UniCa UniCa News Press review Mercoledì 15 maggio 2019

Mercoledì 15 maggio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
15 May 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Cagliari (Pagina 22 - Edizione CA)
VIALE FRA IGNAZIO. Il sito è chiuso per consentire l'avvio dei lavori
Crolla un muro, ma c'è un progetto
Una passeggiata collegherà l'Orto botanico all'Anfiteatro

Forse davvero non tutti i mali vengono per nuocere e così anche il crollo di un muro può essere l'occasione per realizzare una passeggiata unica che colleghi l'Orto Botanico e l'Anfiteatro Romano.
Il cedimento del muro non è passato inosservato alle centinaia di turisti che nel corso dell'ultimo weekend hanno visitato le bellezze e le rarità dell'Orto Botanico. Lo spazio verde, diretto dal professor Gianluigi Bacchetta, è stato il sito più visitato, con più di 5.500 presenze, durante l'ultima edizione di Monumenti Aperti. Il muro, posizionato al termine del percorso, non lontano dalla fontana Pampanini e dal Pozzo Romano, separa le attrazioni del parco di viale fra Ignazio dalle rovine dell'Anfiteatro. Le cause che hanno provocato i crolli, con l'inevitabile caduta dei blocchi di cemento a ridosso delle piante, potrebbero dipendere dalle forti perturbazioni che negli scorsi mesi si sono abbattute sulla città.
«Il maltempo e le condizioni atmosferiche hanno creato moltissimi danni all'Orto Botanico. L'Ateneo ha pochi fondi a disposizione per queste cose»m spiega la rettrice Maria Del Zompo. «Piano piano stiamo risolvendo anche il problema del muro. La risistemazione dell'area è legata a un più ampio disegno da realizzare d'intesa con il Comune».
IL PROGETTO  L'abbattimento del muraglione in cemento, che oramai presenta più crepe e fratture anche nei punti dove non si registrano crolli, potrebbe portare a una interessante novità: un unico spazio che accolga i due monumenti. Attraverso la demolizione della parete o mediante la creazione di un apposito varco si garantirebbe infatti il collegamento tra lo storico giardino e l'Anfiteatro.
Questo progetto non è nuovo ma è stato più volte prospettato in passato anche se fino ad oggi è rimasto lettera morta. «D'intesa con il Comune», dice la rettrice, «abbiamo fatto partire una manifestazione di interesse - visto che il muro è caduto - in modo da rendere possibile da quel punto l'accesso all'Anfiteatro. In questo modo la passeggiata che comincia dall'accesso dell'Orto botanico, in viale Sant'Ignazio, può proseguire fino all'Anfiteatro oppure verso via Ospedale e sbucare a pochi passi dal Palazzo delle Scienze. Stiamo attendendo i progetti per creare una passeggiata unica in modo da integrare il polo di viale Sant'Ignazio con il campus di via Porcell e la fossa di San Guglielmo (l'ex Clinica Aresu). Da parte nostra c'è la massima attenzione alla città e al miglioramento del contesto urbanistico di Cagliari».
L'ORTO DEI CAPPUCCINI  Resterà chiuso al pubblico anche oggi, per motivi di carattere tecnico, l'Orto dei Cappuccini di viale Merello. Lo spazio verde riaprirà regolarmente domani secondo i consueti orari: dalle sette del mattino alle otto di sera.
Matteo Piano

 

2 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Regione (Pagina 6 - Edizione CA)
IL CASO. Organico all'osso
Caos a Lanusei: chiude il reparto di Ortopedia

Per poche ore l'assessore non ha potuto assistere in diretta alla chiusura del reparto di Ortopedia. Annunciata, scongiurata e infine messa nero su bianco da uno scarno comunicato della Assl di Lanusei. «A causa delle gravi e persistenti carenze di organico a cui si sono aggiunte due improvvise assenze per malattia», scrive il direttore Andrea Marras. I medici "superstiti", dopo aver rinunciato alle ferie e battuto i record in materia di straordinari hanno alzato bandiera bianca. Quindi da ieri degenze chiuse e attività chirurgica sospesa. Il 118 è stato invitato a inviare i pazienti traumatizzati verso altre Assl. La più vicina all'Ogliastra è Nuoro.
«Non possiamo accettare supinamente un altro depauperamento della sanità - ha detto il consigliere Pd Salvatore Corrias - è inconcepibile che il nostro presidio sia oggetto di un feroce ridimensionamento. Dobbiamo scongiurare questo rischio. La notizia arriva in un contesto caratterizzato da aspre proteste per il progetto di riforma sanitaria. Corrente di pensiero sintetizzata nel motto di Aurelia Orecchioni (Uil): «Meglio l'odiata Ats di sole quattro Asl». Senza peli sulla lingua il sindaco di Arzana Marco Melis: «La chiusura è il frutto di una mancata programmazione a livello universitario dei posti relativi ai medici. Stiamo raccogliendo i frutti dui una riforma disastrosa. Ora le cose succedono e noi le subiamo». E sulla presunta controriforma provoca: «Per quanto riguarda l'idea della quattro Asl mi trovano d'accordo se la quarta è Lanusei, piccola e virtuosa. Un esempio». Chiaro il sindaco di Lanusei Davide Burchi: «Bisogna evitare la chiusura. Venerdì mattina ci riuniano come conferenza sanitaria in ospedale. Chiediamo a Moirano di trovare una soluzione in extremis. Adesso». ( si. l. )

