Ci ha lasciati all’età di 90 anni Luigi Concas. Per quaranta anni è stato semplicemente “il professore”, autorevole, severo, certamente difficile, tuttavia amato sia dagli studenti, sia dai colleghi, sia dal personale amministrativo che per lui in genere aveva una autentica venerazione
25 July 2021
Luigi Concas

Con la scomparsa di Concas, per certi versi si chiude il periodo aureo dei grandi giuristi della scuola cagliaritana, iniziato con la rinascita post bellica che ebbe l’apice negli anni sessanta

Luigi Concas ci ha lasciati il 25 luglio scorso, all’età di 90 anni. Era nato a Pola nel 1931. Ingegno assai precoce, divenne giovanissimo - e per esame, sottolineo - avvocato cassazionista (non semplicemente procuratore legale, come accadeva sempre).

La sua carriera forense è nota a chiunque e non è il caso di dilungarsi. Certamente godeva di una fama universale; per quaranta anni dominò il foro cagliaritano, ma la sua autorevolezza lo precedeva praticamente ovunque, e non mancano i testimoni oculari di quanta autorevolezza godesse a Roma davanti alla Suprema Corte di Cassazione.

Qui, tuttavia, va sottolineato il contributo accademico di Luigi Concas. Era un giurista di altri tempi e atipico, scevro da logiche di apparentamento accademico per gruppi o per scuole. Padrone del diritto penale, rifuggiva il dogmatismo, possedeva un pensiero assolutamente originale. Dotato di una cultura rara, i suoi inizi accademici si rinvengono – si pensi – nella storia del diritto, settore ove si rese autore anche di alcune giovanili pubblicazioni collaborando sia con Ennio Cortese sia con Mario Talamanca. Nel diritto penale, fu influenzato da Alessandro Malinverni, che insegnò a Cagliari dal 1956 al 1961, e da Marco Boscarelli, a Cagliari come straordinario nel 1965. Per quaranta anni Concas fu semplicemente “il professore”, autorevole, severo, certamente difficile, tuttavia amato sia dagli studenti, sia dai colleghi, sia dal personale amministrativo che per lui in genere aveva una autentica venerazione.

Concas era un professore di una università molto diversa da quella attuale. Non ha lasciato un numero elevato di pubblicazioni (sebbene sia doveroso ricordare ad es. la voce enciclopedica Scriminanti, in Noviss. Dig. It., Torino 1960, pag. 796), ma ogni sua lezione era realmente un saggio a sé stante. Anche successivamente al pensionamento, il professore era infatti gettonatissimo da tutte le scuole post lauream. Con la scomparsa di Concas, per certi versi si chiude il periodo aureo dei grandi giuristi della scuola cagliaritana, iniziato con la rinascita post bellica che ebbe l’apice negli anni sessanta (basti ricordare i grandi romanisti Antonio Masi, Mario Talamanca e Carlo Augusto Cannata, il privatista Vincenzo Buonocore, la crescita dei docenti locali Angelo Luminoso e Antonio Basciu, quest’ultimo purtroppo prematuramente scomparso negli anni ottanta del secolo scorso). Egli apparteneva a una generazione di studiosi notevoli, che va purtroppo a scomparire, della vecchia Facoltà di giurisprudenza cagliaritana. Era senza dubbio una persona assai particolare e come suol dirsi “non facile”. Sprigionava autorevolezza, non amava i modi sciatti e il facile “darsi del tu”, sebbene in tanti e in più occasioni hanno potuto sperimentare la sua carica umana non comune.

Cristiano Cicero

Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza

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