UniCa UniCa News News E’ diritto allo studio, anche in carcere

E’ diritto allo studio, anche in carcere

La notizia anche su ILSOLE24ORE e su altre testate nazionali: una serie di seminari all’interno della Casa circondariale di Uta e la possibilità per i detenuti di seguire i corsi on line di UniCa. Il plauso del Provveditore regionale delle carceri: “Progetto pilota che sarà attuato nel resto d’Italia, fa in modo che quello della pena non sia un tempo sospeso, ma possa raggiungere le finalità previste dalle norme. E riduce il rischio di recidiva”. Il Rettore: "Per noi è un valore importante, l'inclusione vale anche qui". Il RESOCONTO e le IMMAGINI, con la RASSEGNA STAMPA
11 June 2019
Studenti e professori con il Rettore fuori dal carcere di Uta prima della lezione della prof.ssa Del Zompo

Quasi una lectio magistralis del Rettore, docente di Farmacologia: "“La musica ci aiuta anche a interagire con maggiore successo e migliora l’integrazione e la coesione tra le persone. Potete utilizzarla qui e quando uscirete"

Sergio Nuvoli

Cagliari, 8 giugno 2019 - E’ stata una lezione di Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, ad aprire il ciclo di seminari organizzati nell’ambito del Polo Universitario Penitenziario di Cagliari, che vede l’Ateneo del capoluogo sardo impegnato nella promozione di attività di formazione universitaria in carcere per garantire il diritto allo studio di condannati e condannate in regime di privazione della libertà. Nella lezione svolta all’interno del carcere di Uta davanti a una trentina di detenuti, la prof.ssa Del Zompo ha affrontato il tema “Musica, emozioni e cervello”: presenti il Procuratore della Repubblica di Cagliari Maria Pelagatti, il  Provveditore regionale delle carceri della Sardegna Maurizio Veneziano, il magistrato di Sorveglianza Ornella Anedda, il direttore della Casa Circondariale Marco Porcu, il comandante del Corpo di Polizia Penitenziaria Andrea Lubello, alcuni docenti dell’Ateneo (che terranno i successivi seminari) e un gruppo di studentesse  e studenti e del corso di laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Socio-lavorativi.

L’iniziativa – che proseguirà nelle prossime settimane con altri seminari che vedranno alternarsi docenti e personale dell’Ateneo cagliaritano - rientra nelle attività dei Poli Universitari Penitenziari (PUP), istituiti dalla CRUI nel 2018 e coordinati dalla Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (CNUPP). Sono attualmente 24 gli Atenei coinvolti e livello nazionale, con attività didattiche e formative in poco meno di 50 Istituti penitenziari e sono circa 600 gli studenti e studentesse iscritti in tutta Italia.

Maria Del Zompo incontra Maria Pelagatti, Procuratore della Repubblica di Cagliari
Maria Del Zompo incontra Maria Pelagatti, Procuratore della Repubblica di Cagliari

Soddisfazione di Maurizio Veneziano, Provveditore regionale delle carceri della Sardegna: "E’ un progetto pilota che parte da Cagliari per essere proposto in tutta Italia. Avvicina il mondo esterno ai detenuti e può ridurre il rischio di recidiva"

“Realizzare questa iniziativa è per noi un valore importante – ha detto Maria Del Zompo rivolta ai detenuti – Siamo sensibili alla vostra situazione e grazie all’impegno dei nostri docenti e dell’amministrazione penitenziaria siamo riusciti ad organizzare un fitto calendario di seminari: l’inclusione è una delle parole chiave del nostro Piano strategico. Ricordatevi che il cervello stimolato nel modo corretto può darci sempre un aiuto”. Quindi la lezione, tra dopamina, sinapsi e neurotrasmettitori, al termine della quale è cominciato un lungo dialogo con i detenuti che hanno rivolto alla professoressa numerose domande: i meccanismi della mente, con i sogni e i ricordi prima di tutto, sono stati i temi più gettonati nella conversazione. Il Rettore ha insistito in particolare sul ruolo svolto dalla musica nella gestione delle emozioni: “La musica ci aiuta anche a interagire con maggiore successo e migliora l’integrazione e la coesione tra le persone – ha aggiunto - potete utilizzarla qui e quando, spero presto, uscirete da qui”.

