“Dimmi che gestazione hai avuto e ti dirò se e di quali malattie potrai soffrire da adulto”. È stata questa, negli anni '80, l’intuizione dell’epidemiologo David Barker. L'ipotesi sostiene il lavoro, pubblicato dall'European review for medical and pharmacological sciences, curato dal team di specialisti dell’’Università di Cagliari e dell’Aou. La ricerca ha esplorato una casistica di pazienti che  hanno contratto il Covid-19
20 May 2022
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La stratificazione del rischio nei giovani adulti e la malattia: dubbi e certezze

Mario Frongia

Dal titolo “Programmazione fetale di Covid-19: l'ipotesi di Barker può spiegare la suscettibilità di un sottogruppo di giovani adulti a sviluppare una malattia grave?” il lavoro curato dal pool di specialisti dell’Università di Cagliari e dell’Azienda ospedaliera universitaria del capoluogo regionale ha colto le attenzioni della comunità scientifica locale e internazionale. La ricerca verte sulla stratificazione del rischio dei giovani adulti tra soggetti che svilupperanno una forma lieve di Covid-19 e soggetti che andranno incontro a una malattia grave rimane imprecisa. “In questa recensione - scrive Clara Gerosa, ricercatrice dell'Istituto di anatomia patologia dell'ateneo di Cagliari,  nell’abstract - proponiamo che l'ipotesi di Barker possa spiegare la maggiore suscettibilità a forme gravi di Covid-19 nei soggetti sottoposti a restrizione della crescita intrauterina (Iugr). In questo documento vengono presentate prove che indicano un'associazione tra un basso peso alla nascita e un fenotipo adulto che potrebbe favorire un esito grave dell'infezione da Sars-Cov-2: capacità funzionale polmonare inferiore; aumento della morbilità respiratoria; alterazioni dei livelli sierici di fibrinogeno e fattore VII e disregolazione del sistema emostatico e trombotico; acquisizione di un fenotipo pro-trombotico; basso numero di nefroni, con ridotta capacità di sostenere la funzione renale e aumentata morbilità renale; rimodellamento del cuore, con una funzione cardiaca meno efficiente; disfunzione endoteliale, fattore di rischio per l'insorgenza dell'insufficienza multiorgano; rimodellamento delle arterie, con alterazioni delle proprietà elastiche della parete arteriosa, predisponendo all'insorgenza e alla progressione dell'aterosclerosi; disfunzione del sistema immunitario innato, fattore di rischio per malattie immunitarie in età adulta.

Una recente pubblicazione degli specialisti Gavino Faa e Clara Gerosa
Una recente pubblicazione degli specialisti Gavino Faa e Clara Gerosa

Da David Barker alle forme gravi di Coronavirus

"I dati della ricerca - aggiunge Clara Gerosa - suggeriscono che i soggetti giovani e adulti nati troppo piccoli (Iugr) o troppo presto (pretermine) potrebbero rappresentare un sottogruppo di soggetti a rischio, più suscettibili alle forme gravi di Covid-19. Dato che Lbw può essere considerato un surrogato di Iugr, questo marker fenotipico dovrebbe essere incluso tra i dati clinici indispensabili raccolti in ogni paziente che si presenta con infezione da Sars-Cov-2, indipendentemente dalla sua età”. Ma agli studi, risalenti allo scorso anno, sulla stessa filiera scientifica di forte interesse e fascino per i ricercatori, si è appena aggiunta un’altra ricerca. “L'argomento è interessante: riguarda l'ipotesi che la nostra suscettibilità ad ammalarci nella vita adulta dipenda da ciò che è accaduto durante la nostra gestazione, nella vita intrauterina. L’ipotesi - spiega Gavino Faa, direttore dell’Istituto di anatomia patologica dell’ateneo e già preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell'UNiversità di Cagliari - definita Fetal programming, origina dagli studi di un epidemiologo inglese, David Barker. È stato il primo a osservare, negli anni '80, che le persone concepite in periodi di carestia andavano incontro a una maggior incidenza di infarto rispetto a persone concepite in situazioni in cui la mamma aveva ricevuto una nutrizione più adeguata. A queste prime osservazioni, sono seguite numerose conferme sulla suscettibilità a sviluppare molteplici malattie in seguito a qualcosa che sia andato male durante la gestazione, tra cui le malattie del rene, il diabete e altre ancora”.

 

Monserrato. Da destra, Luca Saba, attuale presidente della facoltà di Medicina e chirurgia, con il professor Faa
Monserrato. Da destra, Luca Saba, attuale presidente della facoltà di Medicina e chirurgia, con il professor Faa

Scienza e conoscenza alla base del confronto. Con un lungo e proficuo filo verde che unisce i ricercatori

Nell’articolo citato dal professor Faa, in via di pubblicazione su una rinomata rivista scientifica con impact factor 3.5, si ha conferma dell’intesa e di una visione condivisa tra accademia e Azienda ospedaliera. Infatti, lo studio di Ferdinando Coghe, direttore sanitario dell'Aou di Cagliari, sostiene l'ipotesi che anche la suscettibilità ad ammalarsi di tumore sia già impostata alla nascita. Sulla base di questo lavoro, è già partito un progetto di ricerca, nel quale ogni paziente ammalato di tumore dovrà dichiarare il proprio peso alla nascita, indice dell'andamento della gravidanza. In sostanza, una perfetta sinergia tra accademia e ospedale su temi ad alto impatto clinico, medico e sociale. La ricerca pubblicata nel 2021 dall’Eur-rev-med-pharm-sciences è stata firmata da Clara Gerosa, Gavino Faa, Daniela Fanni, Mirko Manchia, Jasit Suri, Alberto Ravarino, Doris Barcellona, Giuseppina Pichiri, Pierpaolo Coni, Terenzio Congiu, Monica Piras, Giulia Cerrone, Flaviana Cau, Francesca Ledda, Valentina Aimola, Fernando Coghe, Michele Porcu, Riccardo Cau, Germano Orrù, Peter Van Eyken, Giorgio La Nasa, Massimo Castagnola, Francesco Marongiu e Luca Saba. Il team afferisce al dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica dell’ateneo di Cagliari.

Fernando Coghe, ha diretto anche il Laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologia
Fernando Coghe, ha diretto anche il Laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologia

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