Lunedì 24 giugno 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
24 June 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
 
1 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Primo Piano (Pagina 3 - Edizione CA)
Il docente Maurizio Murroni «Danni alle persone?
NON C'È ALCUNO STUDIO CHE POSSA DIMOSTRARLO»

«Il 5G dannoso? Lo escludo, occorrono dieci anni per una sperimentazione affidabile e nessuno l'ha fatta. E non mi risulta che sia stata realizzato alcuno studio serio nemmeno per le tecnologie precedenti».
Maurizio Murroni, 46 anni, professore associato di Telecomunicazioni al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell'università di Cagliari, è un docente autorevole che gira il mondo per tenere conferenze anche per conto del comitato strategico dell'Ieee broadcast technology society, composto da cinque rappresentanti dell'industria e da un unico universitario (lui) in rappresentanza di tutto il mondo accademico internazionale che progetta la tv del futuro.
Laurea con lode nel capoluogo, anni da visiting researcher all'università del Surrey, poi alla New York University, in Romania e in Spagna, autore di oltre 70 pubblicazioni, conosce bene la tecnologia che inizia a imporsi in Italia e che dovrebbe entrare a regime l'anno prossimo.
Che cosa cambia rispetto al 4G?
«C'è una premessa da fare: per la prima volta si parla di un sistema pensato e progettato avendo chiari gli scenari applicativi»
Torniamo alle differenze rispetto al sistema attuale.
«In questa fase di sperimentazione si parte da qualcosa molto simile al 4G con frequenze che non superano i 3,5 gigahertz ma col vantaggio di avere velocità molto maggiori. Ma il 5G è pensato per dare servizi a larga banda, per la diffusione di contenuti multimediali, di realtà virtuale aumentata e altro».
Faccia qualche esempio di ciò che si potrà fare col 5G.
«Siccome una delle caratteristiche è la bassissima latenza, consentirà, ad esempio, di lanciare definitivamente i veicoli a guida autonoma, migliorerà la sicurezza stradale ma consentirà anche, ad esempio, a un chirurgo di Chicago di operare un paziente sardo direttamente dal suo ospedale negli Usa».
Per fare queste cose, però, serve una banda da 26 gigahertz, che è quella che preoccupa i medici per l'ambiente.
«Io sarei tranquillo. Ai medici che sostengono che l'esposizione a queste frequenze puo generare tumori chiedo di dire a che potenza di esposizione sostenete che sia dannosa? Lo chiedo perché il 5G punta a una struttura di celle capillare quindi ha valori di potenza molto piu bassi rispetto agli standard attuali e, di conseguenza, c'è una riduzione dell'esposizione».
Ma se non c'è uno studio come fa a esserne certo?
«Le garantisco che la potenza di un wi-fi che abbiamo tutti a casa o in ufficio è superiore a qualsiasi cellulare e lo può verificare chiunque con una app scaricabile sullo smartphone»
Dunque Cagliari ha fatto bene ad accettare la sperimentazione del 5G?
«Sì. Noi abbiamo già tecnologie avanzate che non ci sono in altre parti del mondo. Penso al sistema di controllo del traffico del Ctm che attraverso la app consente di avere continue informazioni. Un sistema tra i più avanzati al mondo, che non hanno né a Londra né a Parigi. Col 5G possiamo migliorare questo e altri tipi di tecnologie»
Il 5G pone un enorme problema di privacy.
«Invece è il sistema che ha gli standard di sicurezza più avanzati anche grazie a tecnologie in grande espansione come il blockchain. Il principio è che molti onesti controllano meglio i pochi disonesti».
Fabio Manca

2 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Regione (Pagina 5 - Edizione CA)
UNIVERSITÀ. È vicepresidente
Accademia europea di allergologia: Del Giacco ai vertici

