A Sant’Arte convegno scientifico patrocinato da UniCa sull’opera e sulle intuizioni di Pinuccio Sciola. FOTO e VIDEO
30 September 2017
Al Festival di arti visive Sant'Arte il convegno scientifico coordinato da UniCa

di Sergio Nuvoli - evento trasmesso in diretta live facebook

San Sperate, 29 settembre 2017 – “Volevamo ribaltare il rapporto di subordinazione tra paese e città, ma durante i nostri incontri finivamo per parlare anche dei problemi della Sardegna, per esempio del pastoralismo e dello sviluppo della nostra società”. Questo pomeriggio a Sant'arte la prof.ssa Pamela Ladogana ha ricordato così con una frase dell'artista il ruolo di Pinuccio Sciola nella temperie culturale che portò alla nascita del Paese Museo: “Ha sempre considerato l'arte come strumento per parlare delle problematiche sociali, anche quando occorreva alzare la voce per farsi sentire – ha aggiunto – E’ un'idea che a Sciola venne nel '68 ed è ancora attualissima. Quando lo invitarono alla Biennale del '76, portò con sè a Venezia i suoi cadaveri di legno e con essi invase piazza San Marco. 'Rappresentano l'irruzione nella società dei problemi sociali, come i morti di Buggerru', disse a Placido Cherchi che lo intervistava”.

L'intervento della prof.ssa Pamela Ladogana a Sant'Arte
L'intervento della prof.ssa Pamela Ladogana a Sant'Arte

L’occasione di questo pomeriggio era l’incontro su “L’Arte come motore di sviluppo sociale. Il caso di San Sperate Paese Museo” organizzato dalla Fondazione Sciola all’interno del Festival delle arti visive “Sant’Arte”: al tavolo con l’economista Paolo Savona, la presidente della Facoltà di Studi umanistici Rossana Martorelli e le docenti Maria Luisa Frongia e Pamela Ladogana. All’inizio dell’incontro i saluti dell’assessore comunale alla cultura, Emanuela Katia Pilloni. L’iniziativa è stata realizzata con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Cagliari ed è il primo passo concreto di un rapporto che proseguirà.

“La grande disponibilità dell'Ateneo ad approfondire l'arte di Pinuccio Sciola - ha detto Tomaso Sciola, presidente della Fondazione che porta il nome del grande artista - servirà per continuare quello che lui ha iniziato e per contagiare altre realtà”.

La presidente di Studi umanistici, Rossana Martorelli, a Sant'Arte
La presidente di Studi umanistici, Rossana Martorelli, a Sant'Arte

“Sciola mi diceva che l'artista ha una marcia in più e deve lasciare una traccia – ha raccontato la prof.ssa Maria Luisa Frongia – E aggiungeva ‘Io la lascerò con la pietra’. Ma proponendo l'innovazione del Paese Museo, aveva già dato vita ad un concetto modernissimo, all’idea del museo che si riappropria del territorio aprendosi ad esso”. La presidente della Facoltà di Studi umanistici, Rossana Martorelli, ha ricordato come le opere di Sciola siano state inserite dall’Ateneo anche in un importante recente progetto scientifico perché “ci ha lasciato un grande patrimonio artistico”.

“L'arte aiuta a non smarrire i rapporti umani – ha spiegato il prof. Paolo Savona - Il compito della cultura è creare coesione: quella che oggi manca all'Europa, che chiede agli stati riforme non basate sui rapporti umani. Anche di questo parlavamo spesso con Pinuccio Sciola: oggi la battaglia è far riconoscere l'importanza di un artista come lui nell'organizzazione sociale”.

La prof.ssa maria Luisa Frongia e il prof. Paolo Savona
La prof.ssa maria Luisa Frongia e il prof. Paolo Savona

“Il messaggio di Sciola è che l'arte eleva l'uomo, non solo dal punto di vista economico – ha aggiunto l’economista - fermo restando che se la gente chiede di stare bene, anche l'arte deve creare le condizioni sociali per questo. La cultura può ristabilire l'equilibrio che le tecnologie costantemente ci fanno perdere: questo era il messaggio di Pinuccio Sciola. San Sperate era per lui il laboratorio in cui dimostrare che non basta la tecnologia per vivere bene e arricchirsi. Se questo paese riuscisse a diventare quello che lui voleva, potrebbe diventare un faro per la nostra società ed essere custode di speranza per il mondo intero”.

Paolo Savona, Rossana Martorelli e l'assessore Pilloni
Paolo Savona, Rossana Martorelli e l'assessore Pilloni

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA di sabato 30 settembre 2017

Provincia di Cagliari (Pagina 23 - Edizione CA)
«L'arte di Sciola arricchisce l'uomo e il paese»
SAN SPERATE. Così l'economista Paolo Savona durante il festival di Sant'Arte

L'arte eleva l'uomo, riallaccia i rapporti sociali e fa da catalizzatore per l'economia. Così Paolo Savona, docente universitario ed economista, ha parlato al Festival Sant'Arte organizzato dalla fondazione Pinuccio Sciola. «Il messaggio di Sciola è che l'arte arricchisce l'uomo, non solo dal punto di vista economico, fermo restando che se la gente chiede di stare bene, anche l'arte deve creare le condizioni sociali per questo. La cultura può ristabilire l'equilibrio che le tecnologie costantemente fanno perdere: in questo credeva Pinuccio Sciola. San Sperate era per lui il laboratorio in cui dimostrare che non basta la tecnologia per vivere bene e arricchirsi. Se San Sperate riesce a diventare quello che lui voleva, resta la speranza per il mondo intero».
Allo Spazio Antas di via Arbarei si è tenuto un convegno sull'arte come motore di sviluppo sociale. Alla tavola rotonda con l'economista Paolo Savona, c'erano la presidente della Facoltà di Studi umanistici Rossana Martorelli e le docenti Maria Luisa Frongia e Pamela Ladogana. Presenti anche i figli dell'artista famoso in tutto il mondo, Tomaso, Maria e Chiara. Anche il sindaco Enrico Collu e l'assessora alla Cultura Emanuela Katia Pilloni.
Maria Luisa Frongia ha parlato commossa: «Pinuccio Sciola mi diceva che l'artista ha una marcia in più e deve lasciare traccia e aggiungeva che lui l'avrebbe lasciata con la pietra. Ma quando propose l'innovazione del Paese Museo stava dando vita ad un museo che si riappropria del territorio in cui opera, che si apre all'esterno».
L'assessora Pilloni ha aggiunto «I ragazzi a San Sperate sono abituati al bello e all'arte e la proteggono, questa è l'eredità più grande di Sciola». Pamela Ladogana ha ricordato una frase dell'artista: «L'arte deve essere vissuta anche come strumento per parlare dei problemi sociali, anche quando occorre alzare la voce». (m.p.)

L'Unione Sarda
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