UniCa UniCa News Press review Martedì 14 maggio 2019

Martedì 14 maggio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
14 May 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Cagliari (Pagina 23 - Edizione CA)
UNIVERSITÀ. Venerdì al Teatro Massimo le premiazioni: 50 mila euro in palio
CLAB, ECCO I PROGETTI FINALISTI
Sei gruppi di studenti e neolaureati si contendono il primo posto

Un kit per la diagnosi precoce del morbo di Parkinson: si chiama Bio-Nk ed è la prima delle sei start up finaliste del Contamination Lab, l'iniziativa voluta sei anni fa dall'Ateneo di Cagliari per avvicinare il mondo universitario e la ricerca a quello dell'imprenditoria e del lavoro.
I TEMI  Insieme al gruppo formato da Nicoletta Sainas, Elias Manca e Francesca Pischedda hanno raggiunto la finale anche Bacfarm (Giulia Guadalupi, Samuele Antonio Gaviano e Davide Emilio Lobina con il mercato dei carotenoidi per l'industria alimentare e cosmetica), ReGenFix (colonne cromatografiche per produrre farmaci e vaccini ai quali stanno lavorando Emma Cocco, Andrea Murru, Michele Francesco Meloni e Alessia Mereu), Relaxis (una caramella funzionale per combattere il colon irritabile “inventata” da Anna Maria Rowena Corona, Elisabetta Secchi e Piergiacomo Tedde). Ancora: la start up Threas, sulla gestione dello stress con estratti della pianta Whitania Somnifera elaborata da Daniela Pulvirenti, Emanuele Addari, Valeria Aresu e Alessandro Corona). Infine Wildeey, l'app sulla salvaguardia del mondo animale e le specie a rischio gestita da Carla Carboni, Matteo Lazzaro Dessì, Elena Marcias e Eros Quesada.
LA PRESENTAZIONE  Ieri la presentazione dei finalisti nella sala del Consiglio del rettorato e venerdì, alle 17, al Teatro Massimo, la premiazione davanti a una giuria composta da investitori, giornalisti specializzati, operatori della finanza e rappresentanti di multinazionali.
«In quattro anni CLab ha fatto passi da gigante. Oggi non possiamo parlare di progetti, se le imprese hanno bisogno di innovazione sanno che possono trovarla nell'università cagliaritana», ha detto la rettrice Maria Del Zompo rivolgendosi con orgoglio ai veri protagonisti: gli studenti e gli insegnanti impegnati nel programma CLab. «Sono in gara progetti intriganti su temi attuali e ricchi di appeal. Per la prima volta abbiano con noi dieci rappresentanti di altrettanti CLab nazionali», ha aggiunto Maria Chiara Di Guardo, responsabile scientifica e pro-rettrice per l'innovazione. Per il docente e “Net value” Mario Mariani, «la finale del Contamination Lab mantiene alto il concetto di contaminazione multidisciplinare. Tra l'altro è sempre più alta la presenza femminile delle start up».
ULTIMA TAPPA  C'è attesa, ora, per il responso degli esperti. In palio oltre 50mila euro di premi in denaro e servizi. Tra questi, premio speciale da tremila euro della rettrice dell'Università di Cagliari. Premio speciale di 2.500 euro da Alumni del CLab UniCa con Naked Panda e Crea-UniCa. Ai primi tre classificati andranno premi da Sardegna Ricerche (12.000 euro), Ambasciata Usa (5mila), Banco di Sardegna (5mila), The Net Value (2 mesi negli spazi Tnv), Open Campus (2 mesi all'Open Campus), TechiTalia Lab London, Ingegni artigianato e design (1.000 euro), Amazon (servizi), Tecnoengi (1.000 euro), Digital Innovation Hub (2.500 euro), Banca di Cagliari (mille euro).
Andrea Piras

 

2 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'analisi
Il paradosso italiano

Beniamino Moro
Le previsioni di crescita dell'Italia per quest'anno (+0,1%), diramate la settimana scorsa dalla Commissione Ue, confermano sostanzialmente le aspettative di stagnazione condivise dallo stesso governo nel Documento di Economia e Finanza (Def). Di fatto, l'Italia è il Paese che cresce di meno tra tutti i Paesi dell'Ocse. Nel confronto europeo, ristagna più della Germania (+0,5%), l'altro grande Paese industriale di recente entrato in stagnazione a causa degli effetti negativi della guerra commerciale tra Usa e Cina.
Per quanto minuscola, tuttavia, la crescita italiana è stata interpretata dai mercati in senso positivo, perché le aspettative della vigilia davano quasi per scontata una possibile decrescita. L'inversione positiva, dopo i due ultimi trimestri negativi del 2018, era già stata anticipata dall'Istat col +0,1% di crescita del Pil del primo trimestre di quest'anno.
Il problema è che il nostro Paese non cresce più o cresce marginalmente nel confronto con gli altri partner europei. Esso si trova in fondo alla classifica tra i 28 Stati Ue per crescita, occupazione e investimenti, di cui si prevede quest'anno un crollo dello 0,3%. Quanto all'occupazione, il forte ridimensionamento del tasso di crescita dell'eurozona (dall'1,9% del 2018 all'1,2% di quest'anno) ha, infatti, un impatto negativo anche sulle previsioni del tasso di disoccupazione, che in Italia, secondo la Commissione, salirà dal 10,6% del 2018 al 10,9% di quest'anno e all'11% nel 2020. (...) SEGUE A PAGINA 19

