La scomparsa di Maria Collu, per tutti Lilli, ricercatrice di Farmacologia. Pubblichiamo il ricordo di Gian Luigi Gessa, Professore Emerito di Farmacologia, e dei colleghi e delle colleghe del Dipartimento di Scienze Biomediche e del CeSASt
27 April 2022
Lilli Collu con Thera

Lilli, ricercatrice senza frontiere

Quasi mezzo secolo fa, Maria Collu, Lilli, entrava nell’Istituto di Farmacologia, in via Porcell 4, per lavorare alla sua tesi di laurea in medicina e chirurgia. “Effetto della cycloheximide sullo sbadiglio ed erezione peniena, indotti dall’apomorfina”, era il titolo della tesi, che dimostrava per la prima volta che la dopamina svolge un ruolo cruciale su due comportamenti importanti (anche il primo!) per la sopravvivenza dell’individuo e della specie e non solo del ratto. La dopamina entrava nel cuore e nella mente di Lilli, diventava l’oggetto della sua ricerca scientifica. Lilli ha lavorato per due anni a Vancouver nel prestigioso laboratorio di Hans Filbinger dove ha appreso sofisticate tecnologie e modelli sperimentali per lo studio di patologie neurologiche e psichiatriche, come il morbo di Parkinson e la depressione. Assieme a Gino Serra ha studiato il ruolo della dopamina del sistema mesolimbico nella depressione e nel meccanismo dei farmaci antidepressivi e psicostimolanti. I risultati di queste ricerche sono riportati nel lavoro su European Journal of Pharmacology Role of the mesolimbic dopamine system in the mechanism of action of antidepressants. Dopo che Gino Serra è stato chiamato a Sassari come professore ordinario di farmacologia, purtroppo la sua collaborazione con Lilli si è interrotta e lei ha scelto di non guidare un suo gruppo di ricerca, ma ha offerto la sua preziosa competenza e le sue idee in progetti diretti da altri ricercatori. Ha svolto un ruolo di ricercatrice senza frontiere. Ora che Lilli ci ha lasciati, mi è rimasto il rimorso di non averla aiutata nel suo lavoro di ricerca. Ma Lilli non ha mai chiesto aiuto. Era convinta che una Università pubblica dovesse assegnare i fondi per la ricerca in base alla bontà dei progetti e non per gli inciuci tra gruppi di società scientifiche. Il rimpianto dell’allieva perduta è acuito dalla lettura delle tante attestazioni di stima ed affetto.

“Negli studi universitari lei era coraggiosa, battagliera ed idealista, non è mai cambiata in tutti questi anni facendo del lavoro la sua vita”.

“Il mio ricordo più vivo di Lilli risale ai tempi delle battaglie durissime dei ricercatori contro le varie riforme dell’Università, promosse prima dalla Moratti e poi dalla Gelmini, contro la burocratizzazione dell’Università. La ricordo combattiva, tenace, indipendente, lontanissima da ogni forma di protagonismo”.

“Lilli è stata colonna portante della ricerca biomedica di Unica, con la sua competenza, disponibilità e supporto concreto ai problemi organizzativi”.

“Sempre pronta ad accogliere e ospitare, senza chiedere mai nulla in cambio, non si tirava mai indietro, sia che fosse un avventura scientifica, una nuova amicizia o un nuovo gatto da salvare”.

“Non ho mai incontrato la collega Maria Collu, ma ho apprezzato e condiviso negli anni i suoi appelli accorati, ragionevoli e articolati contro la politica dissennata, sciatta ed al ribasso nei confronti dell’Università. Spero qualcuno sappia raccogliere il testimone che Maria ci lascia”.

“La partigiana Lilli” della Rete 29 Aprile così scrive sul Corriere Della Sera contro l’Ope Legis 1980: “noi chiediamo che vengano riconosciuti i ricercatori che hanno scelto di fare questo lavoro per passione. Non chiediamo una Ope Legis. Sappiamo quanti sconquassi sono derivati dalla Ope Legis del 1980-81, quando cani e porci sono entrati in ruolo all’Università, snaturandola e impedendo alle successive generazioni di poter accedere alla ricerca e alla docenza”.

Le qualità di Lilli vengono riconosciute perfino nella surreale, arguta e irriverente intervista “la vestale del Dipartimento” da parte di Alberto Bocchetta (in arte Tonina Mela) sul giornale “Il Cervello”, Organo del Dipartimento di Neuroscienze. Nell’editoriale si legge: “l’intervista di oggi è la più impossibile di quelle finora pubblicate. Il problema è dovuto al fatto che si tratta del non-personaggio per eccellenza, il medico che non vedremo mai effigiato sul frontespizio del Bollettino Provinciale dell’Ordine, che non darà mai un parere ad un giornalista dell’Unione Sarda, neanche sul suo gradimento o meno della nuova sabbia del Poetto. Pertanto, la pubblicazione dell’intervista avverrà soltanto senza il preventivo benestare dell’interessata, in violazione della sua proverbiale riservatezza”.

Nell’ultimo decennio Lilli ha collaborato con i ricercatori della Divisione di Fisiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche di questa Università nello studio di mutanti della mosca drosophila melanogaster, come modelli di morbo di Parkinson e di disturbo bipolare. I risultati preliminari della ricerca, presentati alla Federation of European Neuroscience, FENS, del 2014, dimostravano che il trattamento con il litio migliorava i disturbi del sonno e del comportamento della drosophila shaker mutant. Temo che Cartesio si stia rivoltando nella tomba: egli riteneva che “non c’è peccato più grande, che distoglie gli spiriti deboli dal retto cammino della virtù, del ritenere che l’anima delle bestie sia consimile alla nostra”. Ma Lilli e i ricercatori di fisiologia non sono spiriti deboli!

All’ingresso del Dipartimento di Neuroscienze il gatto di Lilli aspetta ogni giorno la sua amica e sembra sorridere irriverente alle nostre ricerche, come lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie.

 

Gian Luigi Gessa

Professore emerito

Sezione di Neuroscienze e Farmacologia Clinica

Dipartimento di Scienze Biomediche

Università di Cagliari

Nella vita di ognuno di noi può capitare di incontrare persone “illuminate” che sanno donare, insegnare con passione, difendere i più deboli, rispettare gli animali.

Può anche capitare di conoscere una persona che vada oltre gli stereotipi e che sappia anticipare i tempi anche in un mondo, quello della ricerca, in cui sono richiesti studio, preparazione, sacrificio e tanta passione. Ed è proprio questa parola che descrive la nostra amica Maria Collu, per tutti Lilli, ricercatrice di farmacologia. Un nome semplice, proprio come era lei, generosa, altruista e appassionata del suo lavoro di ricercatrice: lo è stato fino all’ultimo. Per lei non era un “semplice” lavoro: era VITA, quotidianità. Un esempio per tante generazioni di studentesse, studenti, poi diventati stimati professionisti e per tante colleghe e colleghi.   

Lilli è stata non solo una collega per tutti noi, ma una guida, un punto di riferimento e per tanti un’amica, con cui parlare in libertà. L’integrità morale la caratterizzava e ha mantenuto fermo nella sua vita il valore per l’indipendenza, la difesa di ciò che era giusto, anche andando contro corrente, perché in lei spiccava un profondo senso della giustizia.

Quello che ha costruito è tuttora davanti ai nostri occhi e continuerà ad essere un’opportunità per tutti.

Sarà difficile abituarsi alla sua assenza ma continueremo a tenerla per sempre nei nostri cuori.

I colleghi e le colleghe del Dipartimento di Scienze Biomediche e del CeSASt

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