Il team guidato da Giorgio Montisci firma con l’Inaf la ricerca su intrusioni e pericoli legati ai droni nell aree aeroportuali.  Il progetto, finanziato da Sardegna Ricerche, è stato un’opzione di pregio per ricercatori e studenti del Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica
07 December 2020
L'immagine ritrae una fase dei test del progetto RadarDrone

Potenziali pericoli in aree aeroportuali causati da droni

Mario Frongia

Matura dalle ricerche degli specialisti del Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica (Diee) dell’Università di Cagliari il progetto Cluster battezzato “RadarDrone”. Il team guidato da Giorgio Montisci, in collaborazione con l’Inaf-Osservatorio astronomico di Cagliari, ha messo a segno un colpo pregiato in un ambito in continua evoluzione. Finanziato da Sardegna Ricerche, il progetto ha affrontato il problema della sicurezza dovuta alla possibile intrusione di piccoli aeromobili a pilotaggio remoto in aree critiche. “Questi oggetti, sempre più' diffusi e facilmente reperibili a bassissimo costo, possono rappresentare una seria minaccia, ad esempio nelle aeree aeroportuali. L'obiettivo finale del progetto è stato lo sviluppo di sistemi radar di piccole dimensioni e costo contenuto in grado di individuare la presenza di Uav (Unmanned aerial vehicle, aeromobili con pilotaggio da remoto, ndr) potenzialmente dannosi, ad esempio per il traffico aereo” spiega il professor Montisci.

Rischi e pericoli nei cieli (foto unicaradio)
Rischi e pericoli nei cieli (foto unicaradio)

I ricercatori di UniCa e i sistemi di intercettazione di aeromobili a pilotaggio remoto.

La parte tecnica del progetto RadarDrone è stata curata dall'unità di ricerca di coordinata da Giorgio Montisci con i colleghi Giovanni Martines, Giovanni Andrea Casula e Massimo Vanzi. Gli studiosi dell’ateneo si sono occupati della progettazione del sistema ricevente del radar e del dimensionamento del sistema trasmittente. Inoltre, hanno messo a punto anche “le antenne sia in Banda C che in banda X sulla base delle specifiche richieste in termini di diagramma di irradiazione, della valutazione affidabilistica del sistema complessivo e di alcune singole parti critiche. Il tutto in perfetta sinergia con i tecnologi dell’Istituto nazionale di astro fisica” puntualizza il professor Montisci. Il Diee collabora con l’Inaf da quasi un decennio su svariati temi di ricerca, tanto che alcuni hanno avuto anche esperienza di ricerca all'interno del gruppo di Elettromagnetismo. Per UniCa il progetto è stato un’opportunità per approfondire le tematiche relative ai radar e alle applicazioni, temi che finora hanno poco rilievo in ambito di ricerca e didattico. “Dallo scorso anno accademico il corso di laurea magistrale in Ingegneria elettronica è stato modificato per dare agli studenti le nozioni di base sui radar e le loro applicazioni principali, inserendo il corso "Microwave System for Remote Sensing", tenuto dal sottoscritto. Inoltre - rimarca il professor Montisci - nell'ambito del corso "Affidabilità dei componenti elettronici", curato dalla collega Giovanna Mura, sono state organizzate esercitazioni pratiche sulle tematiche del progetto”. I ricercatori sottolineano l’importanza del progetto anche per la capacità di creare una rete di collaborazione tra l'università e alcune aziende del settore aerospazio. La collaborazione tra il gruppo di Elettromagnetismo del Diee e la società Nurjana Technologies  è nata proprio grazie a RadarDrone e ha portato al finanziamento di altri due progetti Por 2014-2020 su tematiche affini (sensoristica e radar per applicazioni aerospazio) quali "Sviluppo di una piattaforma di multi sensor data fusion per monitoraggio e tracking di detriti spaziali" e "Api-Aeromobili a pilotaggio remoto intelligenti per il monitoraggio ambientale". quest'ultimo lavoro ha coinvolto anche il gruppo di Elettronica guidato da Massimo Barbaro.  

Il Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica, eccellenza dell'Università di Cagliari, è diretto da Fabrizio Pilo
Il Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica, eccellenza dell'Università di Cagliari, è diretto da Fabrizio Pilo

Una collaborazione efficace tra accademia, imprese e territorio

L'evento finale del progetto - durato tre anni; i test si sono svolti nell’area dell’Osservatorio di Selargius e sull’aviosuperficie Aliquirra di Perdasdefogu - si è svolto il 3 dicembre scorso sulla piattaforma Meet. Oltre ai ricercatori dell'Inaf, dell’Università di Cagliari e di Sardegna Ricerche, hanno preso parte ai lavori Giacomo Cao (presidente Dass e direttore Dipartimento ingeneria meccanica, chimica e dei materiali), i rappresentanti delle aziende del Cluster Vitrociset, 3D Aerospazio, Oben, Nurjana, Technologies, Abinsula. La videoconferenza è stata seguita da oltre sessanta partecipanti.  “Siamo molto soddisfatti - dice Maria Assunta Serra, commissaria straordinaria Sardegna Ricerche - del successo di questo progetto e siamo certi che i centri di ricerca e le imprese coinvolte ne godranno i frutti, in termini di competenze acquisite quanto di possibilità d’accesso a un mercato competitivo come l’aerospaziale”. Tonino Pisanu (Inaf Cagliari) spiega: “Mettiamo la tecnologia che sviluppiamo per il Sardinia Radio Telescope di San Basilio a disposizione delle imprese del territorio”. Emilio Molinari (direttore Inaf) rilancia: “Usiamo il meglio delle risorse umane e scientifiche per restituire alla società nuove opportunità di conoscenza e benessere”. Il professor Cao taglia corto: “Siamo lieti di aver messo a disposizione dei soci l’aviosuperficie dell’associazione Aliquirra. Queste attività dimostrano quanto la Sardegna possa essere percepita, a livello nazionale e internazionale, una piattaforma ideale per il test e la certificazione di droni e sistemi correlati”.

 

Un'altra inquadratura dei test del progetto RadarDrone (foto concessa da Giorgio Montisci)
Un'altra inquadratura dei test del progetto RadarDrone (foto concessa da Giorgio Montisci)

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