UniCa UniCa News Press review Martedì 11 giugno 2019

Martedì 11 giugno 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
11 June 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 

1 - L’UNIONE SARDA di martedì 11 giugno 2019 / (Pagina 1 - Edizione CA)
L'Università di Cagliari seleziona funzionari
L'Università di Cagliari ha indetto i concorsi, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di tre funzionari per l'area amministrativa gestionale. Due posti sono per esperto contabile e uno riguarda i processi amministrativi, gestionali e organizzativi per il Dipartimento di Scienze economiche e aziendali. Le domande dovranno essere inviate entro giovedì 27 giugno. Il bando è disponibile nel sito http://dirpersonale.unica.it/concorsi. Per informazioni, telefono 070/6752320-055-375-378 (G.u. 42 del 28 maggio). ( g. dep. )

 

2 - L’UNIONE SARDA di martedì 11 giugno 2019 / Agenda (Pagina 22 - Edizione CA)
UNIVERSITÀ. Workshop e dibattito all'Orto Botanico
PERCORSI VERDI TRA I PARCHI CITTADINI
Gli studenti espongono i loro progetti

Percorsi verdi tra parchi naturalistiche dell'Università e di altre amministrazioni, enti o privati. E gli studenti avranno un ruolo importante con gli studi svolti in Ateneo. Il confronto si terrà oggi, dalle 9, nell'aula Mameli Calvino dell'Orto botanico. Il terzo workshop UniCaVerde andrà avanti per tutta la mattinata con l'obiettivo di mettere in evidenza il ruolo degli spazi verdi dell'Università nel contesto urbano attraverso l'analisi delle possibili connessioni con altre aree verdi della città.
VERDE IN CITTÀ  Nel panorama cittadino un ruolo di rilievo viene svolto dalle aree verdi di proprietà dell'Università, immerse nel tessuto urbano dal quartiere di Castello sino alle aree periferiche. E proprio gli studenti universitari (delle lauree delle Scienze ambientali e naturali e di Architettura si alterneranno con gli interventi di ricercatori dell'Università e di architetti professionisti) presenteranno i loro studi. Francesca Musanti, Fabio Schirru, Alessio Sordo, Mauro Podda esporranno le idee progettuali sviluppate durante la realizzazione della tesi di laurea, mentre Fabiana Mascia, Simone Farris e Alessandra Caddeo illustreranno i primi risultati del questionario relativo alla percezione del verde dell'Ateneo da parte degli utenti, discutendo anche del possibile sviluppo didattico.
GLI INTERVENTI   L'incontro sarà aperto dalla rettrice Maria Del Zompo. A seguire Gianluca Iiriti, responsabile della gestione delle aree verdi dell'Ateneo, e Paolo Frau, ex assessore comunale al Verde pubblico, proporranno rispettivamente un inquadramento generale sulle consistenze del verde dell'Università e della città di Cagliari. Approfondire le possibili connessioni tra le aree verdi nel complesso contesto urbano sarà compito di Giambattista Cocco e Adriano Dessì, docenti dell'Ateneo cagliaritano, e del gruppo di lavoro guidato da Alessandro Plaisant dell'università di Sassari. Previsto anche un focus sulla diffusione di specie aliene invasive in ambito urbano a cura del gruppo di lavoro del progetto Asap e sui possibili sviluppi futuri del verde sui tetti degli edifici come illustreranno Teresa De Montis, presidente dell'Ordine degli Architetti, e Paola Riviezzo.

