L’inferno di violenti, bulli e giganti da tastiera narrato e condannato con video, interviste, servizi e immagini. Il riconoscimento curato e promosso dal Corecom Sardegna persegue educazione ai media, stereotipi nocivi e discriminatori. Un’intensa cerimonia, svoltasi in Consiglio regionale, con testimonianze e interventi di pregio come quello di Dandi Massa, figlio del cronista scomparso nel 2015. “Occorre una buona tecnologia per supportare i nostri giovani e battere la tecnologia che deraglia” ha detto il rettore Francesco Mola
08 June 2021
Cagliari. Da sinistra, Dandi Massa, Susi Ronchi, Michele Pais, Gianni Fenu, Francesco Mola e Gavino Mariotti

La professione, tra comportamenti trasparenti e modelli propositivi

Mario Frongia

Il giornalismo con la schiena dritta, senza scorciatoie, sempre a caccia della verità, a vantaggio dei tanti e degli ultimi. Il Premio intitolato a Gianni Massa, icona di una professione che non si tira indietro ed è “indispensabile per la vita democratica” come ha scritto in un suo messaggio il presidente della Giunta, Christian Solinas, ha messo a nudo un argomento chiave per le nuove generazioni: insidie e discriminazioni, violenze e minacce, offese e sberleffi viaggiano sul web senza airbag. Il Corecom Sardegna conferma una visuale propositiva e di prospettiva. “Siamo grati alle Università, al Consiglio regionale, all’Ordine dei giornalisti, all’AgCom, al Miur e all’Associazione della stampa sarda: senza il loro sostegno tutto sarebbe stato più complicato. Abbiamo avuto 67 lavori da esaminare, è stato davvero avvincente e istruttivo” ha detto la presidente Susi Ronchi. “Ringrazio le attività del Corecom e della sua presidente: l’argomento trattato merita attenzioni e riflessioni accurate. La buona tecnologia può e deve battere quella cattiva. Dobbiamo attivarci nel dare la massima disponibilità e una forte sensibilizzazione sul bullismo. Abbiamo attivato nuovi percorsi di laurea su questi argomenti e siamo pronti a sostenere le attività di formazione e specializzazione” ha aggiunto Francesco Mola. Per l’ateneo, ai lavori hanno preso parte anche il prorettore vicario, Gianni Fenu, e il prorettore per la Didattica, cooptato anche in giuria, Ignazio Putzu. Il Premio ha avuto il patrocinio del presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, dalle Università di Cagliari e Sassari, dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, dell’Associazione della stampa sarda, dalla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, dal Miur e dalla Direzione scolastica regionale.

Il professor Mola premia Sara Concas (laurea al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica con Gian Luca Marcialis)
Il professor Mola premia Sara Concas (laurea al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica con Gian Luca Marcialis)

L’accademia, il territorio, le attese dei giovani tra confronto e desiderio di normalità

Il concorso promosso dal Corecom Sardegna ha applaudito le tesi di laurea degli studenti dell’Università di Cagliari, Marco Marras (laurea in Scienze della produzione
multimediale, seguito da Diego Cavallotti con la tesi "#educhiamociaprevenire: la media education nella prevenzione del bullismo e del Cyberbullismo") e Sara Concas (laurea in Computer engineering, cybersecutiry and artificial intelligence, tesi "Deepfake detection using quality measures"). I due, emozionati e con un filo di gioia infinita ad emergere dalle mascherine, sono stati premiati dal professor Mola. Mentre il professor Mariotti, rettore dell’ateneo di Sassari, ha premiato due suoi allievi: Giulia Mura (Cyberbullismo: analisi adolescenziale del pericolo e delle conseguenze delle nuove tecnologie) e Debora Moretti (Stereotipi e genere: barriere sociali e possibili soluzioni di supporto per persone transgender e gender nonconforming). Il Premio ha colto il bersaglio: i vertici delle Università sarde hanno aderito senza se e senza ma a una manifestazione solida, attuale e ben strutturata. “Per dare più tempo comunico il tema della prossima edizione: La narrazione ai tempi del Covid” la notizia in chiusura di cerimonia data da Susi Ronchi. Tra i componenti della giuria Francesco Birocchi (presidente Ordine giornalisti Sardegna), Luigi Nonne (Università Sassari), Ignazio Putzu (prorettore Didattica, Università Cagliari), Grazia Maria De Matteis (docente Università Cagliari e Garante regionale infanzia e adolescenza) e la presidente del Corecom, Susi Ronchi.

Cagliari. Immagini tratte dalla seconda edizione del Premio Corecom
Cagliari. Immagini tratte dalla seconda edizione del Premio Corecom

