Un articolo di Paolo Gianni (Componente della Giunta del CNU - Comitato Nazionale Universitario - Pisa)
30 January 2007
 
Le retribuzioni dei docenti universitari: un confronto Italia-Stati Uniti
(articolo del prof. Gianni sul sito del Comitato Nazionale Universitario)
 
In un articolo1 sul Sole-24 Ore del Novembre dello scorso anno il Prof. Roberto Perotti fa alcuni confronti fra i costi dell’Università Italiana e quelli dell’Università Inglese. In un documento precedente aveva fato analogo confronto con le Università degli Stati Uniti2. Le conclusioni del Prof. Perotti sono che in Italia le Università spenderebbero di più per portare uno studente alla laurea, e addirittura i professori italiani sarebbero pagati di più che i loro colleghi in questi paesi. Per chi, come il sottoscritto, vive da 40 anni nell’Università e ha avuto qualche rapporto scientifico internazionale, simili conclusioni lasciano un po’ perplessi. Due articoli sulla stampa dei primi di Dicembre3,4 hanno obiettato alle tesi espresse da Perotti sul Sole-24 Ore. In particolare il Prof. Figà Talamanca sul Riformista ha confutato le conclusioni di Perotti sul costo medio per studente, conclusioni a suo avviso falsate dalla procedura di calcolo usata dall’autore. Ci è allora venuta la curiosità di verificare anche la tesi sulle retribuzioni dei docenti.
Nel riferimento 2  Perotti confronta le retribuzioni medie dei docenti italiani, calcolate come media sull’intera carriera temporale, con quelle dei docenti statunitensi appartenenti a diverse tipologie di Università. Il risultato sarebbe che “un professore ordinario italiano con 35 anni di servizio riceverebbe uno stipendio superiore a quello di circa l’80% degli ordinari statunitensi nelle università con corsi di dottorato e di circa il 95% degli ordinari statunitensi nelle università senza corsi di dottorato”.
Ritengo che tali conclusioni possano trarre in inganno in quanto viziate da alcune scelte non appropriate:
-          ha poco senso confrontare le due carriere sulla carta, senza una valutazione dei tempi con cui queste possono mediamente essere percorse. Nel nostro paese infatti si diventa professori in età molto più avanzata, come già correttamente osservato da Marrelli4.
-          negli USA lo stipendio annuo corrisponde quasi sempre ad un impegno su 9 mesi dell’anno, con possibilità di ulteriori guadagni nei mesi estivi, e comunque con la prassi che lo stipendio può essere aumentato fino ad un terzo utilizzando i fondi di ricerca procacciati dal singolo docente.
-          non è corretto prendere a riferimento per gli USA tutte le tipologie di Università, ivi includendo i “colleges” dove si fa zero ricerca scientifica. Fino a prova contraria tutti i docenti universitari italiani fanno ricerca scientifica, e vanno paragonati ai colleghi U.S.A. delle Research Universities, di fatto solo quelle con dottorato.
 
Per fare un confronto coerente delle retribuzioni dei docenti universitari italiani con quelli USA abbiamo preso come riferimento una tipica Research University, cercando di confrontare le retribuzioni nette di posizioni accademiche raggiungibili mediamente a parità di età anagrafica:
a)                        come Research University USA abbiamo scelto una Università statale, l’Università della California. I dati delle retribuzioni lorde per l’anno 2006 per i diversi tipi di docenti (assistant, associate e full professor) sono reperibili al sito WEB di questa Università5. La tabella presa come riferimento è quella relativa ai docenti del settore scientifico (Table 1): quella dei docenti di discipline di Ingegneria e Economia, e ancora di più quelle di Giurisprudenza e Medicina, riportano retribuzioni sensibilmente più alte;
b)                       la valutazione della età media a cui un docente USA accede alla varie qualifiche di professore, e ai vari livelli stipendiali di ciascuna qualifica, ci è stata fornita da un docente italiano che ricopre una posizione permanente in una Università degli Stati Uniti. Tale valutazione risente ovviamente della analisi soggettiva su un numero limitato di atenei. Però la stima della possibile incertezza nella età media (circa due anni) corrisponderebbe alla differenza di retribuzione tra due classi stipendiali adiacenti nella carriera italiana, il che si tradurrebbe in un errore massimo del 6-8% sulla valutazione stipendiale;
c)                        la retribuzione annua tabellare è stata moltiplicata per 1,33 per applicarla al totale di 12 mesi, tenendo conto in pratica della quota di retribuzione derivante dai fondi di ricerca che risulta essere acquisita dalla grande maggioranza dei docenti USA (chi non la acquisisce porta anche pochi fondi all’università e in genere non è tra quelli che raggiungono una posizione permanente);
d)                       allo scopo di confrontare le retribuzioni al netto dalle trattenute (fiscali, previdenziali e assistenziali) abbiamo preso a riferimento per gli USA le tasse di un professore nello Stato della California6 che abbia due figli a carico e la moglie che lavora, con uno stipendio pari al 75% di quello del marito.
 
