Martedì 2 luglio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
02 July 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
 
1 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Prima Economia (Pagina 12 - Edizione CA)
Camera di commercio
SERVIZI DIGITALI PER LE IMPRESE

Un confronto su start up e servizi digitali tra le imprese del territorio e i ricercatori dell'Università di Cagliari. È successo alla Cittadella di Monserrato in occasione di Unica&Imprese e CeSar OpenDay. Qui la Camera di commercio di Cagliari ha fatto conoscere i propri servizi di ultima generazione: dal supporto alla compilazione del Selfie 4.0, ovvero il questionario di autovalutazione sulla maturità digitale dell'impresa, all'identità digitale, dallo Spid al cassetto digitale dell'imprenditore fino alla fatturazione elettronica. L'ente camerale ha partecipato alla conferenza “Servizi e opportunità per le imprese-Digital transformation” con gli interventi di Cristiano Erriu, direttore del Centro servizi per imprese, Roberto Soliola, Manageritalia Sardegna, e Alberto Scanu, Digital Innovation Hub.

 

2 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Sulcis Iglesiente (Pagina 27 - Edizione CA)
IGLESIAS. Con docenti e studenti di diverse università italiane e internazionali
Paesaggi minerari, ritorna il workshop internazionale:
una settimana di studio e ricerca per nuove idee di sviluppo

È stato presentato, ieri pomeriggio, nella sede del Consorzio Ausi di palazzo Bellavista, a Monteponi, il quinto laboratorio internazionale di architettura e paesaggio “Paesaggi Minerari”.
Alla conferenza di presentazione, oltre ai numerosi studenti e docenti, giunti da diverse università italiane, europee e del Sud Africa, erano presenti il professor Giorgio Peghin (Università di Cagliari), direttore e coordinatore scientifico del progetto, Mauro Usai, presidente del Consorzio Ausi e sindaco di Iglesias, Debora Porrà, sindaco di Villamassargia.
L'obiettivo del progetto riguarda la riqualificazione dei siti minerari e industriali dismessi, che, in passato, hanno rappresentato l'economia principale del territorio. «Lavoriamo in questi luoghi straordinari e affrontiamo diverse tematiche che, oltre all'aspetto architettonico e paesaggistico, comprendono diversi altri temi di fondamentale importanza, tra cui quello ambientale, con le bonifiche e l'archeologia industriale. - spiega Giorgio Peghin - Sarà una settimana di studio e ricerca sul territorio dove saranno prodotte tante idee, documentate e pubblicate, in prospettiva di un rilancio produttivo del territorio».
L'ingresso di Villamassargia al Consorzio Ausi, votato all'unanimità nell'ultimo Consiglio comunale, è commentato dal sindaco Porrà: «Condividiamo le finalità di supporto alla ricerca scientifica che l'Ausi svolge, fondamentale per il miglioramento della nostra comunità». Conclude Mauro Usai: «La ricerca scientifica è fondamentale per il territorio e l'Ausi si conferma un polo d'eccellenza. Un importante finanziamento di 500 mila euro, permetterà l'avvio di nuovi corsi didattici entro l'anno».
Angelo Cucca

 

3 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Agenda (Pagina 20 - Edizione CA)
DIARIO CITTADINO
Ateneo, Centro per la didattica

Oggi alle 15.30 la rettrice Maria Del Zompo inaugura il Centro di servizio di Ateneo per la didattica e l’inclusione nell’alta formazione delle professionalità educative, nei locali della facoltà di Studi umanistici.

4 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Agenda (Pagina 20 - Edizione CA)
MEMO
Mobilità sostenibile

Giovedì dalle 15 nell’aula Alfa della facoltà di Ingegneria e Architettura è in programma Codesign, un’iniziativa durante la quale si potrà progettare un gioco con l’obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile in città.


