Lunedì 6 maggio 2019

ufficio stampa e redazione web: rassegna quotidiani locali
06 May 2019

L'Unione Sarda

Rassegna quotidiani locali
a cura dell’Ufficio stampa e redazione web


L’UNIONE SARDA
 

RASSEGNA STAMPA di LUNEDÌ 6 MAGGIO 2019

 

1 - L’UNIONE SARDA di lunedì 6 maggio 2019 / Mondo (Pagina 11 - Edizione CA)
IL CASO. La Procura di Roma acquisisce il dialogo, inviata rogatoria al Cairo
Le parole di uno 007 egiziano: «Regeni l'abbiamo rapito noi»
Svolta nelle indagini, supertestimone sente la confessione

IL CAIRO Il caso di Giulio Regeni sembra essere a una svolta. Un supertestimone, già ascoltato dalla Procura di Roma che segue l'inchiesta sulla tragica fine del giovane ricercatore trovato morto al Cairo nel 2016, avrebbe avuto modo di ascoltare uno degli 007 egiziani, tra i cinque indagati, confessare il suo coinvolgimento nella sparizione e nel successivo omicidio del 27enne. Questi, ufficiale della National security egiziana, era seduto a tavola e chiacchierava con un altro poliziotto africano della guerra all'opposizione politica in Egitto e a un certo punto ha nominato il «ragazzo italiano». Un episodio avvenuto a Nairobi, in Kenya, nell'estate del 2017. L'agente egiziano, convinto che le persone ai tavoli vicini non comprendessero la sua lingua, aveva parlato liberamente. L'uomo diventato poi il supertestimone, invece, conosceva l'arabo. Seduto nel tavolo accanto, ha sentito tutto.
Il pranzo delle spie
«Credevamo fosse una spia inglese», ha detto secondo quanto riportato dal Corriere della Sera e Repubblica. «Lo abbiamo preso, io sono andato e dopo averlo caricato in macchina abbiamo dovuto picchiarlo. Io l'ho colpito al volto». Il funzionario egiziano ammetteva dunque di aver partecipato al prelevamento del giovane italiano la sera del 25 gennaio 2016. Per i magistrati romani che seguono il caso il racconto del supertestimone è apparso attendibile e, proprio per questo, il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco hanno inviato al Cairo una nuova rogatoria nella quale si chiedono informazioni per ottenere ulteriori riscontri.

CASO Regeni» la SVOLTA
Dopo 3 anni troppe domande senza risposte

A tre anni dalla morte, tante domande, ma nessuna verità sul caso Regeni. Ecco le tappe della vicenda. 25 gennaio 2016 - Si perdono le tracce di Giulio: il giovane ricercatore, dottorando a Cambridge, «sparisce» nei pressi di piazza Tahir, al Cairo. 3 febbraio 2016 - Il suo cadavere viene ritrovato sulla strada che collega il Cairo ad Alessandria d'Egitto. Sul corpo segni di tortura: lividi, fratture, ferite, bruciature. 4 febbraio 2016 - Il direttore dell'Amministrazione generale delle indagini, Khaled Shalabi, esclude un'azione violenza: si indaga per incidente stradale. Viene eseguita l'autopsia. La Procura di Roma apre un fascicolo. Il 7 febbraio la salma arriva in Italia, la nuova autopsia certifica le torture. Il Cairo cambia versione, è depistaggio. I genitori di Giulio iniziano una battaglia, la vicenda diventa un caso diplomatico. Dalle autorità egiziane è un continuo cambiare versione. Fino al 9 settembre quando l'Egitto ammette: Regeni era sorvegliato. Nel corso di tre anni, una decina gli incontri tra inquirenti italiani ed egiziani. Più d'una rogatoria dai magistrati italiani, testimonianze e indagini anche da parte dei legali e degli esperti messi in campo dalla famiglia Regeni che aggiungono particolari alle indagini degli investigatori italiani. Fino a questi giorni quando la Camera istituisce una Commissione d'inchiesta per fare luce sull'assassinio.