Prima Economia (Pagina 19 - Edizione CA) SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
Scarsa produttività e settore pubblico le palle al piede della nostra economia
IL PARADOSSO DEL MADE IN ITALY TRA STAGNAZIONE E GRANDI UTILI

(...) In generale, il nostro Paese sconta un andamento ciclico sempre inferiore alla media europea, sia quando il ciclo è favorevole (l'Italia cresce di meno della media europea), sia quando esso è sfavorevole (l'Italia è penalizzata di più della media europea). Perché ciò accade? Evidentemente esistono fattori specifici che agiscono negativamente sulla performance italiana, staccandola da quella media europea. Tra questi rientrano in generale la scarsa performance delle piccole e medie imprese, anche se tra di esse ci sono casi di elevata produttività, e l'assenteismo, la sovraoccupazione, l'inefficienza burocratica e la corruzione nella Pubblica Amministrazione, che resta il settore meno produttivo. Esistono tuttavia anche imprese di punta che sono in controtendenza rispetto a questo andamento declinante. Si tratta di imprese competitive sia a livello nazionale che internazionale, che includono numerose aziende quotate in borsa (blu chip) e i cosiddetti “champions” o “multinazionali tascabili”, spesso non quotate, che rappresentano l'eccellenza della produzione italiana nel mondo e hanno fatturati trainati dalle esportazioni. Sono loro che mandano in attivo la bilancia commerciale italiana e che nel 2018 hanno fatto salire le esportazioni sino a 563 miliardi.
Nel complesso, tuttavia, i fattori negativi, comprese le decisioni sbagliate della politica, che usa la spesa pubblica più per massimizzare il consenso elettorale che non per la crescita economica, superano quelli positivi. Perciò il Pil non cresce. I giornalisti lo chiamano il paradosso del made in Italy, che associa il ristagno a una montagna di utili. Le aziende quotate alla borsa di Milano quest'anno prevedono infatti di distribuire 19 miliardi di dividendi sul 2018. Inoltre, le trimestrali diramate la settimana scorsa confermano l'andamento positivo anche per quest'anno.
Con riferimento a queste imprese, la produttività e la competitività internazionale è molto elevata, ma non altrettanto si può dire per il resto del sistema economico, che in prevalenza è composto da piccole imprese poco competitive e che i provvedimenti del governo non aiutano a crescere. Le agevolazioni fiscali per le aziende sotto i 65 mila euro di fatturato invece di incentivare la crescita creano di fatto un incentivo a rimanere piccole, per non uscire dalla fascia fiscalmente privilegiata. Oltre alla piccola impresa, infine, la scarsa produttività che affossa la crescita si annida nel settore pubblico, che resta la vera palla al piede dell'economia italiana.
BENIAMINO MORO
DOCENTE DI ECONOMIA POLITICA UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

3 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Regione (Pagina 7 - Edizione CA)
La campagna
Alcuni buoni motivi per votare: voglio avere il diritto di vivere, amare, studiare e lavorare dove preferisco; dobbiamo rendere sicure le nostre frontiere; tutti devono pagare le tasse in modo trasparente; voglio proteggere la mia privacy; voglio proteggere l'ambiente; le notizie false sono dannose per tutti.
La campagna “stavoltavoto.eu” è stata presentata ieri nel corso dell'incontro organizzato dal Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Cagliari.

4 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Regione (Pagina 7 - Edizione CA)
IL DIBATTITO. Cicu: «I sardi devono far valere l'insularità». Soddu: «Stati Ue più uniti»
CORSA AL VOTO, CANDIDATI TRA GLI STUDENTI
Ricerca, trasporti, migranti: le ricette degli aspiranti europarlamentari

