sarà svolto per via teledidattica. “La nostra ambizione - ha detto il presidente del corso di laurea Francesco Soddu - è la formazione di nuove figure professionali capaci di proporsi come elementi di innovazione e di declinare questa innovazione in un ambito di competenze multidisciplinare”.
Oggi le proposte saranno sottoposte all’esame del Senato accademico e del consiglio di amministrazione in seduta congiunta. “Il ministero ha imposto tempi stretti - ha spiegato il rettore Alessandro Maida -: siamo vicini alla scadenza delle elezioni e occorre chiudere tempestivamente la partita dell’attivazione dei nuovi corsi per il prossimo anno accademico. Stiamo cercando di ampliare l’offerta formativa anche attraverso la collaborazione con altre sedi universitarie e atenei”. “Il fatto di legarsi ad altre sedi - ha aggiunto - spesso diventa un elemento decisivo di crescita. Nel caso di Architettura, sembrerebbe cosa quasi fatta l’istituzione della facoltà anche nell’ateneo cagliaritano. Ciò significa che occorrerà trovare sintonia tra le due università per programmare insieme ma, soprattutto, garantire un’offerta formativa differenziata”.
Angela Recino 
 
Pagina 20 - Sassari
La sfida
Un ateneo telematico di alta formazione
SASSARI. La nuova sfida dell’università di Sassari è quella di creare l’Ateneo telematico della Sardegna. Il decreto ministeriale Moratti-Stanca prevede infatti a breve l’istituzione di questi organismi, che sono università a tutti gli effetti. La Regione lo ha voluto proporre in modo proprio finanziando il progetto e proponendo un bando pubblico per l’attribuzione dell’incarico. “Siamo in corsa per l’affidamento - ha annunciato ieri il rettore Alessandro Maida -. Le università di Sassari e Cagliari hanno ritenuto di mettersi sul mercato e candidarsi a partecipare a questo confronto. La sfida è quella di assumere la responsabilità totale dell’alta formazione nel settore universitario della Sardegna. E’ una grande responsabilità ma siamo convinti che questo rappresenti una maggiore garanzia per la nostra isola”. I due atenei hanno intanto dato vita a un consorzio con presidenza all’università di Sassari (delegato il preside di Scienze Politiche Virgilio Mura), aprendo a un’associazione di imprese costituita da società esperte nella fornitura del sapere per via telematica. “Abbiamo anche dato il via a rapporti di collaborazione con diverse università italiane”, ha spiegato Maida. La fase iniziale del progetto per la creazione dell’Ateneo telematico, che sarà di fatto la terza università sarda, prevede l’attivazione di tre corsi on-line: Architettura, Scienze della comunicazione e Scienze dell’amministrazione. E oggi si chiudono i termini per la presentazione delle domande: “Incrociamo le dita - ha concluso il rettore - e speriamo di farcela e cominciare presto questa grande sfida”.
(a.re.)
 