RASSEGNA STAMPA di SABATO 4 MAGGIO 2019

 

1 - L’UNIONE SARDA di sabato 4 maggio 2019 / Prima (Pagina 1 - Edizione CA)
L'INTERVENTO
La conoscenza social(ista)

Aldo Berlinguer
Sarà che Karl Marx parlava di capitale, che le rivoluzioni sono sempre scaturite da rivendicazioni economiche ma nessuno (credo) avrebbe mai immaginato che la società capitalistica avrebbe consegnato al socialismo il bene più prezioso: la conoscenza.
Non per nulla, mentre l'Unione europea ancora ambisce a divenire l'economia basata sulla conoscenza più poderosa al mondo e mentre Rifkin parla di costo marginale zero, il principale fattore della produzione, nella società tecnologica, viene al giorno d'oggi socializzato. (...) SEGUE A PAGINA 4

Regione (Pagina 4 - Edizione CA) SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
Per una democrazia matura ci vorrebbe maggior selezione anche sul web
QUANDO I SOCIAL METTONO A DURA PROVA MERITOCRAZIA E CONOSCENZA

(...) Il web, i social divengono pertanto inopinatamente strumento di un nuovo socialismo tecnologico che conferma il proprio imprimatur alimentando nuove, inedite rivoluzioni, come la primavera araba. Ancor più sorprendentemente questo socialismo dell'informazione porta a nuove democrazie, anch'esse social.
Ma il web non si ferma qui: gemmata dal socialismo la democrazia mediatica rimane insofferente alla rappresentanza, alla delega. Il popolo della rete vuol decidere sempre e comunque, sino a teorizzare un nuovo paradigma: la democrazia diretta come regola, la rappresentanza come eccezione.
Il web, i social instillano infatti la percezione di poter parlare tutti di tutto, senza remore e senza selezione alcuna. Non a caso chiunque, oggi, non esita a contraddire coloro che, avendo studiato, la pensano diversamente. Così false credenze diventano “memi”: minime unità culturali che si propagano come un mantra e presto divengono pensiero unico e incontestabile.
Gli intellettuali appaiono dunque inutili e reagiscono stizziti. Alcuni evocano Hegel: «La lettura del giornale è la preghiera quotidiana dell'uomo moderno. Si tornerà all'informazione cartacea». Ma Hegel non conosceva il web. Non poteva immaginare le sue implicazioni, incluso il fatto che gli intellettuali venissero progressivamente percepiti come élite, spocchiosi sacerdoti di una casta di potere, nemici del popolo.
Lo aveva paventato Umberto Eco nella sua nota prolusione honoris causa all'università di Torino: «I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel». Il nodo viene dunque al pettine: la socializzazione della conoscenza, per diventare democrazia matura, ha bisogno di selezionare persone e informazioni, altrimenti è destinata a fallire. Ancor più se essa ha di fronte una società pietrificata, come quella italiana, che di selezione ne fa davvero poca, abituata com'è a scegliere nei salotti, in base alle relazioni, con una mobilità sociale ridotta al lumicino.
Diciamocelo: senza selezione non esiste meritocrazia e la mancanza di quest'ultima uccide la democrazia stessa: i rappresentanti si dimostrano incapaci di governare i processi socioeconomici (specie quelli globali), vengono anch'essi, presto ritenuti inutili, cresce il malcontento e la conoscenza social(ista) sfocia nel totalitarismo.
ALDO BERLINGUER UNIVERSITÀ DI CAGLIARI




RASSEGNA STAMPA di VENERDÌ 3 MAGGIO 2019

 

1 - L’UNIONE SARDA di venerdì 3 maggio 2019 / Prima pagina
L'INUTILITÀ DEI SONDAGGI
Con cadenza mensile i grandi organi di informazione ci aggiornano sull'orientamento elettorale degli italiani attraverso un sofisticato strumento: il sondaggio.
I sondaggi fotografano le tendenze politiche della popolazione italiana e, immancabilmente, i risultati occupano con grande evidenza le prime pagine dei quotidiani e delle testate che li commissionano. I telegiornali nazionali dedicano alla lettura delle percentuali uno spazio esclusivo e conferiscono a questi numeri un valore quasi inconfutabile. (...) SEGUE A PAGINA 48

