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Mercoledì 26 giugno 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
26 June 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
 
1 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'analisi
IL MANTRA DI SALVINI

Beniamino Moro
Matteo Salvini va ripetendo che i governi che lo hanno preceduto hanno uniformato la nostra politica di bilancio alle condizioni restrittive richieste dall'Europa. Egli attribuisce a tali politiche la causa della mancata crescita del Paese e propone di passare a politiche espansive come condizione per far ripartire la crescita. Intende così sottrarsi al pressing della Commissione che invoca interventi correttivi per rimettere in carreggiata i conti pubblici italiani, altrimenti sarà inevitabile l'apertura formale della procedura d'infrazione per debito eccessivo. (...) SEGUE A PAGINA 12

Commenti (Pagina 12 - Edizione CA) - Segue dalla prima
SALVINI SBAGLIA SULL'AUSTERITÀ
(...) Salvini considera tale procedura un accanimento nei confronti dell'Italia e propone una riduzione generalizzata delle imposte con la flat tax. «Abbassiamo le tasse per 10 miliardi altrimenti lascio», va ripetendo Salvini. La prossima legge di bilancio, ha sostenuto dall'America, «dovrà essere trumpiana», nel senso che ridurrà le tasse in deficit spending, esattamente ciò che l'Europa contesta all'Italia col cartellino rosso di una possibile procedura d'infrazione.
Dunque, Salvini lascia intendere che il governo del cambiamento non rispetterà le regole di bilancio europee, perché per far ripartire la crescita occorrere passare dalle politiche restrittive imposte dall'Europa a politiche espansive. Ma è facile dimostrare che Salvini ha torto e che Renzi e Gentiloni hanno fatto politiche espansive, pur nel rispetto delle regole europee.
Di fatto, il vicepremier leghista vuol combattere un'austerità di comodo, che nella realtà in Italia non esiste più sin dal 2013.
Come si misura l'austerità? Tecnicamente, essa è misurata dal saldo primario del bilancio pubblico, dato dalla differenza tra entrate e spese delle amministrazioni pubbliche, escluse le spese per interessi passivi. Ad un saldo primario positivo e in crescita corrisponde un maggiore risparmio della Pubblica amministrazione e quindi una maggiore austerità, ma anche una maggiore sostenibilità del debito, e viceversa. Per tutti gli anni '70 e '80 e sino al 1992, il saldo primario italiano era costantemente negativo, per cui la politica di bilancio è risultata espansiva sino alla crisi finanziaria del 1992. Il default allora fu evitato dal governo Amato con una correzione dei conti dell'8% del Pil, che oggi corrisponderebbe a una manovra di 160 miliardi di euro.
Dal 1992 al 1998, la politica di bilancio cambia segno, da espansiva diventa restrittiva, in vista dell'adesione del Paese all'Unione Monetaria Europea (UME). Il segno dell'inversione è dato da un saldo primario di bilancio che diventa positivo e crescente, sino ad arrivare al 6% del Pil nel 1998. A questo punto, come sostiene Tommaso Monacelli su Lavoce.info, l'Italia spreca un'occasione storica per stabilizzare il debito pubblico poco al di sopra del 100% del Pil. Ciò sarebbe avvenuto se l'avanzo primario si fosse mantenuto intorno al 6% del Pil nei primi anni di funzionamento dell'UME. Invece, esso è sceso nuovamente a zero nel 2004 e a -2,5% alla vigilia della crisi finanziaria nel 2009.
Il governo Monti, per evitare un nuovo rischio di default, ricostituisce con politiche restrittive un avanzo primario al 4,1% del Pil nel 2013, ma dopo tale data le politiche di bilancio tornano espansive coi governi Renzi e Gentiloni. L'avanzo primario, infatti, scende nuovamente dal 4,1 all'1,2% nel 2017, con un allentamento (flessibilità) di bilancio di 2,9 punti di Pil, pari a circa 50 miliardi di euro. Non è quindi vero, come sostiene Salvini, che gli ultimi governi (Renzi, Gentiloni e anche Conte) abbiano fatto politiche restrittive. Il saldo primario è rimasto leggermente positivo, ma decrescente, quindi espansivo. Ha ragione Tria, non esistono scorciatoie, il debito si riduce ricostituendo un maggiore avanzo primario, il che esclude che si possano abbassare le tasse (flat tax) in deficit, come vorrebbe fare Salvini, altrimenti la procedura d'infrazione va avanti.
BENIAMINO MORO
DOCENTE DI ECONOMIA POLITICA UNIVERSITÀ DI CAGLIARI


