Carriera accademica, insegnamento, passione per il diritto: il dipartimento di Giurisprudenza e il Dottorato di ricerca in Scienze giuridiche hanno curato la celebrazione del costituzionalista emerito. Docente dell'Università di Cagliari fino al 2021, le attività del professore sono state evidenziate dai suoi ex colleghi e allievi nell'aula magna "Maria Lai" . Una giornata ad alto valore scientifico. Ma anche calorosa, aperta dai saluti di Francesco Mola e Cristiano Cicero, chiusa dal presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti, Sandro Staiano
08 October 2022
Gioiosa foto del professor Ciarlo con il gruppo dei giuristi che ha preso parte agli Scritti

Il gotha del diritto in ateneo: una festa nella festa

Mario Frongia

Visibilmente emozionato. Forse, nonostante la lunga esperienza accademica e istituzionale, anche piacevolmente sorpreso. Pietro Ciarlo e le oltre duemila pagine che ne raccontano mezzo secolo di ricerca, lezioni, approfondimenti, saggi. Ma non solo. La cerimonia che si è tenuta nell’aula magna del Dipartimento di Giurisprudenza, è stata di particolare pregio per almeno due aspetti. Intanto, l'atmosfera. Affettuosa e amichevole, con i toni di una felice e proficua rimpatriata, da un lato. Rigorosa, solenne e protocollare, dall'altro. Il convegno che ha avuto per cornice gli Scritti in onore di Pietro Ciarlo è stato una pagina in ottima grafia. Un flash su norme, direttive, citazioni, raffinate disquisizioni su un mondo in continua evoluzione. Nata quasi a sorpresa, la manifestazione ha celebrato il diritto. Quello Costituzionale, intreccio di amore e passione del professore classe '51 originario di Benevento. Ma anche l'insieme delle altre declinazioni della discliplina, scandite da alcuni dei massimi studiosi del Paese. L'aula intitolata a Maria Lai - sublime artista ogliastrina che, forse, dall'alto ha sommessamente e benevolmente sorriso alla messa laica dei Maestri del diritto intenti a raccontare il lungo e prezioso viaggio tra tomi, progetti, politica e dottrina del loro collega già preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Cagliari - ha vibrato più volte per gli applausi. Sinceri, convinti, partecipati.  

Cagliari. Una veduta della sala. A sinistra, Pietro Ciarlo con Cinzia CItarella
Cagliari. Una veduta della sala. A sinistra, Pietro Ciarlo con Cinzia CItarella

Gratitudine infinita. Ma anche sentimenti quali amicizia, tolleranza e rispetto

"Sì, sono emozionato. Anche perché ho sentito parole vere. Sapete - ha detto Pietro Ciarlo con un eloquio compito e divertito al tempo stesso - spesso i miei colleghi parlano con lingua biforcuta. Oggi no". Risate in sala. Il professore ha incassato un invisibile ma intenso abbraccio. E ancora. "Ho qui al fianco Francesco Mola e Cristiano Cicero, due tra i nostri migliori amici. Quel che hanno detto sul mio conto mi compiace e lusinga. Grazie".  Il tomo da duemila pagine è poggiato sul tavolo dei relatori. Il professore lo indica. E spiega: "Non ho avuto alcun merito particolare. In tutti questi anni, mi ha guidato l’istinto. Certo, mi rendo conto che oggi si chiude un ciclo. Ricordo che quando Andrea Deffenu due anni fa mi disse che stavano lavorando agli studi in mio onore, gli risposi che sarebbe stata una faticaccia. I colleghi, in questi casi, spesso dicono di sì per protocollo". Altre risate. "Sono andati avanti. Ed è così che è iniziata la grande congiura. Perché dovete sapere che gli studi sono stati tenuti segreti. Non ne sapevo nulla. Poi, a fine agosto Giuseppe Franco Ferrari, uno degli autori, grande avvocato e docente di diritto comparato alla Bocconi, mi ha chiamato per scusarsi in quanto il 7 ottobre non sarebbe potuto venire. Insomma, l'iniziativa, che ha crucciato un po' tutti, è andata in porto. Grazie ad Andrea". Applausi. E una citazione speciale per Marco Betzu, Stefania Cecchini e Stefano Aru: "Con loro condivido la stanza. Per puro caso è la  numero 1. Noi la chiamiamo stanza della felicità perché parliamo, scherziamo, ridiamo. Grazie, ragazzi".

