UniCa UniCa News Press review Mercoledì 9 ottobre 2019

Mercoledì 9 ottobre 2019

09 October 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 

1 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Agenda (Pagina 21 - Edizione CA)
FIERA. Sabato l'appuntamento annuale dell'Abc
Rendere autonomo chi ha una disabilità: i progetti per l'inclusione visti dagli esperti

La sfida parte da Cagliari e dalla Sardegna, diventate ormai un appuntamento irrinunciabile per chi si occupa a vario titolo di servizi sociali e scolastici. Luogo di confronto e di azione per costruire e proporre soluzioni di qualità per le persone con disabilità, i loro familiari e tutta la comunità. La prossima occasione, con il riconoscimento del Capo dello Stato Sergio Mattarella, sarà il convegno nazionale “Personalizzare, coprogettare, includere: la qualità dei servizi sociali e scolastici per le persone con disabilità in Italia”, in programma sabato, dalle 9 alle 19, al centro congressi della Fiera in viale Diaz.
L'INCONTRO. L'iniziativa è promossa da Abc, Associazione bambini cerebrolesi, con il Centro studi Erickson e il patrocinio dell'Università di Cagliari, del Miur, dell'Ufficio scolastico regionale e della Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap). Un appuntamento che ha già calamitato l'attenzione di 800 iscritti da tutta Italia. Tra loro persone con disabilità, familiari, insegnanti, assistenti sociali, amministratori di Enti locali, associazioni, educatori, medici e universitari.
L'ASSOCIAZIONE. «Sempre più le persone con disabilità e le loro organizzazioni chiedono di poter autodeterminarsi ed essere protagonisti del proprio futuro», dice Marco Espa, presidente nazionale di Abc. «Non si possono fare passi indietro - ribadisce - rispetto a livelli di qualità raggiunti. Mi riferisco per esempio alla personalizzazione e co-progettazione dei percorsi di presa in carico sociali che garantiscono i diritti umani delle persone con disabilità contro ogni forma di segregazione». Francesca Palmas, direttore scientifico del convegno, aggiunge: «Oggi la qualità dei servizi passa attraverso forme di interventi personalizzati e co-progettati tra destinatari e istituzioni. In particolare faremo uno speciale Scuola con i massimi esperti italiani del settore, tramite una serie di sessioni plenarie, tavole rotonde e workshop di approfondimento specifici». Conclude la presidente regionale Luisanna Loddo: «La Sardegna è un modello per tutte le regioni. Oggi contiamo oltre 40.000 mila persone con progetti personalizzati, non erogazioni monetarie ma ore di servizi. Da mamma testimonio che con il sostegno la vita diventa possibile».

 

2 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Agenda (Pagina 21 - Edizione CA)
DIARIO CITTADINO
L’attivista filopalestinese.
Due incontri per Miko Peled, scrittore e attivista per i diritti umani nato e cresciuto a Gerusalemme. Nel libro autobiografico “Il figlio del generale, viaggio di un israeliano in Palestina” Miko, ex soldato, descrive il percorso che lo ha portato a diventare uno strenuo difensore dei diritti dei palestinesi. Domenica alle 18.30, sarà a Casa Saddi (via Enrico Toti, 24), lunedì alle 16:30 nell’ex aula magna del Dipartimento di Scienze politiche e sociali (viale Sant’Ignazio 78).

 

3 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Agenda (Pagina 21 - Edizione CA)
MEMO
Premio Marini.
Si svolgerà domani alle 16, nella sala consiliare dell’Università di Cagliari, la cerimonia di consegna del premio di laurea “Alessandra e Valentina Marini”. L’iniziativa dei coniugi Franco ed Elisabetta Marini vuole far conoscere ai più giovani e ai disinformati meno giovani la storia della beta talassemia major e dei soggetti sardi affetti da questa patologia.

 

4 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Medio Campidano (Pagina 29 - Edizione CA)
ARBUS
Borse di studio ai meritevoli: via al bando

Un fondo comunale di quasi quindicimila mila euro per 39 studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti. Anche quest'anno il Comune di Arbus bandisce una borsa di studio che potrà essere richiesta dai genitori dei ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado che hanno raggiunto la media dei voti a partire dal minimo di 7 sino al 10, escludendo il voto di religione.
Anche gli studenti universitari, purché laureati almeno con 100/110 entro il 31 dicembre degli anni 2017-2018, avranno un premio che va dai 500 ai 250 euro. Sarà attribuita inoltre una premialità di 5 punti ai giovani che hanno redatto la tesi di laurea su tematiche che puntano alla valorizzazione o allo studio del territorio. Fra i requisiti c'è l'obbligo della residenza nel Comune di Arbus; non essere beneficiari di altre borse di studio per lo stesso anno scolastico o accademico; avere un Isee che non superi i 20 mila euro (30 mila per gli universitari). Gli alunni dell'ultimo anno delle superiori sono ammessi al concorso a patto che proseguano gli studi. «È la risposta all'impegno che abbiamo assunto - ricorda il vicesindaco, Michele Schirru, 28 anni - di un premio ai ragazzi meritevoli e bisognosi. La prossima settimana il bando, entro dicembre la borsa di studio». (s. r.)