 

3 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Cagliari (Pagina 20 - Edizione CA)
IL CASO. Ma all'estero i sardi sono tra i dipendenti più bravi: il pregiudizio è positivo
Il lavoro? Sì, purché comodo: tutte le pretese di chi fa i colloqui

Il presidente di Confcommercio: «La ricerca di personale è un incubo» È perentorio Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio. «Cercare personale? È un incubo». La vicenda di Veronica Manunza Pirani - ha dovuto fare i conti con pretese assurde quando si è messa alla ricerca di un lavapiatti e alla fine ha preso un giovane senegalese - non è un caso isolato. «Anche a me», riprende Bertolotti, «sono capitate situazioni simili». Gestisce uno stabilimento balneare: «Quasi sempre le prime domande che fanno al colloquio sono su giorno libero, retribuzione e ferie. Mi è capitato anche che mi sia stato chiesto se si lavora anche il giorno di Ferragosto, quello in cui c'è il maggior numero di bagnanti».
LE RAGIONI  Il problema, secondo Bertolotti, è che manca la cultura del lavoro. «Un docente dell'Università di Cagliari, Vittorio Pelligra, ha dimostrato il collegamento tra la capacità di produrre economia e la formazione scolastica». Cosa che qui non accade. «Non si riesce a formare figure professionali adeguate alle necessità del mercato. Un esempio paradossale è rappresentato dal settore turistico nel quale abbiamo difficoltà anche a trovare personale che parli l'inglese». E poi c'è un altro problema. «Novità come il recente reddito di cittadinanza non stimolano certo la ricerca di lavoro». Secondo Bortolotti, insomma, «in tanti non cercano un lavoro, vogliono soltanto uno stipendio».
IL RISTORATORE  Giorgio Ferretti gestisce da dieci anni ristoranti in tutta l'Isola (l'ultima sua creatura è stata la Taverna dei matti). «E certe richieste assurde», racconta, «sono all'ordine del giorno». Candidati “improbabili” come l'aspirante lavapiatti che si presenta con le unghie lunghissime? «Una volta si è proposto un cuoco che aveva i capelli sporchi in modo incredibile: impossibile assumerlo». La maggior parte, spiega, è però rappresentata da lavoratori seri. «Ma, purtroppo, sono in tanti quelli che lavorano solo il tempo minimo indispensabile per avere l'assegno di disoccupazione».
L'OSTE  Una situazione rilevata anche da Giancarlo Dessì dell'Osteria paradiso. «Nessuna richiesta folle», svela, «ma più di uno mi ha chiesto di lavorare in nero per non perdere il diritto alla disoccupazione. Non voglio giudicare nessuno: mi rendo conto che, con il lavoro sempre più precarizzato, in tanti cercano di arrangiarsi». Eppure - questo è il paradosso - i lavoratori sardi godono di grande considerazione. «Quando vanno fuori sono ricercatissimi perché viene riconosciuta loro grande abnegazione. Ecco, non capisco la ragione per la quale vanno via: certo, ci sono stipendi più alti. Ma spendono un sacco di soldi per affitti e trasporti. Alla fine, se restano, guadagnano di più».
I PUB  Lele Frongia gestisce una serie di locali che hanno target giovane. «Nei locali del settore della Penisola», interviene, «c'è una sorta di “caccia al sardo”. C'è un pregiudizio assolutamente positivo nei nostri confronti». Qui, invece, sembrano trasformarsi. «A me, comunque, non è capitato niente di particolarmente strano: certo, qualcuno non voleva lavorare in certi orari. Ma si è trattato di casi sporadici».
Marcello Cocco

 