Pietro Ciarlo nel corso dei lavori
Pietro Ciarlo nel corso dei lavori

Pietro Ciarlo, pioniere della Terza missione universitaria

"La verità? Siamo entrambi campani ma Pietro Ciarlo l'ho conosciuto qui a Cagliari". Francesco Mola ha incrociato lo sguardo dei tanti cattedratici, della signora Ciarlo, in prima fila, di Francesco Sitzia, emerito di diritto romano e chairman del convegno. L'emotività, che ha contaggiato anche il rettore dell'Università di Cagliari, ha dato sentimenti di vicinanza all'incontro. "Sono contento per molteplici ragioni. Intanto, per l'eccellente Dipartimento guidato dal professor Cicero. Poi, per i tanti amici che ho incontrato: l'arricchimento e gli spunti della vostra materia per me sono particolarmente graditi". Pausa. Il professor Mola è amdato a ritroso.  "Come ricorderà il professor Sitzia, ho conosciuto Pietro Ciarlo quand'era preside di Giurisprudenza. Ero appena arrivato a Economia, tutti si affrettavano a dirmi di andare a trovarlo. L'insistenza mi colpì, di solito, quando si arriva in una nuova sede, ti indicano un ristorante, il sarto, un buon meccanico". Risate. "Poi, con Pietro abbiamo fatto tante cose assieme". Da prorettore vicario e prorettore alla Semplificazione amministrativa, sei anni con Maria Del Zompo rettore. "Di Pietro - ha proseguito il professor Mola - mi ha colpito l'avverarsi di quel che lui diceva da anni. Oggi la Terza missione è un capitolo chiave degli atenei. Ebbene, fin dai primi anni Duemila, lui svolgeva la sua attività di divulgazione spostandosi sul territorio, raccontando quel che accadeva nel nostro Paese. Una narrazione puntuale, favorita anche dal suo impegno in politica. Il professor Ciarlo ha portato fuori dall’accademia la Terza missione". E ancora. "Ho lavorato su vari temi con i giuristi. Da Pietro Ciarlo ho cercato di ereditare tanti insegnamenti.  Sulle duemila pagine del tomo, che non ho ancora letto, da statistico - ha scherzato il rettore - mi chiederò quante siano le probabilità che un uomo sano di mente possa provare a leggerle". La sala applaude. E sorride. L'atmosfera è quella giusta. Anche perché, tra le virtù dei grandi, c'è anche quella che prevede di non prendersi mai troppo sul serio.

Da sinistra, Cristiano Cicero, Francesco Mola e Francesco Sitzia
Da sinistra, Cristiano Cicero, Francesco Mola e Francesco Sitzia

Maestria giuridica e relazionale. Un grande lascito per il dipartimento di Giurisprudenza