 

3 - L’UNIONE SARDA di martedì 11 giugno 2019 / Regione (Pagina 7 - Edizione CA)
IL NODO. Ma oggi i vantaggi sono soltanto per il Comune di Sestu
L'Università è un'occasione da cogliere

Studenti universitari, professori, impiegati, malati, medici e paramedici: ogni giorno nella cittadella oltre la statale 554 arrivano oltre diecimila persone. Un flusso in costante aumento dal 1996, anno dell'apertura della sede universitaria monserratina. Eppure a creare strutture al servizio di questo piccolo grande mondo è stata l'amministrazione comunale di Sestu, capace di progettare e realizzare due interi quartieri, Dedalo e Ateneo, tra il nuovo ospedale e il paese.
«I monserratini vedono la statale 554 come un muro, una diga», commenta il commissario straordinario Ettore Gasperini, da un anno alla guida del Municipio dopo la caduta dell'ex sindaco Tomaso Locci.
In effetti tra il centro e il policlinico manca un collegamento pedonale o ciclabile agevole, oltre la metropolitana e il ponte strallato dedicato guardacaso a una sestese, la poliziotta uccisa a Capaci nella strage di mafia, Emanuela Loi. Tutto resta nei progetti e nei programmi: alla fine l'unica proposta concreta arriva da un privato, la Cantina sociale di Monserrato, che dovrebbe realizzare alloggi nella sede di via Casare Cabras oggi in gran parte inutilizzata. Argomenti buoni per la rubrica della nuova amministrazione. (p. c.)

 

4 - L’UNIONE SARDA di martedì 11 giugno 2019 / Sassari e Alghero (Pagina 39 - Edizione CA)
SASSARI. Esperti e docenti al Roadshow del Ministero ospitato dall'Università
SERVIZI SEGRETI SPIEGATI AGLI STUDENTI
Intelligence Live: «La vera guerra è sulla tastiera, servono competenze»

No, non abbiamo nessuna percezione del problema, del rischio cibernetico . Siamo tutti leoni da tastiera, superficiali, beceri, poco preparati. Lo dicono i numeri: siamo al 25° posto al mondo, giù giù, nella classifica in quanto a conoscenze informatiche. Davanti a un parterre di stellette e togati, questo è quello che ha impregnato l'aula Magna, all'Università di Sassari, nell'incontro fra studenti e gli uomini dei Servizi segreti.
SPAURACCHIO  Già, l'Intelligence. Servono uomini preparati, serve formazione. E l'Università è il posto giusto dove pescare. Perché, ce lo spiegano i maghi Microsoft, «stiamo sottovalutando il problema». Sì, perché la guerra vera si è spostata lì, su una tastiera. Aula stracolma ieri, al Roadshow Intelligence Live, dialogo tra l'Intelligence e gli studenti italiani promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica presso i principali atenei nazionali.
La tappa, organizzata dall'Università di Sassari, si pone sulla scia di quanto stabilito dalla riforma degli Organismi di sicurezza, del 2007, con la promozione della cultura della sicurezza, attraverso un dialogo importante con il mondo della ricerca, delle imprese, delle Università e, più in generale, con tutta la società civile. Un'occasione per spiegare la missione dell'Intelligence italiana a difesa degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali del Paese.
ONORI DI CASA  Oltre al padrone di casa, il rettore Massimo Carpinelli, c'erano Arianna Vedaschi, docente del Dipartimento di Studi giuridici dell'Università Bocconi di Milano, Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale delle relazioni istituzionali e industriali di Microsoft, e Carlo Mauceli, National digital officer di Microsoft. Infine il prefetto Gennaro Vecchione. In prima fila le massime istituzioni civili e militari, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza.
INTERVENTI  Il ruolo dell'Intelligence e il segreto di Stato. Arianna Verdaschi ha raccontato il percorso storico e l'evoluzione del ruolo dei Servizi. Poi è toccato agli esperti Microsoft. Che hanno invitato gli studenti a mettersi al passo con la «quarta rivoluzione industriale, che corre più veloce di tutti, compreso il legislatore». «Un attacco informatico è una campagna atta a distruggere aziende, Stati, persone», ha tuonato Carlo Mauceli. «Siamo molto in ritardo, non abbiamo la percezione del problema e questo è molto pericoloso. È come nascondere la chiave sotto lo zerbino. Le tracce che ognuno lascia in Rete consegnano un enorme potere all'altra parte. Ognuno di noi è un dato nelle mani di un altro, e i dati, oggi, sono tutto. Nessuno si può esimere dal valutare il rischio della sicurezza. Per difendersi? Bisogna fare rete». Un rete fatta di aziende, di leggi, ma soprattutto di persone. E le persone possono fare più di quello che credono: possono padroneggiare la macchina, ma solo con la conoscenza.
Patrizia Canu