 

5 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'ANALISI
I nodi al pettine

Beniamino Moro
Il recente articolo di Matteo Renzi sul Corriere della Sera, in cui il leader di Italia Viva critica il governo per la timidezza nei suoi propositi di riduzione del cuneo fiscale, da un lato, e della spesa pubblica nell'acquisto di beni e servizi, dall'altro, ha suscitato reazioni anche piccate, che tuttavia non sempre centrano il vero problema delle coperture delle manovre finanziarie.
Tra le reazioni si sono distinte quella di Zingaretti («Ogni distinguo, ogni polemica, è un favore a Salvini») e quella del viceministro all'Economia, Antonio Misiani («Noi le tasse le vogliamo tagliare ora, non rinviarle al prossimo anno»). Sul piano tecnico, è stato fatto notare a Renzi che le coperture delle sue manovre, quand'era capo del governo nel triennio 2015-2017, sono arrivate in gran parte dalle famose clausole di salvaguardia, cioè in deficit spending e con l'impegno ad alzare l'Iva negli anni successivi.
Nella sostanza, il ragionamento di Renzi si basa sui seguenti punti. Primo, il previsto taglio di 2,5 miliardi di cuneo fiscale da parte dell'attuale governo è «un pannicello caldo», mentre il suo governo aveva tagliato le tasse sul lavoro (compresi gli 80 euro) di ben 22 miliardi nell'arco di un triennio. Secondo, per aumentare la domanda aggregata «occorre sbloccare il pacchetto da 36 miliardi di euro di investimenti pubblici tenuto fermo dai lacci della burocrazia e dall'inconcludenza politica». Terzo, dal lato della spesa, le coperture vanno trovate in una riduzione della spesa nell'acquisto di beni e servizi. (...) SEGUE A PAGINA 6

Regione (Pagina 6 - Edizione CA) SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
Renzi critica il governo giallorosso ma anche il suo esecutivo spese in deficit
TEMPO DI MANOVRA, TUTTI I NODI DELL'ECONOMIA VENGONO AL PETTINE

(...) Vale a dire al livello di quella sostenuta dal suo governo (circa 14 miliardi in meno) e in una rimodulazione del debito pubblico al posto delle aliquote Iva, occasione da cogliere ora che i tassi di rendimento dei titoli pubblici si sono notevolmente abbassati grazie alla caduta dello spread seguita alla formazione dell'attuale governo.
Con queste argomentazioni, Renzi ha posto il veto a una rimodulazione dell'Iva (aumento selettivo delle aliquote) per almeno 5 miliardi, suscitando l'accusa del premier Giuseppe Conte di essere stato “scorretto” proprio su Iva e cuneo fiscale. Anche per altri esponenti del governo, è stato facile osservare che anche la copertura dei famosi 80 euro, come si è detto, è stata fatta in deficit e con la garanzia delle clausole di salvaguardia sull'Iva, lasciate in eredità ai futuri governi. In altri termini, chi ha inaugurato la fase di scaricare sulle generazioni future il deficit spending previsto per gli anni correnti è stato proprio il governo Renzi e, a seguire, quelli di Gentiloni e del primo governo Conte. Adesso i nodi stanno arrivando al pettine, senza che nessuno dei tre governi in questione possa tirarsene indietro. Ciò detto, resta il fatto che anche la manovra dell'attuale governo è fatta quasi per intero in deficit spending, tant'è che nella recente Nota di adeguamento del Documento di economia e finanza (NaDef) viene indicato come il rapporto storico debito/Pil sia andato costantemente aumentando sino al 2019, mentre l'inversione verso il basso viene riportata per le previsioni degli anni futuri ed è destinata, come in passato, ad essere regolarmente disattesa dai dati a consuntivo.
Il problema è che la nostra classe politica non fa altro che assecondare il sentimento, molto diffuso non solo in Italia ma anche negli altri Paesi mediterranei, tendenzialmente favorevole alle politiche di deficit spending, secondo cui il problema della crescita economica si risolve stampando nuova moneta o chiedendola in prestito sui mercati. Nei Paesi Nord-Europei, invece, la parsimonia e il profitto diventano le principali linee guida del comportamento pubblico e privato, in contrapposizione alla spesa facile e all'indebitamento. In realtà, entrambe le posizioni, se estremizzate, creano problemi, mentre la misura giusta del deficit spending e dell'indebitamento pubblico sta nel mezzo, quando cioè il deficit stimola lo sviluppo senza però far crescere il debito in rapporto al Pil, che mette a rischio la stabilità finanziaria dell'intero sistema.
BENIAMINO MORO
UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

