UniCa UniCa News Press review Domenica 12 maggio 2019

Domenica 12 maggio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
12 May 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web



L’UNIONE SARDA
 
1 - L’UNIONE SARDA di domenica 12 maggio 2019 / Regione (Pagina 9 - Edizione CA)
L'INIZIATIVA. A Cagliari oltre 25 mila visitatori alla prima giornata della 23ª edizione
“Monumenti aperti” e promossi
Esordio per l'asilo di via Baylle, al Ghetto la giovane guida parla in sardo

La mattina è splendida ma per alcuni è pur sempre una giornata lavorativa. Eppure, all'apertura, sono già tante le persone davanti a quei luoghi, i 75 siti selezionati per la ventitreesima edizione di “Monumenti aperti”. Luoghi famosi, luoghi meno noti. Luoghi che, per la prima volta, possono essere visitati.
LE NOVITÀ  Quattro le new entry di quest'anno: l'asilo di Marina e Stampace di via Baylle, la galleria del Parco degli anelli a Sant'Elia, la sede dell'Associazione nazionale marinai d'Italia e la Torre quarta regia. In realtà, c'è anche un'altra piccola novità: al Ghetto, a fianco alle guide che parlano italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, c'è anche Federico, alunno del I circolo didattico di Sestu, che descrive il monumento in sardo.
L'IMPEGNO  Una manifestazione che ha numeri incredibili: seimila i volontari, provenienti da 59 scuole e 54 associazioni, 67 i proprietari, pubblici e privati, coinvolti che hanno aperto le porte dei loro beni. L'Università, in primo luogo, che, oltre a mettere in mostra i propri gioielli, è stata protagonista di una serie di iniziative collaterali: ieri, la rettrice Maria Del Zompo ha dato il via, da piazza San Cosimo, alla prima corsa del “Trentapiedi dei monumenti”, il percorso proposto da “Vestigia UniCa”. Il Ctm, dal suo canto, questa mattina alle 10, fa partire il bus scoperto per regalare agli anziani un tour panoramico della città. Non manca neanche L'Unione Sarda che propone la visita al suo archivio storico, al planetario e a una vecchia linotype. Un macchinario che, ieri mattina, ha fatto strabuzzare gli occhi agli studenti delle medie del Convitto: loro, abituati a stampare premendo il tasto “invio” nel loro computer, non potevano immaginare che, in passato, fosse necessaria una macchina tanto grande e complessa.
LA MAPPA  “Monumenti aperti” non è soltanto la visita dei siti. In programma anche una serie di eventi collaterali: concerti nei diversi luoghi, mostre, spettacoli, videoproiezioni, un omaggio a Gramsci, “Cagliari che non c'è” (attività che vogliono far scoprire il patrimonio dimenticato della città), progetti di interazione (attraverso WhatsApp i cittadini costruiscono la mappa dei monumenti), abbattimento delle barriere per i disabili, la mediazione culturale del Ghetto e il “Mingrantour” che puntano a far scoprire le influenze storiche degli stranieri in città. Iniziative che in tanti sembrano aver apprezzato: ieri, le firme nei registri delle presenze sono state 25 mila; il sito più visitato è stata la Casa della massoneria, seguita dall'Orto botanico, dal San Giovanni di Dio e dalla Cittadella dei musei.
Marcello Cocco

 

2 - L’UNIONE SARDA di domenica 12 maggio 2019 / Prima Sport (Pagina 57 - Edizione CA)
ALL'ARENA. La protesta della Sud per il rigore di Napoli
Pañolada contro i torti arbitrali

