Complessivamente — ha spiegato Mussi — le risorse aumentano, meno per l’università, di piu per la ricerca dove l’incremento &è; forte e gli investimenti sono significativi.
04 October 2006

di GIANCARLA RONDINELLI

«DOPO l’approvazione della Finanziaria la maggioranza può veramente guardare a questa legislatura con fiducia». Il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, appare soddisfatto dall’attuale manovra, anche se, come ha detto, nell’elaborazione c’è stato qualche «passaggio doloroso». Ieri il ministro ha illustrato a Palazzo Chigi tutte le novità che questa manovra porterà nel suo settore. «Complessivamente — ha spiegato Mussi — le risorse aumentano, meno per l’università, di più per la ricerca dove l’incremento è forte e gli investimenti sono significativi. Ci sono novità straordinarie, come ad esempio quella di norme per la serietà, contro la proliferazione scriteriata degli atenei, così come quello dell’apertura ai giovani ricercatori con un piano straordinario e la fine del blocco di assunzioni. Messo tutto insieme devo dire che il primo passo è stato fatto». Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda l’Università le novità più importanti riguardano il blocco degli atenei telematici e delle convenzioni, il blocco della proliferazione di facoltà e corsi al di fuori del comune sede legale dell’università (e su questo Mussi ha anche annunciato l’intenzione di depositare un emendamento che preveda, soprattutto per le grandi aree urbane, la possibilità di ampliare oltre al comune sede legale anche ai comuni limitrofi). Poi, per gli studenti sono previste borse di studio per 157 milioni di euro, mentre per i fuori sede è previsto un credito di imposta per l’affitto di una casa fino ad un importo di 2.633 euro l’anno. Norma questa che, ha precisato Mussi, «serve non solo a dare una mano agli studenti ma anche a far emergere un fenomeno quale quello degli affitti in nero». Credito d’imposta anche per i docenti che potranno beneficiare fino a 1.000 euro per l’acquisto di un computer. Inoltre «per l’edilizia universitaria — ha aggiunto Mussi — sono stati recuperati 147 milioni di euro; e per quanto riguarda le accademie e i conservatori, nella finanziaria sono previsti 20 milioni di euro, a fronte dei 12,5 milioni del 2006, in particolare 10 milioni di euro per l’edilizia e 10 milioni di euro per il funzionamento». Sul fronte della ricerca, invece, la novità principale riguarda la nascita dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione Università e Ricerca, con una copertura di 5 milioni di euro che valuterà, ha sottolineato Mussi, «secondo principi di imparzialità e autonomia (anche dal potere politico) i risultati della didattica e della ricerca, delle Università, degli Enti Pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici». Altra novità è il credito di imposta per le aziende che investono in ricerca. «È una misura fondamentale — ha sottolineato il ministro — Le imprese che investiranno in ricerca potranno cioè ricevere un credito d’imposta fino al 10% dei costi sostenuti. Il credito aumenterà al 15% se le imprese si avvarranno di contratti con università ed enti pubblici». Il limite è di 15 milioni di euro l’anno e il budget è di 300 milioni l’anno per tre anni. Tra le altre misure previste dalla manovra per la ricerca, la nascita del FIRST (Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica) che riunisce in un fondo unico i precedenti 4 fondi esistenti presso il ministero, «fondi — ha tenuto a sottolineare Mussi — che erano però solo teorici, dal momento che con la Finanziaria Tremonti erano stati in pratica definanziati». Quanto agli stanziamenti del First, sono previsti fondi aggiuntivi pari a 300 milioni di euro per il 2007; 300 per il 2008 e 360 per il 2009. A queste somme, si aggiungono i fondi Cipe e fondi precedenti pari a 200 milioni di euro per il 2007. Per la prima volta, inoltre, il ministero dell’Università e Ricerca entra a far parte del Comitato interministeriale di programmazione economica (Cipe). Rimanendo sempre nel campo della ricerca, ci sarà poi un’altra novità importante, di cui tanto si è parlato nei mesi passati e cioè lo sblocco delle assunzioni dei ricercatori. In Finanziaria, infatti, sono presenti 20 milioni di euro per il 2007, 40 milioni per il 2008 e 80 milioni per il 2009 per un piano straordinario triennale di assunzione dei ricercatori, stimato in 2000 unità. Negli anni 2008-9, ha spiegato il ministro, gli enti di ricerca potranno assumere ricercatori nel limite dell’80% del budget delle entrate correnti complessive. Dal 2007, inoltre, si potrà stabilizzare il personale precario nel limite del 40% del turn over. In più, nei prossimi tre anni, nelle università e negli enti di ricerca si potrà assumere sul 100% del turn over sull’anno precedente senza limite di qualifica: questo vuol dire che a mille cessazioni corrisponderanno 1000 assunzioni e la cessazione di un autista, per esempio, potrà permettere l’assunzione di un ricercatore. Dopo aver illustrato con soddisfazione gli aspetti «nuovi e positivi», il ministro è passato alle note per così dire un po’ «dolenti». Tre per essere esatti, che riguardano «la riduzione del 50% degli incrementi automatici biennali per i professori universitari; l’incremento limitato del fondo di funzionamento ordinario che corrisponde a meno della metà dell’inflazione e il permanere della norma che prevede il taglio sui consumi intermedi, quelli che riguardano le spese correnti, dalla cancelleria alla carta igienica». Tutti punti sui quali Mussi ha detto di condividere la posizione critica espressa dai sindacati: «Li capisco, me lo aspettavo; del resto come dare loro torto?».

Fonte: http://www.iltempo.it

 

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