Commenti (Pagina 48 - Edizione CA)
Commenti
Quei sondaggi diventati inutili

(...) Le frasi di rito che accompagnano l'analisi dei dati e i condizionali che li introducono svaporano rapidamente, mentre si afferma la morbosa necessità di costruire intorno a una tendenza rialzista o ribassista una narrazione che disegna i nuovi scenari della lotta politica.
Tutto molto interessante e soprattutto affascinante? Nessun lettore resiste alla tentazione di consultare le splendide tabelle colorate, dove i simboli dei partiti vengono ingigantiti o rimpiccioliti a seconda del proprio stato di salute. Peccato che questi numeri siano sempre meno attendibili, alla luce di un campione che raramente supera le poche migliaia di telefonate o interviste raccolte dagli istituti demoscopici.
In attesa delle consultazioni europee siamo nuovamente investiti da previsioni che prefigurano scenari, questa volta a carattere europeo. A ben poco è servita la lezione del 4 marzo 2018, quando una cinquantina di sondaggi sfornati nelle settimane precedenti il voto avevano, nell'ordine, decretato che il Pd non sarebbe sceso sotto la soglia di resistenza collocata intorno al 22-23%, che Forza Italia avrebbe agevolmente sopravanzato la Lega e che il Movimento 5 Stelle non avrebbe superato la barriera del 30%. Queste erano le indicazioni che tutti gli opinionisti attendevano con cieca fiducia dal responso dei sondaggi.
Il risultato è più che noto. Su 60 rivelazioni pubblicate nei due mesi precedenti il 15 febbraio 2018 (EMG, Demopolis, Bidimedia, Tecnè, Index Research, Euromedia, Piepoli, Ixè, SWG e altri), nessuna ha rilevato il sorpasso della Lega su Forza Italia (il partito di Salvini ha ottenuto quasi 4 punti più del suo alleato); nessuna ha collocato il Pd sotto il 20% (il partito di Renzi alla Camera ha raccolto appena il 17%); nessuna si è minimamente avvicinata alla gigantesca percentuale raggiunta dal movimento grillino: 36%. Dunque, le tre risposte fornite alle tre fondamentali domande si sono rivelate del tutto fallaci, dato che tutte le previsioni avevano indicato dati sostanzialmente lontani dalla realtà, tanto lontani da alterare la creazione di scenari minimamente credibili. Pertanto, l'intero dibattito pre-elettorale, monopolizzato dalla possibile formazione di un governo dell'inciucio, Pd+Forza Italia, si rivelò del tutto aleatorio, perché con appena il 33% di voti nessuna coalizione renziano-berlusconiana si sarebbe potuta costituire. Ma, soprattutto, nessun cordone sanitario anti-grillino si sarebbe mai potuto realizzare, perché non era concepibile relegare all'opposizione un partito votato da un italiano su tre.
Dunque, perché ancora i sondaggi occupano tanto spazio negli organi di informazione, costringendoci di fatto a riflettere su cifre prive di una effettiva rispondenza con la realtà? L'orientamento politico delle persone è ormai sempre più volatile e imperscrutabile perché il voto viene espresso in base a fattori contingenti e del tutto estemporanei, infatti, nell'era post-ideologica il consenso viene accordato in base a opinioni e sensazioni soggette a continui cambiamenti. Per questo motivo in alcuni paesi i sondaggi sono stati del tutto accantonati in quanto inattendibili. Resta da capire perché in Italia, invece, conservino ancora tanto fascino. Probabilmente la nostra società ha bisogno di vivere nella virtualità più che nella realtà e i sondaggi da questo punto di vista sono quanto di meglio si possa avere: un oracolo pronto a dispensare certezze, o presunte tali.
MARCO PIGNOTTI
DOCENTE DI STORIA DELLA COMUNICAZIONE POLITICA
UNIVERSITÀ DI CAGLIARI

2 - L’UNIONE SARDA di venerdì 3 maggio 2019 / Sulcis Iglesiente (Pagina 35 - Edizione CA)
IGLESIAS. Il ricercatore Enrico Santus al Minerario e allo Scientifico
L'ex (super) studente sale in cattedra