5 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Prima Cagliari (Pagina 16 - Edizione CA)
LO STUDIO. Livellare l'arenile con le ruspe è una pratica deleteria nell'ottica della conservazione della spiaggia
MAREGGIATE ED EROSIONE: ALLERTA MASSIMA

Laboratorio universitario per prevedere l'avanzamento del mare con quattro giorni d'anticipo
Studiare livelli di profondità a ridosso della costa, movimento e tipo di sabbia sopra e sotto il mare, conformazione del fondale. Analisi che ha l'obiettivo di creare un sistema di allerta utile a prevenire mareggiate che causino inondazioni. L'allarme scatterebbe con un anticipo di almeno quattro giorni: così, per esempio, si potrebbero evitare danni alle infrastrutture e attrezzature che insistono sul Poetto. L'acqua, del resto, in futuro potrebbe arrivare ben più all'interno: con l'eliminazione della posidonia, l'uso di strumenti moderni per la pulizia dell'arenile e l'edificazione costante «si abbassa il profilo della spiaggia e basterà un'onda di un metro» perché il mare prenda il sopravvento», spiega Sandro Demuro, docente di Geografia fisica e Geomorfologia, morfodinamica e conservazione dei litorali all'Università cagliaritana.
LA BANCA DATI DELLE SPIAGGE  Le conseguenze delle «buone e cattive pratiche» dell'uomo sulle coste della Sardegna, e del capoluogo in particolare, sono state illustrate ieri all'inaugurazione del “Medcoastlab”, il nuovo laboratorio in via Riva di Ponente nel quale confluiranno i dati raccolti negli ultimi tre anni (e nei prossimi tre) da un gruppo di lavoro composto da docenti dell'Università di Cagliari, Pisa, Ferrara e Auckland in Nuova Zelanda all'interno del progetto “Neptune 2”, che studia i processi di erosione, trasporto e sedimentazione assieme ai Battellieri cagliaritani e alla coop Sardegna progetta. Il Medcoastlab, inaugurato alla presenza di Massimo Deiana (presidente dell'Autorità portuale), del pro rettore Francesco Mola e del sindaco di Quartu (Stefano Delunas), è la banca dati col Dna geologico-morfologico delle spiagge.
GIORGINO E IL POETTO  È stata cartografata l'area tra Villa D'Orri e Margine Rosso e sono stati studiati e catalogati 1.200 campioni di sabbia. In Sardegna sono «in forte modificazione 160 chilometri di spiaggia», ha detto Demuro, e pur non essendoci «segnali di innalzamento del livello del mare» nell'Isola «occorre essere prudenti». I problemi principali sono «l'uomo» e i suoi «interventi spesso scoordinati». Un esempio illuminante: sino agli anni Quaranta la sabbia di Giorgino grazie al mare finiva su una spiaggia all'altezza dello stadio Sant'Elia e da lì, coi venti, arrivava al Poetto, che riceveva nuova linfa anche dai cedimenti del costone della Sella del Diavolo. La prima strada ora è bloccata una una barriera artificiale, l'altra dall'impianto sportivo. Dunque, il male «non sono i fenomeni naturali». L'odiata posidonia protegge l'arenile: livellarlo, magari con le ruspe, «è una pessima pratica e crea l'erosione ben prima dell'inondazione». Di questo passo «tra dieci anni non ci sarà più una spiaggia così, altro che inondazione».
LE CORRENTI  Ecco la necessità di uno studio con l'uso anche di «telecamere e boe oceanografiche» per «capire come si muovono le correnti». Sfruttando anche il ripascimento del 2002, che tanti danni ha creato («oggi è tornato l'equilibrio»): è una sabbia diversa da quella preesistente ed è stato possibile tracciarne gli spostamenti. È arrivata al Margine Rosso. Tornerà?
Andrea Manunza

 


