Il padre fondatore, con il premio Nobel Kary B. Mullis, della tecnica rivoluzionaria Pcr (Reazione a catena della polimerasi), è stato in ateneo per un ciclo di seminari. “Un Visiting scientist di valore assoluto. L’Università di Cagliari, e i suoi studenti, si è arricchita” dicono Francesco Mola, Gianni Fenu, Patrizia Zavattari e Iole Tomasini Barbarossa  
07 June 2022
Cagliari. Da sinistra, Patrizia Zavattari, Henry Erlich, Gianni Fenu e Iole Tomassini Barbarossa

La scienza chiara, utile e a portata di mano: Henry Erlich, un grande maestro in ateneo

Mario Frongia

Una storia bella e proficua. Che coniuga conoscenza e divulgazione. Ma anche condivisione e saperi. Tra biologia e immunogenetica in un continuo rincorrersi di intuizioni e ricerca. Un filo verde capace di conquistare e far riflettere su mondi complessi e in divenire. Scenari in continua e spesso contraddittoria evoluzione. Decisivi nell’elaborazione di progetti che hanno a che fare anche con la salute e il benessere delle persone e delle comunità. Insomma, un bersaglio grosso per definizione, natura e prospettive. Patrizia Zavattari ha penato due anni ma alla fine ha fatto centro: Henry Erlich, una sorta di monumento irraggiungibile della microbiologia mondiale, è stato in ateneo per tre giorni e altrettanti seminari. Da Visiting scientist. Pare un dettaglio, ma non lo è. Il professore ha inviti e ospitalità a ingolfargli l’agenda. È atteso nei principali campus e accademie del pianeta. E non solo perché il suo gruppo ha elaborato la Pcr (polymerase chain reaction: reazione a catena della polimerasi), una tecnica rivelatasi rivoluzionaria e per la quale l’inventore Kary B. Mullis ha avuto il premio Nobel per la Chimica nel 1993. Ma anche per le straordinarie doti umane. Quel non so che tipico delle menti brillanti, acute, umili. “Ho conosciuto Henry che ero una giovane borsista. Lo sentii parlare a un congresso di diabetologia e rimasi colpita dalla semplicità con cui uno scienziato di chiara fama incoraggiasse noi giovani precari. Ci incitava a far parte del difficile ma affascinante mondo della scienza” annota la professoressa Zavattari. “Da una figura così illustre e preparata l’ateneo ha solo da guadagnare. Per Visiting e Scientist professor dobbiamo ringraziare la Regione Sardegna che ci dà l’opportunità di avere grandi personalità della scienza mondiale. Il finanziamento regionale per i Visiting è molto prezioso. Ho attivato - spiega durante il cordiale colloquio tenutosi in rettorato Iole Tomassini Barbarossa, direttrice del dipartimento di Scienze biomediche - una collaborazione con la Russell university, New Jersey, che ci ha permesso di crescere e sviluppare tante filiere di ricerca. La visita del professor Erlich ci ha consentito di imparare e crescere scientificamente e culturalmente”. Gianni Fenu annuisce e rilancia: “Sul fronte delle relazioni transnazionali siamo al lavoro con grande scrupolo. I tre seminari curati da un cattedratico illustre quale è Henry Erlich sono un fiore all’occhiello per l’ateneo e un ricordo indimenticabile per i nostri studenti” rimarca il prorettore vicario dell’Università di Cagliari.

Un'altra fase dell'incontro tenutosi nello studio del rettore
Un'altra fase dell'incontro tenutosi nello studio del rettore

I seminari. Tra visione, sfida e coccole del sapere che avvicinano

“Development and application of Pcr in diagnostic medicine and forensics” è stata la cornice dei tre seminari curati dal cattedratico statunitense. Emerito al Children’s hospital Oakland research institute, il docente ha approfondito le applicazioni della Pcr rivoluzionaria per il mondo della Biologia molecolare. La metodica, nata proprio nel suo laboratorio, è stata narrata spaziando dall’invenzione e dal perfezionamento alla tipizzazione immunologica fino all’ambito trapianti, antropologico e forense. Inutile dire che si è trattato di tre lezioni strepitose, coinvolgenti, capaci di avvicinare alla scienza. Le coccole del sapere. Utili per contagiare positivamente la popolazione universitaria. “Il professore ha raccontato la nascita della Pcr e alcune fra le applicazioni che ha contribuito a mettere a punto. Tra queste, l’importanza della tipizzazione immunologica degli individui, fondamentale anche per i trapianti, le emoglobinopatie e le malattie autoimmuni che affliggono la Sardegna. Per questi temi è stato invitato trentacinque anni fa a Cagliari da Antonio Cao” aggiunge la professoressa Zavattari. Ciascun seminario è durato circa due ore e si svolto nell’aula magna “Alberto Boscolo” in Cittadella a Monserrato.  Alle lecture - tenutesi oggi, ieri e il 1° giugno -  hanno partecipato in gran numero allievi dei corsi di laurea di Biologia, Biologia cellulare e molecolare, Bio-ecologia marina e Neuropsicobiologia.