4 - La Nuova Sardegna
Pagina 20 - Sassari
Università radicata nel territorio e secco no al ‘Cagliaricentrismo’
Al convegno dei Ds anche qualche spunto polemico
SASSARI. Università di massa e di qualità, elemento trainante del sapere e dell’innovazione e seguita con cura da governi che assicurino adeguate risorse per un sistema che funzioni davvero, sconfiggendo corporazione e precariato. Sono alcune tracce del convegno su: “La società della conoscenza e l’Università che vogliamo”, che ha concluso, alla Camera di Commercio, la due giorni promossa dalla federazione dei Democratici di sinistra in cui si è spaziato su istruzione e formazione. Eusebio Tolu, docente della facoltà di medicina, ha fornito ampia materia di confronto nella relazione introduttiva. «Un futuro governo di centrosinistra - ha detto Tolu - oltre a correggere le storture della legge del ministro Moratti, dovrà fare proposte di alto profilo. Nell’isola occorre considerare le difficoltà di una classe imprenditoriale che non tende a rischiare e a investire. C’è bisogno di una profonda verifica sulla possibile creazione di un polo di eccellenza nell’area di Mamuntanas per le facoltà di Agraria e Veterinaria, in particolare sugli aspetti che riguarderebbero la residenza degli studenti iscritti nell’ateneo che ha sede a Sassari. Sulle gemmazioni di corsi di laurea in vari centri, hanno spesso portato a una discutibile e demagogica diluizione e non a un produttivo decentramento nel territorio».
Il sindaco Gianfranco Ganau ha affermato che si deve investire di più su Sassari come polo di cultura regionale. «E dobbiamo fare di più per Sassari città universitaria, per incrementare le residenze studentesche, soprattutto nel centro storico - ha rimarcato il primo cittadino -. Pur rigettando posizioni di campanile, c’è l’impressione di un “Cagliaricentrismo”. A Cagliari, sede politica regionale, si fanno le scelte, ma se là finisce gran parte delle risorse e dei finanziamenti, allora occorre rivendicare pari dignità. Sul polo agrario-veterinario possiamo fare un ragionamento che consolidi le sedi universitarie in città e che veda quelle della ricerca distribuite nel territorio».
 Anche il prorettore dell’università, Attilio Mastino, ha richiamato l’attenzione su una richiesta di riequilibrio di risorse tra i due atenei sardi, dopo essersi soffermato criticamente sulle scelte del governo. «Abbiamo assistito a una penalizzazione dell’Università - ha sottolineato il professor Mastino -. Si è registrata una riduzione di finanziamenti e l’introduzione di nuove forme di precariato». Il presidente del consiglio regionale, Giacomo Spissu, ha replicato ai timori di squilibrio di risorse tra i due atenei dell’isola, che sfavorirebbe Sassari. «Dobbiamo lavorare in sinergia, senza posizioni pretestuose - ha auspicato Spissu -. Prefiguriamo un sistema universitario sardo con due poli di eccellenza. Il polo agrario-veterinario è un progetto di qualità, aperto alla discussione, sul quale la Regione vuole mettere risorse e l’Università deve fare la sua parte».
Il ricercatore Mauro Sanna coordinatore per l’Università nella federazione Ds, ha manifestato dure critiche alla legge Moratti, aggiungendo che una credibile inversione di rotta richiederà un piano straordinario per la realtà universitaria. Un monitoraggio sull’ordinamento didattico basato sulla formula dei corsi triennali di laurea e di un biennio specialistico, è stato suggerito dal deputato Andrea Ranieri, responsabile diessino per scuola, università e ricerca. «Un sistema che in alcune realtà ha funzionato e in altre non produce risultati - ha osservato Ranieri -. La strada è costruire l’Università di massa e di qualità con un sapere diffuso. Se si creano centri di eccellenza ma c’è un basso numero di laureati non si cresce. È importante il rapporto tra Università e territorio. Nel mondo globale il sapere radicato nel territorio è una garanzia di internazionalizzazione. Bisogna coniugare il sapere del mondo e il sapere del territorio. Su questa sfida ha un ruolo la politica locale e la politica della Regione».
Marco Deligia 

5 - La Nuova Sardegna
Pagina 15 - Cagliari
«L’Ostello all’Università? Serve a tutto il territorio non solo agli studenti»
Dopo la proposta del Comune, interviene il Psdi
IGLESIAS. «Il mancato utilizzo dell’Ostello della Gioventù ed in particolare l’inadeguato impiego del centro polifunzionale in regione Su Merti, non è, come stato definito dall’attuale assessore allo sport e cultura Cinzia Guaita, il simbolo di come venivano erroneamente investiti i fondi pubblici, piuttosto rappresenta l’incapacità degli amministratori succedutisi in tutti questi anni, di riuscire a sfruttare le strutture sorte per il bene della Provincia e della stessa città».
Questo il pensiero di Eugenia Contu, portavoce nel territorio del Psdi, in relazione all’ostello della Gioventù ed al centro polifunzionale, voluti e realizzati in occasione dei mondiali di calcio del 1990, dall’allora assessore provinciale Giovanni Battista Contu. «Doveva essere una struttura ricettiva per gli atleti presenti in quel periodo per via dell’importante manifestazione calcistica - racconta Eugenia Contu - per poi essere sfruttata in seguito a livello provinciale e comunale. Un complesso sportivo che avrebbe potuto dare lustro alla città; del resto gli impianti prevedono un campo da calcio, una pista d’atletica fino ad allora inesistente e una serie di campi da tennis. Insomma un bene di cui avrebbe usufruito non solo la provincia, ma anche e soprattutto il Comune. Nessuno però è riuscito a sfruttare una idea che avrebbe potuto risolvere tanti dei problemi presenti in zona, a causa della mancanza di strutture adeguate per le numerose società sportive. L’idea d’utilizzare l’impianto per farne una succursale universitaria della facoltà di Scienze Motorie, la trovo decisamente restrittiva».
(as)
 
