La gratitudine dei tre giovani rifugiati eritrei che – grazie al progetto UNICORE, promosso da UNHCR e che coinvolge Caritas e diversi atenei italiani – studiano all’Università di Cagliari: “Siamo grati ai vostri docenti, che ci ripetono spesso ‘Non abbiate paura di chiedere’, una frase che ci dà sicurezza”. Alessandra Carucci, Prorettore all’internazionalizzazione: “L’impegno di UniCa nasce dalla firma del Manifesto per l’università inclusiva: questo progetto è un modello anche per altri Paesi europei”. L’Arcivescovo di Cagliari: “Per noi l’accordo con l’Università è strategico, perché accogliere studenti universitari chiama in gioco la cultura”. La RASSEGNA STAMPA con i servizi dei TG
06 November 2020
Il video promo di UNICORE, il progetto di UNHCR

Promossa da UNHCR Italia - Agenzia Onu per i rifugiati, l’iniziativa coinvolge diversi atenei italiani e Caritas diocesane italiane, con il supporto del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Caritas Italiana, Diaconia Valdese

Sergio Nuvoli

Cagliari, 6 novembre 2020 - “Grazie davvero ai professori di UniCa che ci ripetono spesso ‘Non abbiate paura di chiedere’. È una frase che ci dà molta sicurezza e ci aiuta ad andare avanti”. Ha detto proprio così Gebremichael Gebrehiwot Weldegebriel, uno dei tre eritrei rifugiati che studiano all’Università di Cagliari, accolti in città nei mesi scorsi grazie al progetto UniCoRe - Corridoi universitari per rifugiati.

Promossa da UNHCR Italia - Agenzia Onu per i rifugiati, l’iniziativa coinvolge diversi atenei italiani e Caritas diocesane italiane, con il supporto del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity, e punta alla creazione di percorsi di studio e d’integrazione in Italia per giovani rifugiati provenienti dall’Etiopia. In Sardegna i ragazzi rifugiati sono accolti grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna, a Cagliari sono ospitati nel College universitario Sant’Efisio.

L'intervento di Alessandra Carucci alla conferenza stampa. A destra, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari
L'intervento di Alessandra Carucci alla conferenza stampa. A destra, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari
VIDEOPITCH CON GEBREMICHAEL, LO STUDENTE ERITREO INTERVENUTO ALLA CONFERENZA STAMPA

“L’impegno di UniCa nasce dalla firma del Manifesto per l’università inclusiva – ha spiegato Alessandra Carucci, Prorettore all’internazionalizzazione - ed è sempre stato caratterizzato dall’attenzione su questi temi"

“Il vostro impegno è per noi una grande testimonianza di umanità che speriamo possa continuare nel futuro – ha continuato il giovane, che studia alla magistrale di Ingegneria chimica e dei processi biotecnologici - A casa nostra - in Eritrea - ci sono ancora tanti ragazzi che hanno un grande potenziale da esprimere. Grazie mille ancora”. Accanto a lui, i suoi due colleghi – Okbit Fishale Desale e Pessale Kashay Tesfagabr, iscritti in Ingegneria informatica e in Ingegneria per l’ambiente e il territorio - sorridono e annuiscono, un po’ stupiti di tanto interesse per il loro arrivo in Italia.

L’occasione è stato l’incontro con la stampa per parlare del progetto, organizzato al Seminario diocesano: “L’impegno di UniCa nasce dalla firma del Manifesto per l’università inclusiva – ha spiegato Alessandra Carucci, Prorettore all’internazionalizzazione - ed è sempre stato caratterizzato dall’attenzione su questi temi. Grazie al progetto Unicore accogliamo tre ragazzi eritrei rifugiati che seguono tre corsi di laurea magistrale che prevedono un anno in lingua inglese, dettaglio che li favorirà”.

Alessandra Carucci con i tre studenti eritrei
Alessandra Carucci con i tre studenti eritrei
GUARDA IL SERVIZIO DI ROBERTA MOCCO ANDATO IN ONDA NELL'EDIZIONE DEL TG DELLA RAI DELLE 19.35 DEL 6 NOVEMBRE 2020 CONDOTTO IN STUDIO DA ELISABETTA ATZENI

“L’accordo con l’Università è per noi strategico – ha dettagliato l’Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi - perché l’accoglienza necessita sempre di un’azione coordinata. Accogliere universitari mette in gioco la cultura"

“L’accordo con l’Università è per noi strategico – ha dettagliato l’Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi - perché l’accoglienza necessita sempre di un’azione coordinata. Accogliere universitari mette in gioco la cultura, che vuol dire ricerca, anche come tentativo di capire il senso della vita, e unità. La cultura si riferisce per definizione alla condivisione, e condividere può creare le basi per qualcosa di più, per un incontro che non è solo assistenza. E’ anche la condivisione di conoscenza tra persone diverse che fa crescere entrambe”.