La prima pañolada sarda. Al grido di «rispetto, rispetto», «buffoni, buffoni», i supporter della curva sud hanno accolto l'ingresso in campo di Cagliari e Lazio, agitando per alcuni minuti dei fazzoletti bianchi. La protesta, importata dal tifo spagnolo, era chiaramente indirizzata ai vertici del calcio e alla classe arbitrale per il torto subito dai rossoblù col Napoli, quando un rigore dubbio decretato col Var li ha condannati a una cocente sconfitta di domenica scorsa al San Paolo.
BARELLA PREMIATO  Prima del match Nicolò Barella è stato premiato dall'Ussi Sardegna «per la splendida stagione che lo ha portato a raggiungere stabilmente la Nazionale».
LA RETTRICE IN CAMPO  Sempre poco prima del fischio d'avvio la rettrice Maria Del Zompo e i dirigenti del club di via Mameli hanno premiato i tre migliori lavori del Project Work Cagliari 100, in vista della campagna promozionale per il centenario, che ha coinvolto settanta studenti di Marketing e comunicazione pubblicitaria. Sono stati scelti i lavori dei gruppi The Hunters, Socialkaralis e Digitalsay Comunicazioni, rappresentati dai capigruppo Alessandro Caredda, Martina Oppus e Maura Cappai. (lo. pi.)

 

3 - L’UNIONE SARDA di domenica 12 maggio 2019 / Regione (Pagina 5 - Edizione CA)
L'asse della ricerca verso l'ospedale gallurese: Cagliari al palo
Nell'accordo tra la Regione e il Qatar maxi penali se la procedura si fermasse

Una maxi penale nel caso in cui la Regione dovesse recedere dall'accordo sul Mater Olbia, per una qualche ragione non imputabile alla Qatar Foundation Endowment, e l'asse della ricerca che si sposta decisamente verso il Nord Sardegna. È quanto scritto nero su bianco nell'accordo firmato il 28 agosto del 2014 dalla Regione Sardegna con la Qatar Foundation Endowment, la società che fa capo all'emirato arabo e che sta realizzando il Mater Olbia. Il documento, riservatissimo, protocollato dalla Presidenza della Regione il 15 settembre del 2014 (governatore Francesco Pigliaru), delinea la strada da seguire per la realizzazione dell'ospedale di eccellenza a pochi passi dall'aeroporto di Olbia.
L'ACCORDO  Nell'intesa si spiega anche cosa potrebbe accadere nel caso in cui la Regione o i qatarini si dovessero tirare indietro. L'articolo 7 dell'accordo, infatti, recita che «qualora la Regione disponga il recesso dal presente accordo», al di fuori di ipotesi che in qualche modo possano rientrare in motivi di superiore interesse pubblico, la Qatar Foundation, indicata con la sigla Qfe, «avrà diritto complessivamente al 50% degli oneri sostenuti e documentati per l'acquisto del complesso immobiliare ove sarà attivato il Nuovo Ospedale. A partire dal quinto anno di esercizio tali oneri saranno ridotti delle quote di ammortamento degli investimenti». Inoltre alla Qfe spetterà anche «il 50% di tutti gli oneri sostenuti e documentati per la ristrutturazione e l'allestimento del Nuovo Ospedale». Infine, una postilla: «Oltre all'importo di cui sopra la Regione corrisponderà a Qfe € 20 milioni ove il recesso venga esercitato nei primi dieci anni di attività, ovvero € 10 milioni ove il recesso venga esercitato dall'undicesimo al ventesimo anno di attività».
ARBITRATO  Nelle altre ipotesi, quelle previste dall'articolo 11 della legge 241 del 1990 («per sopravvenuti motivi di pubblico interesse», per esempio il mancato accreditamento, procedura attualmente in corso), l'indennizzo sarà stabilito da un collegio arbitrale. Nel caso in cui, invece, fosse la Qatar Foundation a tirarsi indietro, dovrà corrispondere alla Regione, si legge nel documento, 20 milioni di euro se il recesso avviene nei primi dieci anni di attività o 10 milioni se accade dopo. Secondo alcuni tecnici, sommando le voci, tenuto conto ad esempio che solo per l'acquisto della struttura erano stati versati a Sardaleasing 30 milioni di euro, la cifra che la Regione dovrebbe versare sarebbe di circa 70 milioni di euro.
CENTRO DI RICERCA  Nello stesso accordo, inoltre, si stabilisce la creazione di un Comitato per supportare «il procedimento di riconoscimento del nuovo ospedale di Olbia come Irccs», ossia Istituto di ricovero e cura a carattere di eccellenza. Al momento nell'Isola non sono presenti Irccs, mentre regioni come la Lombardia, ad esempio, ne hanno un numero considerevole.
Negli anni scorsi, l'azienda Brotzu di Cagliari aveva annunciato l'avvio della procedura per il riconoscimento da parte del ministero della Salute della qualifica di Istituto a carattere di eccellenza per l'ospedale cagliaritano ma al momento sembra che sia tutto fermo. Nel frattempo, invece, se il riconoscimento arrivasse al Mater Olbia, l'accordo, firmato dalla Regione nel 2014 (e poi aggiornato nel febbraio di quest'anno con un addendum che modifica anche il numero dei posti letto) prevede la possibilità di «incrementi della tariffa a sostegno delle attività formative svolte a seguito di specifiche convenzioni con le Università della Sardegna». Un consistente incremento di introiti, dunque, per il polo privato gallurese.
Giuseppe Deiana