Non gli piace essere considerato modello da seguire. Se proprio gli si vuol dare una definizione, cede su quella del “motivatore”. Con questo intento ha accettato l'invito a incontrare gli studenti delle scuole di Iglesias (prima il Liceo Asproni, ieri il Minerario Asproni-Fermi), per parlare della sua esperienza di vita che lo ha fatto diventare un personaggio, “corteggiato” dalle più importanti testate giornalistiche.
La carriera
Difficile pensare il contrario, quando si parla di Enrico Santus, 33 anni, nato e cresciuto in città (dove vivono ancora i suoi genitori) poi approdato al “Mit”, il Massachusett institute of technology, la prestigiosa Università dell'area metropolitana di Boston e nella quale lavora come ricercatore, fianco a fianco con studiosi di gran calibro quali Regina Barzilay. Intelligenza artificiale è il suo campo di lavoro: in particolare la cosiddetta linguistica computazionale che, tradotto in termini più profani, mette insieme il linguaggio umano e quello dei computer. Creando, tra l'altro, applicazioni che spaziano dalle “fake news” (le bufale) alla ricerca in campo medico, non da ultima quella per la prevenzione del tumore al seno.
Lui ha la dote non scontata, né diffusissima, di comunicare con linguaggio accessibile (per la serenità di chi lo ascolta) anche la materia più ostica.
Gli incontri
Con questo piglio, ora che sta trascorrendo un periodo di vacanza prolungato da alcuni imprevisti nel rinnovo del visto per rientrare negli Usa, ha incontrato gli studenti del Minerario “Asproni” dove si è diplomato. Ai ragazzi del triennio del corso Informatica racconta dei suoi trascorsi: cominciando dal percorso di studi all'Alberghiero, prima di approdare al Minerario (nel frattempo accorpato con il Commerciale-Geometri “Fermi”). Continuando con la laurea in Lettere e la specialistica in Linguistica, a Pisa e le esperienze post laurea: Londra, Stoccarda, Hong Kong e Singapore, poi Boston. «È stato un onore essere chiamato dalla mia scuola. Non voglio essere esempio, semmai fornire uno stimolo. Mi piace ripetere ciò che dice il mio capo: “sharp focus”, traducibile come avere un bersaglio nitido e puntare verso di esso. Ognuno, poi, utilizzi la sua strategia: si può imparare l'inglese anche ascoltando una canzone o guardando un film. All'inizio si capirà poco o nulla, man mano si avrà più confidenza». La curiosità degli studenti, oltre che sulle questioni tecniche, è rivolta a quelle più “umanistiche”. A chi chiede come reagire quando qualcuno parla male di noi, cita ancora gli stimoli: «Mio padre mi sfidava sempre e io percepivo ciò come una motivazione in più». Poi suggerisce di uscire dalla “comfort zone”, quella sorta di area di conforto che può portare ad adagiarsi sulle proprie conoscenze. «Bisogna convincersi di essere sempre meno preparati degli altri: ci obbliga a imparare».
Cinzia Simbula

3 - L’UNIONE SARDA di venerdì 3 maggio 2019 / Provincia di Cagliari (Pagina 30 - Edizione CA)
Villaspeciosa
Anni cubani

La Consulta degli anziani organizza per oggi alle 17, al teatro comunale, un incontro sugli “Anni cubani di Evelina Mameli Calvino”, a cura di Maria Cristina Secci, dell'Università di Cagliari. (l. e.)

 

La Nuova Sardegna

 

LA NUOVA SARDEGNA



RASSEGNA STAMPA di LUNEDÌ 6 MAGGIO 2019

 

2 - LA NUOVA SARDEGNA di lunedì 6 maggio 2019 / Attualità - Pagina 9
L'ammissione dell'agente della polizia egiziana. Nuova rogatoria dei pm romani.
IL TESTIMONE: «LO CREDEVAMO UNA SPIA»
Il sostegno del ministro Moavero