I migranti e l'accoglienza, le riforme, l'istruzione e la ricerca, i trasporti e l'insularità, lo sviluppo sostenibile, i giovani. Diverse visioni d'Europa, che i candidati sardi al Parlamento di Strasburgo hanno raccontato ieri durante un incontro all'Università di Cagliari. La prima uscita pubblica collettiva degli aspiranti eurodeputati, un'occasione (anche) per ricordare quanto sia importante andare alle urne il 26 maggio, perché dalle nostre scelte dipende il futuro della Sardegna e di oltre 400 milioni di cittadini di ventisette Paesi.
IL CONFRONTO  Due minuti a testa per ciascun argomento e alla fine un po' più tempo per chiudere, promuoversi, dire quali saranno le stelle polari che, in caso di successo, li guideranno a Strasburgo. Salvatore Cicu (Forza Italia), europarlamentare uscente, ricorda l'approvazione della risoluzione sul riconoscimento dell'insularità, «un risultato importantissimo. E ora, il prossimo passo, dev'essere quello sardo, la rivendicazione nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni». Ancora, un obiettivo fondamentale dev'essere quello «di incrementare la cultura sull'Europa, la preparazione, lo studio delle norme e dei meccanismi, perché oggi noi disperdiamo l'80% dei fondi, e perdiamo tantissime opportunità».
I TEMI  Sonia Pilli (Lega) si dice «favorevole alla chiusura dei porti, a incentivare l'attività sulle frontiere esterne, a una più radicale politica di integrazione». Aspira «a una crescita economica duratura e inclusiva» e le piacerebbe «impostare uffici di programmazione del territorio per far sì che i fondi strutturali vengano realmente distribuiti».
Andrea Soddu (Pd) invoca «la costruzione degli Stati Uniti d'Europa», vuole «fare di più insieme, puntando sulla solidarietà, la lotta alla povertà, la sostenibilità ambientale, la conoscenza e la competenza, la pace e l'armonia».
Alessandra Todde (M5S) è «una donna tecnologica», e scommetterebbe «sull'innovazione». Per lei bisogna creare «un ecosistema favorevole per le imprese», concentrarsi «sull'equità fiscale, il salario minimo, la sana competitività e il lavoro». E per quanto riguarda l'accoglienza, «la gestione del fenomeno non può essere lasciata a un singolo Stato».
Per Egidio Trainito (Europa Verde) «come è impossibile fermare la pioggia o il vento, così non si può bloccare il processo migratorio. No alla chiusura dei porti, no ai muri, no alle multe a chi presta soccorso. Rivediamo il Trattato di Dublino e facciamo in modo di regolare i flussi, ma alla base di tutti i problemi dobbiamo mettere la lotta al cambiamento climatico e all'inquinamento dei mari».
LE RIFORME  Antonella Zedda (Fratelli d'Italia) sostiene che «quest'Europa è stata matrigna e avida» e vuole «un'Europa che consenta agli Stati di autodeterminarsi. Prendiamo come esempio - sottolinea - l'asse franco-tedesco, e sosteniamo la supremazia della nostra Carta costituzionale sui trattati e i regolamenti di Bruxelles. Inoltre, proporrei di cambiare la sede delle istituzioni europee, trasferendole a Roma o ad Atene».
Cristina Cossu

5 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Quartu SantElena (Pagina 26 - Edizione CA)
VIALE COLOMBO. Oggi il Consiglio comunale discute la mozione del Pd Ponte, il Comune accelera
Entro l'anno l'avvio dei lavori nel canale sul lungosaline

I tempi per l'inizio dei lavori e per la successiva ricostruzione del ponte sul lungosaline in viale Colombo saranno ristretti. Per non attendere gli interventi dell'Ente Parco previsti nell'accordo di programma quadro dedicato a un recupero generale dei sistemi delle acque salate e della piana di Is Arenas, il Comune ha deciso di agire per conto proprio. I fondi sono stati inseriti nel nuovo bilancio e presumibilmente entro l'anno dovrebbero aprire i cantieri. È stato inoltre valutato il decreto Sblocca Cantieri, che permette di affidare l'incarico anche attraverso una procedura negoziata. I tecnici sono al lavoro per predisporre il progetto e si è valutata l'opportunità di coinvolgere l'Università di Cagliari, «in virtù» spiega il Comune in una nota, «della riconosciuta esperienza e professionalità che la caratterizza». L'amministrazione ha deciso di procedere per conto proprio: «Per questo non è stato necessario coinvolgere la prefettura» che però, assicurano in Comune, «è stata avvisata della chiusura della strada con la trasmissione di tutte le ordinanze». Nel corso di un breafing in Comune ieri è emerso anche che sarà compito dell'Ente Parco accelerare nei prossimi giorni il progetto esecutivo dei lavori idraulici, affinché poi, scrive ancora il Comune, «attraverso una delibera dello stesso Ente, il relativo progetto esecutivo venga consegnato al Sindaco e ai suoi dirigenti e l'incarico di esecuzione del progetto nel suo complesso venga così affidato all'impresa aggiudicataria».
CONTROLLI  Nel frattempo va avanti la fase di monitoraggio nelle strade. «È ovviamente prematuro tirare le somme perché l'estate non c'è ancora e manca il flusso verso la fascia costiera», spiega il comandante Marco Virdis. «L'incremento del traffico è stato riscontrato per lo più all'ora di pranzo tra le 12 e le 14 soprattutto all'incrocio tra via Fiume e via Polonia per la presenza dello stop con code che comunque non superano di norma i dieci veicoli».
Percorrendo viale Colombo poco dopo le otto si incontra la strada sgombra così come il piccolo rondò tra viale Colombo, via Salieri e via San Benedetto e per raggiungere da li via Fiume e poi fino alla rotatoria di Margine Rosso ci si impiega non più di cinque minuti. Il cartello sistemato poco prima di arrivare alla rotatoria della Bussola potrebbe trarre in inganno gli automobilisti inducendo a percorrere il rondò contromano. Sulla questione Virdis aggiunge: «È un cartello previsto dal Codice della strada dove c'è un preavviso di intersezione».
IN CODA  Discorso diverso se si lascia la città in direzione Cagliari scegliendo viale Marconi, da sempre arteria di traffico e caos. Partendo da viale Colombo alle 7,45 di lunedì mattina si procede senza intoppi fino allo svincolo di Is Pontis Paris dove si arriva dopo appena tre minuti. È da qui che si crea il lungo serpentone d'auto sopra e giù dai ponti che si interrompe soltanto all'incrocio con via Mercalli a Cagliari dove si arriva dopo una ventina di minuti. Code provocate dallo stesso semaforo che, spento per le auto, è a chiamata per i pedoni: visto il flusso di persone nella zona scatta in continuazione rallentando la circolazione. Dopo l'impianto infatti la coda non c'è più. Fatta inversione nell'Asse mediano si torna a Quartu in poco meno di cinque minuti e dall'altra parte intorno alle 8 si nota che la coda di auto aumenta. Tempo di percorrenza in questo caso fino all'Asse mediano, circa trenta minuti.
Giorgia Daga

