Il gruppo di ricerca guidato da Patrizia Zavattari ha depositato la richiesta di brevetto per il “saggio” da utilizzare nei trial clinici. Condotto in sinergia con l'équipe di Oncologia medica di Mario Scartozzi dell’Università di Cagliari e degli atenei Vita-Salute San Raffaele di Milano, la Sapienza Roma, di Navarra in Spagna e dell'istituto di ricerca iberico "German trias i Pujol" di Badalona, il lavoro è stato pubblicato dal British journal of cancer
11 March 2022
Da destra, Patrizia Zavattari, Eleonora Loi, Loredana Moi e Ana Florencia Vega Benedetti

Ricerca in sinergia: quando il gioco di squadra fa la differenza

Mario Frongia

L’ultimo numero del British journal of cancer, rivista internazionale del gruppo Nature e sorta di bibbia accreditata del settore, contiene un servizio che mette in luce le potenzialità dei ricercatori isolani. Uno spirito di servizio volto alla salute dei cittadini, capace di aprire ulteriori frontiere connesse alla prevenzione, alla cura e all’assistenza dei malati. Insomma, un gran bel colpo. Pubblicato nella sezione  “Molecular Diagnostics” con il titolo “Hoxd8, Hypermethylation as a fully sensitive and specific biomarker for biliary tract cancer detectable in tissue and bile samples” (Identificazione di un nuovo biomarcatore per i tumori delle vie biliari), il lavoro è frutto di una collaborazione multidisciplinare, nazionale e internazionale: un asset fondamentale - e premiante - per governare questo genere di sfide. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione di Sardegna e dalla Regione Sardegna.

L'illustrazione della scoperta del bio-marcatore per tumori delle vie biliari
L'illustrazione della scoperta del bio-marcatore per tumori delle vie biliari

Filiera di competenze, passione e intuizioni: una best practice da applausi

Patrizia Zavattari (docente di Biologia applicata e responsabile del laboratorio di Biologia molecolare, genomica ed epigenomica-dipartimento Scienze biomediche) ha coordinato il gruppo dei ricercatori. Dietro gli studi si cela una pregiata filiera di competenze, abnegazione e intuito che si è rilevata vincente. “Abbiamo processato e analizzato i campioni raccolti dai colleghi clinici, individuando nel genoma un’alterazione nel Dna dei tumori delle vie biliari che ne permette l’identificazione con sensibilità e specificità del cento per cento” spiega la professoressa Zavattari. Dunque, senza falsi negativi né falsi positivi e un’efficienza al di sopra di qualsiasi metodo noto o utilizzato nella diagnosi di questi tumori. "I campioni sono stati processati dalla mia collaboratrice storica, Loredana Moi, mentre le analisi sono state condotte da Eleonora Loi durante il suo dottorato di ricerca in Medicina molecolare e traslazionale. Il tutto con la mia supervisione e in co-tutela con il collega Sergio Alonso, del Program of predictive and personalized medicine of cancer, afferente al Germans Trias i Pujol research institute di Badalona in Spagna” precisa la vice presidente della facoltà di Biologia e farmacia.

 

Patrizia Zavattari è referente per la Qualità del dipartimento di Scienze biomediche e insegna Biologia e Genetica per quattro corsi di laurea delle facoltà di Biologia e Farmacia e Medicina e chirurgia
Patrizia Zavattari è referente per la Qualità del dipartimento di Scienze biomediche e insegna Biologia e Genetica per quattro corsi di laurea delle facoltà di Biologia e Farmacia e Medicina e chirurgia

Biologia molecolare e oncologia medica, intesa perfetta

Alla ricerca ha preso parte anche l’équipe di Mario Scartozzi, ordinario di Oncologia medica all’Università di Cagliari. La collaborazione si è rivelata anche stavolta preziosa e foriera di proficui accorgimenti. Di fatto, una buona pratica e un esempio di come si possa cogliere l’obiettivo con il confronto, la collaborazione e la condivisione scientifica e operativa. “La scoperta è stata validata in centinaia di campioni, in parte online, in parte resi disponibili dagli specialisti Andrea Casadei Gardini e Matias Avila con i rispettivi team, afferenti alle Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e di Navarra in Spagna.  Il disegno di un apposito algoritmo, denominato Tastopal, ideato da esperti di machine learning, Cesare Zavattari e Alessandro Tommasi, ha permesso di prioritizzare le alterazioni identificate e selezionare le più informative, da testare in un dataset di validazione. “Il saggio, per il quale abbiamo depositato la richiesta di brevetto, è stato già testato per il raggiungimento del risultato finale pubblicato. Su questo fronte siamo grati per la disponibilità tecnica e strumentale al gruppo coordinato da Elisabetta Ferretti, docente alla Sapienza di Roma” rimarca Patrizia Zavattari.

Da sinistra, Mario Scartozzi, Pina Ziranu e Marco Puzzoni
Da sinistra, Mario Scartozzi, Pina Ziranu e Marco Puzzoni

Strumenti efficaci e particolarmente utili per la diagnosi precoce

“Parliamo di un’alterazione non nella sequenza del Dna, ovvero non si tratta di una mutazione genetica, ma nelle modifiche chimiche che la molecola del Dna subisce e che definiamo alterazioni epigenetiche. In questo caso - aggiunge la professoressa Zavattari - l’apposizione anomala di gruppi metile in una regione associata al gene Hoxd8, importante per lo sviluppo tissutale. Il processo che ha portato a una simile scoperta ha richiesto il coordinamento di uno studio multicentrico e multidisciplinare, in cui molteplici competenze si integrano con un unico obiettivo: quello di garantire ai pazienti strumenti efficaci per la diagnosi precoce ed una migliore definizione della prognosi di tumori particolarmente aggressivi come quelli che colpiscono le vie biliari. E così, a partire dall’intero genoma, analisi bioinformatiche e biostatistiche mirate, ci hanno permesso di selezionare alcune decine di alterazioni. Queste analisi sono state condotte dalla dottoressa Loi”.

Informazioni: Patrizia Zavattari 070.6754101 - pzavattari@unica.it

La ricercatrice Eleonora Loi ha condotto le analisi di selezione delle alterazioni
La ricercatrice Eleonora Loi ha condotto le analisi di selezione delle alterazioni

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