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

 

5 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 11 giugno 2019 / Primo piano - Pagina 3
IL CODICE GENETICO CONTESO
Il caso del dna ogliastino: chiesti 13 rinvii a giudizio
Dopo 3 anni di indagini la procura di Lanusei formula le accuse: “A processo”

di Giusy Ferreli
LANUSEI Il controverso caso del Dna ogliastrino, sottratto dal laboratorio del parco genetico di Perdasdefogu nell'estate del 2016, è arrivato a un punto cruciale. Ci sono voluti quasi tre anni di indagini e accertamenti ma, alla fine, la Procura di Lanusei ha chiesto il rinvio a giudizio per tredici persone: il provvedimento è stato depositato nella cancelleria del Tribunale di Lanusei lo scorso 3 giugno e porta la firma del procuratore Biagio Mazzeo. Tra le persone che compariranno di fronte al giudice per l'udienza preliminare ci sono presidenti e consiglieri d'amministrazione di società, professori e medici ma anche sindaci e amministratori accusati a vario titolo di furto, peculato, falsità materiale in atti pubblici nonché, primo procedimento in tutta Italia, di illecita trattazione dei dati sensibili. Oltre agli amministratori ed ex amministratori comunali di Talana e Perdasdefogu, Franco Tegas, Mariano Carta, Valter Mura e Ercole Perino (coinvolti nell'indagine nel ruolo di consiglieri d'amministrazione del Parco Genos e finiti nel mirino per presunte violazioni della legge sulla privacy ), ci sono Piergiorgio Lorrai ,Tiziano Lazzaretti, Mario Valsechi , Maurizia Squinzi e Maurizio Caddeo amministratori di Genos e della società SharDna: anche per loro l'accusa è la violazione delle leggi che regolano i dati sensibili. La richiesta riguarda inoltre il genetista Mario Pirastu e la sua assistente Simona Vaccargiu. La Procura è convinta che Pirastu, direttore scientifico della banca genetica ed ex ricercatore del Cnr, assieme alla sua collaboratrice, nell'estate del 2016, si sia impossessato delle provette custodite nel laboratorio ogliastrino e che abbia autorizzato il trattamento di "dati ottenuti illecitamente dai comuni che avevano partecipato alla ricerca e in seguito trasferiti ad altre società", SharDna prima e Tiziana Life Sciences dopo. Il professore a suo tempo ha detto di aver trasferito senza autorizzazione i campioni all'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari ma ha anche dichiarato che pensava di poterlo fare. Strettamente legata alla posizione di Pirastu è quella del suo collega Maurizio Fossarello primario della clinica oculistica del San Giovanni di Dio di Cagliari: in questo caso il reato ipotizzato è il peculato. Fossarello avrebbe concesso gli ambienti della clinica oculistica, a titolo di amicizia e in assenza di una convenzione specifica tra l'azienda ospedaliera universitaria ed il Cnr, al professor Pirastu. Le provette sparite furono ritrovate nei freezer della clinica un mese dopo la sparizione avvenuta a fine agosto e recuperate dai carabinieri. C'è infine anche il commercialista cagliaritano Renato Macciotta, il curatore fallimentare che, dopo le alterne vicende di SharDna (società fondata da Renato Soru nel 2000 e ceduta al San Raffaele) mise all'asta per 258mila euro la biobanca. Per lui la Procura ha chiesto il processo per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e omessa denuncia di reato. Servirà l'eventuale dibattimento per far luce su ciò che agli occhi dei cittadini ogliastrini è sembrato un tentativo di speculazione sul loro prezioso patrimonio genetico? I primi dubbi si sono fatti strada dopo la vendita all'asta fallimentare di 250mila campioni biologici di 14mila donatori ogliastrini, vendita che costata appena 258 mila euro potrebbe fruttare guadagni milionari alla multinazionale inglese Tiziana Life Sciences, lasciando i veri proprietari con la sgradevole sensazione di essere stati ingannati. Un'operazione bloccata temporaneamente dalla magistratura e dai ricorsi al Garante per la privacy che ha già intimato la restituzione dei campioni ai proprietari che ne hanno fatto richiesta.

