Martedì 6 agosto 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
06 August 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di martedì 6 agosto 2019 / Agenda (Pagina 20 - Edizione CA)
SPORTELLO UNIVERSITARIO
Il servizio di counseling psicologico resterà chiuso per ferie nel periodo dal 12 al 25 agosto. Le richieste d’accesso al servizio pervenute durante la pausa estiva potranno quindi essere accolte a partire dal prossimo 26 agosto.

2 - L’UNIONE SARDA di martedì 6 agosto 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 23 - Edizione CA)
VILLASOR 
Centro storico, approvato il nuovo piano

Villasor ha un nuovo piano particolareggiato del centro di antica e prima formazione (quello che un tempo era chiamato più semplicemente centro storico). Il via libera all'importante strumento urbanistico che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe «rilanciare il nucleo storico dell'abitato», arriva dal Consiglio comunale. «Abbiamo approvato in via definitiva il piano particolareggiato», annuncia il sindaco Massimo Pinna. «Si tratta di un grosso passo avanti che consentirà il rilancio dell'edilizia locale, apportando vantaggi ai cittadini e di conseguenza all'economia sorrese».
Dopo 6 anni di gestazione, il piano è quindi realtà. Grazie al lavoro di gruppi di tecnici fra ingegneri e architetti, con un metodo di progettazione partecipata. «Al piano particolareggiato ha contribuito anche un pool di sociologi dell'Università di Cagliari che ha lavorato alla ricerca dei bisogni della popolazione, tradotti poi in soluzioni concrete dai tecnici», spiega Paolo Cappai, responsabile dell'area tecnica del Comune. Il nuovo piano si è reso necessario a seguito della riscrittura dei confini (il nuovo perimetro, infatti, si estende oltre la zona A delineata dal Programma di fabbricazione vigente, andando a includere zone urbanistiche B0 e B1) del centro storico dell'abitato. Ancora il sindaco Pinna. «I vincoli nel centro storico restano, ma il nuovo strumento consentirà a tutti ristrutturazioni e costruzioni che riporteranno i sorresi, e non solo, a vivere in centro». Dopo l'approvazione in Consiglio è ora previsto l'inoltro del piano approvato e modificato sulla base delle osservazioni all'ufficio di tutela del paesaggio della Regione. Dopo l'approvazione paesaggistica e la pubblicazione sul Buras il piano particolareggiato del centro storico di Villasor entrerà in vigore. 
Ignazio Pillosu

3 - L’UNIONE SARDA di martedì 6 agosto 2019 / Regione (Pagina 5 - Edizione CA)
LA POLEMICA. Botta e risposta
Centro di salute mentale, gelo psichiatri-psicologi

«È sorprendente per la sua pericolosità, la semplicità e l'apparente naturalezza con cui gli psicologi sostengono il loro diritto naturale a sostituire gli psichiatri nella direzione dei Centri di Salute mentale. Sorprendente perché mai fino ad oggi avevano rivelato tanto scomposta e scientificamente falsa ambizione professionale, pericolosa perché intende intercettare la buona fede dei cittadini facendo credere loro che le due professioni e le due lauree siano uguali». La risposta di Graziella Boi, psichiatra, direttrice del Centro per il trattamento dei disturbi psichiatrici correlati ad alcol e gioco d'azzardo, non si è fatta attendere. Ed è molto chiara: «Anche i geometri, come gli architetti e gli ingegneri sono professionisti dell'edilizia civile abitativa, come i ragionieri lo sono nel settore economico, ma nessuno si sognerebbe mai di dire che sono sovrapponibili gli uni agli architetti e agli ingegneri e gli altri ai commercialisti o ai tributaristi. Comprendo - sottolinea Boi - le difficoltà occupazionali degli psicologi, pur tuttavia la ricerca di un'occupazione pubblica non può farsi in danno della salute psico-sociale e relazionale delle persone malate». E aggiunge: «Dirigere un Centro di Salute Mentale significa possedere competenze culturali ed esperienze professionali e non basta il corso di laurea in psicologia, né la professione di psicologo per colmare il gap di qualità con gli psichiatri. Non nego che gli psicologi concorrano al trattamento dei malati psichiatrici, ma altra cosa è voler assumere un ruolo guida in un Centro di Salute Mentale, che per essere condotto col fine di aiutare i malati necessita di quelle competenze a cui hanno rinunciato scegliendo di fare gli psicologi - cinque anni di studio - invece che gli psichiatri - undici anni di studio». L'affondo: «Come farebbe uno psicologo a organizzare la miglior assistenza a chi è affetto da disturbi schizofrenici che necessitano di terapie farmacologiche continue, di un Tso ove è per legge prevista la proposta e poi la convalida da parte di due psichiatri, oppure dirigere una Rems (Residenza per esecuzione di misure di sicurezza), come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca, oppure agire in prima persona nella fase di scompenso di persone autori di reato dovendosi utilizzare farmaci di cui non hanno nessuna competenza né culturale né esperienziale. Non hanno conoscenza medico-scientifica in ambito di diagnostica Clinica e di Neuropsicofarmacologia. Si impegnino perché vengano banditi i concorsi per il loro profilo professionale. Noi li sosterremo».


