Prevista la creazione di un incubatore di imprese high-tech, con capitali bancari, per finanziare i giovani ricercatori meridionali
17 May 2007

I rettori delle Università campane promuovono il patto tra banche, atenei, imprese e fondazioni promosso da Banca Carime in Puglia assieme alla Confindustria locale e all’Università di Bari. I “magnifici” plaudono al progetto, ideato da Andrea Pisani Massamormile, che prevede la creazione di un incubatore di imprese high-tech, con capitali bancari, per finanziare i giovani ricercatori meridionali e rilanciare, per questa via, lo sviluppo del Sud. I rettori sottolineano come, con l’intervento del mondo del credito, si possa finalmente dare impulso alle idee e farle diventare concrete iniziative imprenditoriali.
Guido Trombetti, rettore dell’Università di Napoli Federico II e presidente della Crui, denuncia che “una delle difficoltà maggiori degli spin off (la creazione di nuove imprese, ndr) è proprio la fase di avvio dell’attività, cioè trovare il meccanismo finanziario in grado di far decollare le idee”.
Trombetti, ricordando l’iniziativa Start Cup che premia le idee imprenditoriali più innovative, giudica “molto positivamente” l’idea di Andrea Pisani Massamormile, presidente di Banca Carime: “Mi fa piacere che sia un’Università del Sud ad aver fatto da apripista”.
Anche la Crui ha assunto di recente iniziative per lo studio e la verifica degli spin off, precisa Trombetti, aggiungendo però che “ogni Università sul suo territorio deve sviluppare iniziative procedure che consentano l’avvio degli spin off”. Su quest’ultimo punto non è d’accordo Francesco Rossi, rettore della Seconda Università di Napoli: “ Deve essere però un’azione di sistema, altrimenti non si va avanti”. Sul patto, invece, anche Rossi elogia la mossa di Carime: “Questo è il prossimo futuro. Mi auguro che anche sul nostro territorio si attivino iniziative simili”. Rossi osserva che negli altri Paesi i giovani sono aiutati sia nella fase della formazione che nella fase post-lauream, con la creazione di laboratori e centri di ricerca. “Vorrei un sistema bancario che investa nel Mezzogiorno e sui giovani. Al Nord questo è già realtà in diversi centri di ricerca”, dichiara.
Filippo Bencardino, rettore dell’Università del Sannio, è favorevole all’intervento degli istituti di credito. “La partecipazione delle banche nella catena degli spin off è l’anello che manca per garantire piena efficacia a questo innovativo sistema di promozione di idee e sviluppo”.
Ben vengano, dunque, sollecitazioni e proposte dal settore creditizio che, prosegue il rettore, “oltre alla tradizionale raccolta di denaro, guardano con interesse a nuove forme di attività delle quali le Università e i giovani sono parte integrante”. Per Bencardino tuttavia “restano aperti due problemi: gli studenti non sono formati abbastanza sul tema; e, poi, resta la difficoltà delle sperimentazioni, che sul mercato stentano a trovare spazio adeguato”.
Il plauso all’idea di Pisani Massamormile arriva anche dal numero uno dell’Università di Salerno, Raimondo Pasquino.
“Il nostro ateneo — precisa — ha da poco avviato una iniziativa simile. Grazie a un finanziamento del Miur e un protocollo d’intesa siglato con Assindustria Salerno, abbiamo dato il via a un progetto di spin off per favorire il trasferimento tecnologico tra i nostri ricercatori e le aziende della provincia. L’idea di Massamormile è interessante, la partecipazione delle banche offre un importante contributo finanziario agli spin off”. Alfredo Lambiase, docente dell’Università del Sannio, è il responsabile del progetto dell’ateneo salernitano, al quale il ministero dell’Università ha assegnato 350mila euro per i prossimi due anni. “La nostra Università - precisa Lambiase - capofila del progetto Iln (Industrial liason network), assieme a quella di Cassino, della Tuscia e del Molise sta organizzando iniziative per favorire la trasformazione delle idee che nascono negli atenei in strumenti di sviluppo per le aziende. Il nostro compito qui a Salerno — continua — è promuovere la creazione di brevetti e di offrire un supporto per la commercializzazione. In generale, poi, il progetto prevede la creazione di sportelli e di un sito Internet che mettano in comunicazione ricerca e imprese”.
a.a.

Fonte: http://www.denaro.it

 

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