6 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / IL CLIMA. L'aumento di temperature e le tempeste faranno sparire parte della terraferma
L'esperienza della Nuova Zelanda, dove le onde fanno paura
Già da decenni ci si è accorti che in Sardegna le spiagge erano in pericolo. «La presenza dell'uomo era eccessiva», ha spiegato Sandro Demuro, che ha indicato la spiaggia Rosa di Budelli nell'arcipelago della Maddalena come esempio più evidente di una «pressione» insostenibile. «Non si capiva la fragilità del sistema». Ma se in Sardegna ancora non si hanno «segnali di innalzamento del livello del mare», in altre parti del mondo il fenomeno è più evidente e comincia a creare timori nelle popolazioni. «In Nuova Zelanda fa paura», conferma Giovanni Coco, docente della “School of environment” dell'Università di Auckland, componente del progetto Neptune nel quale si occupa dell'impatto delle onde e della creazione di un sistema di previsione di inondazione costiera. Spiegando quali possano essere i rischi dell'aumento della temperatura globale e del comportamento scriteriato dell'uomo, il docente ha mostrato alcune immagini di come potrebbe diventare la capitale neozelandese prima e dopo l'innalzamento del mare: intere zone di territorio, alcune edificate anche dove non si poteva, finirebbero sommerse nell'arco di pochi decenni. «L'acqua scende e sale di livello e provoca l'erosione», ha spiegato Coco, ma «saranno tempeste e maree a creare molti danni». Già ora gli «allagamenti» si ripetono, e «accadrà sempre più frequentemente».
In Sardegna ancora non accade, ma è meglio prevedere e prevenire. «Al Poetto ci sono dinamiche quasi uniche al mondo, il moto ondoso è importante come in Nuova Zelanda». Per questo «stiamo lavorando al sistema di allerta». (an. m.)


7 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'intervento
SOTTOPRODOTTI DELLA POLITICA
Aldo Berlinguer
È stato di recente commemorato, al Lazzaretto di Cagliari, Antonio Simon Mossa, grande personalità del sardismo indipendentista e uomo poliedrico e polivalente: architetto, aiuto regista e cineoperatore di guerra, saggista, musicista e soprattutto ideologo di una visione quasi sindacale della condizione dei sardi che invariabilmente preferiva alle altre. Così Fiorenzo Serra attribuì il suo allontanamento dal cinema al fatto che quest'ultimo tendeva ad eludere, più che a raccontare, le problematiche sociali dei sardi. Vico Mossa rivelò come, nel suo lavoro di architetto, Simon Mossa tendeva a progettare alberghi che potessero trasformarsi in residenze o scuole per giovani disoccupati. Giampiero Marras (suo assistente per lunghi anni) ci ha raccontato di come Simon Mossa rifiutasse i simboli e le ideologie del novecento se non li percepiva utili alla rinascita culturale e sociale della Sardegna. Insomma: era un intellettuale rivoluzionario Antonio Simon Mossa il cui pensiero è molto attuale; specie oggi che il cantiere federalista europeo rischia definitivamente di arenarsi riportando le tante minoranze etniche e linguistiche che aveva studiato (bretoni, occitani, baschi, slesvig, lami ecc..) nella angusta dimensione della subalternità nazionale; specie oggi che i leaders di alcune comunità ribelli, come i catalani, si trovano in carcere o in esilio e, pur eletti, vengono estromessi dal parlamento europeo. Non parliamo dell'Italia ove, ormai quotidianamente, si celebra il teatro dell'assurdo. (...)   SEGUE A PAGINA 11

Commenti (Pagina 11 - Edizione CA)  Segue dalla prima
I SOTTOPRODOTTI
DELLA POLITICA