4 - L’UNIONE SARDA di martedì 6 agosto 2019 / Commenti (Pagina 13 - Edizione CA)
Psicologi e psichiatri
Mi sento in dovere di scrivere alcune considerazioni a proposito della “guerra tra psicologi e psichiatri” per evitare pericolosi equivoci nell'opinione pubblica e soprattutto per gli ammalati.
“Ne supra crepidam sutor iudicaret” è la famosa frase di Plinio il Vecchio attribuita al pittore greco Apelle che così si rivolse ad un ciabattino un po' troppo presuntuoso. Tanto per chiarire, il psichiatra è un laureato in Medicina e Chirurgia (sei anni di studi molto severi) ed abilitato, tramite esame di stato, all'esercizio della professione medica, quindi specializzato in Psichiatria (cinque anni di studi altrettanto severi). La laurea in Psicologia può invece essere conseguita semplicemente, dopo la maturità, con corso di studi di quattro anni. Che piaccia o no in Italia solo il medico e nessun altro è autorizzato a fare diagnosi e terapia e la psichiatria si occupa appunto di fare diagnosi e terapia nelle malattie mentali. Tra le due cose, quindi non a caso, c'è una profonda differenza. Pertanto i centri di igiene mentale, che si occupano soprattutto di malati psichiatrici, devono, nell'interesse degli stessi, essere diretti da uno psichiatra.
Giorgio Cabras

 

La Nuova Sardegna

 


LA NUOVA SARDEGNA
 
 

5 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 6 agosto 2019 / Lettere e commenti - Pagina 29
L’INTERVENTO
SARDEGNA MUTA MENTRE IL NORD FA LA SECESSIONE

di Salvatore Mura, Università di Sassari
Nel 2006 Pietro Soddu pubblicava un libro intitolato L'autunno dell'autonomia. Ora, però, durante l'estate del 2019, sembra che si sia aperta una nuova stagione: l'inverno dell'autonomia sarda. Ed è uno strano scherzo della storia che questo avvenga circa un secolo dopo la maturazione, all'indomani della Grande Guerra, della nostra contemporanea coscienza autonomistica e settant'anni dopo la prima riunione del Consiglio regionale. Paradossale che possa accadere con un esponente del Partito sardo d'azione alla presidenza della Regione. La mancata reazione della Sardegna all'avanzata dell'«autonomia regionale differenziata» è inquietante. È il segno che il rapporto dei sardi con la propria autonomia è cambiato profondamente. Domina soprattutto il silenzio, senza incontrare forti ed evidenti resistenze né nel mondo politico, né in quello giornalistico, né in quello accademico. La Lombardia, il Veneto, in modo diverso anche l'Emilia Romagna (ma sono pronte ad accodarsi Liguria e Piemonte) pretendono di trattenere una quota assai significativa di entrate erariali per migliorare i propri servizi (sanità, scuola ecc.). Trattano direttamente con l'uomo più forte del governo, il vicepremier Salvini, che si fa garante degli interessi del Nord e sembra pronto a tirare la corda, sino alla crisi di governo. Le istituzioni regionali riconquistano il centro della scena politica nazionale. Un minimo di dibattito, considerata l'importanza del tema, dovrà pur esserci anche in Sardegna. Sarà la «secessione dei ricchi»: così l'ha definita in un libro di successo l'economista Gianfranco Viesti, che argomenta come questa riforma porterà alla differenziazione dei cittadini in base alla loro appartenenza territoriale, in contrasto con la nostra Costituzione. Il divario che oggi separa il Sud dal Nord diventerà pressoché incolmabile. La qualità della vita sarà sempre più diversa. La solidarietà nazionale si avvierà verso il tramonto. È un passaggio epocale, secondo Viesti. «Non c'è nulla di nuovo», replica l'autorevole costituzionalista Roberto Bin. A suo giudizio il meccanismo dell'autonomia differenziata sarebbe in atto da tempo, non dipenderebbe dalla Lega, ma avrebbe compiuto un passo avanti già con il governo Gentiloni. «Si tratta di riconoscere alcune competenze amministrative (che necessariamente si portano dietro le competenze legislative) in specifiche materie». Quando la gestione passa dallo Stato alla Regione, passano anche i costi. L'eguaglianza dei diritti dei cittadini deve essere garantita non impedendo alle regioni del Nord di migliorare ancora le loro prestazioni, ma modificando e adeguando il ruolo dell'amministrazione centrale dello Stato, che dovrebbe intervenire, quando, ad esempio, al Sud i finanziamenti non producono gli stessi risultati che al Nord (come mostra il cosiddetto turismo sanitario).Il problema, comunque, va affrontato sul piano politico. Non si comprende bene perché il Consiglio regionale della Sardegna, la Giunta, il presidente Solinas e i partiti, nessun escluso, trascurino il dibattito sul nuovo assetto del regionalismo italiano, né si sentano particolarmente coinvolti. Anche se i massimi esponenti politico-istituzionali della nostra isola fossero concentrati sull'inserimento dell'insularità in Costituzione e sulla preparazione della battaglia per la riscrittura dello Statuto speciale, come previsto dal programma dell'attuale maggioranza di centro-destra, dovrebbero esprimersi su una questione che avrà, sicuramente, delle conseguenze sui sardi. Le probabilità che la Sardegna ottenga l'agognata insularità in Costituzione e in un tempo relativamente breve abbia un altro Statuto migliore di quello attuale sono in realtà bassissime. Vale la pena provarci, perché lo Statuto è superato in molte parti e non tocca temi importanti (ad esempio, le servitù militari e l'economia digitale), ma si tratta di un'operazione assai complicata, fallita diverse volte, anche quando in Parlamento i rappresentanti della Sardegna erano ben più influenti di quelli attuali.

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