UniCa UniCa News Press review Mercoledì 18 settembre 2019

Mercoledì 18 settembre 2019

18 September 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 

1 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 26 - Edizione CA)
PULA. Il via domani a Casa Frau
Convegni, visite guidate e il pranzo romano: ritorna PulArchàios

Convegni, visite guidate e il tradizionale pranzo romano: torna PulArchàios, la rassegna organizzata dall'assessorato alla Cultura che fa da cornice alla campagna di scavo condotta dagli archeologi a Nora. Prende il via domani alle 19, a Casa Frau, con la presentazione del volume “Nora: i sistemi di approvvigionamento idrico”, la 15ª edizione del cartellone di appuntamenti che accompagna il lavoro delle Università di Genova, Milano, Padova e Cagliari. Venerdì alle 20, invece, si terrà il convegno di Marco Giuman dell'Università di Cagliari intitolato “Nora ex area militare: nuovi dati della campagna di scavo 2019”. Sabato, alle 18,30, seminario organizzato dall'Università di Padova e Atena sulla “Tutela e promozione del sito archeologico di Nora”. Il 25, dalle 9 alle 15, spazio alle visite gratuite a Nora per turisti e residenti: per l'occasione sarà possibile visitare la nuova area dell'antica città venuta alla luce dopo l'ultima campagna di scavo. Il 26, alle 19, Giorgio Bejor coordinerà il convegno sugli “Scavi dell'Università di Milano a Nora: realtà archeologiche, ipotesi e suggestioni”. L'ultimo convegno si terrà il 27 alle 19: gli archeologi dell'Università di Genova cureranno “Tra patina e mortarium. La romanizzazione privata delle élites di Nora”. Come da tradizione, a chiudere la rassegna sarà il “Romanum Convivium”, il banchetto romano con i figuranti e l'ambientazione storica a cura degli studenti dell'Istituto alberghiero Azuni di Pula, con la collaborazione della Pro loco e dell'Ufficio turismo e cultura. Massimiliano Zucca, 50 anni, assessore alla Cultura, spiega l'obiettivo del programma: «Da quando è nata questa rassegna punta a raccontare ai cittadini le scoperte effettuate dagli archeologi nell'antica città di Nora, un modo per rendere le informazioni di carattere scientifico fruibili anche ai non addetti ai lavori. Come ormai avviene da quindici anni, saranno i piatti cucinati secondo il ricettario di Apicio a chiudere la rassegna: un modo originale per mostrare l'arte culinaria dell'antica Roma».
Ivan Murgana

 

2 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Agenda (Pagina 21 - Edizione CA)
AMBIENTE. AL VIA OGGI IL CONGRESSO DI AIIAD E UNIVERSITÀ
Ricercatori italiani e stranieri a congresso per tutelare e valorizzare la trota sarda

Comincia oggi, nella sala dell'Anfiteatro di via Roma, e si conclude venerdì il congresso tematico dell'Associazione italiana ittiologi di acque dolci (Aiiad), organizzato dall'Università di Cagliari in collaborazione con l'assessorato regionale della Difesa dell'ambiente. Il tema è la “Biodiversità dei salmonidi mediterranei: dalla sistematica alla conservazione”.
GLI OBIETTIVI  Il congresso vuole portare la comunità scientifica attorno ad un tavolo comune per confrontarsi sulla biodiversità e sistematica, biologia, ecologia ed etologia, gestione e conservazione dei salmonidi in Italia, con il fine ultimo di esaltare non soltanto gli aspetti scientifici e conservazionistici ma anche culturali, turistici e socioeconomici.
L'UNIVERSITÀ  Il Dipartimento di scienze della vita e dell'ambiente (Disva) da oltre 20 anni è in prima linea sul fronte della ricerca nell'ambito degli ecosistemi dulciacquicoli, della loro conservazione e salvaguardia, con il fine ultimo di preservare la trota nativa sarda quale importante patrimonio naturale e culturale per l'Isola.
GLI INTERVENTI  In particolare, dal 2016, in collaborazione con l'assessorato della Difesa dell'ambiente, il gruppo di ricerca guidato da Andrea Sabatini ha intrapreso una ricerca applicata relativa alla consistenza delle popolazioni salmonicole nel territorio sardo. In seguito ad una pluriannuale ed intensa attività di campionamento e analisi genetica effettuata sulle popolazioni di salmonidi, è stato possibile migliorare le conoscenze sulla composizione specifica delle popolazioni esaminate. In particolare, sono state individuate tre nuove popolazioni di salmo cettii geneticamente pure, già oggi oggetto di tutela e valorizzazione, favorendo la conservazione dei rifugi ecologici per questa specie endemica in pericolo critico di estinzione.
IL PANNEL  Al congresso prendono parte ricercatori sia italiani che internazionali, studiosi dei diversi ambiti della ricerca rivolta ai salmonidi. La rilevanza dei temi che saranno trattati punta a portare ricadute importanti per la Sardegna (ad esempio problemi legati alla gestione delle risorse idriche e ad attività illegali di pesca).