di Marco Maffettone
ROMA Nuova rogatoria nel caso del rapimento, tortura e omicidio di Giulio Regeni. In dodici punti i pm della Procura di Roma ricostruiscono e mettono a disposizione degli omologhi egiziani il lavoro investigativo degli ultimi sette mesi chiedendo conferme su alcune novità che potrebbero rivelarsi determinanti nell'accertare quanto avvenuto al Cairo tra il 25 gennaio e il 3 febbraio del 2016. In primo luogo il racconto di un supertestimone, che sarebbe stato anche ascoltato a piazzale Clodio, che nell'estate del 2017, avrebbe carpito una sorta di confessione da parte del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, uno dei cinque appartenenti agli apparati di sicurezza egiziana finito nel registro degli indagati a Roma. Nel corso di un incontro in Africa, l'uomo ha sentito l'indagato affermare che Giulio «era stato preso e picchiato da lui perché sospettato di essere una spia inglese». Sul punto il riserbo dei magistrati è massimo ma, in base a quanto si apprende, nella rogatoria inviata venerdì scorso, dopo una lunga telefonata tra i titolari dell'indagine italiana ed egiziana, sono state allegate anche le dichiarazioni del testimone. Il nuovo documento comprende anche il lavoro dei carabinieri del Ros e uomini dello Sco. Gli inquirenti italiani chiedono alla magistratura egiziana notizie relative ad una serie di soggetti, in totale sarebbero una decina di persone, tutte appartenenti agli apparati pubblici egiziani, che gravitavano nell'orbita dei cinque indagati: oltre a Abdelal Sharif, il generale Sabir Tareq, il colonnello Uhsam Helmy, l'assistente Mahmoud Najem e il colonnello Ather Kamal. Ufficiali, alti funzionari e agenti che si sono adoperati per mettere sotto controllo Regeni dopo la denuncia di Mohamed Abdallah, figura di spicco nel sindacato degli ambulanti, che aveva raccontato alle forze di sicurezza egiziane del ricercatore italiano e dell'intenzione di svolgere un dossier per conto dell'università di Cambridge e dei soldi, circa 10 mila sterline, da lui promessi per la ricerca. Il secondo elemento della rogatoria riguarda gli spunti investigativi presenti nelle tre memorie che il legale della famiglia Regeni ha messo a disposizione del pm Sergio Colaiocco e che rappresentano l'attività di indagine difensiva, tra cui il racconto del supertestimone. Parole che ora i magistrati mettono a disposizione anche ai colleghi egiziani.



RASSEGNA STAMPA di SABATO 4 MAGGIO 2019

 

2 - LA NUOVA SARDEGNA di sabato 4 maggio 2019 / Sassari - Pagina 20
Mostra organizzata da Università e Brigata nella caserma La Marmora
I veterinari nella grande guerra

SASSARI Nella caserma La Marmora in piazza Castello, alla presenza del vice comandante della Brigata Sassari colonnello Giuseppe Levato, del direttore del dipartimento di Veterinaria dell'ateneo turritano Eraldo Sanna Passino, dell'assessore alla cultura del Comune Manuela Palitta, del presidente dell'Ordine provinciale dei Medici Veterinari Giovanni Maria Cubeddu, è stata inaugurata questa mattina la mostra itinerante dal titolo "La medicina veterinaria nella prima guerra mondiale". L'evento, organizzato dal dipartimento di Veterinaria e dal Comando Brigata Sassari, prevede l'esposizione di immagini, testi e materiali legati principalmente all'impiego dei cavalli nel primo conflitto mondiale. Il percorso espositivo, promosso dal corpo di sanità e veterinaria dell'esercito italiano, in collaborazione con la società italiana delle scienze veterinarie, l'associazione italiana di storia della medicina veterinaria e della mascalcia ed il museo di scienze veterinarie dell'università di Torino, ha lo scopo di rievocare gli anni della prima guerra mondiale con particolare riferimento all'opera compiuta dai medici veterinari e dagli studenti di zooiatria che cento anni fa vissero la tragica esperienza della grande guerra, in molti casi sacrificando la propria esistenza. L'esposizione sarà aperta, in occasione di Monumenti Aperti, oggi dalle 17 alle 21, e domani dalle 9 alle 21. Inoltre, la stessa sarà aperta al pubblico sino al 24 maggio, dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al giovedì e dalle 8,30 alle 12 il venerdì.In tali orari sarà possibile effettuare anche delle visite guidate al museo storico della Brigata Sassari, il cui percorso espositivo, incentrato sul tema della grande guerra, presenta un'interessante documentazione fotografica e un'importante raccolta di cimeli legata agli eventi bellici nei quali i reggimenti sardi diedero prova del loro straordinario valore. In concomitanza con "Monumenti Aperti 2019", nella caserma La Marmora, sarà fruibile anche una mostra statica di veicoli d'epoca curata dal Club "Il Volante", con la presenza, nella giornata della domenica, di abiti ispirati ai primi del '900 dello stilista Manuel Casati.




