Una convergenza da scoprire grazie alle opere di Angelo Liberati ispirate a Bob Dylan esposte nello studio legale Dore-Ciulli-Angioni. Pamela Ladogana: "Un artista rimasto coerente lungo i decenni che ha attraversato". GALLERIA FOTOGRAFICA e VIDEO
02 December 2017
Pamela Ladogana con Angelo Liberati

di Sergio Nuvoli

Cagliari, 3 dicembre 2017 – “Angelo Liberati ha mantenuto la sua straordinaria coerenza di artista che ha attraversato i decenni: attraverso le sue opere ha raccontato e racconta gli anni ‘60, momento storico in cui nella storia dell'arte New York ruba la scena a Parigi. In Italia ne abbiamo l’eco attraverso le riviste e La Biennale di Venezia. Liberati respira quel clima nel crogiolo di arte e cultura che è la Roma di quegli anni”. Così Pamela Ladogana, ricercatrice di Storia dell’Arte, all’inaugurazione di “Opere dylaniate”, la mostra di opere ispirate a Bob Dylan dell’artista frascatano trapiantato a Cagliari, ospitata nello studio legale di Giovanni Dore, Fabio Ciulli e Luisa Angioni. Un indovinatissimo connubio tra arte, cultura e diritto.

"Per vivere al di fuori della legge, devi essere onesto", la frase più citata negli interventi, ed in particolare da Giovanni Dore, tratta da "Absolutely Sweet Marie", brano di Bob Dylan del 1966.

Angelo Liberati con la prof.ssa Maria Luisa Frongia (a sinistra)
Angelo Liberati con la prof.ssa Maria Luisa Frongia (a sinistra)

“Colore e immagine si fondono perfettamente nell’arte di Liberati – ha spiegato quindi la prof.ssa Ladogana - Nel colore c’è una carica che rimanda agli spunti derivanti da quei momenti vissuti in prima persona dall’artista. Le immagini sono spinte, disegnate o trasferite con un solvente che rende i contorni più sfumati, con la tecnica del décollage che lui ha imparato dagli artisti americani”.

Parole confermate da Angelo Liberati, che ha invitato i tantissimi presenti a soffermarsi davanti alle sue opere per scoprire il connubio alla base dell'esposizione: "Bob Dylan diceva di voler costruire le sue canzoni e i suoi testi come un dipinto - ha commentato l'artista - E' una volontà interessante, quella di avere presente che chi ascolta il brano possa comportarsi come chi guarda un quadro. Il quadro sta lì, davanti a lui puoi andare avanti e indietro, ma ha sempre la capacità di trascinarti altrove: tutti i brani di Bob Dylan hanno la capacità di costruire immagini a ripetizione, senza apparentemente un ordine logico".

Una bella colonna musicale ha completato la serata. 

"Opere dylaniate", il libro degli ospiti
"Opere dylaniate", il libro degli ospiti
GUARDA L'INTERVENTO DI ANGELO LIBERATI

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