6 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Provincia di Oristano (Pagina 39 - Edizione CA)
SEDILO. Studiosi parleranno del patrimonio storico
Siti archeologici del paese, ciclo di incontri Proseguiranno il 24 maggio a Sedilo gli appuntamenti con l'archeologia organizzati al Museo del territorio. Si inseriscono nel nuovo corso che l'Amministrazione Pes ha voluto dare ai beni culturali, rinsaldando il legame con l'Università: l'obiettivo, anche grazie alla collaborazione dell'associazione archeologica Iloi, è valorizzare il ricco patrimonio storico e archeologico del paese. Si sono già tenute le prime due conferenze.
Il 24 maggio alle 17 sarà presentato il libro “Su Nuraxi di Barumini. Un approccio metodologico” di Giacomo Paglietti, direttore del museo archeologico Genna Maria di Villanovaforru. Il 7 giugno con Riccardo Cicilloni, dell'Università di Cagliari, si affronterà il tema “Villaggi nuragici della Sardegna meridionale: i casi di Cuccurada, Mogoro e Bruncu 'e d'Omu, Villa Verde”. Il soprintendente archeologo Francesco Di Gennaro il 28 giugno parlerà di “Monumenti e frammenti nella ricostruzione del territorio antico”. Il 12 luglio Giuseppa Tanda, già docente ordinaria di Preistoria e Protostoria all'Università di Cagliari, terrà la conferenza “Le domus de janas decorate: patrimonio dell'Unesco?”. Si riprenderà poi a settembre. ( a.o.)

7 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Cultura (Pagina 52 - Edizione CA)
ANNIVERSARIO. A 50 anni dalla morte la tre giorni di studi sul grande pensatore
In memoria di Antonio Pigliaru , «la guida degli intellettuali sardi»
Gli incontri: giovedì a Sassari, venerdì a Nuoro e sabato a Orune