 

4 - L’UNIONE SARDA di domenica 12 maggio 2019 / Prima Economia (Pagina 20 - Edizione CA)
L'INIZIATIVA. A Cagliari e Sassari l'epilogo della manifestazione organizzata dal Crs4
“Lab Boat”, oltre mille studenti sardi a braccetto con la scienza

Sono circa mille gli studenti sardi che quest'anno hanno partecipato alle attività didattiche in barca a vela, a seminari divulgativi e laboratori interattivi di carattere scientifico, promossi nell'ambito della seconda edizione di “Lab Boat - navigare con la scienza”. Il progetto, curato dal Crs4 (il Centro regionale di ricerca, con sede nel Parco tecnologico di Pula) e finanziato da Fondazione di Sardegna e Fondazione Sardegna Film Commission, si è concluso ieri con eventi a Cagliari e a Sassari.
Diciassette studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che hanno vinto il contest “Lab Boat”, sono saliti a bordo della barca a vela “Adriatica”, suddivisi per gruppi, e sono salpati lo scorso 3 maggio da Alghero, con alcuni ricercatori del Crs4. Dopo le tappe al porto industriale di Oristano e a Carloforte, ieri la barca è arrivata nel porto di Cagliari. «Quattro ragazzi dell'istituto Paglietti di Porto Torres, con indirizzo scientifico che hanno partecipato alla precedente edizione sono stati coinvolti quest'anno come staff di supporto», ha spiegato Nicoletta Zonchello, che si occupa di divulgazione scientifica al Crs4.
Gli incontri sono stati curati da ricercatori e ricercatrici di fama nazionale e internazionale, che hanno coinvolto gli studenti in laboratori legati al mondo della scienza. (e. b.)

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA

5 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 12 maggio 2019 / Sardegna - Pagina 2
Il presidente Bolognese: la continuità non riguarda solo i collegamenti esterni ma anche quelli interni
CONFESERCENTI: TRASPORTI CARENTI FRENO AL TURISMO