4 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Cagliari (Pagina 20 - Edizione CA)
MEM. Domani la presentazione
Libro su Banditi a Orgosolo

I segreti, gli appunti, le fotografie di scena. Domani, alle 17,30, alla Mem sarà presentato il libro “Banditi a Orgosolo” di Antioco Floris. Banditi a Orgosolo occupa una posizione riconosciuta nella storia del cinema mondiale. Dalla sua uscita nel 1961, con il premio come miglior opera prima alla Mostra del cinema di Venezia, è stato via via sempre più apprezzato fino ad arrivare alla famosa frase di Martin Scorsese di pochi anni fa che lo definisce un capolavoro indiscusso.
Coordinati da Antonello Zanda, interverranno Gianni Filippini, decano dei giornalisti della Sardegna e all'epoca dell'uscita del film critico cinematografico dell'Unione Sarda, Michelina Masia, docente di Sociologia del diritto all'Università di Cagliari, e Sergio Naitza, critico cinematografico e regista.

 

5 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Cultura (Pagina 44 - Edizione CA)
Corrispondente Rai da Londra a Cagliari, seconda casa Il giornalista Marco Varvello:
«Una Brexit malinconica come il blues»

Dietro la scelta della Gran Bretagna di uscire dall'Unione Europea ci sono anche banali liti di condominio. L'esasperazione di una convivenza forzata che ha portato un ingegnere di sinistra e progressista, con moglie italiana, a votare per il Leave. È solo una storia, ma emblematica - una di sette - che Marco Varvello, corrispondente Rai da Londra, racconta a cavallo tra cronaca e fantasia nel suo ultimo libro “Brexit Blues”, edito da Mondadori (pagine 264, 18 euro).
Scritto a dieci anni dal primo, “Dimentica le mille e una notte”, e presentato a Cagliari nei giorni scorsi dalla libreria Ubik all'hotel Regina Margherira, il volume illustra molto bene quella contraddizione incomprensibile che è la Brexit. Una scelta tragica, secondo il giornalista di Vigevano (che ha fatto di Cagliari un po' la sua seconda casa), che sta cambiando profondamente la vita delle persone, e non solo degli inglesi.
Il risultato del referendum di tre anni fa a favore del Britain Exit ha condizionato in maniera pesante i progetti e le scelte degli oltre quattro milioni di europei che vivono in Inghilterra, tra cui 700 mila italiani e, secondo le stime ufficiali, 10 mila sardi. E che Varvello, marito della famosa cantante sarda (di Macomer) Filomena Campus, in Inghilterra dal '97 con la doppia cittadinanza, racconta attingendo alla fantasia e all'ironia.
Varvello, quale l'anima del suo lavoro?
«Il libro non è un saggio sulla Brexit, ma una raccolta di storie che mette in luce il lato umano delle scelte dei governi. Del resto non sono uno scrittore, ma un giornalista che quando vuole approfondire una questione scrive libri».
In che maniera la Brexit condiziona le nostre vite?
«In modi molto concreti. Innanzitutto, per esempio, gli studenti europei, italiani compresi, che si iscriveranno alle università inglesi pagheranno le rette da extracomunitari, perché di fatto è ciò che saranno. Se adesso, da europei, i nostri ragazzi pagano le rette degli inglesi, che sono comunque alte - si aggirano intorno alle nove mila sterline l'anno anche nelle università statali - un domani rischiano di pagare, a seconda degli atenei, il doppio di questa cifra.
E per chi invece sceglie di lavorare?
«Anche in questo caso la situazione cambia radicalmente. Se ora come ora, i nostri ventenni sono abituati a muoversi liberamente tra l'Italia, la Germania, la Francia, l'Inghilterra, e valutare di volta in volta dove fermarsi, anche solo per poco tempo, un domani non potranno più farlo. Non si potrà emigrare e cercare un lavoro una volta giunti a destinazione, ma bisognerà avere un contratto già prima di partire».
Gli inglesi sono consapevoli di ciò che accadrà a causa della Brexit?
«No, non lo sono perché le conseguenze di un cambiamento storico come quello determinato con il Leave è molto difficile individuarle. È la prima volta nella storia del progetto europeo, ossia dagli anni Cinquanta in poi, che si sceglie di fare un passo indietro di queste dimensioni. Una decisione, peraltro, affidata a un referendum da giudizio di dio: sì o no. Una follia».
E adesso che si farà?
«Intanto, io credo che non sia possibile tornare indietro. Gli inglesi sono molto orgogliosi e nazionalisti, e questo è un tratto che la Brexit ha fatto venir fuori in maniera molto evidente. Hanno votato per andare via dall'Unione Europea e prima o poi lo faranno. Probabilmente raggiungeranno un accordo di uscita molto leggero, una soft Brexit, che manterrà tutte le norme che ci sono adesso, per evitare pesanti conseguenze per entrambe le economie».
Per quale ragione ha intitolato il libro “Brexit Blues”?
«Il blues è sinonimo di malinconia, disagio, malessere. Il blues evoca i canti degli schiavi nelle piantagioni di cotone, nasce come canto di dolore. “Brexit Blues” dà idea del disagio e del malessere degli europei e degli italiani che sono lì da venti, trent'anni, e fino a poco tempo fa si sentivano a casa propria, in una società accogliente, dove ognuno poteva credere di mettere radici. Oggi invece, ci guardiamo attorno e ci chiediamo se sarà ancora così. Il blues poi, è un riferimento musicale che dedico a mia moglie: devo a lei se questa musica mi è entrata dentro».
Franca Rita Porcu