6 - La Nuova Sardegna
Pagina 34 - Cultura e Spettacoli
La scelta francese, Legion d’onore a Luigi Berlinguer
Il prestigioso riconoscimento sarà conferito all’ex ministro della Pubblica istruzione domani a Roma nella sede dell’ambasciata di Francia
«In Francia certe cose non le regalano. E’ un onore che vale il doppio, perché valica una frontiera, viene da un grande Paese». E’ giustamente contento Luigi Berlinguer. Per alti meriti culturali, il riconoscimento più prestigioso che possa assegnare il presidente della Repubblica francese, la Legion d’onore, sarà conferito all’ex ministro della Pubblica istruzione ora membro del Consiglio superiore della magistratura, domani a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata transalpina.
«Un giorno, qualche tempo fa - racconta Berlinguer - esaminando come sempre la posta quotidiana, ho trovato una busta intestata all’ambasciata francese. L’ho aperta con curiosità, ignaro del possibile contenuto. E ho fatto un balzo sulla sedia. Era l’annuncio che mi veniva conferita la Legion d’onore. Sorpresa incredula prima e poi gioia. Forse devo tanta fortuna all’ammirazione e all’amicizia grande che nutro per la Francia».
- Lei ha una storia di rapporti intensi con la Francia e con la sua cultura...
«Il mio primo libro importante è la monografia su Domenico Alberto Azuni, un uomo formatosi alla scuola della grande cultura giuridica prodotta dal poderoso sforzo di codificazione che fu compiuto dopo la Rivoluzione del 1789 da Bonaparte. Da questa tradizione, che ha segnato tanta parte del diritto europeo dell’Ottocento, sono sempre stato affascinato; sono andato in Francia a studiarla».
- Un rapporto che è proseguito quando lei era rettore a Siena...
«Sì. A Siena abbiamo fatto uno sforzo di aprire il sistema universitario ad orizzonti europei ed internazionali. Da presidente della Conferenza dei rettori italiani ho promosso rapporti di scambio e di cooperazione tra le università dei due Paesi, Italia e Francia. Anche perché i due sistemi formativi, il nostro e il loro, si somigliano molto, sia in alcuni criteri fondativi sia nella struttura organizzativa. Mi sembrava che da lì si potesse cominciare ad avviare un discorso di più ampia collaborazione fra tutti gli Stati europei».
- Un discorso che è poi proseguito con il progetto di riforma europea dell’istruzione superiore...
«Italia e Francia sono stati i promotori del progetto che, insieme a Germania ed Inghilterra, abbiamo presentato, in occasione degli ottocento anni della Sorbona; un documento che gettava le basi per la definizione di un sistema universitario europeo. Sembrava un’utopia e invece l’idea oggi cammina e a quel progetto hanno aderito tutti gli Stati dell’Unione. A poco a poco si sta definendo un quadro unitario. Un’Europa capace di pensarsi come una sola entità non può rinunciare ad avere un sistema di alta formazione che sappia rispondere alle sfide, sempre più complesse, che vengono da un mondo attraversato da profondi e radicali processi di mutamento. La vecchia Europa ha nella sua storia grandi risorse. Ma ci sono anche molte cose da cambiare».
- Ritorniamo alla grande cultura francese. Di quel patrimonio fanno parte concetti come quello di laicità dello Stato e di reciproca autonomia dei poteri. Valori oggi ancora saldi?
«Quello della laicità dello Stato è un valore eminentemente francese, grande lascito della rottura rivoluzionaria dell’89. Gli elementi strutturali dello Stato di diritto hanno paternità britannica e sono entrati nella cultura giuridica francese e quindi europea. Oggi quei princìpi e quegli equilibri sono sottoposti ad una tensione forte, per effetto di diversi fattori. Il punto è che gli Stati nazionali, ovvero il campo istituzionale entro il quale quei princìpi e quegli equilibri si sono affermati, non sono più il punto di riferimento esclusivo. C’è un grande lavoro di ridefinizione dei tratti essenziali dello Stato di diritto con il quale il pensiero giuridico oggi si confronta».
- E in Italia c’è qualche elemento di complicazione in più...
«In Italia gli elementi di tensione sono maggiori per motivi storici. Basti pensare, rispetto al valore della laicità dello Stato, al peso che da noi ha avuto e ha ancora la cultura cattolica. La separazione e la reciproca autonomia dei poteri a volte faticano ad affermarsi in maniera corretta e trasparente. E anche qui pesano motivazioni che affondano le radici nella nostra storia».
Costantino Cossu
 
