A pochi mesi dall’insediamento, il nuovo ministro dell’Università e Ricerca Fabio Mussi, ha deciso di rinviare al 2011 la riforma ad Y e di agire immediatamente sul sistema dei crediti, che tanto scompiglio aveva creato nel mondo accademico.
18 September 2006

L’estrema frammentazione degli esami nei nuovi corsi di laurea triennali aveva spiazzato gli studenti, mentre l’ingente numero di prove non permetteva più di studiare in modo approfondito e avvicinava sempre di più la nuova Università al metodo di un comune liceo.
Moduli da 6 cfu, delle volte anche da 4 hanno generato una parcellizzazione dello studio, che inizia a inquietare il corpo docente, alle prese con studenti sempre più preoccupati a correre dietro ai crediti da conquistare piuttosto che puntare tutto sulla preparazione.

Per questo motivo il ministro Mussi ha deciso di fissare a 20 il numero di esami per la conquista della laurea triennale. Si tratta di un punto fermo a cui tutti gli Atenei dovranno adeguarsi e che permette loro di decidere il numero di crediti da assegnare ad ogni esame, senza però discostarsi dal tetto dei venti. Si tratta di un passo avanti rispetto all’attuale modello di formazione, soprattutto perché riporta nei “limiti dell’umano” la fatica dello studente. Non tanto per quanto riguarda lo studio in sé, ma perché riduce il numero di verifiche e permette la concentrazione su un singolo esame, magari più lungo e corposo.

La riforma ad Y, invece, pensata proprio dal ministro Letizia Moratti nella precedente Legislatura, prevede un anno comune e poi la possibilità di scegliere l’indirizzo della laurea di base, che passa da 3 a 1+2, per la gioia dei più indecisi. Poi, chi ha intenzione di continuare potrà scegliere come adesso di iscriversi alla Laurea specialistica della durata di due anni. L’intero percorso passa da 3+2 a 1+2+2.
Secondo il programma della Moratti la Y sarebbe dovuta entrare in vigore proprio nell’anno accademico che si sta aprendo, ma il ministro Mussi, dopo averla limata un po’, ha deciso di posticipare tutto. Le Università avranno tre anni per organizzare i nuovi corsi di studio: entro il 2011 tutto dovrà essere pronto.

Fa pensare però che il 2011 sia proprio l’anno in cui termina la Legislatura in corso…

Fonte: http://www.unimagazine.it


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