Nella tabella sono riportati i dati di età media di ingresso nelle varie qualifiche di professore U.S.A. e le corrispondenti retribuzioni lorde e nette. Il livello V del full professor ivi considerato (la carriera sulla carta arriva fino al livello IX, cui praticamente accedono solo i premi Nobel!), è quello che mediamente raggiungono tutti sulla base di giudizi interni del Dipartimento di afferenza.
Nella stessa tabella vengono riportate le retribuzioni dei docenti italiani a tempo pieno, a parità di età. Le retribuzioni italiane sono state prese dalle tabelle del Prof. Pagliarini7, e gli abbinamenti età-posizione sono stati calcolati in base alle età medie di ingresso nelle varie figure, prese dal Settimo Rapporto del Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario8. Le retribuzioni USA sono state trasformate in euro sulla base del tasso di cambio corretto per Purchasing Power Parity, adottato da Perotti, e pari a 1,11 dollari per euro.
La tabella mostra che nell’arco di età 44-56 anni il professore americano intasca uno stipendio che è mediamente il doppio di quello dei professori italiani. Il confronto fatto ad una età superiore privilegia sempre il docente americano, ma in modo meno favorevole, a causa del fatto che da noi la successiva progressione è automatica mentre negli USA è selettiva.  Ad esempio a 65 anni, età di pensionamento USA, il rapporto tra le due retribuzioni, nell’ipotesi che il full professor USA raggiunga solo il livello immediatamente superiore, scenderebbe dal fattore circa 2 a 1,6. Anche a 72 anni, età di massima permanenza in servizio del professore italiano, il rapporto resta nettamente superiore a 1: diventerebbe uguale a 1 soltanto se il nostro Ordinario potesse restare in servizio fino a 108 anni, cosa che lui farebbe molto volentieri ma non gradirebbero gli studenti. La tabella inoltre conferma, magnificandola, la assurda sproporzione tra gli stipendi USA e quelli nostri per i docenti giovani.
L’uso del tasso di cambio corretto per PPP appare il parametro più pertinente per confrontare stipendi di paesi diversi. Comunque, anche volendo usare il tasso di cambio corrente di circa 1,3 dollari/euro, e trascurando anche al limite il diverso livello di tassazione (qualcuno potrebbe obiettare che alla più alta tassazione italiana corrisponde anche, ad esempio, una assistenza sanitaria pubblica nettamente superiore), si arriverebbe a calcolare un rapporto stipendiale di circa 1,6 nella fascia di età 44-56 sopra considerata, confermando sempre la conclusione che gli stipendi dei professori universitari USA sono nettamente superiori.
L’esempio sopra riportato si limita ad esaminare il fattore retribuzioni e non esaurisce certo la complessa questione di un confronto docenti Italiani – docenti USA. Ad esempio non abbiamo accennato al diverso carico didattico nei due casi e non abbiamo commentato il fatto che la carriera italiana, all’interno di una singola fascia, non premia il merito, come giustamente evidenziato da Perotti. Ma in questo momento ci premeva soltanto far vedere che a seconda del tipo di dati che si prendono a riferimento, e della procedura con cui si trattano, si può arrivare a conclusioni nettamente diverse. I dati raccolti da Perotti hanno il pregio di riferirsi ad una base statistica senz’altro più significativa. Però il modo in cui sono stati trattati non ci pare condivisibile e non vorremmo fosse stato viziato da un certo pregiudizio circa la tesi che si voleva dimostrare.
 
Ringrazio il collega Roberto Celi dell’Università del Maryland per il preziosissimo aiuto nella raccolta dei dati sulle carriere e retribuzioni dei docenti USA.
 
 
1)       Roberto Perotti “Università povera di qualità”, Sole-24 Ore del 30 Novembre 2006.
2)       S. Gagliarducci, A. Ichino, G. Peri e R. Perotti, “Lo splendido isolamento dell’Università Italiana”, Conferenza “Oltre il Declino”, Roma 3 Febbraio 2005.
3)       Alessandro Figà Talamanca, “A proposito di un articolo di Perotti“, Il Riformista del 5 Dicembre 2006.
4)       Massimo Marrelli “Università, il privato non è tutto”, il Sole-24 Ore del 7 Dicembre 2006.
5)       http://www.berkeley.edu/ (vedi Academic Personnel Office).
6)       Le indicazioni sulle tasse USA (federali, statali, locali e previdenziali) sono state fornite da Roberto Celi, Università del Maryland.
7)       reperibili sul sito http://www.cnu.cineca.it/ .
8)       VII Rapporto del CNVSU (novembre 2006). Vedi: http://www.cnvsu.it/.
 
 
 
 Carriera media e retribuzioni dei docenti universitari italiani e USA (Università della California).
 
 

 
Etàa
Posizione
 
USA                              Italia
Retrib.
lorda
9 mesi
Retrib.
lorda
12 mesi
Tassaz.
Globale
Media6
Retribuzione
Annua nettab
 
Rc
 
 
dollari
euro
%
euro
 
27
Post-Doc.
                           Dottorando
 
29-70000
            10500
 
            9,4
 
              9900
3-7
30
Assistant prof. level I
                           Assegnista
47200
     
56555
            16000
25
            9,4
42400
            15000
2,8
36
Associate prof. level I
         Ricerc. da 1 anno
58500
    
70095
            26527
28
          28,5
50500
             16300
3,1
44
Full professor level I
Associato non conf.
68800
    
82436
            37896
30
          32,8
57700
             25500
2,3
50
Full professor level III
    Ordinario non conf.
80200
96095
            50067
31
          35,6
66300
            32200
2,1
56
Full professor level V
      Ordinario classe 5
94500
    
113230
            70619
31
          38,5
78100
             43400
1,8
65
Full professor level VI
      Ordinario classe 9
102400
    
122695
            84034
32
          39,7
83400
             50700
1,6
72
Full professor level VI
       Ordinario classe 13
102400
    
122695
            96601
32
          40,4
83400
             57600
1,4

 
 
a l’età media di ingresso nelle diverse fasce della docenza italiana risulta8: Ricercatore (35), Associato (43), Ordinario (50).
b i dati sono stati approssimati alle centinaia di euro.
c  R = retribuzione docente(USA)/retribuzione docente(IT).
 
 
 
Paolo Gianni
 
Pisa, Gennaio 2007

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