LA STORIA
Dalla SharDna voluta da Soru
alla vendita all'asta alla società inglese

LANUSEI Lo studio del dna degli abitanti dell'Ogliastra, terra di centenari, prende il via sul finire degli anni Novanta. Ma è nel 2000, con la creazione di SharDna, società di ricerca sul genoma dei sardi voluta da Renato Soru, che gli studi scientifici si fanno sistematici .E' allora che la società allargata ad altri soggetti, tra cui il Cnr, inizia a studiare capillarmente le popolazioni con il più alto tasso di longevità: gli ogliastrini. Che rispondono in massa al progetto sul genoma: sono 14mila i donatori coinvolti che hanno donato oltre 230mila campioni biologici. Nel 2009 la Shardna finisce per tre milioni di euro nelle mani di don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele di Milano. Tre anni dopo il gruppo fallisce e anche Shardna finisce all'asta, nel 2016 la società viene acquistata per 258mila dalla Tiziana Life Sciences, multinazionale con sede a Londra. Un anno dopo scoppia il caso giudiziario. Ad accendere la miccia la denuncia della custode del laboratorio di Perdasdefogu dove sono custodite le provette che segnala la sparizione di migliaia di campioni biologici. L'intervento della magistratura che mette i sigilli al locale e dispone il sequestro del database e dell'archivio,composto dai registri sullo stato di salute di ogni donatore e la ricostruzione degli alberi genealogici dal 1700 ad oggi e infine sequestra anche le provette ritrovate a Cagliari, serve a riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza del Dna ogliastrino. Ma la tutela del codice genetico degli ogliastrini , scrigno (forse) dell'elisir di lunga vita, passa anche per un secondo canale: l'Autorità nazionale della protezione dei dati personali. L'Autorità nazionale, guidata dall'ex parlamentare Antonello Soro, nell'ottobre del 2016, dispone il blocco del trattamento dei dati personali contenuti nella biobanca e vieta l'utilizzo temporaneo dei campioni biologici. E sempre al Garante della privacy, nel settembre del 2017, si rivolgono una cinquantina di cittadini che, attraverso l'associazione "Identità ogliastrina", reclamano e ottengono la restituzione dei campioni genetici ceduti alla multinazionale Tiziana Life Science. Un iter complesso che alla fine vede l'Autorità dare ragione ai ricorrenti che chiedono la tutela del loro patrimonio genetico, donato all'ambizioso progetto SharDna e poi acquistato all'asta dalla società britannica di biotecnologia impegnata nello sviluppo clinico di farmaci per il trattamento di malattie in oncologia ed immunologia.La vicenda si arricchisce di un ulteriore capitolo il parco genetico dell'Ogliastra, società pubblico-privata che gestiva il laboratorio di Perdasdefogu dove ha sede la biobanca di ShardNa, è ora totalmente in mano ai privati. Attualmente c'è un unico socio, l'imprenditore Pier Giorgio Lorrai che vorrebbe far ripartire gli studi scientifici sul genoma degli ogliastrini. (g.f)

6 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 11 giugno 2019 / Sardegna - Pagina 6
Il primo tavolo dei dem è sulla continuità territoriale: presenti Pigliaru e Careddu
PD: «GIUNTA FLOP SUGLI AEREI 1 MILIONE DI POSTI IN MENO»
Il segretario Cani: sanno fare solo danni, presto una nostra proposta sulla Ct1

