RICERCA SCIENTIFICA AD ALTO VALORE AGGIUNTO. I ricercatori di quattro dipartimenti collaborano con due aziende all’interno del progetto IAPC, finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico con quasi 5 milioni di euro: per aumentare la qualità del prodotto saranno utilizzati metodi matematici moderni per la riduzione del consumo di energia e dei costi, nuove tecniche di gestione e tecnologie dell’informazione e comunicazione, sistemi di tracciamento e accurata caratterizzazione di materie prime, semilavorati e prodotto finale. RASSEGNA STAMPA e TV
19 February 2020
Una parte del team: Alberto Angioni, Mauro Franceschelli, Massimiliano Grosso, Giovanna Mura, Giuseppe Mazzarella, Alessandro Fanti, Gianluca Gatto, Piero Cosseddu

L’idea alla base dell’iniziativa coordinata da Alessandro Fanti, ricercatore del DIEE, è integrare le innovazioni prodotte dalla  comunità scientifica con le conoscenze e competenze della realtà produttiva senza perdere l'artigianalità del prodotto

Sergio Nuvoli

Cagliari, 13 febbraio 2020 - Rendere efficiente e sostenibile la produzione artigianale di pane carasau, sfruttando le nuove tecnologie informatiche ed elettroniche proprie della Industria 4.0: è l’obiettivo del progetto IAPC, acronimo che sta per “Ingegnerizzazione e Automazione del Processo di produzione tradizionale del pane Carasau mediante l’utilizzo di tecnologie IOT”, che coinvolge i ricercatori di quattro dipartimenti dell’Università di Cagliari.

L’idea alla base dell’iniziativa coordinata da Alessandro Fanti, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, è integrare le innovazioni prodotte dalla  comunità scientifica con le conoscenze e competenze della realtà produttiva regionale senza perdere l’artigianalità del prodotto.

“Più nel dettaglio – spiega il professor Fanti, responsabile scientifico del progetto - puntiamo a riprogettare la produzione del pane Carasau, a partire dalla caratterizzazione chimica degli ingredienti sino ad arrivare al delicato processo di cottura, alle tecniche per il confezionamento del prodotto e alla gestione e stoccaggio in magazzino. Il progetto proporrà inoltre l’utilizzo di accurati modelli matematici e di metodologie di calcolo che consentiranno la riduzione del consumo di energia per unità di prodotto e dei costi associati. Inoltre - inserendo nei processi di produzione del pane Carasau nuove tecniche di gestione e tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT) e Internet of Things (IOT), con particolare riguardo ai sistemi di tracciamento ottici e a radio frequenza - contiamo di ottenere una caratterizzazione più accurata della filiera produttiva dalle materie prime, ai semilavorati e garantendo così una maggiore qualità del prodotto finale”.

Al lavoro per ottenere un ottimo Carasau (foto www.sunalle.it)
Al lavoro per ottenere un ottimo Carasau (foto www.sunalle.it)

Il progetto ha una durata di 36 mesi ed è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico sul Fondo per la Crescita Sostenibile “AGRIFOOD” PON I&C 2014-2020, con quasi 5 milioni di euro

Il progetto ha una durata di 36 mesi ed è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico sul Fondo per la Crescita Sostenibile “AGRIFOOD” PON I&C 2014-2020, con un importo di quasi 5 milioni di euro (di cui oltre 2 milioni di pertinenza dell’Università di Cagliari).

IL TEAM. Il progetto, fortemente caratterizzato da un approccio multidisciplinare, coinvolge gli studiosi di quattro dipartimenti: Piero Cosseddu, Mauro Franceschelli, Giorgio Fumera, Gianluca Gatto, Giuseppe Mazzarella, Giovanna Mura (Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica), Renzo Carta e Massimiliano Grosso (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei materiali), Alberto Angioni (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente) e Roberto Baccoli (Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura).

Per la realizzazione delle attività, l’Università di Cagliari collabora con la capofila, lo Studio - A Automazione s.r.l (VAI AL SITO) con sede a Serramanna,  in partnership con M.F.M. di Urrai Salvatora & C. S.N.C  (VAI AL SITO) di Fonni.

Alessandro Fanti, responsabile scientifico del progetto, con Mauro Franceschelli
Alessandro Fanti, responsabile scientifico del progetto, con Mauro Franceschelli

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