Immagini, clip, articoli. La narrazione di una realtà oscura e degradata

Il branco e le persecuzioni di gruppo, gli agguati sui social con la mancanza di filtri e regole. Ferocia e frustrazione, meglio se sui più deboli, i fragili e insicuri. Un acquario popolato di squali, quasi sempre nascosti e vigliacchi, raccontato con professionalità. Tra i premiati, Valentina Orgiu, Eleonora Bullegas e Maurizio Melis (Tcs) per la categoria Radiotelevisiva. Luciano Piras (Nuova Sardegna) e Erika Pirina (Corriere Sardo) hanno ricevuto il riconoscimento ex aequo per Carta stampata e web. Elisabetta Messina (Unione Sarda) per il Giornalismo per immagini. Per la sezione Scuola sono stati premiati la 5^ C (Servizi sociosanitari, istituto tecnico Ruju, Sassari) con il cortometraggio “Metamorfosi”, la 1^ D (istituto Primo Levi, Quartu) con il video “So vivere nella rete” e la 2^ A (Scienze umane, Istituto magistrale Baudi di Vesme, Iglesias) con il video “Oltre le barriere”. Menzione speciale per le videointerviste della classe 1^ A dell’istituto tecnico Mattei di Decimomannu e della 1^ C del liceo Scientifico Michelangelo di Cagliari. Anche per i contributi (67) che non hanno raggiunto il podio, un passaggio prezioso: andranno a far parte dell’archivio dell’AgCom. Il Premio, giunto alla seconda edizione, è stato istituito dal Corecom nell’ambito delle iniziative realizzate a tutela e garanzia dell’utenza e volte a favorire l’educazione ai media. Nonché l’uso responsabile dei mezzi di comunicazione, la conoscenza, la capacità di analisi e di interpretazione critica dei linguaggi, dei contenuti e dei messaggi trasmessi

 

Carrellata di premianti e premiati in Trnsatlantico
Carrellata di premianti e premiati in Trnsatlantico

Interventi e riflessioni. Dall’etica della professione all’esempio offerto da Gianni Massa

“Un esempio fulgido di giornalismo corretto e professionale, alla ricerca della verità in modo anche elegante. L’uso scriteriato dei social e un’informazione poco controllabile sono all’ordine del giorno. L’Oms – ha detto Michele Pais - ha evidenziato quanto la pandemia abbia messo a dura prova la salute psicologica degli utenti. Il bullismo ha per destinatari soggetti deboli e giovani. Ringrazio il Corecom e rilancio: dobbiamo profondere la massima attenzione nel portare avanti le proposte di legge che giacciono in Consiglio. E mi auguro che quanto prima si arrivi a una normativa organica”. La presidente Susi Ronchi ha rimarcato i valori del giornalismo (“Tutela della libera espressione della democrazia che garantisce tutti i cittadini”) mentre ha fermato il tempo l’intervento di Dandi Massa. Vicepresidente nazionale dell’Ordine degli ingegneri, il figlio del direttore dell’Agi, scomparso nel 2015 all’età di 79 anni, ha colto l’attimo: “Mio padre ci ha lasciato una pesante eredità. Lui sapeva distinguere l’essere giornalista dal fare giornalismo. Ovvero, una ricerca attenta della verità, dei comportamenti etici e verificati, dell’impegno e della passione. Ma soprattutto, della memoria: ai nostri giovani, alla Next generation dico che sono il nostro futuro e devono avere memoria”. In breve, rigore e alta professionalità incorniciate dalle buone pratiche coltivate da Gianni Massa, cronista che “finì in carcere per non rivelare le proprie fonti e fu il detonatore della modifica delle norme del codice penale. Ero un ragazzino - ha sottolineato Dandi Massa - ma non potrò mai scordare la chiamata del presidente Sandro Pertini che mi disse: ragazzo, tuo padre ha fatto la cosa giusta”. Applausi. Ma il “Transatlantico” - al primo piano del Palazzo regionale di via Roma - ha avuto ieri anche un momento di intensa commozione. Con il giornalismo - per rubare le parole al Capo dello Stato, Sergio Mattarella – che è l’opposto alle fabbriche della cattiva informazione e delle notizie contraffatte”. Traduzione: il diritto all’informazione corretta è la tutela dei cittadini.

Cerimonia in presenza tra strette di mano e incoraggiamenti: la pandemia allenta pian piano la presa
Cerimonia in presenza tra strette di mano e incoraggiamenti: la pandemia allenta pian piano la presa

Morale, coesione e inclusione: un dna valoriale che ha accomunato premianti e premiati

La cerimonia si è mossa sui binari di “Una società contemporanea in cui ruolo, valore e responsabilità del giornalismo”, del riconoscimento al lavoro “su un tema controverso e delicato, eppure un bel momento per i giornalisti visto che si parla di giornalismo e lo si accomuna da altre istituzioni con la scuola e le università”, sull’avere “rigore morale, professionalità e competenze che daranno la vittoria”, sulla “Responsabilità sociale dei cronisti”, sulle immagini provenienti dal web che “mostrano degrado, violenza, aggressioni”, sul “Branco, feroce e menefreghista” e sulla “Necessità di strumenti adeguati a tutelare i più deboli” si sono espressi autorità, docenti e addetti ai lavori. Tra questi, il vice presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, Luca Gentile, Grazia Maria De Matteis, Francesco Mola, Gavino Mariotti, Francesco Birocchi, Luciano Piras, Valentina Orgiu, Manuela Arca,  Elisabetta Messina (premiata per la foto su una storia di bullismo ed emarginazione che ritrae una ragazza di sedici anni che ce l’ha fatta) e il padrone di casa, Michele Pais.

Collaborazione foto Ivo Cabiddu

Emozione e buoni auspici con i ragazzi e le ragazze. In basso a destra, i rettori Gavino Mariotti  e Francesco Mola
Emozione e buoni auspici con i ragazzi e le ragazze. In basso a destra, i rettori Gavino Mariotti e Francesco Mola

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