Il nuovo corso di specializzazione è il decimo attivo in Italia. Ma è il primo per l'introduzione della lingua inglese nel 50 per cento delle attività didattiche. Promosso dal Dicaar, punta ad accrescere le competenze professionali di un settore complesso e motivante. "Una sfida preziosa che prevede il confronto con enti e istituzioni" ha detto Francesco Mola. "Promuoviamo un percorso condiviso di valorizzazione, tutela e conservazione del patrimonio architettonico" ha aggiunto Caterina Giannattasio. Alla presentazione in rettorato le massime cariche religiose, civili e militari. Applausi speciali per i padri fondatori di architettura in ateneo, Carlo Aymerich, Enrico Corti e Antonello Sanna
20 June 2022
Cagliari. Da sinistra, Antonello Sanna, Daniele Cocco, Carlo Atzeni, Caterina Giannattasio, Carlo Aymerich, Enrico Corti, Gianni Fenu e Giorgio Massacci

Un faro nel cuore del Mediterraneo. Dai padri fondatori alle riflessioni innescate dal Pnrr

Mario Frongia

"La storia siamo noi" canta Francesco De Gregori. La storia è anche quella dei padri fondatori, oltre trent'anni fa, di Architettura dell'Università di Cagliari. Un trio doc che passa una sorta di testimone specialistico simbolico che va dal Novecento al Terzo millennio. Oggi, lunedì 20 giugno, la sala Consiglio del rettorato ha ospitato la presentazione della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio. Promossa dal Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura (Dicaar) dell'ateneo del capoluogo regionale, la Scuola sarà la decima in Italia dopo le sedi di Bari, Genova, Ferrara, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia. Ai lavori hanno preso parte i principali stakeholder provenienti da amministrazioni, enti pubblici e privati, mondo religioso e militare. In aula magna, con la prorettrice Orientamento e alumni, Valentina Onnis e il presidente di Ingegneria e architettura, Daniele Cocco, anche una folta partecipazione di docenti e ricercatori. Tra questi, Carlo Aymerich, Enrico Corti e Antonello Sanna, promotori ("Da ingegneri civili quali eravamo!" come hanno sottolineato con passione, forti di un fenomenale senso civico, professionale ed educativo) di una nuova visione, con prospettive, valori e percezioni concrete e comunque differente da quelli che erano gli standard formativi, pur eccellenti, della facoltà di piazza D'armi. Un testimone impegnativo, dunque. E una presenza non certo casuale ma utile sia per accompagnare il varo della Scuola, sia per rafforzare il ruolo dell'Università nel cuore della città e del Mediterraneo. "Cogliamo con favore ed entusiasmo questa nuova sfida. Il Pnrr - ha spiegato Francesco Mola - ha innescato riflessioni e confronto. Fin da subito siamo stati concordi nell'attivare la Scuola".  Un viaggio proficuo tra Didattica e Terza missione. "Il territorio pone delle istanze alle quali dobbiamo rispondere. Sarà fondamentale l'integrazione con enti e amministrazioni" ha rimarcato il rettore. Anche da Ignazio Putzu, prorettore alla Didattica, la missione è indispensabile e di pregio al tempo stesso: "Ampliamo la nostra offerta con un percorso di alto profilo. Daremo un titolo formativo di terzo livello attraverso cui accrescere le competenze professionale delle figure chiamate a occuparsi di tutela del patrimonio architettonico e paesaggistico isolano". 

 

Cagliari. Una fase dell'intervento di apertura del professor Mola. Da sinistra, Carlo Atzeni, Caterina Giannattasio, il rettore, Gianni Fenu e Giorgio Massacci
Cagliari. Una fase dell'intervento di apertura del professor Mola. Da sinistra, Carlo Atzeni, Caterina Giannattasio, il rettore, Gianni Fenu e Giorgio Massacci

Le opzioni di lavoro, il biennio e un titolo accademico di terzo livello proiettato nell'immediato futuro

