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Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo

Visitabile fino al 29 settembre la mostra patrocinata dal Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali che racconta la Sardegna in ottanta scatti, attraverso l'occhio di Max Leopold Wagner e i testi esplicativi di Felice Tiragallo e Salvatore Novellu
08 July 2019
L'immagine della locandina della mostra allestita al SEARCH

Sergio Nuvoli

Cagliari, 8 luglio 2019 – E’ stata inaugurata nei giorni scorsi e rimarrà visitabile fino al 29 settembre allo Spazio SEARCH di Cagliari, la mostra “Max Leopold Wagner - Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo”, curata e prodotta da Ilisso Edizioni e ISRE Istituto superiore regionale Etnografico. La mostra allestita al Sottopiano del Palazzo Civico – patrocinata dal Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali - racconta la Sardegna in ottanta scatti, attraverso l'occhio di Max Leopold Wagner, “il padre della linguistica sarda”, nato a Monaco di Baviera nel 1880 e morto a Washington nel 1962.

L’esposizione, accompagnata dai testi esplicativi di Felice Tiragallo e Salvatore Novellu, è un omaggio all’amore ricambiato, di Max Leopold Wagner per la Sardegna. L’antropologo linguista con la sua opera non solo portò alla luce gli aspetti più importanti dell'idioma isolano, dalla fonetica alla morfologia, dalla formazione delle parole al lessico, ma ritrasse inoltre, alcuni momenti della vita quotidiana della Sardegna dei primi anni del Ventesimo secolo.

Wagner, spostandosi a cavallo o in bicicletta, nei suoi ripetuti viaggi tra il 1905 al 1927, ebbe modo di soggiornare praticamente sull'intero territorio regionale affinando una conoscenza degli abitanti dell'Isola tanto da padroneggiare le varianti cagliaritane e barbaricine della lingua sarda.

La sua è una fotografia che documenta paesaggi, paesi e città, ritratti di donne e uomini rappresentati nel loro quotidiano, intercettando gli aspetti più autentici delle strutture sociali in cui si muovevano.

Dunque Wagner riveste il ruolo di ambasciatore della cultura che esamina, avvicinandosi attraverso le immagini ai suoi studi antropologici, usando una camera 9 x 12 con cavalletto, il che spiega il perché le fotografie in mostra risultano spesso sfocate, o non perfette dal punto di vista tecnico. Ma la forza di questa mostra non è solo da attribuire alla perizia fotografica dell'autore, ma ancor più alla capacità di Max Leopold Wagner di saper raccontare quella Sardegna arcaica e profonda che ancora vive nell'immaginario collettivo.

Felice Tiragallo insegna alla Facoltà di Studi umanistici
Felice Tiragallo insegna alla Facoltà di Studi umanistici

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