 

6 - L’UNIONE SARDA di mercoledì 15 maggio 2019 / Quartu SantElena (Pagina 24 - Edizione CA)
VIALE COLOMBO. Nei prossimi giorni la presentazione del progetto per i lavori
«Ecco i soldi per il ponte»
La Città metropolitana stanzia la somma per la ristrutturazione

Sarà la Città Metropolitana a trasferire i fondi al Comune per ripristinare il ponte. Ecco un'altra sorpresa nell'intricata vicenda della chiusura del lungosaline in viale Colombo per il pericolo di crolli del piccolo ponticello sul Perdalonga. Il vice sindaco della città metropolitana, Francesco Lilliu, ha annunciato in una nota che, «in occasione della riunione dei delegati della Città Metropolitana di Cagliari, abbiamo reperito le somme necessarie al ripristino della funzionalità del ponte di viale Colombo». Ieri mattina, prosegue Lilliu, «ho comunicato la notizia al sindaco Stefano Delunas e al presidente dell'Ente Parco Paolo Passino, ai quali Enti mettiamo a disposizione le somme necessarie all'opera. Rimaniamo ora in attesa delle conseguenti determinazioni dei soggetti interpellati e a disposizione nell'interesse dei cittadini». Detto questo dovrebbero quindi affrettarsi i tempi della manutenzione e della conseguente riapertura dell'arteria di collegamento con il Poetto, porta di ingresso e di uscita dalla città.
IL PROGETTO  Proprio lunedì il Comune aveva confermato di avere inserito i fondi per il ripristino nel proprio bilancio e di avere attentamente valutato il decreto Sblocca cantieri, che permette di affidare l'incarico anche attraverso una procedura negoziata. I tecnici - aveva confermato l'amministrazione - sono già al lavoro per predisporre il progetto e si era valutata l'opportunità di coinvolgere l'Università di Cagliari. Adesso però le cose cambiano e con l'inaspettato regalo l'iter da seguire sarà un altro.
La somma che la Città metropolitana trasferirà al Comune di Quartu è ancora da quantificare. Si attende infatti che il Comune e l'ente parco facciano sapere di quanto si avrà bisogno per ripristinare il ponticello, una volta che appunto sarà redatto il progetto. Resta quindi sempre più plausibile la risoluzione del problema entro l'anno.
IL COMUNE  In una nota il Comune di Quartu esprime «grande soddisfazione per quanto deciso dalla Città metropolitana. «Il consigliere delegato Tonino Lobina aveva infatti chiesto un intervento in favore del Comune per il ripristino del ponte considerato un asse viario importantissimo per il territorio. Gli Enti valuteranno nel breve tempo le somme necessarie per realizzare l'opera».
Giorgia Daga

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA


7 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 15 maggio 2019 / Economia - Pagina 15
ATENEI NON STATALI
Cento milioni di euro allo Stato con il dl semplificazione

ROMA Circa 100 milioni di euro ogni anno potrebbero entrare nelle casse dello Stato grazie a una norma contenuta nel decreto sulla Semplificazione fiscale, in discussione alla Camera, che darebbe la possibilità alle Università non statali di trasformarsi in società di capitali. Opportunità che, se da una parte, consentirebbe alle strutture universitarie di accedere a capitali privati secondo le logiche del libero mercato, dall'altro prevede il pagamento di maggiori imposte. La stima è stata elaborata dall'Eurispes nello studio «La trasformazione in società di capitali delle Università non statali». In Italia oggi si contano 30 realtà non statali riconosciute, delle quali 11 università telematiche, a fronte di 67 università statali. Gli iscritti complessivi agli atenei non statali italiani sono 176.158 (92.677 donne; 6.100 stranieri), di cui 27.339 immatricolati; 35.627 sono i laureati l'anno (19.837 donne; 1.378 stranieri). Dal 2012, le università private hanno visto aumentare in modo costante gli iscritti complessivi e i laureati. Nell'università statale il trend evidenzia, invece, dal 2012/2013 una flessione degli iscritti ai corsi di laurea; gli immatricolati hanno ripreso a crescere nel 2015/16 e nel 2016/17; la tendenza non riguarda gli studenti stranieri, in costante crescita.