Auspici, sviluppo e traguardi. Concetti, bersagli e visioni che sono inevitabilmente connesse con i compiti principe dell'ateneo: la creazione di specialisti, di una classe dirigente capace di condurre il Paese e di sapersela cavare su scala internazionale. Gli interventi succedutisi in aula magna hanno colto alcuni capitoli chiave della missione universitaria. "Alla Scuola parteciperanno venti allievi, sono poreviste due borse di studio e una frequenza, dal giovedì pomeriggio al sabato mattina, studiata per favorire chi lavora. Coinvolgiamo - ha spiegato Caterina GIannattasiocinquanta docenti, trentasei del nostro ateneo che mette assieme sette dipartimenti: una scelta basata sulla multidisciplinarietà, oramai indispensabile. Così come, e siamo i primi in Italia, il procedere con la metà del corso in inglese". La professoressa Giannattasio, ordinario di Restauro e vice-presidente della facoltà di Ingegneria e architettura, ha quindi sottolineato la tempistica: "Il 30 settembre pubblichiamo il bando, due mesi dopo ci sarà l'esame di ammissione, il 13 gennaio ai aprono le attività didattiche".

Caterina Giannattasio è responsabile del Cal, Cagliari accessibility lab
Caterina Giannattasio è responsabile del Cal, Cagliari accessibility lab

Un corso che guarda al bacino del Mediterraneo e alle esigenze formative della gronda sub sahariana e dei paesi mediorientali

"Con l'avvio della Scuola la nostra mission  è più ricca e più solida. Siamo e vogliamo essere sempre più partecipi sia delle linee guida, sia sul piano delle realizzazioni pratiche, di progetti che abbiamo per traguardo la creazione di figure specialistiche competitive" è stato lo speech del prorettore vicario, Gianni Fenu. Anche per Patrizia Olivo (segretariato regionale ministreo della Cultura), Carlo Mannoni (direttore generale Fondazione di Sardegna) e Giorgio Angius (vice sindaco di Cagliari) l'inaurazione e l'avviamento della Scuola sono un punto prezioso per innalzare l'asticella delle competenze, dello sviluppo del settore e delle opzioni socioeconomiche del territorio. Il percorso formativo prevede due anni di studio, strutturati in attività didattiche contraddistinte da una vocazione prevalentemente progettuale, a cui si affiancano approfondimenti teorici rivolti a questioni culturali e ad aspetti tecnico-amministrativi. "Oggetto di approfondimento - ha rimarcato Carlo Atzeni, ordinario di Architettura tecnica - sarà il patrimonio culturale alle differenti scale, territoriale, urbana e architettonica, con uno sguardo privilegiato verso i paesaggi che contraddistinguono il contesto mediterraneo, e in particolare quello sardo: archeologici, rurali, militari, produttivi e protetti". La Scuola coinvolge docenti e rafforza le relazioni con gli atenei delle Marche, di Tolosa, Siviglia, Edimburgo, Roma-La Sapienza e Politecnico de Catalunya. Il professor Atzeni ha confermato anche un ulteriore partner: "Durante un recenti convegno ho avuto il plauso anche dai vertici del Politecnico di Tirana".

Carlo Atzeni, insegna al Dicaar ed è delegato del rettore per gli spazi e la sostenibilità
Carlo Atzeni, insegna al Dicaar ed è delegato del rettore per gli spazi e la sostenibilità

Uno scenario didattico, e un orizzonte, che si fonda sulla interdisciplinarietà

La Scuola punta a formare specialisti di elevata qualificazione professionale, ha durata biennale, una vocazione prettamente progettuale con approfondimenti teorici, convegni, workshop, tirocini professionalizzanti. Allieve e allievi godranno dei saperi provenienti  dai docenti dei dipartimenti di Lettere, lingue e beni culturali, Ingegneria meccanica e chimica dei materiali, Scienze chimiche e geologiche, Scienze politiche e sociali, Pedagogia, psicologia e filosofia, Scienze economiche e aziendali, oltre al Dicaar. Pertanto, il confronto con istituzioni ed enti diventa essenziale per costruire un percorso condiviso, che risponda concretamente alle esigenze delle realtà locali. Inoltre, il percorso di studio si incentrerà su temi relativi al rapporto tra patrimonio costruito e paesaggio, con specifico riferimento al bacino del Mediterraneo, a partire dalla posizione strategica della sede cagliaritana anche per rendere di interesse gli argomenti trattati sia ad allievi di provenienza nazionale, ma anche quanti provengono da nord Africa, paesi costieri del Medio Oriente, da Grecia, Malta e Spagna. Da rimarcare anche la sinergia con il Segretariato regionale del ministero per la Cultura.