"Vi avverto, l'evento viene registrato". Francesco Sitzia, già preside di Giurisprudenza, è il gran capo del tributo a Pietro Ciarlo. Cristiano Cicero, direttore del diparrtimento di Giurisprudenza, gli rende omaggio: "Abbiamo qui, e lo dico con orgoglio, i tre nostri emeriti. Dico grazie di cuore ai professori Luminoso, Sitzia e Ciarlo dei quali stanno per uscire gli Annali. Sono molto emozionato e non mi accade spesso. La nomina di Pietro è stata praticamete plebiscitaria". Il professor Cicero ha preso fiato. Poi, ha riannodato i fili. "Ho conosciuto Pietro trentanni fa. Ma era una conoscenza unilaterale: io sapevo chi era, lui non mi conosceva. Ho seguito la sua prima lezione di diritto costituzionale a Cagliari. Oggi, sono tanti i costituzionalisti che dimostrano al professore rispetto e gratitduine. Per noi, è un fardello spesso pesante da portare. Ma ci proviamo. E gli siamo riconoscenti per quel che ha fatto in tutti questi anni". Cristiano Cicero ha accelerato. "Pietro ha qualità da maestro e da amico. E sono particolarmente felice di essere il direttore del dipartimento così da poter presentare questi tre tomi. Ho tanti bei ricordi del lavoro svolto assieme. E lo ringrazio per l’equilibrio che ci dato nei momenti meno facili". Altra pausa. "Mi riferisco alla maestria giuridica e umana. Il professor Ciarlo ha avuto anche la capacità di creare un gruppo e di fare in modo che dei colleghi siano diventati anche amici. Forse, caro Pietro, è questo uno dei tuoi pregi maggiori. Una virtù che hanno in pochi". Pietro Ciarlo, con al fianco la moglie, Cinzia Citarella, ha annuito. Ancora una volta, piacevolmente commosso. 

Un'altra fase dei festeggiamenti con i curatori dell'opera
Un'altra fase dei festeggiamenti con i curatori dell'opera

Tre decenni di docenza raccontati in oltre duemila pagine

Pietro Ciarlo ha insegnato Diritto costituzionale all’Università di Cagliari per trent’anni, recentemente è stato insignito del titolo di Professore emerito dal Ministero dell’Università. L’opera, curata da allievi e da colleghi di diversi atenei, è una pubblicazione del dipartimento di Giurisprudenza, edita dalle Edizioni scientifiche italiane. Circa duemila pagine che raccolgono più di 130 contributi, non soltanto di diritto costituzionale ma anche di diritto privato, commerciale, dell’Unione Europea, internazionale e di storia e filosofia del diritto, a testimonianza del prestigio riconosciuto al professor Ciarlo al di là della sua comunità scientifica di riferimento. Tra i curatori degli scritti, afferiscono all’Università di Cagliari Gianmario Demuro, Ilenia Ruggiu, Roberto Cherchi, Andrea Deffenu, Marco Betzu, Giovanni Coinu, Stefano Aru e Stefania Cecchini.

 

La copertina dell'opera
La copertina dell'opera

Il convegno, la carriera, la partecipazione

Il convegno è stato organizzato dal dipartimento di Giurisprudenza e dal Dottorato di ricerca in scienze giuridiche. I lavori si sono sviluppati su due sessioni. La prima, in mattinata, mette al centro il dibattito sulle forme di governo e l’indirizzo politico; la seconda, pomeridiana, ha approfondito forme di Stato, regionalismo e diritti. Pietro Ciarlo è nato a Napoli nel 1951, si è laureato all’Università Federico II con il massimo dei voti e la lode nel 1973. All’Ateneo cagliaritano è arrivato nel 1990, dopo aver vinto il concorso di professore ordinario. È stato preside della facoltà di Giurisprudenza dal 1994 al 2000 e prorettore per la Semplificazione e l’innovazione amministrativa dell’ateneo dal 2015 al 2021. Numerosi i suoi incarichi anche a livello nazionale: membro del Comitato per le scienze giuridiche del Consiglio universitario nazionale; componente del direttivo della Conferenza nazionale dei presidi delle Facoltà di Giurisprudenza; componente del comitato scientifico di diverse riviste, alcune delle quali ha contribuito a fondare; membro dell’Associazione italiana costituzionalisti; responsabile di numerosi progetti di ricerca finanziati dal Ministero dell’Università, dal Cnr e dal Formez.

Ha collaborato Massimo Lunardelli

Foto di Stefania Cecchini

Un'altra fase dei lavori nella sala dedicata a Maria Lai
Un'altra fase dei lavori nella sala dedicata a Maria Lai

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