Ad un anno dalla sua istituzione, il Polo di Cagliari, in stretta collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, ha al suo attivo 15 persone iscritte nei corsi di laurea: da ieri si svolgerà all’interno del carcere di Uta e Massama una serie di seminari interdisciplinari.

“E’ un progetto pilota che parte da Cagliari per essere proposto in tutta Italia – commenta Maurizio Veneziano, Provveditore regionale delle carceri della Sardegna – Questa iniziativa ci permette di avvicinare il mondo esterno ai detenuti per realizzare la finalità dell’inclusione sociale: per ottenere ciò, infatti, occorre che quello della pena non sia un tempo sospeso, ma un periodo utile per offrire alla persona le stesse possibilità che avrebbe fuori. Attività come questa possono ridurre anche il rischio di recidiva”.

Stretta di mano tra Maria Del Zompo e Maurizio Veneziano
Stretta di mano tra Maria Del Zompo e Maurizio Veneziano

Cristina Cabras, la docente delegata del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario: “Garantiamo il diritto allo studio anche delle persone private della libertà. E’ un compito preciso che ci siamo dati"

“Garantiamo il diritto allo studio anche delle persone private della libertà – dice Cristina Cabras, la docente  delegata del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario, che coordina il progetto – E’ un compito preciso che ci siamo dati: stimolare la vostra capacità di apprendere, aumentare l’interesse verso la conoscenza, favorire un uso proficuo della pena. Per seguire i nostri corsi conta essere curiosi, esercitare il proprio diritto di cittadinanza e promuovere relazioni positive”.

Per favorire la partecipazione e l’interesse allo studio negli istituti penitenziari di Uta e Massama il PUP ha quindi organizzato un ciclo di seminari universitari grazie all’impegno di docenti e funzionari dell’organizzazione. I temi proposti durante l’anno riguarderanno l’ambiente, le scoperte scientifiche, il sistema globale, la cittadinanza attiva, storie di vita, la salute. Il progetto PUP-UniCa si propone inoltre di sperimentare per la prima volta in Italia l’erogazione dei corsi e-learning, già erogati dall’Ateneo, negli istituti di Uta e Massama, opportunità che ieri è stata illustrata ai detenuti da Gianni Fenu, docente di Informatica e direttore del Centro e-learning dell’Ateneo.

Foto di gruppo con le studentesse e gli studenti, Marina Mondo e Cristina Cabras, docenti di UniCa
Foto di gruppo con le studentesse e gli studenti, Marina Mondo e Cristina Cabras, docenti di UniCa

RASSEGNA STAMPA

L’UNIONE SARDA di sabato 8 giugno 2019
Cagliari (Pagina 24 - Edizione CA)
Quando la prof va in carcere
Lezione della rettrice Del Zompo su musica, emozioni e cervello
ATENEO. Al via un ciclo di seminari nel Polo universitario penitenziario