«Caro Antonio tu sei la guida di tutti gli intellettuali della Sardegna»: così scriveva nel 1964 Mario Berlinguer, padre di Enrico e Giovanni. Per ripercorrere, arricchire e rinfrescare vita e opere del giurista, filosofo, e intellettuale orunese, si apre giovedì al teatro Civico di Sassari la tre giorni di studio dal titolo “Cultura e società nel pensiero di Antonio Pigliaru”. Tre giorni, tre differenti sedi, ma sempre con inizio alle ore 9: Sassari, venerdì nell'auditorium G. Lilliu-Museo del Costume a Nuoro, e sabato nella Biblioteca comunale della natia Orune, che gli verrà intitolata, a cinquant'anni esatti dalla sua morte. Qui nella biblioteca orunese troveranno sede documenti, dattiloscritti e autografi donati dalla famiglia Pigliaru. Si pensa anche alla digitalizzazione di tutto il materiale.  Un imponente programma dal punto di vista dei relatori, messo a punto da Istituto Regionale Etnografico di Nuoro (Isre), Università di Sassari, Comune di Orune e dall'associazione sassarese di Filosofia e Scienza.
PUNTO DI RIFERIMENTO  Come ha spiegato Aldo Maria Morace, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali «saranno tre giornate intensissime che rivisiteranno organicamente la sua figura. La cultura sarda ha visto sempre Antonio Pigliaru come un faro, sia come pensiero, sia come operatore culturale. Pigliaru è stato tra i primi a comprendere la grandezza e siamo nel 1944, non del teatro di Pirandello, ma del cosiddetto teatro dei miti, l'ultima fase di Pirandello che si inserisce nella cultura europea con Joyce». Dopo la laurea in Lettere e Filosofia dell'Università di Cagliari, Pigliaru insegnò Dottrina dello Stato prima nell'Ateneo cagliaritano e, poi in quello sassarese, conquistandosi la stima e l'affetto di studiosi della fama di Norberto Bobbio, Sergio Cotta, Ugo Spirito, Enrico Opocher e Giuseppe Capograssi. «Sprovincializzare la provincia» era il suo obiettivo, anche per questo fondò la rivista Ichnusa coinvolgendo con iniziative culturali gli intellettuali sardi più aperti.
Naturalmente avrà spazio il suo lavoro più celebre: “La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico” edito nel 1959, dove dopo una meticolosa ricerca sul mondo pastorale, fu capace di riassumere in 13 articoli l'ordinamento giuridico barbaricino, non scritto ma obbligatorio per il pastore.
Attilio Mastino, membro del Comitato tecnico-scientifico dell'Isre, ha aggiunto: «Proietteremo "L'ultimo pugno di terra" il film del regista Fiorenzo Serra coi testi di Manlio Brigaglia e Antonio Pigliaru dove si parla del codice di vendetta barbaricina che supera sia l'idea della Barbagia come "zona delinquente" sia l'equazione banditismo uguale analfabetismo». Tesi, quest'ultima, avanzata da Gonario Pinna, principe del foro nuorese. Giuseppe Pirisi, presidente dell'Isre, ha evidenziato una curiosa coincidenza: «Nel 1969 l'anno in cui morì Pigliaru si insediò la commissione Medici sul banditismo sardo, che chiuse le indagini nel 1972, proprio quando nacque l'Isri».
L'EDUCATORE  Ordinario di Filosofia morale e grande studioso di Pigliaru, Tonino Delogu ha coordinato le relazioni dei docenti sardi e continentali. Ha voluto sottolineare la vastità degli interessi dell'intellettuale orunese e la portata dei suoi lavori: «Antonio Pigliaru era anche fortemente impegnato nel campo pedagogico-educativo, in campo filosofico-politico, filosofico-morale e filosofico-giuridico». Basti ricordare i centri di orientamento per maestri e docenti delle Superiori, i corsi di formazione per ferrovieri e commesse dell'Upim.
INEDITI  Si parlerà anche della tesi sull'esistenzialismo in Giacomo Leopardi scritta per la laurea nell'Università di Cagliari. Un lavoro che come testimonia la nota autografa iniziò nel 1944 nel carcere di Oristano dove Pigliaru venne rinchiuso dal regime fascista con l'accusa di spionaggio, guerra civile e cospirazione politica. Liberato dopo quasi un anno e mezzo grazie all'amnistia Togliatti, concluse la tesi a Sassari nel 1947.
Guido Melis, docente alla Sapienza di Roma e ancora prima nell'ateneo sassarese, presenterà a Orune il carteggio inedito tra Antonio Pigliaru e Giuseppe Melis Bassu negli anni del carcere.
Giampiero Marras

8 - L’UNIONE SARDA di martedì 14 maggio 2019 / Economia (Pagina 20 - Edizione CA)
FINANZA. Dibattito sullo sviluppo. Aldo Berlinguer: tesi interessante, da approfondire «Stampare moneta, così riparte l'Italia» In un convegno a Cagliari la teoria dell'associazione guidata da Conditi
Se l'Italia si riappropriasse del diritto di stampare moneta gli stipendi aumenterebbero, perché nel sistema economico resterebbero più soldi. Gli investimenti riprenderebbero fiato e l'inflazione non si mangerebbe tutto. Il Paese riuscirebbe ad annullare il debito che vale oltre il 100% del Pil e che, come dicono gli esperti, soffoca lo sviluppo. È la teoria di Fabio Conditi, presidente di Moneta Positiva, l'associazione che sta girando per l'Italia a illustrare la propria idea di riforma del sistema monetario.
SOVRANITÀ E DEBITO  «Uno Stato, per essere sovrano, deve avere una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito», ha detto Conditi, ingegnere ed esperto di sistemi bancari e monetari, intervenendo a Cagliari a un incontro organizzato dall'associazione politico-culturale Azione Sardegna dal titolo “Per una moneta dei cittadini e libera dal debito”. «Per aumentare lo sviluppo economico - ha aggiunto - bisogna incrementare la quantità di moneta, invece ci raccontano che per ottenere questo obiettivo servono politiche di austerità. Il denaro che si crea, però, deve essere utilizzato per raggiungere il benessere di tutti i cittadini e non solo di pochi privilegiati».
Come si fa? «Il punto di partenza è cercare di capire chi crea la moneta. Oggi questo compito è stato demandato al sistema bancario», il 93% del denaro è creato da banche private. «Ma se lo Stato si riappropriasse di questo diritto, potremmo cancellare il debito. In questo senso parliamo di sovranità monetaria».
CHI NE APPROFITTA  Questo però non si fa. Perché? «Perché qualcuno vuole continuare a guadagnare da questo sistema. La Zecca di Stato ha stampato monete metalliche da 5 euro che hanno valore solo in Italia, che non richiedono emissioni di titoli di Stato né il pagamento di interessi. Questo - è stata la riflessione di Conditi - per dire che lo Stato già esercita il diritto alla sovranità monetaria».
«È una tesi interessante», ha detto Aldo Berlinguer, docente all'Università di Cagliari e presidente di Azione Sardegna: «Stiamo vivendo un corto circuito nel sistema monetario che merita un approfondimento. Come associazione ospitiamo dibattiti ed esperti in modo da fare politica dal basso a favore del territorio». (ma. mad.)