CAGLIARI Il Pd ha ripreso in mano l'agenda politica. Non vuole essere solo un partito di opposizione, dopo essere uscito sconfitto dalle elezioni regionali. Sarà soprattutto di proposta alternativa a una Regione a trazione sardo-leghista. «Per noi è indispensabile farlo visto che questa maggioranza di centrodestra finora non ha prodotto nulla», o peggio ancore dove ha messo le mani «è stata capace solo di fare danni», sono state le parole del segretario regionale Emanuele Cani. Come primo punto su cui discutere, il Pd ha scelto la Continuità territoriale aerea, è uno degli argomenti del momento, proseguirà poi con la vertenza dei pastori per il prezzo del latte e infine ospedali e sistema sanitario. Dalla riunione d'esordio dei tavoli del lunedì, saranno tutti a tema, è uscito subito un giudizio molto severo sul governatore e la sua Giunta. «Sulla nuova Ct1 Solinas è stato fin troppo arrendevole nei confronti dell'Europa - è stata la sintesi del vicesegretario Franco Sabatini - Appena Bruxelles ha sollevato un problema, la Regione ha tirato i remi in barca e fatto un passo indietro. Non ha provato neanche a difendere il nuovo bando che invece avrebbe garantito alla Sardegna, in piena estate, oltre un milione di posti in più rispetto al vecchio modello». Alla riunione hanno partecipato tra gli altri l'ex governatore Francesco Pigliaru, che sarà presente anche ai prossimi incontri, in videoconferenza l'ex assessore ai trasporti Carlo Careddu e Italo Meloni, professore universitario e padre del bando poi bocciato dall'Europa. Sono stati proprio Careddu e Meloni a ribadire che «fino all'ultimo noi abbiamo trattato con i commissari di Bruxelles, per sostenere con forza quali erano i motivi per cui la Sardegna aveva diritto a una Continuità territoriale più performante rispetto al passato». Invece «appena il centrodestra ha cominciato a governare, s'è preoccupato solo di gettare via tutto, aprendo le porte a un modello confuso, con una Ct1 vecchio tipo a Cagliari e Alghero, e un'altra a Olbia dove regna ancora l'incertezza». Secondo il Pd anche gli annunci di Solinas su possibili nuovi bandi entro l'anno sono appesi al nulla. «Non si capisce quale sia il suo obiettivo - è stato detto nell'incontro - e come si confronterà con l'Europa e il Governo Conte: lo farà ancora da subalterno?». Nei prossimi giorni, il Pd presenterà una proposta sulla Ct1 e lo farà dopo aver coinvolto consiglieri regionali, deputati ed europarlamentari, perché «questa Giunta è immobile su tutto».

7 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 11 giugno 2019 / Sassari - Pagina 16
AULA MAGNA >> I RISCHI DIGITALI
Il rettore Carpinelli sigla l'accordo con il Dipartimento per la sicurezza nazionale
UNIVERSITÀ E INTELLIGENCE CONTRO I CYBER ATTACK
«Le guerre informatiche sono devastanti, mettono in ginocchio industrie e città»