(...) Mentre la UE bacchetta il nostro Stato e minaccia di aprire una procedura di infrazione per il suo gigantesco debito, gli italiani, che quel debito sono chiamati a sopportare (93.000 euro a famiglia) non fiatano. Anzi, sono guardati con sospetto, rei di contribuire all'enorme evasione fiscale, effettuata dai soliti noti, che lo Stato non persegue. Assistiamo quindi ad una singolare forma di assistenzialismo biunivoco: la politica -con la spesa pubblica- assiste i cittadini (per farsi procrastinare al potere) e questi ultimi assistono -col debito- lo Stato.
La fiscalità, poi, nasconde un ulteriore, grande inganno. Essa non è infatti solo esazione di tributi, sono anche risorse derivanti dalla gestione del patrimonio dello Stato, che in Italia è davvero immenso. Abbiamo tesori artistici, architettonici e culturali inestimabili, beni pubblici e demaniali di ogni genere, inclusi 8000 km di coste dalla cui concessione riscuotiamo somme risibili. Lo Stato infatti non si cura di amministrare degnamente il suo patrimonio; più facile tassare i cittadini, che non si lamentano, o continuare a indebitarsi; tanto i debiti non si pagheranno mai.
Fuorviante anche l'ancoraggio etico-giuridico della vessazione tributaria: il principio di uguaglianza. Come se calare una gabbia fiscale pressoché omogenea su comunità e territori drammaticamente diversi, anche nel proprio grado di sviluppo, come Sardegna e Lombardia, sia esercizio di uguaglianza e non di ipocrisia. Così come avviene con la regola del 34% degli investimenti pubblici destinati al sud. Quota peraltro destinata ad assottigliarsi ulteriormente, visti i tassi di spopolamento specie delle aree interne.
Dunque quale peggior rapporto (interamente basato sulla reciproca sfiducia) tra cittadino e potere, comunità e Stato? Zagrebelsky, in un recente articolo, incoraggiava a resistere all'arbitrio e all'abuso dello Stato. «Perfino la disobbedienza alle leggi -diceva- nei casi estremi in cui sono in questione valori ultimi come la vita, la libertà, la dignità delle persone, è una virtù repubblicana quando significa rifiuto di convalidare l'ingiustizia con la propria ubbidienza».
Recuperiamo quindi il messaggio risilienziale di Simon Mossa per come ce lo ha trasmesso Eliseo Spiga. Evitiamo di sciorinare come un mantra gli slogans di un sardismo rivendicazionista ormai ridotto a sottoprodotto della politica nazionale. E affrettiamoci a porre rimedio a ciò che Simon Mossa «aveva visto, con i suoi occhi, ed in luoghi diversi». Cioè le tendenze al genocidio culturale, e non solo, dei piccoli popoli incorporati nei grandi Stati europei, con l'emigrazione di massa, l'annichilimento delle culture autoctone, la liquidazione delle attività economiche locali e l'imposizione di modelli di sviluppo, applicati alle campagne e rispondenti agli interessi dei grandi centri urbani.
ALDO BERLINGUER
UNIVERSITÀ DI CAGLIARI


8 - L’UNIONE SARDA di martedì 2 luglio 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 25 - Edizione CA)
DOLIANOVA. Messa concelebrata da un sacerdote cugino della vittima
«SI PREGA ANCHE CON LE LACRIME»
Folla ai funerali di Luca Noli, morto in un incidente a Cagliari

«Abbiamo bisogno di silenzio per trovare Dio nella morte e nel dolore. Le lacrime sono una forma silenziosa di preghiera: non ci sono parole capaci di alleviare la sofferenza per la perdita di un ragazzo come Luca, così carico di aspirazioni». Il parroco, don Mario Pili, non è l'unico sacerdote all'altare della cattedrale di San Pantaleo durante i funerali di Luca Noli, lo studente di 23 anni morto sabato nello schianto della sua Smart contro un lampione in via Cadello a Cagliari. Accanto a lui c'è il parroco della chiesa di Santa Lucia a Cagliari: si chiama Massimo Noli, teneva a concelebrare il funerale della vittima. Perché era suo cugino.
IL LUTTO  Grandissima la partecipazione della comunità di Dolianova: si è unita al dolore dei familiari dello studente di Architettura, che studiava per la laurea magistrale. «Purtroppo ci troviamo ancora una volta a piangere per la morte di un nostro giovanissimo concittadino», commenta Chicco Fenu, assessore comunale alla Cultura e alle Politiche giovanili. Tantissimi i giovani che hanno partecipato alla messa in cattedrale, per poi scortare l'auto funebre in un mesto corteo sino al cimitero di Sant'Elena. «Siamo vicini alla famiglia in questo grande dolore», ha detto il sindaco Ivan Piras, che ha seguito la messa assieme a un'immensa folla silenziosa.
UN GIOVANE CON TANTE VIRTÙ  Luca Noli era uno studente modello, appassionato di viaggi e di fotografia. Stava programmando un viaggio a Madrid e a Barcellona, dove avrebbe approfondito la conoscenza dell'architettura modernista di Antonio Gaudì. Non perdeva mai un'iniziativa della sua facoltà, era stato tra i promotori di un'esposizione dei lavori di un gruppo di giovani architetti formati nelle scuole di Architettura di Cagliari e Alghero. Aveva perso la madre a soli 13 anni, da pochi anni viveva a Dolianova con il padre Augusto. Erano però soprattutto a Cagliari i suoi amici, tra i quali alcuni colleghi universitari.
LO SCHIANTO NELLA NOTTE  Sabato, Luca Noli stava tornando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. Due ruote della sua Smart sono finite sul cordolo della rotatoria in via Cadello: l'auto si è rovesciata, poi lo schianto contro il palo. Nei visi dei ragazzi, dentro e davanti alla cattedrale di Dolianova, c'è grande dolore.
Severino Sirigu