2 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Provincia di Oristano (Pagina 31 - Edizione CA)
ALES. I vincitori del concorso
Gramsci raccontato dagli alunni attraverso disegni, testi e video

Quasi mille studenti sardi hanno raccontato Antonio Gramsci con disegni, testi e video. I migliori sono stati premiati a Ales in chiusura del concorso “Immaginando Gramsci”, organizzato dall'Associazione Casa Natale Antonio Gramsci con l'Istituto Gramsci della Sardegna e il supporto del “GramsciLab” dell'Università di Cagliari.
Nel cine teatro alerese c'erano 250 studenti. Fra le scuole premiate molte della Provincia di Oristano. Per le elementari primo premio al silent-book “Le emozioni di Nino con la voce e lo sguardo dei bambini” della sezione A della prima di Mogoro, secondo premio per il video “Vita di Antonio Gramsci” della quarta di Villa Sant'Antonio. Per le medie hanno vinto la seconda di Masullas e la terza A di Mogoro con l'elaborato grafico “Siamo tutti Gramsci”, secondo posto per “Nino...vorrei scriverti una lettera” della seconda D e menzione speciale per “Nello studio tutti i beni possibili” della prima D, entrambi classi dell'istituto comprensivo numero uno di Porto Torres.
Per le superiori il lavoro migliore è stato il video “Gramsci d'hier at d'ajourdhui” della quarta E del liceo classico europeo del convitto nazionale di Cagliari, secondi “Un uomo solo contro il potere” di Moreno Tiddia e “Pensieri acuti di Gramsci” Simone Concas, tutti e due alunni della quarta A della sede di Terralba del De Castro. ( an. pin. )


3 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Agenda (Pagina 19 - Edizione CA)
UNIVERSITÀ. Convegno oggi al Dipartimento di economia
LA FINANZA D'IMPATTO, IL RUOLO DELLA REGIONE
L'Isola laboratorio di pratiche virtuose

Si parlerà di finanza d'impatto durante il convegno organizzato per oggi dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell'Università di Cagliari in collaborazione con l'Università di Roma, La Sapienza, il Center for Positive Finance - Unitelma Sapienza e Social Impact Agenda per l'Italia. L'appuntamento è per le 15 nell'Aula A del Polo universitario di viale Sant'Ignazio. I lavori si protrarranno fino alle 18,30, quando termineranno con le conclusioni di Riccardo De Lisa, docente di Economia degli intermediari finanziari, che con i colleghi Rosella Carè e Luca Piras ha curato l'organizzazione dell'iniziativa.
GLI INVESTITORI  Il tema sta oggi catalizzando un sempre maggiore interesse di investitori, studiosi e policy maker, per via del formidabile potenziale di sviluppo che questo tipo di strumenti sono in grado di attivare in innumerevoli campi della vita economica e sociale.
IMPATTO SOCIALE  Si tratta infatti di quegli investimenti che sono in grado di generare un impatto sociale e ambientale in aggiunta a un ritorno finanziario.
La Sardegna, in particolare, si presta ad essere un laboratorio di sperimentazione di pratiche virtuose delle quali esistono già numerosi e significativi esempi. Ne discuteranno, nella tavola rotonda prevista oggi pomeriggio alle 17,15 con il coordinamento di Luca Piras e l'intervento di Rosella Carè, Riccardo Barbieri, consigliere di amministrazione Sfirs, Francesco Sanna, presidente Fidicoop Sardegna, Massimo Temussi, direttore generale dell'Agenzia regionale per il Lavoro e Matteo Muntoni, Bando Innovazione sociale.
LA PARTECIPAZIONE  La finanza d'impatto è un nuovo modo di partecipazione privata ai sempre più gravosi e sempre meno sostenibili impegni finanziari pubblici.
Di tutto ciò si discuterà oggi con un parterre di grande qualità, composto dai più autorevoli studiosi italiani del tema, da operatori dell'ecosistema finanziario locale, da esperti della pubblica amministrazione e del settore privato.