 

3 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Regione (Pagina 10 - Edizione CA)
AMBIENTE. Ricercatori e volontari in campo. L'ipotesi: 2500 esemplari
TUTTI I CERVI DI GUTTURU MANNU
Concluso il censimento all'interno dei 20mila ettari del parco

L' urlo scuote il bosco e rompe il silenzio della notte. È il richiamo della foresta, è la voce del maschio che invoca le femmine. È il bramito rauco e potente che permetterà ai ricercatori di capire quanti siano i cervi che vivono nella selva. Per due sere consecutive, dalle venti alle ventidue, il parco regionale di Gutturu Mannu è stato teatro del nuovo censimento. Duemila, forse tremila animali. È solo un'ipotesi.
L'INDAGINE  Per conoscere i numeri esatti, o quanto meno le cifre attendibili, bisognerà attendere ancora qualche settimana, quando i dati raccolti dagli esperti del parco guidato dal biologo Carlo Murgia (già responsabile per anni dell'oasi di Monte Arcosu ed ex presidente dell'Ente foreste), dagli specialisti di Forestas, da molti volontari, da studenti del Dipartimento di Scienze della vita e dell'ambiente saranno confrontati ed elaborati. Solo allora si conoscerà l'esatta consistenza della popolazione che insiste sui ventimila ettari del parco regionale di Gutturu Mannu, il compendio ambientale che racchiude i territori di ben dieci comuni, i centri che hanno aderito al progetto e permesso, nel 2014, di arrivare all'istituzione di questa grande “oasi” naturalistica. «Ai tradizionali partecipanti impegnati nel censimento dei cervi, ho voluto inserire anche i cacciatori, gli iscritti a diverse compagnie di caccia grossa di Santadi, Pula, Teulada. E questo per far capire che il parco non è e mai sarà un'entità staccata alle attività umane. Con i cacciatori, anzi, vorrei davvero avviare un rapporto di strettissima collaborazione», dice Carlo Murgia.
LA SCELTA  Il metodo utilizzato per la conta dei cervi è quello tradizionale, sfruttato sin dal 1990 da Enea Beccu (storico capo forestale) e Cecilia Fassò (dirigente Forestas) e successivamente da Luciano Cicognani e Franca Monti di Sterna e da Mario Lucchesi del Corpo forestale dello Stato. Per trent'anni ha garantito risultati attendibili, fondamentali nella gestione del piano di ripopolamento del Cervus elaphus corsicanus, la specie che negli anni Settanta era praticamente scomparsa nell'Isola.
LA TECNICA  «Ogni postazione è formata da due operatori che dispongono di schede e bussola. Il lavoro vero e proprio inizia quando senti il bramito del maschio. Bisogna prestare attenzione alla provenienza, riuscire, e questo è l'esperienza a permettertelo, a capire, ad orecchio, la distanza. Informazioni che vanno segnate sulle schede. Il resto del lavoro si fa a tavolino, confrontando i dati per evitare le sovrapposizioni. Per esempio se due postazioni abbiano raccolto il bramito di uno stesso cervo maschio», spiega il direttore.
IL FUTURO  È l'anno zero per Gutturu Mannu visto che il Parco, pur istituito nel 2014, non aveva ancora iniziato ad operare. Mancava la nomina del direttore. «La conta dei cervi è importante per la conservazione della specie ma anche per la gestione del bosco. Questo ci permetterà di capire quanto consistente sia la pressione dei cervi sull'ambiente, come faremo per i daini, i cinghiali e le capre. Proprio con gli allevatori di capre vorrò lavorare, far diventare questo comparto compatibile col parco. Si interverrà per creare un distretto rurale che valorizzi l'allevamento e i prodotti di nicchia marchiati Gutturu Mannu».
Andrea Piras