Stefano Del Giacco è stato eletto vice presidente “education and specialty” della Eaaci ( European Academy of Allergy and Clinical Immunology ), l'Accademia europea di allergologia e immunologia clinica. Del Giacco rappresenterà l'Eaaci negli enti regolatori e nelle istituzioni europee e all'Ema, European Medicines Agency , in cui svolge il ruolo di “expert”.
«L'Eaaci è un'associazione di clinici, ricercatori e professionisti dedicata al miglioramento della salute delle persone affette da malattie allergiche», spiega Del Giacco. «Le malattie allergiche e immunologiche (come l'asma, la rinite, l'eczema e le allergie professionali, l'allergia alimentare e farmacologica, le gravi reazioni anafilattiche, i disordini autoimmuni e le immunodeficienze) hanno un impatto importante sulla qualità della vita della popolazione, possono essere potenzialmente letali e causa di preoccupazione mondiale». Prosegue: «Fin dalla sua fondazione oltre sessant'anni fa a Firenze, la missione di Eaaci è quella di fornire la piattaforma più efficiente per la comunicazione scientifica e l'educazione nel campo dell'allergia e dell'immunologia, cercando in ultima analisi di facilitare la vita dei pazienti».
Istituita nel 1956, l'Accademia europea di allergologia e immunologia clinica conta circa 12mila soci provenienti da 124 paesi e oltre 50 Società nazionali di allergia ed è la più grande e autorevole società scientifica del mondo in questo settore. Ha sede a Zurigo e ha un ufficio a Bruxelles. Si occupa della promozione della ricerca di base e clinica in allergologia e immunologia clinica, della disseminazione di linee guida e di informazione scientifica (dal paziente allo specialista) e fa da referente per le istituzioni scientifiche, sanitarie e politiche. Tiene un congresso annuale con circa 9000 partecipanti, numerosi eventi in tutta Europa su tematiche specifiche e organizza “Allergy Schools” rivolte ai giovani specialisti o futuri specialisti.
 

3 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
CAGLIARI. Intanto è in arrivo un'ondata di caldo africano
POETTO, LA SPIAGGIA COPERTA DA UNO STRATO DI PIETRE

Un tappeto di pietre sotto l'acqua del Poetto complica la vita ai bagnanti. Il rischio di scivolare è alto soprattutto per i più anziani. «Le cause sono molteplici - spiega Sandro Demuro, docente dell'Università di Cagliari -: è lo scheletro della spiaggia che sta riemergendo e si aggiunge alla condizione creata, in parte, dal ripascimento». Intanto è in arrivo un'ondata di caldo africano che colpirà tutta l'Europa occidentale con temperature record. Nelle zone interne della Sardegna, da oggi a venerdì, previsti picchi di 40 gradi. ALLE PAGINE 5, 11

Prima Cagliari (Pagina 11 - Edizione CA)
POETTO. L'argomento più dibattuto fra i bagnanti sono le modalità meno pericolose per superare l'ostacolo
UNA BARRIERA DI PIETRE IN RIVA AL MARE

L'uscita dall'acqua è difficoltosa non solo per gli anziani. L'esperto: «Fanno parte dell'ambiente» 
In equilibrio instabile fra le pietre che ricoprono il fondale del Poetto. Sul lungomare, dalla prima fermata fino e oltre allo stabilimento del Lido, l'argomento più dibattuto è quello sulle modalità meno pericolose per superare incolumi il tappeto di sassi che si allarga per diversi metri dalla battigia. Le opzioni che riscuotono più successo sono: l'entrata carponi, l'uscita a dorso o, ma solo tra gli anziani, l'uso delle ciabattine. «Io sto aspettando mia moglie per aiutarla ad andare oltre l'ostacolo», dice Benito Mazzutti, 82 anni, dritto come un fuso sotto il sole di mezzogiorno.
GLI ANZIANI  «Sono un maratoneta e ai miei piedi ci tengo, una cosa del genere non si è vista mai», insiste. In effetti superare la striscia di sassi verso la spiaggia per signora Loretta non è facile. «Le ho detto di uscire carponi oppure di distendersi e nuotare a pelo d'acqua, ma non mi ascolta». Loretta Sechi, finalmente in salvo, propone: «Non credo che possano rimuoverle, ma almeno spostarle, questo sì. Potrebbero creare un corridoio che renda il mare accessibile. È impossibile fare il bagno». Il problema non riguarda solo gli anziani. Anche il bagnino delle Palmette racconta di avere più di un problema con le rocce sul fondale («ci stiamo distruggendo i piedi») e alcune ragazze affezionatissime alla spiaggia cittadina - dopo aver dato prova di equilibrio all'uscita dall'acqua - controllano le piante dei piedi appoggiate l'una all'altra per non cadere. «Domenica scorsa mi sono tagliata», dice Romina, sollevata al pensiero che stavolta sia andata meglio. Ognuna cerca una spiegazione. «L'idea di creare un corridoio non sarebbe efficace: alla prima mareggiata tornerebbe tutto come prima», si lamentano mentre altre due ragazze tentano l'impresa. Sono Carina Satta e Ilary Milia che dopo aver studiato dall'alto il percorso migliore procedono con una certa sicurezza.
LE CAUSE  «Ci sono diverse cause - spiega Sandro Demuro, docente di Morfodinamica e conservazione dei litorali dell'Università -. Tanto per cominciare le pietre (o meglio i ciottoli) fanno parte della spiaggia, ne costituiscono lo scheletro, la parte più profonda e ogni tanto possono riemergere». L'intervento dell'uomo però ha contribuito allo stato attuale. «Durante il ripascimento vennero sversate anche delle pietre e questo ha influito: bisognerebbe studiarne la composizione per stabilirne l'origine». Anche la storia è utile a chiarire le cose. «L'area intorno a Marina piccola fino ai primi del '900 era la zona degli ormeggi del porto naturale: i bastimenti arrivavano carichi di pietre usate come zavorre e, giunti alla costa, gli equipaggi le buttavano via per fare il pieno di merci». Inoltre, per favorire le operazioni di carico e scarico «venivano sistemate delle passerelle fatte di travi di legno poggiate su grosse pietre». Bisognerebbe rimuoverle? «No, la spiaggia è un sistema in movimento: le onde coprono e scoprono in base alle correnti. Pietre, sabbia, posidonia fanno parte dell'ambiente: bisognerebbe imparare ad accettarlo e smettere di coltivare la falsa impressione che la spiaggia debba essere una tavola da biliardo».
Mariella Careddu