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

 

9 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 2 luglio 2019 / Prima pagina
IL COMMENTO
IL CORAGGIO DI INVESTIRE IN CULTURA
di Marcello Fois
Istruzione è la parola chiave per interpretare i tempi bui che stiamo vivendo, e sperare di trovare una via d’uscita. Certo per alcuni i tempi attuali non sono affatto bui, ma, guarda caso, tutti costoro corrispondono a quelli, e non sono pochi, che ritengono Istruzione una parola come le altre. Perdere di vista la perfetta disconnessione tra un popolo istruito e un popolo che non lo è, e, quel che è peggio, non ne sente il bisogno, significa ignorare la propria storia fino al punto da credere che sia lecito pensarsi invasi da alieni extracomunitari o gridare a una donna che viene arrestata, colpevole o meno che sia, che “andrebbe stuprata”. Fin dalla notte dei tempi la carenza, e l’assenza, di istruzione produce mostri funzionali, carne da cabina elettorale, otri vuoti da far riempire al primo urlatore sulla piazza. Ecco perché, nel deserto della speranza, la notizia che nella nostra poverissima regione si siano trovati più o meno cinque milioni di euro per la fondazione di una Scuola Superiore, sul modello della Sant’Anna di Pisa, in seno all’Università degli Studi di Sassari, è una buonissima notizia.  CONTINUA A PAGINA 8

Sardegna - Pagina 8  SEGUE DALLA PRIMA
IL CORAGGIO DI INVESTIRE NELLA CULTURA
di Marcello Fois
Una Scuola Superiore, per chi non ne afferrasse direttamente il senso, è una sorta di università dell'università. Un luogo di eccellenza nel quale studenti ai vari stadi della formazione possano ulteriormente specializzarsi secondo altissimi standard internazionali. Dove gli stessi possono incontrare docenti specializzati e di grandissimo spessore. Dove si possano elaborare soluzioni e non solo concepire teorie. Ora, seguendo di pari passo la funesta sindrome qualunquista da olimpiadi invernali a Milano e Cortina, qualcuno si è esposto a commentare che la Sardegna ha bisogno di ben altro, e che quei soldi potrebbero essere spesi per cose più utili. Ecco il senso stesso, la povertà, il becerume, di questa obiezione dimostra quanto finalmente avveduti siano stati coloro che hanno lavorato perché si possa fondare una Scuola Superiore nella nostra regione. I tempi in cui anche ministri lamentavano che con la cultura non si mangia non sono mai stati archiviati, anzi slogan di questo tipo hanno favorito un'idea secondo la quale istruirsi è perdere tempo. Salvo poi scoprire che solo la cultura garantisce stabilità. L'incultura certo garantisce consenso. Garantisce cioè quella presa consolatoria in coloro che, non essendosi mai impegnati in niente, tanto meno negli studi, oggi possono tranquillamente affermare che i medesimi non servono a nulla. E possono affermare che da perfetti ignoranti e nullafacenti si possono raggiungere persino posizioni di governo. Come dargli torto? Un modo potrebbe essere progettare e finanziare una Scuola Superiore e spiegare che quei cinque milioni possono fruttare assai di più se questo progetto verrà portato a buon fine nei termini espressi dal Rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli. E se non si perderà l'occasione di considerare, fra tutte le altre discipline, uno spazio, per una tradizione letteraria sarda, ormai consolidata, e tutt'altro che locale. Le Istituzioni culturali in Sardegna, quando funzionano, quando non sono impantanate nelle secche del provincialismo e dell'autocolonialismo, hanno dimostrato che una specificità locale declinata senza complessi d'inferiorità può essere un punto attrattivo fondamentale. Può essere cioè quella chiave di volta autocosciente che trasforma uno spazio semplicemente ristretto in un polo internazionale. Non sarebbe male per una volta che anziché far scappare i cervelli dalla Sardegna ne invitassimo di eccellenti a venirci a trovare e istruirsi con noi.

 

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