La Nuova Sardegna

 


LA NUOVA SARDEGNA

 

6- LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Sardegna - Pagina 7
Cagliari, l'archeologo Zucca immagina il futuro: «Ci sono le premesse per allargare l'area di scavo»
L'idea: un parco archeologico a Mont'e Prama

di Stefano Ambu
CAGLIARI Un parco archeologico per le perle del Sinis. L'idea è affascinante come un può esserlo solo un mistero. Ma per Gaetano Ranieri, geofisico, di misteri però ce ne sono pochi: quando il segnale del suo apparecchio a sedici canali dá un impulso forte, allora significa che lá sotto qualcosa c'è. Ranieri, ospite della Fondazione di Sardegna per la seconda puntata del suo "viaggio" nel sottosuolo del Sinis (la prima era andata in scena a Sassari il 23 a Sassari), questa volta ha parlato della sua passione di ingegnere al servizio della storia davanti a una sala gremita. Non si è soffermato sui risultati dell'ultima sessione di lavoro, quella che lascia intravedere sagome che possono essere interpretate come stanze, o come vie pavimentate e altri tesori che potrebbero aprire nuovi scenari su Mont'e Prama. Il geofisico ha voluto trasmettere tutte le emozioni che trasmette la ricerca. Dal primo amore per l'approfondimento archeologico scattato in nord Africa scannerizzando una foto: «Acquistata per l'equivalente di cento lire», ha raccontato. Sino alle ipotesi formulate insieme agli archeologi di fronte alle immagini trasmesse dal georadar. Con la gioia della conferma dopo che dalla terra sono spuntati magari prima un braccio e poi la testa di un gigante. E sull'immagine di una statua ritrovata proprio dopo un segnale inequivocabile ricevuto dal suo georadar, inevitabilmente, è scattato l'applauso. Una indagine certosina fatta di terreni passati al setaccio a meno di dieci chilometri all'ora, sotto il sole del Sinis. «L'autista - ha raccontato ieri Ranieri - consumava i pasti al volante». Intanto, a margine della conferenza, sembrano crescere le speranze sul fronte degli scavi, un'attività sospesa da tempo nel territorio di Cabras: «Abbiamo una campagna - ha detto Raimondo Zucca dell'Universitá di Sassari - che la Sovrintendenza e le Università della Sardegna dovranno avviare entro breve tempo. Quello che è stato trovato finora è noto. Certamente la continuazione degli scavi consentirà di avere nuovi elementi su Mont'e Prama e altro materiale che sarà sottoposto alla studio. Per il resto le indagini di Ranieri sono state di grandissimo interesse. Tutti avevano proposto un'idea molto più ridotta in quanto a dimensioni della preistoria e la protostoria della laguna di Cabras. Però le analisi del professor Ranieri sono andate al di là del velo d'acqua. E ci sono delle novità rilevanti anche nel villaggio di San Salvatore di Sinis. Ci sono poi le notizie relative alla futura spedita di mezzo milione per acquisire i terreni intorno a Mont'e Prama. Insomma, si possono creare le premesse per la creazione di un grande parco archeologico». Prima, però, sarà necessario perlomeno riprendere gli scavi e chiarire la questione degli espropri delle terre che gravitano attorno allo scavo. Senza parlare delle questioni legate alla nascita di una "fondazione" che dovrebbe gestire l'intero pacchetto archeologico e dell'esposizione delle statue, entrambe in divenire da anni.

 

7- LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Sassari - Pagina 25
All'università si parla di Dsa tra pregiudizi e inclusione
SASSARI Giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 nell'aula Segni di viale Mancini 5, è in programma il convegno "DSA: equità equivale a pari opportunità", organizzato dall'Aid (Associazione Italiana Dislessia) sezione di Sassari, in collaborazione con l'Università di Sassari.
L'evento formativo, incluso nella quarta edizione della Settimana Nazionale della Dislessia (in corso dal 7 al 13 ottobre), è gratuito, aperto a docenti, tecnici, studenti e genitori. Alla fine dell'incontro verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Con questo incontro, l'Ateneo intende proseguire l'opera di sensibilizzazione sui disturbi specifici dell'apprendimento, fornendo strumenti e stimolando riflessioni sempre più puntuali e approfondite sul tema dell'inclusione degli studenti con Dsa in ambito scolastico, universitario e lavorativo.
L'ateneo di Sassari sta svolgendo un'analisi sugli studenti con disturbi, documentati o sospetti, di apprendimento scolastico: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. L'obiettivo è migliorare la qualità di ausili e compensazioni, unitamente alle strategie didattiche di supporto nel percorso accademico fin dalle selezioni per l'accesso ai corsi.

