Il premio Nobel per la chimica Jean-Pierre Sauvage ha aperto lo scorso 28 maggio la prima edizione della summer school internazionale dedicata alla chimica supermolecolare. L’iniziativa, durata cinque giorni, ha dato ampio spazio ai giovani e in particolare ai dottorandi che aspirano a proseguire nella carriera accademica.
21 June 2022
Un momento della 1st Supermolecular Chemistry Summer School

Carlo Contu

Cagliari, 21 giugno 2022 - 6 temi, 13 nazioni, 33 istituzioni e 88 dottorandi: sono questi i numeri della prima edizione della 1st International Supramolecular Chemistry Summer School, che si è svolta a Santa Margherita di Pula a partire dal 28 maggio e fino al 2 giugno. Durante i cinque giorni della scuola si è parlato di ingegneria cristallina, materiali, sensoristica, nanomedicina, chimica computazionale e chimica analitica, dando spazio soprattutto ai giovani e alle opportunità offerte dal mondo della ricerca.

La summer school ha avuto come punto di forza l’internazionalità, grazie alla partecipazione di 13 professori provenienti da prestigiose istituzioni europee di ricerca. Non sono mancati certamente i nomi di spicco, fra cui il più noto è stato il premio Nobel per la Chimica 2016 Jean-Pierre Sauvage, che ha aperto i lavori con una lectio magistralis dedicata alle macchine molecolari. Le macchine molecolari sono piccole molecole che, sottoposte a particolari stimoli, possono compiere movimenti controllati, come ad esempio ruotare, traslarsi e così via. Si tratta un tema di enorme importanza per la chimica supermolecolare, ed è proprio grazie agli studi su questo argomento che Sauvage si è aggiudicato il premio Nobel.

Una scuola per imparare a orientarsi nel mondo della ricerca, senza dimenticare i temi dell'inclusione e della diversità

Pensata soprattutto per i giovani ricercatori, la scuola è stata ampiamente partecipata soprattutto dai dottorandi che, con le loro domande e richieste di chiarimento, hanno reso possibili numerosi momenti di confronto e di condivisione. Fra gli obiettivi della scuola c’è stato infatti anche quello di dare ai partecipanti, e in particolare proprio ai dottorandi che aspirano a proseguire nella carriera accademica, gli elementi principali per imparare a orientarsi nel mondo della ricerca. Per questo sono stati invitati due giovani Principal Investigator, Giulio Ragazzon ed Emily Draper, che hanno raccontato le loro esperienze e le difficoltà affrontate prima di ottenere una posizione accademica permanente. Importante poi il contributo di Jonathan Faiz, Editor della rivista ChemPlusChem (WILEY), che ha tenuto un seminario sul ruolo dell’editore e ha dato numerosi consigli sulla scrittura e sottomissione degli articoli scientifici.

Emily Draper durante il suo intervento su com'è diventata docente universitaria
Emily Draper durante il suo intervento su com'è diventata docente universitaria

La Summer School ha beneficiato anche del patrocinio dell’INSTM, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, e del network Women In Supramolecular Chemistry, che ha organizzato un workshop tenuto dalla Dr. Jennifer Leigh per sensibilizzare sui temi dell'inclusione e della diversità, con un approccio specifico nel campo della chimica supramolecolare.

In questo modo, la scuola ha saputo affrontare a tutto campo le questioni e le problematiche della ricerca nel settore della chimica supermolecolare, facendo emergere tanto gli aspetti scientifici quanto quelli legati alle opportunità – e alle difficoltà – insite nella vita accademica. Ora ci si prepara alla seconda edizione, che è in fase di organizzazione e che dovrebbe svolgersi fra due anni.

La Dr. Jennifer Leigh del network Women in Supramolecular Chemistry
La Dr. Jennifer Leigh del network Women in Supramolecular Chemistry

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