Cibo per astronauti, bioplastiche, cosmetici, integratori, settori farmaceutico, petrolchimico e agroalimentare: il direttore del Dimcm e amministratore unico del Crs4, rilancia il ruolo dei ceppi microalgali. La ricerca nata all’Università di Cagliari con il progetto Comisar, vola all'ExPò di Dubai dopo l'accordo con Tolo Green, azienda operativa a Arborea. Sabato scorso il servizio su Linea verde
19 April 2021
Gli operatori Rai durante la raccolta di immagini sulle microalghe per Linea Verde

Coltivazione e sviluppo di tecnologie innovative, mercati e aerospazio: gli studi e le strategie

Mario Frongia

La materia prima? Reperibile in Sardegna. Gli sviluppi futuri? Tra i tanti, i settori nutraceutico, petrolifero, biomedico, cosmetico, aerospazio e agroalimentare. Le menti? I ricercatori del Cinsa (Centro interdipartimentale di ingegneria e scienze ambientali dell’Università di Cagliari) e del Crs4. Il progetto Comisar ha messo le ali. E vola a Dubai. Finanziato da Sardegna Ricerche, con gli specialisti guidati da Giacomo Cao in prima fila, al Dimcm (Dipartimento ingegneria meccanica, chimica e dei materiali) e del Crs4, dopo il recente accordo con la Tolo Green, azienda con base operativa ad Arborea, sabato scorso è andato su Linea Verde, il magazine settimanale di Rai Uno. Lo spunto? Uno degli impianti di coltivazione delle alghe rappresenterà per sei mesi  il made in Italy all'ExPò 2021 in programma dal 1° ottobre a Dubai.

Giacomo Cao, cagliaritano, classe '60, è presidente del Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna)
Giacomo Cao, cagliaritano, classe '60, è presidente del Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna)

Ricerca scientifica, dall'accademia al territorio fino alla proficua interazione con le aziende

Il professor Cao - direttore del Dimcm e amministratore unico del Crs4 - ha curato in prima persona l'accordo tra il Centro di ricerca del Parco scientifico-tecnologico di Pula e la Tolo Green. “La coltivazione di ceppi microalgali sardi” ha colto l’attenzione dei redattori del programma Linea Verde. Dunque, una buona pratica nata nei laboratori universitari del Cinsa, prosegue con il Crs4 e con il coinvolgimento di oltre quindici imprese locali, fino alla stretta di mano con Tolo Grenn. In breve, la rapida e organizzata capitalizzazione delle diverse esperienze, professionalità e competenze, ha condotto al gol attuale. Con una filiera che ha raggiunto credibilità e visibilità nei cinque continenti “Lo sviluppo di tecnologie innovative sull'utilizzo di microalghe porta all'estrazione di prodotti da commercializzare con importanti ricadute in campo ambientale. Infatti, sono applicabili al riutilizzo di anidride carbonica da gas di scarico, alla depurazione di reflui urbani e alla produzione delle bio-plastiche” dice Giacomo Cao. L'accordo Crs4-Tolo Green mette sul tavolo, in questa prima fase, la coltivazione delle microalghe Dunaliella, Haematococcus e Spirulina. Il cuore dell'isola contiene anche le alghe più performanti. Alghe: quelle di Ierzu, Buggerru, Osini e Seui sono tra le più performanti e vicine alle esigenze degli imprenditori. ILo staff universitario, il Crs4 e gli imprenditori avanzano. Tecnologia a microalghe e prodotti estraibili, attività di ricerca, obiettivi e risultati sono centrali nel progetto che dura trenta mesi. "Gli studi sono iniziati nel 2006 e puntano alla costruzione di progetti con un'applicazione anche economica e creatrice di posti di lavoro. Abbiamo isolato le microalghe in Sardegna - aggiunge Giacomo Cao - perché hanno caratteristiche più vantaggiose e performanti. Permettono, per la riproduzione e la coltivazione, risposte più vicine e interessanti alle strategie di mercato degli investitori”. Dal rio Irvi, zona Piscinas a Montevecchio, ai Tacchi di Ierzu, la Giara di Gesturi passando per Seui e Osini: la Sardegna che può vincere con i ricercatori dell'ateneo e il tessuto produttivo.

Microalghe, dai laboratori al padiglione Italia dell'Expò
Microalghe, dai laboratori al padiglione Italia dell'Expò

Microalghe made in Sardinia, molto veloci nella riproduzione

Dall'agroalimentare ai concimi, l'uso industriale nelle raffinerie, la nutraceutica e la cosmesi: ambiti commerciali strategici, dalle barrette energetiche alla pasta per usi alimentari: scenari diversificati, scientitifici ed economici. Ma soprattutto, forieri di posti di lavoro. Peraltro, le alghe sarde molto veloci nella riproduzione. I mercati interessati? Agricoltura, mangimi animali, biopetrolio e usi in raffineria delle biomasse vegetali, cosmesi, settore benessere. Ma anche barrette energetiche e pasta per uso alimentare Tolo Green, società specializzata nella coltivazione di microalghe e nello sviluppo di energia da fonti rinnovabili, che ha due impianti di produzione sull'isola, uno a Milis e uno ad Arborea, entrambi in provincia di Oristano. I due impianti producono ogni anno 10 tonnellate della microalga Spirulina. Produzione destinata a crescere fino a 60 tonnellate annue con il nuovo impianto che sta sorgendo ad Arborea. Un modello di struttura che dall'1 ottobre prossimo Tolo Green esporrà, per 6 mesi, nel padiglione Italia all'Expo di Dubai per dimostrare l'utilità e l'efficienza delle microalghe nella cattura della CO2. La nuova struttura sarda, con serre lunghe 180 metri, sarà pronta in estate. E qui entra in gioco il Crs4: dovrà occuparsi di ottimizzare la qualità e di massimizzare la produzione di Spirulina dell'impianto di Arborea, come pure di seguire la sperimentazione di tecniche di coltivazione innovative anche in assenza di gravità, che potranno essere utilizzate in occasione di future missioni per l'esplorazione dello spazio profondo. Le prove e osservazioni in assenza di gravità sulle cellule di microalghe, che saranno sviluppate dal Crs4 ad Arborea, saranno il primo passo verso un percorso di sperimentazione avveniristico.

 

I ricercatori dell'ateneo con il progetto Comisar apripista per gli stabilmenti di Arborea e Milis
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