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

9 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 14 maggio 2019 / Sardegna - Pagina 4
Confronto tra il forzista Cicu, il Pd Soddu, la M5s Todde, la leghista Pilli, il verde Trainito e Zedda di Fdi
I sardi in lista: i trasporti sono la nostra priorità

di Stefano Ambu
CAGLIARI Insularità e lavoro i temi più sentiti. Ma anche i problemi più difficili da risolvere. Si è parlato anche di sviluppo sostenibile, modelli di governo, immigrazione e tanto altro. Titolo dell'incontro promosso dall'Università di Cagliari con Sardegna 2050, Open med e Europe direct: "Quale Sardegna, in quale Europa?". Un'iniziativa, quella di ieri a Cagliari, nata per parlare di elezioni, quelle del 26 maggio. Con l'augurio, più o meno dichiarato, che la Sardegna, qualunque sia la scelta, vada a votare. Una ragione per farsi avanti e partecipare potrebbe essere la questione trasporti. In campo le proposte dei candidati. L'alleanza tra isole può essere la strada giusta. Egidio Trainito di Europa Verde ha parlato di «fronte comune di contrattazione» tra chi ha gli stessi problemi. Antonella Zedda, di Fdi, chiede abbattimento di costi marittimi e aerei. E l'istituzione di zona franca. Salvatore Cicu, Fi, ha raccontato del suo lavoro su questo argomento in Parlemento europeo. «Si dovrebbe avere una continuità territoriale permanente ma per non incorrere nelle obiezioni dell'Ue dovremmo puntare sul concetto di diritto alla mobilità». Per Sonia Pilli, Lega, è necessario, da parte dell'Europa, un approccio più personalizzato. «Occorre migliorare l'accessibilità sia per chi esce dalla Sardegna, sia per chi arriva». Andrea Soddu, sindaco di Nuoro, Pd ha detto che per ora «il principio di coesione non è stato tradotto in misure concrete». E che i sardi devono avere gli stessi diritti alla mobilità degli altri. Alessandra Todde, M5s, ha allargato il discorso al prezzo competitivo dell'energia. E ha puntualizzato: «Abbiamo dimostrato incapacità di utilizzare soldi per infrastrutture». Questione immigrazione: «Non si riesce a equilibrare i flussi migratori - ha detto Pilli - serve più attività sulle frontiere esterne. I porti devono essere provvisoriamente chiusi». Soddu ha messo come priorità «la salvezza delle vite umane». Mentre Todde ha denunciato l'egoismo dei singoli Paesi. «Noi vogliamo che l'Europa sia sempre Europa, non si può scaricare tutto solo sull'Italia». Trainito ha iniziato con una domanda. "È possibile fermare pioggia e vento? No. Non possiamo pensare a multe per il soccorso, a muri o a porti chiusi». Zedda ha detto «basta tratta schiavi e morti in mare». E ha chiesto «blocco navale e accordo con Libia e Algeria». Cicu ha sottolineato l'importanza della ripartizione tra tutti gli Stati membri e degli investimenti sui territori di partenza per creare «competenze e sistema». Sul lavoro non sono mancati i richiami alle esperienze di emigrazione e alla necessità di trattenere i sardi in Sardegna e magari di far tornare chi è fuori. Quale modello d'Europa? Cicu ha parlato di sovranismo Ue, Pilli ha chiesto di rivedere i trattati per tornare alla situazione pre Maastricht. Soddu ha sottolineato l'obiettivo Stati Uniti d'Europa. Todde ha rimarcato l'esigenza di equità fiscale. Trainito ha indicato la necessità di affrontare subito i temi ambientali, Zedda ha proposto Roma o Atene per sostituire Bruxelles.

 

10 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 14 maggio 2019 / Sassari - Pagina 19
LA LEZIONE
Il regista Angius in ateneo

Oggi 14 maggio alle 16,30 nell’aula Lessing del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università (via Roma 151), il regista Bonifacio Angius incontrerà assistenti sociali e studenti del corso di laurea in Servizio Sociale. Sarà proiettato il film “Ovunque proteggimi”. Saranno attribuiti crediti formativi agli assistenti sociali.