RASSEGNA STAMPA di VENERDÌ 3 MAGGIO 2019

 

3 - LA NUOVA SARDEGNA di venerdì 3 maggio 2019 / Cultura e spettacoli - Pagina 45
Incontro oggi nell'aula magna dell'Università di Sassari a 500 anni dalla morte
Gli studiosi spiegano le idee e i progetti dell'ingegnere, inventore e innovatore
LEONARDO, L'ARTISTA-SCIENZIATO
Viaggio nella mente del genio

di Paolo Curreli
SASSARI Il 2 maggio del 1519 moriva ad Amboise nel Castello di Clos-Lucé, Leonardo Da Vinci, aveva 67 anni e aveva vissuto i suoi ultimi anni due anni di vita al servizio di Francesco I re di Francia. L'Università di Sassari dedica oggi, alle 17 nell'aula magna di Piazza Università, a 500 anni dalla morte di questo uomo straordinario, una giornata di studi dal titolo: "Leonardo, innovatore, inventore, ingegnere". Un interessante percorso sulla incredibile inventiva di un artista capace di esplorare territori sconosciuti e di una personalità mossa da una insaziabile voglia di scoperta. «L'iniziativa è nata dalla grande passione per Leonardo di Plinio Innocenzi, ordinario di scienze e tecnologie dell'ateneo sassarese e addetto scientifico dell'ambasciata italiana di Pechino, che al genio di Vinci ha dedicato uno studio "The Innovators Behind Leonardo" edito dalla Springer, importante casa editrice internazionale specializzata in pubblicazioni scientifiche» spiega Roberto Furesi, professore ordinario della facoltà di Agraria di Sassari e responsabile dei rapporti con i media, divulgazione scientifica e promozione dell'immagine dell'ateneo turritano. Un grande pittore, autore del quadro più celebre della storia (La Gioconda), un creativo visionario capace di anticipare decine di invenzioni che vedranno la realizzazione solo dopo secoli, una figura iconica entrata nell'immaginario collettivo. «Il successo e la persistenza nei tempi moderni della figura di Leonardo è anche dovuta al fatto che riusciamo a comprendere il suo percorso umano, scientifico e artistico - dice Furesi -. Un giovane con la valigia piena di progetti che propone a sovrani e potenti, fino al Sultano d'Oriente le sue start up e il suo curriculum. Un precario di cui, spesso, non viene riconosciuta la genialità. Una caratteristica che può sembrare irriverente ma che lo avvicina a noi e lo rende contemporaneo». Un ragazzo cresciuto in uno di quei momenti magici, in cui le condizioni storiche sono l'humus adatto per lo sviluppo dell'innovazione. «Sicuramente il contesto storico del Rinascimento, Firenze, sono state condizioni irripetibili, Leonardo non è stato solo capace di creare e inventare ma anche di riutilizzare, aggiornare e perfezionare idee che non avevano la sua primogenitura - sottolinea Roberto Furesi -. Oggi avremo modo di approfondire molti aspetti della sua creatività».Il viaggio affascinante all'interno di questa mente fertile sarà condotto da Plinio Innocenzi, ricercatore internazionale nel campo nelle nanoscienze e nella nanochimica, premiato dal Ministero della Scienza e Tecnologia cinese, che parlerà di "Leonardo innovatore", l'artista-scienziato e uno dei principali esponenti della cultura ingegneristica che si stava sviluppando in Italia. Nel programma due interventi di Massimiliano Lisa e Edoardo Zanon di "Leonardo 3", innovativo centro studi e laboratorio di ricerca la cui missione è quella di studiare e rendere fruibili al grande pubblico i beni culturali, impiegando metodologie e tecnologie all'avanguardia sviluppate internamente. Gli studi di "Leonardo 3" hanno permesso di ricostruire in modo accurato e filologicamente corretto molte della macchine progettate da Leonardo. Massimiliano Lisa parlerà di "rivoluzione e utopia in Leonardo". Edoardo Zanon tratterà di uno degli aspetti più affascinanti del genio toscano: "Leonardo e il volo". Leonardo da Vinci è stato il primo uomo a immaginare il volo umano e a progettare macchine volanti e differenti soluzioni studiando attentamente il volo degli uccelli e quello degli insetti. I lavori saranno introdotti dal rettore dell'università di Sassari Massimo Carpinelli e moderati dal direttore de La Nuova Sardegna, Antonio Di Rosa. Con questo incontro dedicato a Leonardo da Vinci l'università di Sassari apre le sue porte ai cittadini, al vasto pubblico sempre più interessato alla cultura, con uno spirito di divulgazione non banale. «Abbiamo in programma un calendario di incontri con titoli di grande interesse - precisa Roberto Furesi -. Un modo per aprirci alla città, restituire e trasmettere al territorio ricerca e cultura. Un dovere e una responsabilità dell'Ateneo».

 

Questionnaire and social

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