CAGLIARI La ricetta per il turismo: dialogo tra istituzioni in modo da creare un sistema di trasporti ben strutturato per evitare l'emarginazione. È questo il vero rischio per la Sardegna, specie se le risposte continuano a tardare, in un contesto internazionale che richiede un sistema dei trasporti efficiente per rendere attrattiva l'offerta di un territorio. Ne hanno parlato i principali interlocutori del sistema trasporti in Sardegna al convegno organizzato a Cagliari da Confesercenti Sardegna e Assoturismo. Tutti concordi che il sistema trasporti debba essere inteso nella sua completezza e complessità. «Perché la continuità territoriale non è solo quella che consente di collegare la Sardegna al resto d'Italia e del mondo, ma occorre avere un sistema di trasporti tale che ogni luogo dell'interno sia facilmente raggiungibile - ha detto Roberto Bolognese presidente Confesercenti Sardegna - E se negli ultimi anni si è registrato, soprattutto all'aeroporto di Cagliari, un importante incremento negli arrivi di turisti, serve una visione d'insieme più reattiva e dinamica per confermarsi». «I margini di crescita ci sono tutti. Se ci siamo riusciti a Cagliari ci possono riuscire gli altri aeroporti dell'Isola», afferma il presidente della Sogaer Gabor Pinna, secondo cui «il turismo è la dimensione principale di questo secolo, e la connessione dei trasporti è fondamentale. Se non si tiene conto di questo non si cresce. C'è un'attività importante da fare: migliorare le capacità aeroportuali con dotazioni che consentano di poter aumentare il flusso aereo, ad esempio un nuovo radar». Per Massimo Deiana, presidente della Port autority sarda, «bisogna evitare che i porti italiani si facciano concorrenza. Ma soprattutto pensare sempre a lavorare affinché ogni arrivo crei indotto per il territorio in cui le navi approdano. Uno studio sviluppato con l'Università di Cagliari rileva cosa vuol dire patire la condizione di insularità. In commissione europea il problema è stato compreso, ma l'interlocuzione poi avviene con gli uffici che seguono le regole, che non tengono conto delle specificità dei territori. È una battaglia culturale e di sopravvivenza». Carlo Poledrini, direttore generale Arst, ha posto l'accento sulla necessità di rinnovare i trasporti pubblici interni: «Gli autobus non arrivano ai luoghi turistici di maggiore interesse» denuncia. Per l'assessore regionale al turismo Gianni Chessa, «serve unire le forze. Turismo e trasporti sono due facce della stessa medaglia. Stiamo realizzando chilometri di piste ciclabili, ma manca la cartellonistica turistica, che è la base per chi vuole sviluppare il turismo. Proprio per questo punterò molto su formazione, marketing, digitale e accoglienza», promette. Fare bene e presto è il messaggio della presidente nazionale Confesercenti Patrizia De Luise: «È indispensabile la capacità decisionale. Chi amministra deve decidere velocemente. Ciò che spaventa noi imprenditori non è la concorrenza, ma l'immobilità che porta all'arretratezza. E il fatto che le nostre attività siano cattedrali nel deserto, destinate a morte certa». La scommessa è creare collegamenti efficienti per sostenere chi ha voglia di crescere. (a.palm.)


6 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 12 maggio 2019 /Sport - Pagina 42
Project work
Il plauso del rettore, Maria Del Zompo, e del dg Mario Passetti, ai 70 ragazzi di Marketing e comunicazione dell'Università di Cagliari. Gli allievi di Alessandro Lovari e le idee per i cento anni del Cagliari.


7 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 12 maggio 2019 /Agenda Sassari - Pagina 22
TACCUINO
UNICEF-Università

Convegno sul diritto alla partecipazione dei bambini e degli adolescenti, Aula Dostoevskij, via Roma, 151, 2° piano, ore 17/19,30. Relatori: prof. Armando Savignano, e dott.ssa Manuela D’Alessandro. Coordina il prof. Piero Sanna. Ingresso libero. Info: 079/278981, 338/8001281, mail comitato.sassari@unicef.it