Un fotogramma di dna (da roche.it)
Un fotogramma di dna (da roche.it)

Dalla biochimica alla genetica, senza scordare zoologia e virologia

“La tecnica Pcr consente di ottenere rapidamente milioni di molecole identiche di dna a partire da quantità estremamente ridotte. Parliamo di una metodica determinante anche nella bioagricoltura, nella tutela dell’ambiente e nella medicina forense. Il professor Erlich ha presentato in aula una prospettiva storica della tecnica su cui dagli anni ’80 si basano quasi tutte le indagini molecolari sugli acidi nucleici. In sostanza, ha rivoluzionato l’attività dei laboratori di ricerca e di diagnostica in svariati campi di applicazione della medicina e della biologia. La tecnica viene utilizzata - sottolinea Patrizia Zavattari, docente di Biologia e genetica sperimentale e a capo del Laboratorio di biologia molecolare, genomica ed epigenomica. dipartimento di Scienze biomediche - nei laboratori di genetica, biochimica, microbiologia, biologia molecolare, virologia, ma anche in medicina forense, oncologia, botanica, zoologia e in generale nelle discipline relative alle scienze della vita, dove il dna rappresenta il manuale di istruzioni”. La storia della scienza nella e per la scienza. Con protagonisti votati a sacrificio e rinunce. Pronti a cogliere spunti e indicazioni in un contesto sfidante. Anche su queste frequenze si è sviluppato il trittico superlativo narrato da uno scienziato abile anche nel non prendersi troppo sul serio. “Ho risposto con piacere alla richiesta di venire a parlare agli studenti dell’Università di Cagliari, sono qui grazie alla professoressa Zavattari. Sono contento di aver contribuito alla conoscenza con l’invenzione che ha segnato la biologia molecolare” ha detto il professor Erlich. “È un onore per il nostro ateneo aver ospitato uno studioso così illustre. Un esempio di ricercatore per studenti e docenti” rilancia il rettore Francesco Mola. Tra significato della ricerca e il messaggio per le future generazioni. “Alla prima lezione ha detto agli studenti che dietro una grande tecnologia spesso si cela un‘idea banale. I ragazzi devono parlare senza paure delle loro idee, delle suggestioni nuove. Non devono pensare che si tratti di idee stupide. Il professor Erlich ha parlato di idea banale. E ha mostrato come si può riconoscere un donatore per un trapianto in modo che l’organo non venga rigettato o, magari, che sia l’organo a rigettare il corpo del ricevente. Ha raccontato - spiega la professoressa Zavattari - anche delle applicazioni forensi: negli Stati Uniti è stato il primo a scongiurare una pena di morte già calendarizzata: a 48 ore dall’esecuzione ha detto ai giudici badate che non è il colpevole. Ovviamente, gli hanno dato retta”.

 

Henry Erlich
Henry Erlich

Il genio della porta accanto in Cittadella universitaria a Monserrato

Henry Erlich ha dato un contributo fondamentale alla scienza. Oltre cinquecento pubblicazioni con un fattore di impatto difficilmente raggiungibile nella vita di uno scienziato. “Eppure è una persona estremamente umile e che ancora si emoziona prima di tenere una lezione davanti agli studenti” dice la professoressa Zavattari. Laurea ad Harvard in Scienze biochimiche, dottorato in Genetica all’Università di Washington, post-doc in Genetica dei microorganismi a Princeton e in Immunogenetica a Stanford: il curriculum di Erlich è mostruoso. Già direttore del dipartimento di Genetica umana e vicepresidente della Discovery research alla Roche Molecular Systems, è stato pioniere nella Pcr, anche per le applicazioni forensi e cliniche: Erlich e il suo gruppo di scienziati ha sviluppato per uso forense il primo kit di tipizzazione. Lo scienziato è co-direttore e co-fondatore del Laboratorio Hla al Children's Hospital Oakland Research Institute, San Francisco Bay California. Cresciuto a Seattle si è laureato in arte nel 1961 ad Harvard e ha completato la formazione con una specializzazione in Scienze biochimiche. Nello stesso anno, è stato assistente di ricerca alla Yale University (New Haven) e ha colto il dottorato in filosofia a Washington (Seattle). Nel frattempo, ha lavorato anche come volontario nelle “bande di strada”. A seguire, il post-dottorato in Genetica microbica a Princeton e in Immunogenetica a Stanford, borsista prima al dipartimento di Biologia poi a quello di Medicina, divisione di Immunologia. Infinita la lista dei riconoscimenti. Tra questi, il Gideon Goldstein Award, il Biochemical Analysis Award (German Society of Clinical Chemistry), il Brown-Hazen Award, The Rose Payne Award (American Society of Histocompatibility Immunogenetics), Advanced Technology in Biotechnology Milano Award (International Federation of Clinical Chemistry, 1991), Award for Excellence (Association for Molecular Pathology) e il Profiles in dna Courage Award (National Institute of Justice, 2000). Infine, mantiene un'affiliazione accademica con la Stanford School of Medicines, dove insegna Microbiologia medica e immunologia. Inoltre, siede anche in diversi comitati editoriali (Human Mutation e Tissue Antigens) e partecipa a numerosi comitati di genetica umana (International Histocompatibility Council).

Patrizia Zavattari ed Henry Erlich
Patrizia Zavattari ed Henry Erlich

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