di Luigi Soriga
SASSARI «Quanti di voi accedono al proprio account utilizzando il doppio fattore di autentificazione?». Nell'aula magna dell'Università si alzano giusto un paio di mani. C'è chi fa finta di aver capito la domanda, c'è chi fa l'indifferente, ma la verità è che, superata la soglia dei 40 anni, quelle parole suonano come aramaico. Significa abbinare una impronta digitale a una semplice password, in modo da rendere più sicuro il proprio mondo digitale. «Lascereste la chiave della vostra casa sotto lo zerbino? - chiede Carlo Mauceli, national digital officer di Microsoft - certamente no. La proteggete blindando la porta e inserendo le inferriate. Lo stesso dovrebbe accadere nel web, ma invece sulla sicurezza digitale non c'è la medesima attenzione». È di questo che si è parlato ieri pomeriggio nella tappa sassarese di "Intelligence Live", il roadshow promosso dal promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica. «Occorre diffondere più consapevolezza sull'importanza della sicurezza, nell'interesse di cittadini e imprese e, dunque, del Paese», dice il prefetto Gennaro Vecchione, direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e ha spiegato agli studenti come funziona il sistema dell'intelligence italiana alla luce della riforma del 2007, che tra gli altri affida al Dis il compito di promuovere la cultura della sicurezza attraverso un dialogo costante con la società civile e col mondo della ricerca, delle imprese e dell'Università. L'incontro puntava a spiegare la missione dell'intelligence italiana a difesa degli interessi politici, militari, economici, scientifici e industriali del Paese. «Il cyber risk è alla pari delle catastrofi planetarie - spiega Mauceli - bisogna aumentare la percezione comune sul rischio connesso al mondo informatico. A Kiev di recente c'è stato un attacco informatico ai sistemi di distribuzione dell'energia elettrica. Una cosa simile è capace di mettere in ginocchio una città. Questa è cyber war, una guerra non convenzionale ma altrettanto devastante. Ormai ci sono organizzazione di cyber criminali foraggiate dai governi che colpiscono altri Stati e istituzioni. Prendono di mira le infrastrutture critiche, come i trasporti, la sanità, creando un effetto domino e paralizzando ogni attività. Senza i trasporti si ferma tutto, anche gli ospedali, e la gente senza cure muore. È di questo che parliamo: della sicurezza industriale e della sicurezza nazionale».Dopo questi scenari apocalittici, che episodi come l'infezione planetaria diffusa nel 2017 tra i sistemi operativi windows chiamata Wanna Cry dimostrano non troppo distanti dalla realtà, il workshop ha fatto un rewind. «Il concetto di sicurezza ha subito una metamorfosi - spiega Arianna Vedaschi, ordinaria del Dipartimento di Studi giuridici dell'Università Bocconi di Milano - prima era un argine in favore dell'interesse collettivo, un limite all'esercizio dei diritti per esigenze di ordine pubblico. Dopo le torri gemelle l'idea di sicurezza è cambiata, si è trasformata in un diritto soggettivo, considerato come principio fondamentale, come valore supremo. E tutelato talvolta dal segreto di Stato, che il capo del Governo può far valere ogni qual volta c'è in gioco la sicurezza nazionale. E anche il potere giudiziario, cioè un tribunale, soccombe di fronte a una simile urgenza». Per Pier Luigi Dal Pino, direttore centrale delle relazioni istituzionali e industriali di Microsoft, "la quarta rivoluzione industriale apre sfide incredibili, per superarle occorre la coesione di tutti nell'individuazione delle misure di contrasto». E in questo l'Università può giocare un ruolo chiave. Il rettore di Sassari Massimo Carpinelli, si è detto convinto che «una efficiente tutela nella nazione ha bisogno di puntare sulla ricerca». E infatti, a margine dell'incontro pubblico, Vecchione e Carpinelli hanno siglato una convenzione che rende stabile la collaborazione tra Dis e Università di Sassari.

8 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 11 giugno 2019 / Sassari - Pagina 16
Dentro & Fuori, la città diventa il centro del dibattito sul carcere
«Puliamo il mare» e i fondali di Porto Conte

Si intitola “Dentro & Fuori” ed è il primo workshop organizzato dall’Università per parlare del al carcere e dei percorsi che chi sta scontando una pena può intraprendere. Venerdì e sabato l’Università di Sassari diventerà il centro del dibattito sul sistema penitenziario. L’iniziativa sarà presentata oggi nella sala Milella nel corso di una conferenza stampa. «Grazie al Polo universitario penitenziario dell’ateneo e alle altre istituzioni che hanno collaborato – si legge in una nota dell’Università –, la città sarà crocevia della riflessione sulla realtà penitenziaria nazionale e le potenzialità dell'istruzione per questo mondo così poco conosciuto». “Dentro & Fuori” richiamerà in città i maggiori esperti del sistema penitenziario. Il workshop sarà presentato dal rettore Massimo Carpinelli e dal delegato rettorale per il Polo universitario penitenziario, Emmanuele Farris.