 

4 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Agenda (Pagina 14 - Edizione CA)
L'INIZIATIVA. Specialisti in Psichiatria a convegno
Salute e disturbi dell'attenzione: un programma anche per gli adulti

L'hanno intitolato “Distratta-Mente”, è un programma psicoeducazionale per gli adulti che soffrono di Adhd: con questa sigla, gli addetti ai lavori definiscono i disturbi con livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione, iperattività e impulsività, che talvolta sono combinati tra loro. Se ne parlerà venerdì della prossima settimana (5 luglio), durante un'iniziativa dell'Ats (Azienda tutela della salute), cioè di quella che si potrebbe definire l'Assl regionale. Il convegno si svolgerà nella sala Arancio della sede dell'Ats, in via Piero della Francesca 1, a partire dalle 9 di mattina.
GLI ORGANIZZATORI  A curare l'appuntamento è il Dipartimento di salute mentale - Servizio psichiatrico di diagnosi e cura 2, la cui sede è all'ospedale Santissima Trinità. Ai lavori, che si concluderanno poco prima delle 14, parteciperanno alcuni tra i migliori specialisti in malattie psichiatriche della Sardegna. La partecipazione all'iniziativa è gratuita e non è necessaria la prenotazione.
GRANDI NOMI DEL SETTORE  Dopo i saluti delle autorità, alle 9,15 Pierfranco Trincas ed Emanuela Trogu presenteranno la giornata e le attività dell'ambulatorio Adhd. Mezz'ora dopo inizieranno le relazioni degli specialisti: Alessando Zuddas parlerà di Adhd nell'età evolutiva e dei trattamenti farmacologici a disposizione. Alle 10,15 la relazione di Leonardo Tondo su storia, epidemiologia e clinica dell'Adhd, mentre mezz'ora dopo sarà il turno di Bernardo Carpiniello: la sua relazione sarà incentrata su Adhd e comorbidità psichiatrica. Un referente dell'Aifa riferirà dell'Adhd in famiglia prima che, alle 11,45, Alessandra Piras parli della psicoeducazione nella salute mentale. Alle 12,15 Marco Pinna illustrerà l'efficacia degli interventi psicoeducazionali e presenterà il programma per l'Adhd nell'età adulta.
LA TAVOLA ROTONDA  Tutti i relatori, sommati a qualche altro ospite, parteciperanno alla tavola rotonda sul tema “Quale spazio per l'Adhd nella salute mentale?”, che chiuderà la giornata dedicata a questo disturbo.

 

5 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Nuoro (Pagina 22 - Edizione CA)
NUORO. Campus e centro didattico Ex Artiglieria e mulino
Gallisay, primi passi per i due progetti

Primi passi per il futuro dell'ex Artiglieria e del vecchio mulino Gallisay a Nuoro. L'una è destinata a campus universitario, l'altro a nuovo centro didattico e di ricerca per gli studi universitari. Il Comune ha firmato per entrambi le convenzioni in vista della progettazione.
«Si tratta di opere strategiche per la città», ha spiegato il sindaco Andrea Soddu. E aggiunto: «Il campus universitario nell'Artiglieria e la collocazione di spazi dedicati alla didattica e alla ricerca nel mulino Gallisay rientrano nei nostri programmi elettorali e in quella visione politica che punta a far crescere la nostra università attraverso la realizzazione di nuovi spazi che, insieme alla crescita dell'offerta formativa, la renderanno ancor più meta privilegiata per gli studenti sardi e non solo. Il nostro sogno di una Nuoro città universitaria al pari dei migliori atenei italiani parte da qui, con le risorse assegnate che verranno impegnate secondo cronoprogramma».
In particolare, per l'ex Artiglieria sono disponibili 7 milioni 550 mila euro di cui 3 milioni 850 mila provenienti dal Fondo per lo sviluppo a cui si aggiungono 3,7 milioni di cofinanziamento regionale che verranno distribuiti in 6 anni (2019-2024): prima annualità è di 400 mila euro. Per il mulino Gallisai il finanziamento è di 6 milioni di euro ripartito in 5 annualità: quest'anno si parte con 200 mila euro.