Professori in carcere per garantire il diritto allo studio di uomini e donne detenuti. È stata la rettrice Maria Del Zompo ad aprire il ciclo di seminari organizzati dal Polo universitario penitenziario in collaborazione con l'Ateneo, in prima fila nella promozione di attività di formazione universitaria dietro le sbarre. Davanti a Del Zompo, nel carcere di Uta, una trentina di detenuti hanno ascoltato la lezione su musica, emozioni e cervello. Tra gli uditori anche la procuratrice della Repubblica Maria Pelagatti, il provveditore delle carceri, Maurizio Veneziano, il magistrato di Sorveglianza Ornella Anedda, il direttore della Casa circondariale Marco Porcu, il comandante della polizia penitenziaria Andrea Lubello e i docenti universitari che terranno i successivi seminari. Tra i banchi, anche studenti del corso di laurea in Psicologia dello sviluppo.
Il progetto
L'iniziativa rientra nelle attività dei Pup istituiti nel 2018. Oltre al carcere di Uta, sono 23 gli Atenei coinvolti in circa 50 istituti penitenziari, e 600 gli studenti iscritti in tutta Italia. «Realizzare questa iniziativa è per noi un valore importante», ha spiegato Maria Del Zompo rivolgendosi ai detenuti. «Siamo sensibili alla vostra situazione e grazie all'impegno dei nostri docenti e dell'amministrazione penitenziaria siamo riusciti a organizzare un fitto calendario di seminari. L'inclusione è una delle parole chiave del nostro piano strategico. Ricordatevi che il cervello stimolato nel modo corretto può darci sempre un aiuto».
Il tema
Dopamina, sinapsi e neurotrasmettitori. Temi impegnativi ma che spiegati adeguatamente hanno riscosso l'interesse cercato, voluto. Necessario per trasformare una lezione universitaria in un confronto proficuo. È così cominciato un lungo dialogo con i detenuti che hanno rivolto alla professoressa molte domande. I meccanismi della mente, con i sogni e i ricordi prima di tutto, sono stati i temi più gettonati nella conversazione. Maria Del Zompo, farmacologa di fama e docente universitaria alla facoltà di Medicina, oltre che rettrice, ha insistito in particolare sul ruolo svolto dalla musica nella gestione delle emozioni. «La musica - ha detto - ci aiuta anche a interagire con maggiore successo e migliora l'integrazione e la coesione tra le persone. Potete utilizzarla già in carcere e quando, spero al più presto, uscirete da qui».
L'esperienza
Il Polo cagliaritano ha al suo attivo 15 persone iscritte ai corsi di laurea. «È un progetto pilota che parte da Cagliari e ci permette di avvicinare il mondo esterno ai detenuti per realizzare l'inclusione sociale», ha ricordato Maurizio Veneziano. «Garantiamo il diritto allo studio anche delle persone private della libertà», ha aggiunto Cristina Cabras, delegata della rettrice. «Nostro compito è stimolare la vostra capacità di apprendere, aumentare l'interesse verso la conoscenza, favorire un uso proficuo della pena».
Andrea Piras

L'UNIONE SARDA
L'UNIONE SARDA

ILSOLE24ORE
PIANETA ATENEI
L’ateneo di Cagliari attiva progetto pilota nelle carceri

di Davide Madeddu

Una serie di seminari in carcere, con i docenti universitari, perché quello della pena non sia “un tempo sospeso”. Ma si possa avviare un percorso finalizzato al reinserimento nella società, contrastando allo stesso tempo il fenomeno della recidiva. Questi i propositi del progetto pilota portato avanti dall'università di Cagliari nel polo penitenziario universitario che riguarda le carceri di Uta (nel Cagliaritano) e Massama (nell'Oristanese) e presentato nei giorni scorsi con la prima lezione del rettore dell'università di Cagliari, Maria Del Zompo proprio a Uta.
Un'iniziativa che non si limita a un solo giorno ma proseguirà anche in futuro, a iniziare dalle prossime settimane, con altri seminari. I temi proposti durante l'anno riguarderanno l'ambiente, le scoperte scientifiche, il sistema globale, la cittadinanza attiva, storie di vita, la salute.
«Il progetto Pup-UniCa si propone inoltre di sperimentare per la prima volta in Italia – chiariscono dall'ateneo - l'erogazione dei corsi e-learning, già erogati dall'Ateneo, negli istituti di Uta e Massama, opportunità illustrata ai detenuti da Gianni Fenu, docente di Informatica e direttore del Centro e-learning». Il tutto nell'ambito delle attività previste dai poli universitari penitenziari istituiti nel 2018 e coordinati dalla Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari. L'università di Cagliari è uno dei 24 atenei coinvolti nel progetto che conta 600studenti iscritti in tutta Italia e poco meno di 50 istituti penitenziari. Nel polo universitario penitenziario sono 15 i detenuti iscritti ai corsi di laurea.
Il rettore dell'università di Cagliari ha affrontato le diverse tematiche e spiegato gli aspetti del progetto anche dopo la sua lezione a Uta, tra dopamina, sinapsi e neurotrasmettitori. Non è tutto. Il progetto pilota, come ha commentato il provveditore regionale delle carceri della Sardegna, Maurizio Veneziano «parte da Cagliari per essere proposto in tutta Italia» perché permette di «avvicinare il mondo esterno ai detenuti per realizzare la finalità dell'inclusione sociale». Attività che «possono ridurre anche il rischio di recidiva».

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