Roberta Vanni, docente di Biologia applicata al Dipartimento di Scienze biomediche, ricorda il collega Roberto Mezzanotte, scomparso pochi mesi fa
03 September 2020
Roberto Mezzanotte

Amava unire scienza e convivialità, scienza e arte (come nei suoi quadri di "legni colorati" la rappresentava). E sapeva riconoscere ed apprezzare, ma anche praticare, la vera gratitudine

Non mi è facile scrivere di Roberto come di una persona che non c'è più...  Inaspettato e precoce l'accaduto....  troppo viva ancora l'immagine istituzionale, mai separata dalla sua immagine di uomo: in qualsiasi ruolo lavorasse, lo spiccato senso di appartenenza all'Istituzione era tutt'uno con la sua personalità.

Roberto infatti riusciva totalmente a nascondersi dietro la sua "romanità",  così prorompente anche  nel modo apparente di affrontare le cose, quasi non fossero mai serie. Aveva lo stesso apparente atteggiamento anche con la scienza, che amava profondamente in tutte le sue sfaccettature. Le sue problematiche scientifiche non sono mai state scontate e non hanno mai "seguito l'onda":  Roberto si poneva delle problematiche e cercava delle risposte, guidato dalla sua curiosità, senza mai innamorarsi del problema al punto tale da perseguire solo la risposta che riteneva giusta. Ha insegnato a tutti che nella scienza parlano metodo e risultati:  solo il metodo corretto può dare la risposta all'ipotesi, sia che essa rispecchi le tue previsioni sia che, scostandosi da esse, apra nuovi orizzonti.

E' stato un Docente apprezzato per il modo leggero ed allo stesso tempo profondo con cui "seminava" la biologia. E' stato un Presidente di Corso di Laurea che ha apportato un vento di rinnovamento in tempi in cui tutto era fermo, un Membro del Nucleo di Valutazione che, da ex carabiniere quale era stato (e nell'accezione migliore lo era rimasto nell'animo),  è riuscito dove altri avevano rinunciato. E' stato per i suoi collaboratori nazionali, ma anche internazionali, una guida presente e mai invadente che sapeva ben miscelare i momenti di lavoro con il suo spirito dissacrante. Amava unire scienza e convivialità, scienza e arte (come nei suoi quadri di "legni colorati" la rappresentava). E sapeva riconoscere ed apprezzare, ma anche praticare, la vera gratitudine.

Alla fine però, credo che Roberto fosse ai più, ed anche a me, "sconosciuto" nella profondità con cui affrontava la scienza e la vita: l'ho scoperto dalle parole di padre Battista, che ha pronunciato l'omelia per la fine della sua vita terrena e che ci ha detto che Roberto, da sempre,  ha amato confrontare la scienza con la filosofia e la religione e ne parlava con lui con la stessa romanità che gli abbiamo conosciuto, ma senza arroganza e con il grande rispetto che certi argomenti meritano. In quel momento ho capito il grande senso di giustizia che ha sempre permeato le sue scelte, senso messo sempre a disposizione degli Allievi e della nostra Università. Era un generoso.

Roberta Vanni

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