4 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Prima Economia (Pagina 14 - Edizione CA)
IL CONVEGNO
Farmacisti: un presidio per i paesi

Due giorni di confronto e approfondimento per i farmacisti della Sardegna, ma anche l'occasione per conferire il “Caduceo d'oro” ad Anna Maria Fadda, farmacista, direttrice del Dipartimento di Scienze della vita e dell'ambiente dell'Università di Cagliari. Questo il significato della manifestazione di domenica prossima - alle 9.30 all'Horse Country Resort di Arborea - dagli Ordini dei Farmacisti di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano, che sarà preceduta, il giorno prima, da una seduta del Comitato centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, aperto ai Consigli delle rappresentanze provinciali dell'Isola. Per il presidente dell'Ordine, Gianfranco Picciau, «è un segno di quanto la politica della Federazione, sotto la guida del presidente Andrea Mandelli, sia attenta alle specificità del territorio, alle diverse criticità ed esperienze delle diverse aree del paese. Un tema che riporta direttamente alla Sardegna, dove nei piccoli comuni e nelle aree rurali la farmacia rappresenta il solo presidio sanitario di prossimità disponibile. Il convegno si apre con gli interventi di Mandelli e dell'assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu.

5 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Agenda (Pagina 21- Edizione CA)
DIARIO CITTADINO
Scena del crimine: il seminario

“Dal sopralluogo all’esame di laboratorio. Ipotesi di lavoro sulla scena del crimine”, questo il titolo del seminario che si terrà oggi a partire dalle 9.30 in Cittadella universitaria (aula D del blocco D1). La conferenza sarà tenuta dal commissario tecnico capo Jacopo Bonucci, direttore del laboratorio di indagini forensi della Polizia scientifica per la Sardegna, con l’intervento del vice ispettore Alessio Tidili, responsabile dell’area sopralluoghi.

6 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 18 settembre 2019 / Regione (Pagina 7 - Edizione CA)
Demuro: giusta la battaglia, ma vedo poco entusiasmo in Parlamento
«L'INSULARITÀ RAFFORZA L'AUTONOMIA»

L'insularità può essere il corroborante giusto per dare un nuovo smalto all'autonomia sarda: «Insieme alla cultura e alla lingua è il fattore su cui fondare la nostra specialità», dice Gianmario Demuro, professore ordinario di diritto Costituzionale e assessore agli Affari generali - tra il 2014 e il 2016 - della Giunta Pigliaru.
Il principio di insularità fino al 2001 era sancito dalla Costituzione. Perché venne eliminato?
«Con la riforma del Titolo V si è introdotta una formula più ampia, che non esclude l'insularità, e che obbliga la Repubblica a intervenire per rimuovere gli squilibri economici e sociali».
Un impegno solenne: in concreto però si sono mai visti cambiamenti.
«La prospettiva del nuovo articolo 119 era quella dell'Italia unita: era la chiave della riforma costituzionale, che non è mai stata attuata fino in fondo».
Lei è d'accordo sull'inserimento del principio di insularità nella Costituzione?
«Sì, sarebbe un ottimo spunto per marcare le differenze tra i territori e dare più vigore all'autonomia regionale. Così si rinforzerebbe la Repubblica. C'è però una cosa che non ho ben capito».
Quale?
«La battaglia è giusta e viene condotta da tanti miei amici. Ma non so se il dibattito interessi al Parlamento. Non vedo entusiasmo».
In Spagna il Governo ha appena approvato un regime speciale per le Baleari. E nella loro Costituzione c'è il principio di insularità.
«La carta costituzionale spagnola è del 1978 ed è stata scritta guardando la nostra, che ovviamente non era ancora stata riformata».
Ma se hanno copiato da noi, perché solo loro sono riusciti a raggiungere il traguardo?
«Qualunque cosa sia prevista nella Costituzione ha bisogno di politiche pubbliche per essere attuata. E di risorse economiche».
Dove è il confine tra assistenzialismo e diritti legati a una condizione di svantaggio?
«Il confine è il federalismo fiscale. Devo avere risorse certe per poter programmare gli interventi. In questo senso la Corte costituzionale, con la sentenza sugli accantonamenti, è stata illuminante».
Cosa ha stabilito?
«Dice che nel calcolo degli accantonamenti si deve tener conto degli svantaggi strutturali permanenti, dei livelli di reddito pro capite e dei costi dell'insularità. Per la prima volta si riconosce che il nostro essere isola comporta spese in più rispetto alle altre regioni».
Quella dell'insularità è una battaglia da sostenere anche a livello europeo?
«Certo. Quando l'Ue prende decisioni sugli aiuti di Stato deve tener conto degli svantaggi competitivi dei territori come il nostro. Per questo motivo Francesco Pigliaru lavorò alla realizzazione di una regione europea unica insieme alla Corsica e alle Baleari. È un'idea interessante, abbiamo problemi comuni. Insieme potremmo essere più forti».
Michele Ruffi