 

8 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Sassari - Pagina 20
UNIVERSITÀ
Il braccio di ferro va avanti e l'ospedale veterinario resta chiuso

SASSARIAll'Università c'è già clima di elezioni, di passaggio di testimone tra un rettore e l'altro, le fazioni affilano le armi e il braccio di ferro per la chiusura dell'Ospedale Didattico Veterinario Universitario accentua la tensione. Per ora i vertici dell'Università e quelli della Clinica ci sono solo interlocuzione, ma niente disgelo. E sulle possibili soluzioni, da ambo le parti, c'è il massimo riserbo. Il rettore Carpinelli non intende rilasciare dichiarazioni, men che meno il direttore generale dell'Ateneo Nicoletti. Ma anche per lo staff di via Vienna la situazione è delicata ed è più prudente il silenzio. La situazione è la seguente: l'ospedale didattico universitario è chiuso da una settimana, e tutti gli utenti sono costretti a emigrare nelle altre strutture di Oristano o di Assemini. Le uniche attività che vengono ancora svolte a Sassari riguardano alcune emergenze per i cani randagi, raccolti feriti per strada. Ma per i clienti privati le porte dell'ambulatorio restano chiuse. Si tratta di una scelta drastica fatta dai veterinari. Il direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie Eraldo Sanna Passino aveva inviato al rettore Carpinelli un documento che elencava in maniera dettagliata le carenze della struttura e lamentava il mancato supporto da parte dell'Università. La principale criticità riguarda l'assenza di un amministrativo che sbrighi tutte le pratiche contabili dell'ambulatorio, dalla fatturazione delle prestazioni erogate, alle mansioni di cassa, pagamenti e resti. Tutte operazioni che sottraggono tempo prezioso allo staff medico, impegnato nelle cure degli animali o nella didattica per gli studenti dell'Università. Ancora non è chiaro quali siano le intenzioni dell'Università, ma è certo che in questo braccio di ferro ad andarci di mezzo sono gli animali e i loro proprietari, che si ritrovano senza un punto di riferimento in città.

 

9 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 9 ottobre 2019 / Sassari - Pagina 20
Una laureata in Giurisprudenza si è aggiudicata la borsa di studio in memoria delle vittime di Linate
"Inchieste aeronautiche": tesi premiata a Milano

SASSARI Maria Sanna, laureata in Giurisprudenza all'Università di Sassari, ha vinto una borsa di studio che il Comune di Milano ha dedicato alla memoria delle vittime della strage di Linate, avvenuta l'8 ottobre 2001. "Le inchieste aeronautiche" è il titolo del lavoro che la giovane dottoressa di Posada, nata a Nuoro trentuno anni fa, ha discusso l'8 luglio 2017 nell'Ateneo sassarese.Con il supporto del relatore Michele Comenale Pinto, Maria Sanna ha esaminato le modalità con le quali vengono svolte le inchieste nel settore aeronautico allo scopo di ricostruire le catene di errori che portano agli incidenti, in un'ottica di "safety", definita come sicurezza contro i rischi intrinseci.Il fatto che in concomitanza con le indagini sulla "safety" si svolgano le inchieste giudiziarie, può condurre gli operatori coinvolti a tenere un atteggiamento reticente, che non aiuta sicuramente a prevenire futuri errori. Rovesciare questa visione è l'intento della "Just culture", un concetto anglosassone fondato su un approccio positivo e non sulla cultura della colpa. Un argomento complesso che secondo la giuria del premio milanese, Maria Sanna ha affrontato in modo lodevole. «Il Candidato ha svolto una tesi incentrata sulle inchieste tecniche degli incidenti aeronautici - questo si legge nelle motivazioni che hanno portato la giuria a scegliere la vincitrice - Il lavoro svolto è senz'altro di ottima qualità, pertinente al bando poiché si focalizza sia sulla sicurezza (indicando lodevolmente il principio della safety legato alla just culture) che sulla prevenzione».E ancora: «Di particolare pregio il richiamo attuale agli accordi stipulati tra l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) e le Procure per la risoluzione dei rapporti tra inchiesta tecnica e inchiesta giudiziaria».«Questo riconoscimento non me lo aspettavo. Mi ha riempito di orgoglio e mi ha ripagato delle fatiche di quel periodo», ha commentato Maria Sanna. La consegna del premio a lei e all'altro vincitore (Luca Bertoni del Politecnico di Milano) avverrà prossimamente a Milano.

 

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