 

11 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 14 maggio 2019 / La tua salute - Pagina IV
Ospite dell’Università di Sassari per illustrare la sua scoperta
LO SCIENZIATO BASTIANO SANNA
Da Nuoro al Massachusetts in lotta contro il diabete

Dire addio alla siringa per l'insulina. Dire addio al gravoso impegno di controllare continuamente i propri livelli glicemici per stare in un equilibrio di salute spesso precario. Dire addio alle gravi complicanze di una malattia, il diabete, che ti aggredisce da bambino e non ti molla più. E che ti può mettere in pericolo di vita. Addio, o almeno la sua prospettiva concreta, che oggi ha un nome e un cognome, ed è sardo: Bastiano Sanna. Il professor Sanna, nuorese, 44 anni, nei giorni scorsi è stato ospite dell'università di Sassari - dove negli anni Novanta si è laureato in Biologia e dove ha conseguito il dottorato in Biochimica - per presentare il suo attuale lavoro di ricerca a Boston, Massachusetts, Usa. Una ricerca che «porterà, nel giro di 3-5 anni, ad abbandonare le terapie tradizionali per il diabete di tipo 1 e a liberare chi è affetto da questa patologia dalla schiavitù e dai problemi correlati a un deficit che fra l'altro è diffusissimo in Sardegna».Bastiano Sanna, socio dello scienziato di fama mondiale e docente di Harvard Doug Melton nella Semma Therapeutics, sta per portare alla luce il clamoroso risultato della ricerca di Melton: un dispositivo, una sorta di microchip contenente cellule Beta che producono insulina, da installare sotto pelle del paziente diabetico. Basti pensare che questo pancreas artificiale in miniatura (un disco delle dimensioni di una moneta da 2 euro), posizionato all'altezza dell'inguine ma lateralmente, sarà in grado di produrre autonomamente insulina in quantità necessaria a seconda del livello di glucosio rilevato nel sangue in ogni momento. Nel gennaio del 2020 prenderanno il via le sperimentazioni sull'uomo perché quelle cliniche e su animali sono già completate e hanno dato risultati eccellenti. Ma come si è arrivati a questo importante obiettivo? «Alla base - dice Bastiano Sanna - c'è la fortissima motivazione personale del professor Melton che ha due figli entrambi malati di diabete. Partendo dalla sua enorme preparazione questo scienziato ha dedicato diversi anni della sua professione alla ricerca sul diabete e ha scoperto che le cellule staminali, che sono cellule multipotenti, potevano essere coltivate e fatte crescere in laboratorio fin o a farle diventare cellule Beta, quelle che nel pancreas producono insulina e regolano il livello dello zucchero nel sangue. Tre anni fa ha pubblicato la sua scoperta e avviato la sperimentazione ma ha chiesto il mio aiuto per arrivare a realizzare un prodotto biotecnologico, il micropancreas appunto, che superasse tutti i controlli e alla fine fosse disponibile per i malati di diabete. Il dispositivo ha pareti permeabili al glucosio, ha accesso ai vasi sanguigni nei quali rileva la glicemia e di conseguenza produce insulina. In pratica svolge il compito del pancreas che nei diabetici non riesce ad espletare questa funzione. Insomma, un anno fa ho accettato di ricoprire il ruolo di amministratore delegato e oggi che abbiamo ottenuto l'autorizzazione per sperimentare sull'uomo vediamo il nostro sogno così vicino da avere i brividi».Un percorso professionale, quello di Bastiano Sanna, che sembra la sceneggiatura di un film. Mentre svolgeva il dottorato in Biochimica a Sassari ebbe l'opportunità di concludere questa fase di studio nell'università di Cambridge, in Gran Bretagna, dove si distinse per le sue capacità. Da lì ricevette la proposta dall'ospedale pediatrico di Cincinnati, in Ohio, nel laboratorio del quale lavorò per tre anni prima di essere assunto alla Novartis, la multinazionale farmaceutica che ha sede anche a Boston. «Siccome mi annoio presto a fare le stesse cose e sono curioso, mentre lavoravo, la sera e nel fine settimana, ho studiato per conseguire un master in business administration e così sono entrato a lavorare in una banca di investimenti specializzata nel settore farmaceutico». Un cambio di rotta netto e vincente, per questo ambizioso ragazzo nuorese, che aveva deciso di fare finanza in un ambito, quello della ricerca farmaceutica, che conosceva più di qualunque altro manager per averla fatta, per anni, in prima linea. Una personalità che non poteva passare inosservata: la Novartis lo richiama e gli propone un altro contratto. Stavolta sarà il capo settore strategico di tutti i progetti fino alla fase sperimentale 2, la più avanzata prima dell'autorizzazione definitiva. «Ho lavorato lì per molti anni, tra i progetti a cui tengo di più quello della terapia Car-T, che cura le leucemia pediatriche recidivanti. Un traguardo meraviglioso». Ma la storia di Bastiano Sanna, che a 44 anni sembra aver vissuto tre vite almeno, non finisce qui. Nel 2016 è uscito da Novartis per fondare una company farmaceutica tutta sua: la Magenta Therapeutics per lo studio di farmaci da utilizzare nel trapianto del midollo, che dopo soli due anni, nel 2018, è arrivata ad essere quotata a Wall Street. «Proprio in quei giorni mi è arrivata la proposta di Doug: un'avventura che oggi mi occupa cuore e mente». Bastiano ha accolto al volo l'invito dell'università turritana per avere modo di spiegare i risvolti della sua ricerca. E ne approfitta per fare una scappata all'amato mare della Caletta, vicino a Nuoro, dove torna ogni volta che può. «Boston è bellissima ma non c'è niente che ricordi la Sardegna, neanche un ristorante. Qui mi rigenero con gli amici, i parenti e i profumi della mia terra».