La Nuova Sardegna

 


LA NUOVA SARDEGNA
 
7 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 18 settembre 2019 / Speciale - Pagina 6
Sassari. Domani il concerto, venerdì replica a Porto Torres
L’ATENEO OMAGGIA RHEINBERGER  L’appuntamento è frutto della collaborazione tra il Coro e l’Orchestra sinfonica della Cattolica di Eichstätt, in Baviera

di Luisa Satta
Università di Sassari offre domani alla città il concerto sinfonico-corale “Note oltre i confini: Musica che Unis(s)ce” frutto della collaborazione tra il Coro di ateneo e l’Orchestra sinfonica dell’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt, in Baviera. La volontà di dar vita a un progetto congiunto ha portato alla proposta di organizzare un evento in Sardegna, invito che è stato raccolto con entusiasmo dall’orchestra tedesca. La scelta del programma è caduta sulla Messa in do maggiore di J.G. Rheinberger, una composizione in grado di coniugare il lavoro del coro e dell’orchestra in maniera ottimale. Sebbene Rheinberger abbia prodotto una grande mole di musica sacra, la Missa in C, op. 169 per solisti, coro misto e orchestra, è il suo unico contributo al genere delle Messe in versione orchestrale. La particolarità dell’opera risiede nel fatto che le voci soliste non emergano individualmente, ma siano state trattate come se fossero invece un piccolo ensemble. La partitura per il quartetto di solisti si inserisce all’interno di quella del coro, alla quale peraltro è molto simile, svolgendo la funzione principale di cambiare la tessitura del suono rispetto a quello della parte per “tutti”. La Messa verrà eseguita da un’orchestra composta da 42 elementi e da un insieme corale costituito dal Coro dell’Università di Sassari in collaborazione con il Coro Polifonico Turritano e il supporto del Coro Santa Croce. Collaborazione già in atto da diversi anni e che ha portato a inserire la Messa anche all’interno della programmazione del XXXVI Festival Internazionale “Voci d’Europa”, organizzato dal Coro Polifonico Turritano con concerti in sparsi per tutto il Nord Sardegna e quest’anno anche a Barcellona. Gli appuntamenti sono pertanto due: il primo domani nella chiesa di Santa Maria di Betlem (ore 21), avrà la direzione del M° Uwe Sochaczewsky, Direttore dell’Orchestra Sinfonica tedesca, e sarà preceduto dall’esecuzione di brani scelti da L’Arlésienne di Bizet; il secondo, venerdì 20 nella basilica di San Gavino a Porto Torres (ore 21.30), sarà invece diretto dal maestro Laura Lambroni (direttore artistico del Coro dell’Università di Sassari e del Coro Polifonico Turritano) e verrà anticipato dall’esibizione del coro spagnolo Casual Quartet. Ingresso libero.

 

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