 

8 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 15 maggio 2019 / Porto Torres - Pagina 27
SCUOLA MONTE ANGELLU
Torna "Un tuffo nella chimica"
con esperimenti e laboratori

PORTO TORRES Ritorna, domani e dopodomani nella scuola primaria "Monte Angellu" di via Monte Agellu 66, "Un tuffo nella chimica...e non solo", manifestazione in cui gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado di Porto Torres e Sassari accompagneranno gli interessati in un itinerario scientifico sperimentale alla ricerca dell'equilibrio. L'evento è organizzato dal gruppo "Scienza in verticale" composto da docenti della scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado di Porto Torres e Sassari e del dipartimento di Chimica dell'Università di Sassari che, condividendo un percorso di auto-formazione, allestiscono percorsi laboratoriali con lo scopo di introdurre e sviluppare concetti, metodi e modelli della scienza sin dai primi ordini scolastici. L'accoglienza sarà fatta dai genitori delle classi prime che fungeranno da animatori accompagnando gli avventori nel percorso che prevede attraverso una serie di esperimenti e dimostrazioni con oggetti vari la scoperta del perché molti oggetti riescano a stare in equilibrio quando apparentemente ciò non dovrebbe accadere, perché galleggino o meno nell'acqua, perché cambino colore e tante altre sorprese legate al magico mondo della chimica. I tour si svolgeranno giovedì dalle 9 alle 13 e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Per ragioni organizzative è richiesta la prenotazione per i gruppi classe. Si potrà farlo contattando Viviana Sale dell'Istituto Comprensivo 2 alla mail: viviana.sale74@gmail.com e Vittorio Pilosu del Liceo Scientifico "Europa Unita" alla mail: vittorio.pilosu@gmail.com (e.f.)

 

9 - LA NUOVA SARDEGNA di mercoledì 15 maggio 2019 / Cultura e spettacoli - Pagina 37
TEATRO E NARRATIVA
Migrazioni, all'Università di Malaga le badanti di Mameli

MALAGA Le migrazioni femminili nel mondo verranno attualizzate, all'università di Malaga (Dipartimento di Italianistica diretto dal professor Giovanni Caprara) col monologo teatrale dell'attrice Chiara Lutri "Ma lì dove sono nata vorrei tornare". Debutto previsto per giovedì alle 18 nell'aula magna della prestigiosa università dell'Andalusia. La piéce, tratta dal libro di Giacomo Mameli "Come figlie, anzi" (Cuec 2018), racconta - tra le altre - la storia di due "badanti", Maricica rumena e Feimata eritrea, che sono protagoniste e vittime di violenze familiari e politiche e fuggono dai loro Paesi per trovare in Italia un'oasi di sicurezza. Feimata fugge dalla guerra, dai soldati del regime pronti ad approfittare della mamma e della sorella e capaci di Cagliari contro il padre "nemico della dittatura". E poi Feimata approda a Torino dove trova la vita e si sposa con un medico piemontese. Chiara Lutri, attraverso le tecniche e del teatro di narrazione, fa rivivere in un'ora di monologo la vita di donne-coraggio tratteggiate dalla regìa di Paolo Floris. E sarà Paolo Floris, nel pomeriggio di giovedì, a proporre a Malaga una diversa migrazione maschile, ma della seconda guerra mondiale, con la riproposizione della storia umana di Vittorio Palmas Cazzai (morto pochi giorni fa a 105 anni e vittima del lager di Bergen Belsen) che «emigra dalla Sardegna per fare la guerra, per uccidere persone che non mi avevano mai recato un'offesa». L'opera di Floris ha per titolo "Storia di un uomo magro" ed è tratta da "La ghianda è una ciliegia". Dopo le due opere teatrali, Mameli spiegherà agli studenti spagnoli di Italianistica come si passa alla scrittura dopo aver raccolto testimonianze orali «da parte di gente comune, di soldati analfabeti ma protagonisti dei grandi eventi della storia».

 

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