8 - LA NUOVA SARDEGNA di domenica 12 maggio 2019 / Cultura e spettacoli Pagina 36
SCIENZA E SALUTE
Il convegno organizzato dal dipartimento di Scienze biomediche dell'Università
«INFORMAZIONE E RICERCA CONTRO IL RISCHIO METALLI»
Pericoli dalle aree industriali ma anche dal cibo, specialmente pesci e cereali

di Grazia Brundu
SASSARI Niente allarmismi, ma un'informazione corretta e accessibile. Lontana dalle bufale che girano online e fondata sui princìpi della ricerca scientifica. Per provare a fare chiarezza su elementi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni - nel cibo, nell'acqua, così come nei prodotti dell'igiene quotidiana dallo shampoo al collutorio - e che faremmo meglio a conoscere per preservare il nostro benessere.Queste le basi del simposio "Metalli: salute e ambiente", organizzato dall'Università di Sassari, in particolare dal Dipartimento di Scienze biomediche, che si è svolto ieri nell'Aula magna dell'ateneo e a cui hanno partecipato biologi e ricercatori di varie università italiane, e un pubblico di studenti e persone comuni interessate ad approfondire l'argomento. «Con questo incontro abbiamo voluto creare una sinergia tra l'Università e il territorio. E il riscontro è stato molto buono, perché hanno risposto al nostro invito associazioni e aziende che in vario modo si occupano di salute, sport, agricoltura e tutela del suolo: tra queste, l'Igea, la società che gestisce le miniere e l'Associazione italiana cultura e sport», riassume il presidente del simposio, il professor Roberto Madeddu, che da oltre quindici anni porta avanti con il Dipartimento di Scienze biomediche importanti ricerche sul rapporto tra metalli e svariate patologie, anche attraverso l'organizzazione di congressi scientifici internazionali. «Divulgare - precisa ancora Madeddu - non vuol dire creare allarmismi: i metalli non provocano sempre tumori o malattie degenerative, ma alcuni possono essere dannosi ed è quindi necessario conoscerli e condividere i risultati delle ricerche». Punto di partenza del simposio è stata la necessità di fare chiarezza su alcune fake news. Come quella del «mercurio nei vaccini, cavallo di battaglia della protesta anti vax. In realtà si tratta di una percentuale minima, perfettamente assimilabile dall'organismo e non nociva. Niente a che vedere con la concentrazione di mercurio, per esempio, riscontrabile nei pesci», ha sottolineato Paolo Castiglia (Università di Sassari). Che ha anche parlato di «comunicazione del rischio» per esempio in rapporto alle «ordinanze sulla non potabilità dell'acqua, non sempre sufficientemente chiare per quanto riguarda i parametri e per questo, a volte, causa di alarmi eccessivi nella popolazione».La contaminazione dei metalli nella catena alimentare è stata al centro dell'intervento di Paola Borella (Università di Modena e Reggio Emilia), in particolare per quanto riguarda la pericolosità di diete troppo selettive. O quella «gluten free, soprattutto se fatta da persone che non hanno reali problemi di assimilazione del glutine. Perché - ha spiegato - il riso è un veicolo per i metalli pesanti, quindi è necessario prestare attenzione a dove e come viene coltivato».Paola Castaldi, dell'Università di Sassari, ha affrontato il tema della messa in sicurezza dei siti minerari dismessi (numerosi in Sardegna), per evitare che la contaminazione da metalli pesanti si diffonda anche a distanza attraverso l'aria e il vento e ha illustrato un progetto di «fitostabilizzazione in una piccola area dell'Argentiera con piante capaci di assorbire grandi quantità di metalli come piombo e cadmio». Di «piante sentinella» per la rilevazione dei metalli pesanti ha parlato Luigi Sanità di Toppi (Università di Pisa), mentre Walter Pinna (Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Sassari) è intervenuto sulla presenza di metalli pesanti nella filiera delle produzioni animali.I messaggi ingannevoli nelle etichette dei cosmetici "nikel free" e "nikel tested" sono stati analizzati dal professor Vittorio Mazzarello, che ha spiegato come sia impossibile per le attuali tecnologie eliminare completamente questo metallo, ma ha anche rassicurato sull'efficienza della legislazione Ue per quanto riguarda le concentrazioni. Marco Vincenti (Modena) ha fatto il punto sugli studi relativi ai tumori provocati dai metalli pesanti e sulla necessità di trasferire in tempi rapidi alla popolazione i risultati delle ricerche.

 

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