 

12 - LA NUOVA SARDEGNA di martedì 14 maggio 2019 / Cultura e spettacoli - Pagina 37
L’ANNIVERSARIO
L'Università di Sassari e l'Isre commemorano l'intellettuale barbaricino
UN CONVEGNO DI TRE GIORNI PER RICORDARE ANTONIO PIGLIARU

di Roberto Sanna
SASSARI Tre giorni di studio dislocati in tutta la Sardegna per ricordare, a cinquant'anni dalla scomparsa, la figura di Antonio Pigliaru. Sassari, Nuoro e Orune ospiteranno i lavori del convegno di studi "Cultura e società nel pensiero di Antonio Pigliaru", che da giovedì 16 a sabato 18 maggio ripercorreranno le opere e il pensiero del grande intellettuale barbaricino nato a Orune il 17 agosto del 1922 e scomparso a Sassari il 27 marzo del 1969. Un'organizzazione imponente, curata di concerto dall'Istituto regionale etnografico di Nuoro, l'Università di Sassari (attraverso il Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali) il Comune di Orune e l'Associazione sassarese Filosofia e scienza. I lavori del convegno si svolgeranno nel Teatro Civico di Sassari giovedì, nell'Auditorium del museo del costume di nuoro venerdì e nella Biblioteca comunale di Orune sabato, giornata nella quale saranno inaugurate la "Biblioteca Pigliaru" che raccoglie tutti gli scritti e i documenti dell'archivio di Antonio Pigliaru (donato al Comune di Orune dalla famiglia) e la mostra bibliografica e fotografica.«Saranno tre giorni molto intensi, nel corso dei quali verrà rivisitata organicamente la figura di Antonio Pigliaru - ha detto ieri durante la presentazione dell'iniziativa Aldo Maria Morace, direttore del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali dell'Università di Sassari -, un maxi-convegno del quale l'Isre ha sostenuto il peso. Noi siamo onorati di poter essere una loro sponda e vorremmo presentare un aspetto nuovo dell'attività di Antonhio Pigliaru: l'attività di critico letterario. Pigliaru infatti si era laureato con una tesi su Leopardi e successivamente è stato uno dei primi a comprendere la grandezza del teatro dei miti di Luigi Pirandello. Ovviamente questo è solo uno dei tanti aspetti che verrà esaminato durante questi tre giorni che saranno un consuntivo onnicomprensivo della figura di Antonio Pigliaru». «Il nostro convegno vuole rilanciare il pensiero di Pigliaru e il suo messaggio positivo alle nuove generazioni e anche per questo si svolge su tre territori - ha aggiunto Tonino Delogu, professore ordinario di Filosofia morale all'Università di Sassari -. Non dimentichiamo che Pigliaru fu da sempre un sostenitore di una facoltà di formazione dell'uomo e noi come dipartimento discendiamo direttamente dalla facoltà di Magistero. Vogliamo realmente proporre una riflessione e 360 gradi dell'opera di un intellettuale impegnato in tantissimi campi».Il convegno nasce soprattutto grazie all'interessamento dell'Isre di Nuoro, rappresentato ieri dal presidente Giuseppe Pirisi che ieri ha voluto ricordare come in qualche modo l'opera di Antonio Pigliaru abbia un collegamento con la creazione dell'Istituto regionale etnografico: «Nel 1969 si insediò la commissione Medici e nel 1972, a conclusione dei lavori, nacque l'Isre. E da allora continuiamo a mettere in comunicazione i popoli, all'interno del Mediterraneo e non solo». «Siamo lieti di poter organizzare questo convegno - ha aggiunto -, che è nato diverso tempo fa. Il rettore emerito Attilio Mastino mi parlò di questa possibilità durante un convegno su Simon Mossa e io accettai con entusiasmo l'invito ad aderire all'iniziativa. Antonio Pigliaru è stato un grande antropologo e ricordare la sua figura rientra pienamente in quella che è la nostra missione e ci siamo messi a disposizione per tutto».Attilio Mastino, rettore emerito dell'Università di Sassari e componente del comitato scientifico dell'Isre Sardegna, ha poi voluto aggiungere che «sarà l'occasione giusta per riprendere quello che a mio parere è stato uno dei messaggi principali di tutta l'opera di Antonio Pigliaru, ovvero il voler "sprovincializzare" la provincia. Insieme alla moglie abbiamo già scritto un libro, questo convegno di tre giorni costituisce un passo aggiuntivo».

 

 

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