I colleghi del Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche ricordano Giorgio Ghiglieri, docente di Geologia applicata, scomparso improvvisamente all'età di 58 anni
11 August 2021
Giorgio Ghiglieri nel settembre del 2018 in Kenya, durante una delle attività di sensibilizzazione al problema della contaminazione da fluoro delle acque (progetto Flowered)

Il 10 agosto 2021 è scomparso in maniera improvvisa, a neanche 59 anni, il collega Giorgio Ghiglieri, professore ordinario di Geologia applicata presso il Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche di Cagliari.

Dopo aver svolto il suo percorso formativo nell’Università di Cagliari, nel 2001 era diventato ricercatore e quindi professore associato presso il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari. Nel 2011 era tornato a Cagliari, presso l’allora Dipartimento di Scienze della Terra, per contribuire a rafforzare le discipline più applicative della geologia.

Pochi mesi fa era stato chiamato a ricoprire il ruolo di professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche del nostro Ateneo. Ricopriva anche l’incarico di Coordinatore del Dottorato di ricerca in scienze e tecnologie della Terra e dell'ambiente, dove metteva a servizio dei giovani la sua esperienza, in particolare nell’apertura verso realtà diverse e lontane da quelle abituali.

È stato anche Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Sardegna nel quadriennio 2017-21, offrendo il suo contributo allo sviluppo dell’attività professionale del geologo. Oltre alle tematiche tipiche del dissesto idrogeologico, l’idrogeologia è la disciplina che ha sempre costituito il focus principale della sua attività didattica e di ricerca, e in particolar modo gli aspetti legati alla gestione della risorsa acqua ed alla sua vulnerabilità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Proprio su questi temi ha diretto numerosi progetti di ricerca sia in Sardegna che in Africa, coinvolgendo sempre colleghi e studenti. Particolare il suo amore per l’Africa, cercava sempre di contribuire con le sue ricerche ai bisogni primari delle popolazioni africane, la ricerca e la gestione dell’acqua bene primario, la lotta contro la desertificazione, i progetti per l’irrigazione e recentemente il miglioramento delle condizioni di salute con la mitigazione della contaminazione da fluoro. Queste attività, svolte in Etiopia, Kenya, Tanzania, Tunisia, Algeria, tra gli altri, hanno costituito per lui l’impegno forse più importante, e lo hanno portato a collaborare con ricercatori di diversi paesi, con le diverse realtà amministrative e accademiche, ma anche con alcune organizzazioni non governative.

Bastava entrare nel suo studio e quadri e oggetti vari subito evidenziavano il suo legame con quelle realtà. È così che nel tempo ha costruito un’importante rete di rapporti di ricerca che si è sempre impegnato a coltivare e allargare costruendo gruppi di lavoro internazionali sempre più grandi. E ancora in questi giorni continuava a portare avanti questi progetti con il solito entusiasmo che lo contraddistingueva.  

Ancora troppo giovane lascia un vuoto che è difficile comprendere e che non si può ridurre solo al suo ruolo di docente e ricercatore. La tristezza attonita che accompagna tutti quelli che lo hanno conosciuto è ben descritta dalle parole del collega Aldo Muntoni: "È un peso enorme accettare la perdita di una persona con la quale si è condiviso tanto tempo, lavoro, momenti, una persona nel pieno della maturità, vitale, ricco di idee. Un docente che amava profondamente il suo lavoro". Il ricordo di questa profonda dedizione, di un atteggiamento cortese e di un viso sorridente accompagnerà coloro che l’hanno conosciuto.

I colleghi del Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche

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