9 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 11 giugno 2019 / Sassari - Pagina 20
Orgoglio per i 36 atleti dell'ateneo turritano ai campionati nazionali universitari
CUS SASSARI DA RECORD: IL BOTTINO È DI 10 MEDAGLIE
All'Aquila 3 ori, 3 argenti e 4 bronzi ricordando il terremoto che colpì l'Abruzzo

SASSARII numeri rendono l'idea della bella esperienza e dell'imponente bottino portato a casa dai 36 atleti del Cus Sassari che sono stati protagonisti dei campionati nazionali universitari in una entusiasmante dieci giorni aquilana: impegnati in otto diverse discipline accompagnati da tecnici e dirigenti del Centro sportivo universitario sassarese. La spedizione ha regalato all'Università di Sassari ben dieci medaglie di cui essere orgogliosi: 3 ori, 3 argenti e 4 bronzi. Un'importante esperienza di sport e di vita quella vissuta dal 18 al 26 maggio all'Aquila, un'occasione colta dagli organizzatori per ricordare il terribile terremoto che nel 2009 ha colpito e devastato il centro abruzzese. L'Ateneo sassarese ha onorato l'evento sino in fondo, mettendo in campo, in pista e in pedana entusiasmo e qualità tali da raggiungere il record di partecipazione e di medaglie. Nel primo weekend di gare, il Cus Sassari subito in gioco con l'atletica leggera, il judo e il taekwondo. Ed è proprio dalla regina degli sport - l'atletica - che sono arrivate le prime grandi soddisfazioni, con tre portacolori a vincere cinque medaglie. Leader della velocità isolana la giovane Nadia Neri (Facoltà di Medicina e Chirurgia). Non da meno Elisa Francesca Pintus (Chimica) che nella prima giornata ha conquistato l'argento nel lancio del disco con annesso primato personale e nella seconda giornata ha confermato il suo stato di grazia vincendo il bronzo nel lancio del peso. La ciliegina sulla torta è arrivata con Angelo Giuseppe Marvulli (Odontoiatria), che con un ottimo balzo si è aggiudicato l'oro nel salto in lungo confermandosi ai vertici nazionali della disciplina. Da evidenziare l'esordio ai Cnu di Riccardo Fenu (Scienze Biomediche) che ha siglato un personale sui 400 mt di 51"80. Nel judo ottima prova della sorelle di passaporto marocchino, iscritte alla laurea specialistica nell'ambito del programma International Credit Mobility che hanno esordito con la maglia del Cus Sassari: Hasnaa Benrhdier e Housna Benrhdier (entrambe iscritte in Scienze Biomediche). Ancora, ottima prestazione per Eleonora Piras (Accademia delle Belle Arti). Sfortunato l'atleta del Taekwondo, Andrea Cano (Economia) che non è riuscito a replicare il bronzo dell'anno scorso. Il cuore della settimana sono state le sfide fra le rappresentative degli sport a squadre. Il Cus Sassari è arrivato alla finale per il terzo/quarto posto. Purtroppo le aspettative sono state disattese, Sassari è stata battuta per 1-0. In settimana sono scesi in campo anche gli atleti del Tiro a Segno: la squadra femminile di Carabina con Valentina Acciaro (Chimica e Farmacia), Elena Marogna (Scienze Biomediche) e Martina Mercurio (Agraria), e Luca Marogna (approdato in finale con la pistola) a completare la comitiva accompagnata dall'esperto Leonardo Addis. La disciplina che ha sofferto maggiormente il bizzarro clima di questo maggio è stato il tennis. Elisa Patta (Lettere), ha lottato strenuamente arrendendosi solo al tie-break per 7-6.Nel karate la rappresentativa composta da Fabio Delogu (Conservatorio), Antonio Fadda (Scienze Biomediche, ha conquistato la sua prima medaglia di bronzo) e Paolo Pittalis (Chimica e Farmacia). Dal golf arriva l'ultimo acuto sassarese: due medaglie d'oro a Diego Cantatore (Economia) e Cristopher Dickey (Accademia belle Arti).

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