4 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Nuoro (Pagina 32 - Edizione CA)
PIAZZA SATTA. Premio alle imprese culturali creative
Atene Sarda assegna la Start Cup

Sarà la agorà simbolo di Nuoro, piazza Sebastiano Satta, ad ospitare martedì prossimo a partire dalle 10.30 l'evento lancio della Start Cup Sardegna dedicata alle imprese culturali e creative. Un'occasione per conoscere le modalità di partecipazione alla competizione che quest'anno si caratterizza per una importante novità, e l'istituzione di tre premi per le migliori idee di impresa dedicate alle imprese culturali e creative della Sardegna per il Distretto Culturale del Nuorese “Atene della Sardegna”.
La Start Cup è una competizione nazionale di idee, presente in Sardegna dal 2008, che nasce dalla collaborazione fra gli uffici di trasferimento tecnologico delle Università di Sassari e Cagliari che si concentra nei settori life science, Ict (information and communications technology) agrifood - Cleantech, Industrial, e che vuole fare da incubatore per idee di business collegate al mondo della ricerca provenienti da soggetti esterni alle università. Quattro testimonial che martedì racconteranno la loro esperienza di impresa e cultura, idee e proposte per il futuro: lo scrittore e presidente del Festival L'Isola delle Storie, Marcello Fois, Luigi Cocco di Inoke, Mario Paffi del Museo delle Maschere di Mamoiada e Paolo Costa di Eager Heart of Sardinia. (f. le.)


5 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Cultura Estate (Pagina 9 - Edizione CA)
Dipartimento di Agraria
Doppio appuntamento domani a Sassari, nell'aula magna Barbieri del Dipartimento di Agraria in viale Italia 39, per parlare di incendi: “Dalla parte del fuoco: ovvero il paradosso di Bambi” è il titolo del libro scritto da Giuseppe M. Delogu, ex comandante del Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna, che verrà presentato a partire dalle 18. Seguirà l'intervento di Antonio Pala dal titolo: “Gestione dei combustibili in zone di interfaccia urbano foresta: caso studio di un insediamento residenziale in Sardegna” e infine si procederà col dibattito dal titolo “Incendio e fuoco, da problema a soluzione”. La serata è curata da Lares Sardegna insieme a Iaas Asa Sassari e Ass.For. onlus con il Dipartimento di Agraria dell'Università.


6 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Sulcis Iglesiente (Pagina 28 - Edizione CA)
CULTURA. Lavori già iniziati nel nuraghe Sirai, il 4 luglio via alle attività nella città lagunare
ARCHEOLOGIA, RITORNA LA SUMMER SCHOOL
Studiosi a Sant'Antioco e a Carbonia per analisi dei reperti e nuovi scavi