 

6 - L’UNIONE SARDA di lunedì 24 giugno 2019 / Italia (Pagina 7 - Edizione CA)
ROMA. Francesco Ginese aveva scavalcato una cancellata
RAVE ALLA SAPIENZA, MUORE UNO STUDENTE

ROMA È morto Francesco Ginese, il 25enne ricoverato al policlinico Umberto I, dopo essersi ferito mentre scavalcava la cancellata dell'Università La Sapienza per entrare a un rave. Il giovane era stato portato in ospedale con l'aorta femorale recisa. Operato d'urgenza sabato pomeriggio all'Umberto I, ieri è deceduto.
Per salvarlo, era scattata una gara di solidarietà, anche attraverso i social, per la raccolta di sangue. Sulla pagina Facebook della “Notte Bianca” alla Sapienza era stato rilanciato l'appello di amici e conoscenti. Secondo Azione Universitaria «la colpa è dei collettivi: il rettore aveva negato l'autorizzazione». Polemiche anche da Fratelli d'Italia.
«La Sapienza - scrive sul sito Internet - esprime profondo dolore per la morte assurda del ragazzo e manifesta solidarietà e vicinanza alla famiglia, così duramente colpita per la perdita di un figlio brillante e promettente».

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

 

7 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 24 giugno 2019 / Sassari - Pagina 30
SardiniaChem, una giornata dedicata allo sviluppo del comparto e alla ricerca
CHIMICA SARDA PROTAGONISTA A SASSARI

SASSARI Chimici da tutta la Sardegna a confronto a Sassari in occasione dell'edizione 2019 di "SardiniaChem". Al centro dei lavori della giornata, i traguardi finora raggiunti dalla ricerca scientifica e industriale nel comparto chimico sardo, e sulle sfide e opportunità presenti nello scenario isolano. L'evento - che si è svolto al Dipartimento di Chimica e Farmacia dell'Università di Sassari - è un'iniziativa della Sezione Sardegna della Società Chimica Italiana (SCI), patrocinata dalle Università di Sassari e di Cagliari e dall'Istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr. «SardiniaChem 2019 - ha detto la professoressa Lidia De Luca, ricercatrice dell'Università di Sassari e presidente della sezione sarda della Società Chimica Italiana - ha rappresentato un momento di incontro e scambio culturale e scientifico per tutta la comunità chimica della Sardegna». La giornata si è aperta con una conferenza plenaria del professor Vittorio Pace dell'Università di Vienna, seguita da comunicazioni che hanno illustrato i risultati più recenti delle numerose ricerche condotte sul territorio sardo. L'incontro ha rappresentato un'occasione per mettere in risalto la varietà di contributi offerti dalla chimica verso uno sviluppo economico sostenibile e un avanzamento tecnologico. Tra le tematiche al centro del dibattito, il design e preparazione di farmaci e nuovi prodotti biologicamente attivi, la ricerca di materiali innovativi con proprietà definite e controllabili, lo studio dei processi chimici e biochimici. «Rispetto alle passate edizioni - ha detto Giovanna Delogu, ricercatrice dell'Istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr di Sassari - il SardiniaChem 2019 ha posto una particolare enfasi sulla circolazione delle idee e la creazione di sinergie tra comunità scientifica e industria, negli ambiti di interesse delle scienze chimiche. Proprio in questa direzione si inserisce l'accordo quadro recentemente siglato tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Società Chimica Italiana, volto a facilitare la creazione di progettualità condivise». «L'edizione 2019 di SardiniaChem - ha aggiunto la professoressa Valentina Onnis, ricercatrice dell'Università di Cagliari - ha ottenuto una nutrita e attiva partecipazione da parte di docenti e ricercatori delle Università della Sardegna e del CNR di Sassari e Cagliari, di dottorandi, contrattisti e studenti e in generale di tutti i chimici impegnati nel territorio sardo. Inoltre, i diversi contributi di chimici provenienti da università e centri di ricerca nazionali e internazionali».

 

Questionnaire and social

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