Pagina 34 - Cultura e Spettacoli
Intelligenza e insieme passione
Dai primi passi come giovane studioso a Sassari agli incarichi di prestigio nell’Università e in politica
Il ’68 con gli studenti in prima linea E una riforma degli atenei che resterà
Diceva Roger Peyrefitte che l’unico fastidio che dà il distintivo della Legion d’onore è che ogni volta bisogna spiegarglielo, al cittadino comune, che cos’è quel nastrino rosso quasi invisibile infilato all’occhiello della giacca. Figuriamoci in Italia, dove di quei nastrini non se ne vedono molti. Forse meglio, per uno come Luigi Berlinguer, la gran fascia tricolore che portava quand’era sindaco di Sennori, che almeno si capiva subito che cosa voleva dire. Per un comunista, poi, c’è caso che un nastrino di quel colore lo prendano per un altro segno di appartenenza al partito dei rossi per definizione.
Come che sia, starà bene a Luigi, ora che gli anni gli hanno imbiancato uno per uno tutti i molti capelli: fa un bel pendant, come direbbero all’ambasciata di Francia. E sta bene anche ai sassaresi (per non dire dei “suoi” sennoresi) un segno di distinzione che lui ha tutti i titoli per portare con merito. Premio alla sua lunga attività di uomo al servizio della comunità: abituato a comandare, certo, ma capace di resistere nei lunghi esercizi di mediazione che cominciò a fare, mi ricordo, da quand’era studente universitario e c’erano le prime scaramucce fra Ugi e Intesa, i due grandi schieramenti studenteschi, uno tutto di laici, l’altro di cattolici. Per Luigi, naturalmente, l’altro punto di riferimento stava nel partito: allora la Fgci era una forza per sé, non riceveva carisma dai capi ma ne dava del suo ai suoi. Come accadde a Luigi, che se ne andò a Londra per scrivere il suo libro su Domenico Alberto Azuni, lo candidarono come per un obbligo e fu eletto deputato: quasi senza che lo volesse, provò a dire qualcuno, e certo senza che se lo aspettassero in molti nel Pci sardo, in tempi di centralismo democratico. Destinato a vita all’opposizione, si pensò allora: erano tempi di quella che si chiamava con un eufemismo la “convention ad excludendum”, e fuori dal latinorum voleva dire che strada per Palazzo Chigi i comunisti non ne avrebbero mai trovato, neppure dopo aver fatto tutti i debiti strappi con Mosca ed essersi aperti sulla testa il rassicurante ombrello della Nato. Ricordo Luigi, già professore universitario, chiuso fuori con altri due colleghi dal cancello sbarrato del Palazzo dell’Ateneo. Tre in tutto, era il massimo di opposizione che si potesse trovare mentre, dentro, si eleggeva un rettore che aveva come mandato principale quello di mettere in riga i “democratici” che, alleati con gli studenti, volevano cambiare l’Università. (Che tre anni dopo fosse proprio lui, Berlinguer, uno dei tessitori della trama politica che fece diventare rettore Antonio Milella è come il simbolo di una delle sue principali virtù, la rinuncia a ogni fretta, la capacità di aspettare, di fare della prudenza una forza).
Sono le doti con cui Berlinguer ha governato da preside la sua Facoltà qui a Sassari, poi la sua Facoltà a Siena, dove è stato anche rettore, su su fino alla Minerva, come si dice per dire il Ministero della Pubblica Istruzione (che ai tempi di Berlinguer era anche quello dell’Università e della Ricerca scientifica). Di Berlinguer ministro della Pubblica Istruzione si parla sempre più spesso, ora che la sua riforma appare, col senno di poi, molto meno utopistica e macchinosa di quanto dicessero i critici di allora (anche i critici amici), e si vede invece che sfascio prepara alle generazioni future (ma ormai anche a quelle presenti) la riforma “americana” della signora Moratti. Oggi come oggi Berlinguer fa un altro mestiere, che non è solo quello di membro del Consiglio superiore della magistratura, ma anche quello di presidente di un organismo che mette insieme tutti gli organismi che in tutto il mondo (democratico) sono preposti a garantire l’indipendenza dei magistrati. Berlinguer è ancora giovane, e questo nastro rosso così piccolo che quasi non si vede aggiungerà benzina al suo infaticabile motore. Credo che molti sassaresi (e perché no?, molti sennoresi) ne siano contenti.
Manlio Brigaglia 

7 - La Nuova Sardegna
Brevi
L’Inpdap informa i propri iscritti e pensionati che è stato bandito un concorso per il conferimento di borse di studio per la frequenza a corsi universitari, specializzazione univeristaria, master, dottorati di ricerca e stage in azienda a favore di figli e orfani di iscritti e pensionati dell’istituto. Info, bando e modelli di domanda presso gli sportelli della sede provinciale di via Sardegna 21 o sul sito http://www.inpdap.gov.it/.

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