“Questo progetto promosso da UNHCR – ha ripreso la prof.ssa Carucci - sta diventando un modello valido anche per altri Paesi che stanno chiedendo di attivarne di simili. Noi offriamo a tre giovani un’opportunità per la loro vita, con una possibilità di soddisfazione personale. L’impegno di UniCa, che coinvolge anche l’università di Sassari, c’è tutto. Fondamentale è stato anche il ruolo nel partenariato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha reso possibile il percorso anche in questo periodo reso così difficiledalla pandemia”.

La prof.ssa Carucci intervistata su UNICORE dal TG della RAI e da L'Unione Sarda
La prof.ssa Carucci intervistata su UNICORE dal TG della RAI e da L'Unione Sarda
GUARDA IL SERVIZIO DI MAURIZIO MELIS ANDATO IN ONDA NELL'EDIZIONE DELLE 13.30 DEL TG DI TCS DEL 6 NOVEMBRE 2020

Il direttore del College universitario Sant'Efisio: "Il dialogo con l’Università di Cagliari, reso più forte da questo progetto, è capace di creare questi ponti. Il nostro college conta 11 docenti dell’ateneo cagliaritano nel Comitato scientifico”

“Si tratta di un progetto in linea con il Magistero della Chiesa - ha sottolineato don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana - che in questi anni ha posto sempre una grande attenzione alla mobilità umana, attraverso l’impegno nell’accoglienza garantito dalle Caritas diocesane e dalle fondazioni e cooperative ad esse collegate”.

Il College Universitario Sant'Efisio – sorto pochi anni fa alle pendici del Colle di San Michele - è la casa che accoglie i tre ragazzi, in una comunità dove vivono già circa cento studenti e studentesse che studiano all’Università di Cagliari. “La condivisione è fondamentale per leggere la vita in una prospettiva più grande – ha chiarito don Emanuele Meconcelli, direttore del College - I tre ragazzi arrivati dall’Eritrea ci aiuteranno a crescere in questo senso, perché la diversità è ricchezza. Il dialogo con l’Università di Cagliari, reso più forte da questo progetto, è capace di creare questi ponti. Il nostro college conta 11 docenti dell’ateneo cagliaritano nel Comitato scientifico”.

L'intervento del direttore del College universitario Sant'Efisio, don Emanuele Meconcelli
L'intervento del direttore del College universitario Sant'Efisio, don Emanuele Meconcelli
GUARDA il servizio di Mario Tasca nel TG di Sardegna 1 - edizione delle 13.30 del 7 novembre 2020 condotta in studio da Luca Neri

RASSEGNA STAMPA

L'UNIONE SARDA del 7 novembre 2020

Cagliari - pagina 25

Progetto dell'Unhcr riservato a ragazzi che scappano dai loro Paesi

Sei rifugiati potranno proseguire gli studi nell'Isola

Sbarca per il primo anno a Cagliari Unicore - corridoi universitari per i rifugiati, un progetto di Unhcr Italia riservato ai ragazzi che scappano dai loro paesi devastati dalla fame e dalla guerra e che vedono nel nostro Paese un punto di riferimento culturale.
Unicore è riservato a 20 studenti rifugiati in tutta la penisola e in Sardegna coinvolgerà sei studenti in possesso della laurea di primo livello ottenuta nel proprio paese d'origine, che hanno ottenuto lo status di rifugiato e vogliono completare gli studi nei due Atenei sardi.
 

«Rete internazionale»
«Il progetto sta dentro una rete internazionale che prova a mettere attenzione sui giovani che scappano per motivi di sopravvivenza con alle spalle dei percorsi di studio», spiega Don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari. «A Cagliari sono già arrivati tre ragazzi eritrei, vengono dal Corno d'Africa e scappano da una dittatura conclamata. Sono partiti dal campo profughi in Etiopia e hanno provato tante vie di fuga per arrivare in Europa ma sono stati sempre riportati indietro, finché la Caritas Italiana non li ha intercettati finalmente a Cagliari».
 

Ospiti del college
Gebremichael Gebrehiwot Weldegebriel, 35 anni, studente di Chimica, Okbit Fishale Desale, 35anni, studente di Informatica e Desalle Kashay Tesfagabr, 40 anni, studente di Ingegneria ambientale sono ospiti del college di Sant'Efisio.
«I ragazzi hanno ricevuto una borsa di studio e hanno a disposizione tutti i servizi, noi abbiamo deciso di accoglierli e ospitarli nella nostra comunità», sottolinea Don Emanuele Meconcelli, direttore del college. «Vogliamo offrire loro un'esperienza vera di famiglia e di casa e accompagnarli nel percorso».
Unicore nasce anche grazie alla cooperazione internazionale Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity e alla sinergia con l'Università di Cagliari e Sassari. «Con questo progetto l'Università rafforza il suo impegno in favore dei ragazzi rifugiati», afferma Alessandra Carucci prorettore all'internazionalizzazione. «Abbiamo aderito con entusiasmo e siamo pronti a dare tutto il supporto necessario sia nel percorso didattico che nella vita quotidiana a Cagliari».
 

Francesca Melis

L'articolo di Francesca Melis su L'Unione Sarda del 7 novembre 2020 a pagina 25
L'articolo di Francesca Melis su L'Unione Sarda del 7 novembre 2020 a pagina 25

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