Dal 5 al 7 ottobre si è tenuta a Torino la seconda edizione del ‘’Workshop on Heritage Stones’’, organizzata dal Politecnico e dall’università del capoluogo piemontese nella bellissima cornice del Castello del Valentino. Presente anche il team guidato dal professor Nicola Careddu, del Dicaar di UniCa, che ha coordinato la prima sessione dei lavori e presentato una relazione scientifica sui graniti sardi e sul loro impiego nella nostra isola da oltre 4mila anni.
12 October 2021
Workshop on Heritage Stones. La terza edizione di questo convegno biennale si terrà in India nel 2023

Argomento portante del simposio internazionale - che segue il primo appuntamento, tenutosi 3 anni fa a Salamanca (vedi NEWS su Unica.it) e anch’esso promosso dalla sottocommissione “Heritage Stone” dell’International Union of Geological Sciences (Iugs) - è la pietra, per tutti gli aspetti legati alle caratteristiche, all’utilizzo e all’impatto culturale che questo materiale naturale ha avuto e continua ad avere nelle geoscienze, nell’ingegneria, nell’architettura, nell’arte, nella storia e nell’archeologia.

INTERESSE MONDIALE PER LA SARDEGNA. Al workshop 2021 hanno preso parte oltre sessanta iscritti, di cui la metà in presenza - da Italia, Spagna, Romania, Portogallo, Norvegia, Germania e Polonia - e metà in modalità online dal resto d’Europa e da India, Brasile e varie nazioni africane.

L’ateneo di Cagliari in evidenza per l'importante ruolo attivo del professor Nicola Careddu (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura) nel comitato scientifico e con la relazione “Sardinian granitoids: 4000 years of geoheritage and dimension stones”, messa a punto dal team guidato dallo stesso docente cagliaritano, di cui fanno parte la professoressa Silvana Maria Grillo, del Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche, e il dottor Stefano Cuccuru dell’Università di Sassari.

Foto di gruppo di una parte degli specialisti presenti nel Salone d'Onore del Castello del Valentino per il "II Workshop on Heritage Stones"
Foto di gruppo di una parte degli specialisti presenti nel Salone d'Onore del Castello del Valentino per il "II Workshop on Heritage Stones"

Nella sua presentazione, il professor Careddu - coordinatore della sessione riguardante particolari casi di studio in Europa - ha illustrato l’uso delle diverse tipologie di granito sardo dal Neolitico ad oggi, discutendo anche sull’attuale situazione del mercato. Lo studio è successivo a quello che due anni ha portato con successo il granito gallurese Rosa Beta al prestigioso riconoscimento di "Global Heritage Stone Resource" (vedi NEWS su Unica,it).

KEYNOTE SPEAKER E RELATORI INTERNAZIONALI. Tra i principali esperti in materia è intervenuto a Torino anche il professor Lorenzo Lazzarini, docente di petrografia applicata all’Università di Venezia e presidente dell’Association for the Study of Marbles and Other Stones in Antiquity (Asmosia), che ha aperto i lavori del workshop. Nelle diverse sessioni, oltre a quella coordinata dal professor Nicola Careddu, sono state trattate la protezione e la valorizzazione delle cave storiche - coordinamento a cura degli esperti Tom Heldal (Geological Survey of Norway) e Valentina Cetean (Istituto geologico della Romania) - e una panoramica delle pietre riconosciute come patrimonio culturale nel mondo.

Il professor Careddu durante il coordinamento della prima sessione del convegno
Il professor Careddu durante il coordinamento della prima sessione del convegno

ESCURSIONI E TOURINSTONE. Una parte del programma si è svolta all’aperto, nell’ambito del TourinStone, un percorso geoturistico nel capoluogo piemontese durante il quale sono stati descritti gli usi delle pietre nei principali monumenti storici della città. Nelle attività anche una visita al prestigioso Museo Egizio - dove il professor Massimo Coli dell’università di Firenze ha discusso sull’uso della pietra Bekhen (nota anche come basanite) nell’antico Egitto - e una escursione nella Val di Susa, fino alla Sacra di San Michele, un’abbazia arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano, costruita tra il 983 e il 987. Il gruppo di studiosi ha poi raggiunto la cava storica di marmo di Foresto, già coltivata ai tempi dell’antica Roma. L’itinerario si è concluso a Susa per visitare l’Arco di Augusto, costruito tra l’8 e il 9 dopo Cristo con il materiale estratto proprio dalla cava di Foresto.

Museo Egizio di Torino, sarcofago di Gemenefherbak in basanite. Scorcio della Sacra di San Michele. Susa, l’arco di Augusto, costruito oltre duemila anni fa con il marmo di Foresto
Museo Egizio di Torino, sarcofago di Gemenefherbak in basanite. Scorcio della Sacra di San Michele. Susa, l’arco di Augusto, costruito oltre duemila anni fa con il marmo di Foresto

SCHEDA

Le sue ricerche - sul campo e nel Laboratorio Dimension Stone del Dicaar - si svolgono nell’ambito dell’Ingegneria mineraria, in particolare nella coltivazione e valorizzazione economica delle risorse lapidee e nelle tematiche legate all’attività estrattiva sostenibile, all’economia circolare, a geo-heritage e geoetica. Su queste tematiche, condotte con progetti regionali, nazionali e internazionali, ha prodotto circa 80 pubblicazioni scientifiche a diffusione nazionale e internazionale. Coordinatore del progetto di ricerca triennale “Riduzione delle discariche di lavorazione del marmo mediante la valorizzazione del CaCO3” finanziato dalla Regione Sardegna, Nicola Careddu è inoltre revisore e componente del comitato scientifico di alcune riviste del settore, componente dei comitati organizzativo e scientifico del congresso internazionale “Global Stone Congress”, nonché di programma di numerose conferenze e workshop internazionali. Per l’ateneo di Cagliari ha inoltre creato contatti e permesso l’attivazione di convenzioni di cooperazione internazionale e protocolli d’intesa con università e enti di ricerca esteri, aziende e associazioni. Attualmente membro del Heritage Stone Task Group (Hstg) in seno all’International Union of Geological Sciences (Iugs), dal 2007 è stato il referente dell’Università di Cagliari per il R4ST (Research for stone and technology) della Fiera di Carrara per l’incontro tra ricerca e impresa.

Il professor Nicola Careddu
Il professor Nicola Careddu

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