Dall’addio alle password al riconoscimento biometrico. Il docente del Diee coordina il gruppo di studio che affina i metodi per sventare la contraffazione delle nuove barriere di sicurezza
20 January 2021
La Cyber security è materia di forte attualità. IL Diee una delle realtà scientifiche più accreditate del Paese

Criminalità organizzata, innovazione tecnologica, pagamenti digitali; un mondo da monitorare e in continua evoluzione.

Mario Frongia

L’hanno titolata “Addio password arriva il riconoscimento biometrico, ma i cyber ladri si stanno attrezzando”. L’intervista a Gian Luca Marcialis, docente di Tecnologie biometriche e sicurezza comportamentale al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari, apre scenari scientifici, sociali ed economici di forte attualità. Firmato da Rosaria Amato, il colloquio spazia su temi seguiti da tempo e con rilevanza accademica internazionale dal team del Diee. Di fatto, un altro prezioso tassello d’eccellenza della facoltà di Ingegneria. Peraltro, al Diee il corso di laurea magistrale in Computer engineering cybersecurity and artificial intelligence, coordinato da Giorgio Giacinto, è stato istituito due anni fa ed è uno dei pochi in Italia.

Gian Luca Marcialis è stato tra i primi in Sardegna ad occuparsi di biometria
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Password, riconoscimento facciale, tratti caratteristici delle persone.

L’intervista - a seguire, alcuni stralci – affronta e spazia sulle grandi e attuali tematiche iper tecnologiche. “L’accelerazione dei pagamenti digitali ci rende sempre più dipendenti dalle password. Ma - attacca Rosaria Amato sulla testata diretta da Maurizio Molinari - tra pochi anni potrebbe non essere così: a breve potrebbero essere sostituite, o affiancate, dalle impronte digitali, o dal riconoscimento facciale o attraverso altre caratteristiche personali note come "biometriche". E se i cyber criminali sono già pronti, e hanno già affinato metodi per replicare gli aspetti più caratteristici di una persona, anche i ricercatori che lavorano su queste tecnologie hanno messo a punto contromisure efficaci, anche grazie all'intelligenza artificiale. "La biometrica non è replicabile così facilmente, ed è nel complesso più sicura di una password", dice il professor Marcialis, coordinatore del pool di ricerca sul tema.

 

Intelligenza artificiale e contromisure per i pirati del web sono pane quotidiano per i ricercatori del Diee
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Impronte digitali e algoritmi. Come si possono riprodurre le impronte digitali di una persona?

"Abbiamo iniziato a occuparci di impronte digitali nel 2006. Il problema era già noto nel 2002, anche se la riproduzione veniva considerato un evento raro ed improbabile, e tutto sommato ancora si usavano pochissimo, mentre oggi le abbiamo negli smartphone. La replica può essere fatta in modo abbastanza verosimile, per esempio attraverso una fotografia con il proprio smartphone, oppure usando una polvere magnetica che va a identificare l'esaltazione lasciata sulle superfici dal nostro dito. Oppure si può utilizzare un falso dell'impronta digitale impossessandosi della "traccia" lasciata da qualche parte, per esempio su una tazzina di caffè.  Negli anni il mio gruppo ha sviluppato una considerevole esperienza nella riproduzione delle impronte attraverso materiali come siliconi e gelatine, e ne cerchiamo sempre nuovi e più efficaci. Questa abilità ci ha consentito e ci consente di riprodurre algoritmi "consapevoli" del problema, grazie all'analisi delle immagini (...) "I tratti biometrici non sono replicabili così facilmente, e risultano comunque più "affidabili" di una password che può essere dimenticata.  Essi sono ormai un futuro che non possiamo più evitare. Per esempio - spiega il professor Marcialis - la tecnologia dell'impronta in sé è molto matura, e insieme al riconoscimento dell'iride è anche quella più sicura. La via per renderla sempre più sicura è quella di individuare, grazie all'intelligenza artificiale, le caratteristiche che distinguono un'impronta autentica da una sua possibile replica, ed utilizzare poi algoritmi di riconoscimento personale efficaci anche in rapporto al loro utilizzo nei dispositivi mobili come i cellulari (...)

 

Il Biometric group, guidato al Pralab da Gian Luca Marcialis
Il Biometric group, guidato al Pralab da Gian Luca Marcialis

Intelligenza artificiale, deep fake e pagamenti da cellulare: caccia ai software più performanti

"Grazie alle tecniche di memorizzazione e "apprendimento" basate sull'intelligenze artificiale, posso individuare tuttavia sia le caratteristiche "univoche", sia quelle che le distinguono da un eventuale falso. I sistemi biometrici basati sull'intelligenza artificiale sono potenzialmente in grado di filtrare queste caratteristiche e bloccare un tentativo di accesso fraudolento (...) IL colloquio apre anche scenari di ricerca e intuizioni di ambito continentale. "Con l'uso degli algoritmi è possibile anche capire in un video se il volto di una persona è stato giustapposto, e identificare il volto contraffatto. Sono i cosiddetti "deep-fake". Si lavora affinché gli attuali software di intelligenza artificiale permettano anche di identificare un volto anche se parzialmente coperto, per esempio, dalla mascherina usata per proteggerci durante la pandemia” (…) “Se dovessimo fare riferimento al livello di tecnologia raggiunto, è probabile che nell'arco di dieci anni il mondo cambi. Due anni fa al Salone dei pagamenti dell'Abi è stata presentata la carta di credito con il sensore integrato. Un'altra via potrebbe essere quella dei pagamenti con il cellulare, già diffusissimi in Cina: ci sono - conclude Gian Luca Marcialis - grandi passi in avanti anche da noi in questa direzione da parte di importanti player nel settore".

L'intervista integrale è consultabile sul link

https://www.repubblica.it/economia/2021/01/18/news/quanto_e_sicuro_il_riconoscimento_biometrico_ecco_come_l_intelligenza_artificiale_combatte_i_ladri_di_volti_voci_e_impron-283115510/?ref=RHTP-BH-I0-P11-S1-T1

Immagini tratta dalla presentazione del corso ad hoc del Diee (by UnicaRadio)
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