Il picchiettio misurato delle piccozze negli ambienti esterni del nuraghe Sirai e un drone in volo per nuove verifiche dall'alto. E poi lo studio dei reperti rivelati in anni di campagne di scavo a Monte Sirai e nel Cronicario di Sant'Antioco: sono i siti in cui si terrà la tredicesima edizione della “Summer School di archeologia fenicio punica”.
LO STUDIO  Un dato quindi è certo: in luglio gli archeologi, e gli appassionati o gli studiosi di questa disciplina, difficilmente vanno in vacanza. Quanto meno saranno vacanze-studio nel Sulcis dove infatti si lavorerà sodo grazie a queste tre grandi realtà che restituiscono le vestigia delle civiltà vissute millenni fa. Molti i siti che offrono questo scenario, ma Carbonia e Sant'Antioco rappresentano una sorta di invidiabile ateneo estivo. Nella cittadina lagunare, infatti, dal 4 luglio partono le attività e le conferenze serali (aperte a tutti sino al 26 luglio) della Summer School frutto della collaborazione fra il Comune e l'Università di Sassari, «con specialisti del settore - fa notare il sindaco Ignazio Locci - e nell'ambito del gemellaggio tra Sant'Antioco e la Municipalità di Tiro e dei rapporti con l'Université Libanaise». Suggellano una vicinanza culturale radicata tre millenni orsono con la fondazione fenicia di Sulky prima e della colonia a Monte Sirai subito dopo. La Summer School ospiterà infatti diversi archeologi libanesi, più specializzandi (una trentina) di varie Università italiane ed europee: «Appuntamento - sottolinea l'assessore alla Cultura Rosalba Cossu - che dà lustro a tutto il territorio». Le attività sul campo riguarderanno lo studio dei reperti di età fenicia e punica emersi nel corso dei più recenti scavi e una campagna di rilevamento planimetrico nel Cronicario e a Monte Sirai. Verranno selezionati anche campioni organici e inorganici per analisi di laboratorio.
GLI SCAVI  Invece a Carbonia, Nuraghe Sirai, si scava. A dirigere i lavori nel sito a gestione comunale è l'archeologa Carla Perra, che ha di recente pubblicato un libro che puntualizza gli esiti di 20 anni di attività. Coordina le maestranze ex Ati Ifras, ora Fondazione Cammino di Santa Barbara, che proprio in questi giorni - sotto un sole rovente - sono impegnati nella preparazione del sito che sta assumendo un'enorme rilevanza regionale perché si riconosce la fase più recente della civiltà nuragica contemporanea a quella fenicia. Poco più a nord, sulla sommità del colle, fatica e sudore pure per gli esperti di monte Sirai guidati dall'archeologo Michele Guirguis: «Dal primo luglio saremo impegnati con lo studio dei reperti nel laboratorio di Villa Sulcis ma staremo anche sul campo a monte Sirai per effettuare rilievi anche con un drone». Saranno selezionati nuovi reperti organici per datazioni al carbonio 14, analisi del Dna e degli elementi presenti sulle ossa dei defunti interrati nella Necropoli: «L'obiettivo - conclude Guirguis - è riprendere gli scavi dal 2020».
A. S.


7 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 26 giugno 2019 / Medio Campidano (Pagina 25 - Edizione CA)
VILLAMAR. Obiettivo: portare allo scoperto nuove tombe
Necropoli, a settembre si torna a scavare

Fra tre mesi, studenti e archeologi saranno di nuovo al lavoro nella necropoli punica di Villamar. Dal 2 al 20 settembre e dal 23 settembre all'11 ottobre i due turni della nuova campagna di scavo nel sito della Marmilla, che vedrà impegnati studenti, specializzandi e dottorandi. Per loro, vitto e alloggio offerti dal Comune.
Candidature entro fine giugno all'indirizzo epompianu@uniss.it.
«Ci concentreremo su una nuova area della necropoli, nella zona centrale», ha annunciato l'archeologa Elisa Pompianu, che si occuperà della direzione scientifica degli scavi: «Vogliamo verificare la presenza di nuove tombe, ma anche capire meglio la reale estensione di tutta la necropoli». Finora sono state scavate una cinquantina di sepolture, metà delle quali negli ultimi sei anni, da quando sono ripresi gli scavi. «Potremo contare, ancora una volta, sulla collaborazione dell'antropologa Clizia Murgia e dell'archeozoologo Gabriele Carenti», ha precisato Pompianu.
Il sindaco Fernando Cuccu ha aggiunto: «Speriamo che gli scavi consentano di recuperare nuovi reperti, da sistemare poi nel museo archeologico, che allestiremo nel Montegranatico. La sua apertura si avvicina».  (an. pin.)

 

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