 

Cagliari. Aula magna gremita e attenta per il battesimo della Scuola
Cagliari. Aula magna gremita e attenta per il battesimo della Scuola

Il plauso delle autorità: l'abbraccio all'accademia da istituzioni, municipalità, forze armate e chiesa

"La Scuola, maturata nel nostro dipartimento, è una risposta pregiata e particolarmente importante sotto vari punti di vista" ha detto Giorgio Massacci, direttore del Dicaar. Riorganizzazione, tutela, promozione e salvaguardia del territorio, assieme alla creazione di figure spendibili sui mercati del lavoro, sono stati i temi al centro degli interventi di Monsignor Ferdinando Caschili, vicario generale dell'Arcivescovado di Cagliari ("Siamo particolarmente felici per questa nuova opportunità. La Chiesa, avendo uno straordinario  patrimonio artistico e culturale, non può che essere molto attenta"). Completa disponiblità anche dal generale di brigata, Stefano Scanu ("Per noi è un onore e un'ottima opportunità"), da Giorgio Cicalò, assessorato alla Pubblica istruzione, ("La cura del patrimonio artistico è centrale nelle nostre politiche"), Teresa Demontis ("Ben venga questa Scuola, è la risposta attesa dal territorio e dalla nostra professione" ha detto la presidente della Federazione regionale degli architetti). Insomma, un cerchio che si chiude virtuosamente e ha per obiettivo l'innalzamento di competenze e saperi specifici. La Scuola tende a formare specialisti di elevata qualificazione professionale nel settore della tutela, del restauro, della conservazione, della valorizzazione e della gestione del patrimonio architettonico e paesaggistico, attraverso il rilascio di un titolo accademico di terzo livello, riconosciuto a livello nazionale come preferenziale per la partecipazione ai bandi della Soprintendenza e del Ministero della cultura, nonché alle gare d'appalto per il restauro del patrimonio. 

Cagliari, Un passaggio de discorso di Giorgio Massacci
Cagliari, Un passaggio de discorso di Giorgio Massacci

Accesso, tempi, contaminazione e sguardo al futuro. La Scuola è un team da Champions

Alla Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio possono accedere laureati in: 1) magistrale e specialistica, in Ingegneria e Architettura; 2) magistrale, Archeologia, Conservazione beni architettonici e ambientali, Conservazione e restauro paatrimonio storico artistico e Storia dell'arte (previa valutazione dei curricula). Possono accedere anche i possessori di lauree del vecchio ordinamento (Dl 9 luglio 2009). Se Caterina Giannattasio è la capitana del team, Carlo Atzeni è responsabile delle relazioni con le istituzioni. I due conducono e sono supportati da una squadra di qualità, con la Direzione didattica e orientamento, Pina Locci, Alessandra Ortu e Monica Lai, in prima fila. Delle Relazioni unternazionali si occupano i docenti Giovanni Battista Cocco (responsabile anche della comunicazione), Giorgio Peghin e Silvana Maria Grillo. Convenzioni, tirocini e cantieri vengono seguite da Donatella Rita Fiorino e Annamaria Colavitti. Didattica e orientamento fanno capo a Vincenzo Bagnolo e Marco Cadinu.  La segreteria didattica è affidata a Valentina Pintus, l'Organizzazione delle attività esterne è curata da Elisa PIlia.

Contatti: 070.6755359-5369 - ssbap@unica.it 

Veduta aerea di un contesto rubano
Veduta aerea di un contesto rubano

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